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sabato 17 dicembre 2011

BOCCIATI ANCHE ALLE ELEMENTARI: i docenti del circolo Didattico Don Milani di Terni respingono i quiz INVALSI.

Anche il collegio docenti del Circolo Didattico Don Milani ha bocciato le prove INVALSI con un’ampia maggioranza: 32 docenti hanno votato contro, 19 a favore e 4 si sono astenuti. Nonostante le pressioni della Dirigenza i docenti hanno compreso la truffa che si cela dentro questi “quiz senza qualità” e li hanno respinti al mittente.

A Terni molte scuole superiori (il 30%) hanno deliberato contro i quiz INVALSI e ora la protesta si estende anche alle scuole elementari.

I quiz INVALSI non hanno nessun valore didattico, riducono l’insegnamento ad un concorso a premi sul modello “rischiatutto”. Molti quiz contenevano errori. Tra l’altro, oltre all’inconsistenza formativa e valutativa, sono il riciclaggio di un fallimento già sperimentato negli USA: i docenti tendono a suggerire le risposte agli alunni se gli stipendi ed i fondi assegnati alle varie scuole dipendono dall’esito di questa buffonata.

Mai come in questa occasione ci siamo accorti come i Dirigenti scolastici ormai non sono più i vecchi presidi, cioè colleghi, primi inter pares, ma funzionari del ministero che lo stesso MIUR manda allo sbaraglio. L’anno scorso hanno tentato di spacciare la menzogna che i quiz INVALSI come obbligatori, dimenticando di dirci che sono obbligatori per l’INVALSI, non per i docenti né per gli istituti scolastici. Li invitiamo a svolgerli di pomeriggio, con personale INVALSI, non interrompendo l’attività didattica nè sfruttando, gratis, i docenti! Non siamo funzionari dell’INVALSI, ma liberi docenti! Hanno inoltre mentito agli studenti ed alle famiglie affermando che i test erano anonimi, hanno chiesto dati sensibili ai minori violando la privacy delle famiglie.

La truffa che si cela dietro il baraccone INVALSI è ormai chiara a tutti: dopo anni di menzogne in cui ci hanno preso in giro raccontandoci che questi quiz servivano a valutare gli studenti, ormai è palese che serviranno a “valutare” (?) insegnanti e scuole: basta leggere le ultime dichiarazioni della Gelmini, di Tremonti, di Berlusconi che legano i nostri stipendi ai risultati delle prove INVALSI. Anche Profumo e Monti continuano nella stessa linea.

Si ritenta di far entrare dalla finestra quel concorsaccio che nel 2000 cancellammo imponendo le dimissioni al Ministro Luigi Berlinguer. L’ossessione valutativa continua ed invece di investire sulla scuola e sull’educazione ci si ostina a investire solamente nella frammentazione del corpo docente ed in una gerarchia stipendiale basata su un inconsistente quiz-truffa.

Ci hanno bloccato gli stipendi, allungato l’età pensionabile, rubato parte della tredicesima ed il bottino servirà, in parte, a finanziare indecenti meccanismi per creare ranking (cioè classifiche) di docenti e scuole con l’obiettivo di una guerra di tutti contro tutti nelle e tra le scuole.

Noi diciamo che la scuola pubblica va difesa e valorizzata tutti insieme, senza introdurre meccanismi di concorrenza tra docenti perché le scuole e l’educazione non sono aziende e funzionano solo con la partecipazione collegiale, con la cooperazione e con un’organizzazione struttura che valorizza la collaborazione tra pari e la libertà di insegnamento, non piegata a standard e parametri unificati ma contestualizzata ai molteplici contesti umani e relazionali che ogni anno troviamo nelle nostre classi.
COME COBAS PROMUOVEREMO ALL’INIZIO DEL PROSSIMO ANNO UN SECONDO CONVEGNO DI FORMAZIONE NAZIONALE PER DOCENTI ED ATA SULL’INVALSI.



DIFENDIAMO LA SCUOLA BENE COMUNE, BLOCCHIAMO I TEST INVALSI, BOCCIAMO LA SCUOLA AZIENDA, LA SCUOLA MISERIA.

LADRI DI TREDICESIME

Insegnanti vecchi e nuovi ladri di tredicesime…


di Carlo Salmaso


Se siete insegnanti, se fate questo lavoro da più di venti anni, se non avete ancora dato un’occhiata al vostro cedolino del mese di dicembre, quello che contiene anche la vostra tredicesima, beh, se avete tutte queste caratteristiche vi invito ad entrare nel portale stipendi e a leggere attentamente la vostra busta paga.
Per comprendere meglio il perché di questo invito, scaricate anche il cedolino equivalente dello scorso anno scolastico (è ancora caricato) e fate il confronto.
Come dite? Trovate che quello di quest’anno sia decisamente inferiore?
Eh sì, cari voi è questa la bella notizia: la vostra tredicesima quest’anno è più bassa di quella dell’anno passato di una cifra che varia fra i 150 e i 300 euro!
A questo punto vi chiederete, ma perché?
Andiamo con ordine.
Il “regalino” lo trovano tutti quegli insegnanti che hanno uno stipendio lordo annuale superiore ai 28.000 € (ultimo gradone stipendiale se lavorate nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie, ultimi due se lavorate nella scuola secondaria di primo grado, ultimi tre se lavorate nella secondaria di secondo grado).
Se il vostro stipendio lordo ha queste caratteristiche, per la parte eccedente i 28.000 € l’aliquota Irpef sale infatti dal 27% al 38%; attenzione, solo per la parte eccedente!
Tenendo presente che i nostri stipendi lordi superano non di molto i 28.000 € e che quasi tutti abbiamo deduzioni e detrazioni che permettono di abbassare l’imponibile Irpef, fino allo scorso anno scolastico la nostra tredicesima veniva tassata con un’aliquota massima del 27%.
Quest’anno no!
Con un’operazione di dubbia trasparenza (quanti di voi ne erano al corrente?) tutta la vostra tredicesima viene tassata in via cautelativa al 38%, e questo comporta le differenze a cui accennavo più sopra (in meno) fra il cedolino del 2010 e quello del 2011; diciamo che se tutto andrà dritto (?), forse rivedremo quanto ci è stato “elegantemente” sfilato dalle tasche in febbraio 2012 (adeguamento alle trattenute) o al momento del conguaglio del 730 in luglio.
Uno scherzetto mica male, eh?!
Evidentemente non era sufficiente aver bloccato i nostri rinnovi contrattuali per cinque anni, aver bloccato gli scatti stipendiali per (almeno) due anni, mandarci in pensione con cinque/sei anni in più di lavoro e con meno soldi, averci bloccato per due anni la riscossione della buonuscita: no, era necessario anche prelevare in anticipo dalla nostra tredicesima una quota probabilmente superiore a quanto dovuto.
Tenendo presente l’età media della classe insegnante, diciamo che circa 450.000 colleghi subiranno una trattenuta media di circa 225 € in più: un bottino di almeno 100 milioni di euro.
Con questi soldi avranno forse trovato i fondi sufficienti per poter retribuire i “meritevoli” colleghi che si presenteranno alla nuova edizione del progetto “Valorizza”…
Buon Natale a tutti…

TFA: DECRETO IN GAZZETTA UFFICIALE

E' stato pubblicato nella G.U. n. 288 del 12/12/11 il testo del "DECRETO 11 novembre 2011 - Definizione delle modalità di svolgimento e delle caratteristiche delle prove di accesso ai percorsi di tirocinio formativo attivo di cui all'articolo 15, comma 1, del decreto del Miur 10/9/10, n. 249".

RIDIMENSIONAMENTO...

una nota sul ridimensionmento deli istituti apre la possibilità di una compansazione, una sorta di media rispetto al numero di 1000 (o 600) studenti.
Ecco la nota del 13 dicembre del MIUR

elezioni RSU nella scuola

Il sito Aran conferma le seguenti date per le elezioni RSU:
20 gennaio inizio raccolta firme per la presentazione delle liste;
30 gennaio insediamento commissione elettorale;
8 febbraio  termine presentazione liste
dal 5 al 7 marzo  votazioni
8 marzo si scrutinano le schede

molte sono le perplessità ma i cobas partecipano nonostante il furto delle assemblee in orario di lavoro e la mancanza di una lista nazionale che garantisca un vero meccanismo di rappresentanza e non le solite mafiette dei sindacati concertativi e/o collaborativi
qui il protocollo che esce dall'ARAN/sindacati di stato

il feticcio invalsi: Profumo... di adorazione dei quiz truffa...

Il ministro Profumo è un adoratore dell'INVALSI e della gerarchia stipendiale dei docenti e lo dichiara apertamente, altro che la Gelmini che fa le gaffe! 
Ormai invalsi e carriera sono esplicitamente unite.
Qui sotto il comunicato stampa del ministro 

Ufficio Stampa
Roma, 7 dicembre 2011
Scuola, la valutazione come fattore di miglioramento e sviluppo
Profumo: "Trasparenza, confronto sui dati e innovazione primi passi per una scuola più moderna"
La valutazione, come fattore imprescindibile per attivare qualunque processo di miglioramento sia nella scuola che nell’università, è stata il tema del convegno L'avvio del sistema di valutazione in Italia come fattore di miglioramento e di sviluppo, tenuto oggi a Roma, presso la sede del Cnr.
La giornata ha visto la partecipazione del Direttore dell’Educazione OCSE
Barbara Ischinger, del Direttore CERI/OCSE Dirk Van Damme, della Banca d’Italia, dell’Associazione TreeLLLe e della Fondazione per la Scuola della Compagnia di S. Paolo.
In occasione dei lavori sono stati presentati i risultati di “Valorizza”, il progetto sperimentale dedicato alla valutazione dell’attività dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado, che ha coinvolto 33 istituti di Piemonte, Lombardia e Campania, per individuare e valorizzare gli insegnanti che si sono distinti per un generale apprezzamento.
La centralità della valutazione è oggi una questione ineludibile, come dimostrano i quesiti che la Commissione Europea ha posto al Governo Italiano in tema d’istruzione, in occasione della Richiesta di chiarimenti sulle misure da intraprendere dal Paese per superare le attuali difficoltà economiche: “Quali caratteristiche avrà il programma di ristrutturazione delle singole scuole che hanno ottenuto risultati insoddisfacenti?” e “Come intende il governo valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole?”.
Nel suo intervento, il ministro Francesco Profumo ha sottolineato: “la valutazione, centrale in ogni processo di cambiamento, non deve essere vista come un atto ‘sanzionatorio’ nei confronti dei docenti, ma in funzione di un miglioramento della qualità della scuola, tramite prove strutturate e standardizzate, che consentano confronti tra i risultati.
Analogamente - ha proseguito il ministro - attraverso la valutazione, le scuole potranno esprimere pienamente la propria autonomia responsabile tramite la trasparenza del proprio operato, in linea con le migliori esperienze internazionali. Questo processo va inserito in un contesto più ampio, che contempli l’intero orizzonte della ‘smart city’, cioè di una città in cui i servizi ai cittadini siano accessibili, trasparenti, condivisi.
Pertanto, il Miur renderà disponibili i dati in possesso del proprio sistema informativo, mentre lascerà alle scuole, nella loro autonomia, la diffusione dei risultati sulle valutazioni degli apprendimenti e dell’offerta formativa.
In questa prospettiva sarà altrettanto importante che la scuola entri a pieno diritto nell’innovazione del sistema Paese, adeguandosi alle esigenze educative delle nuove generazioni di studenti, che ci chiedono competenze digitali, linguistiche, organizzative e logiche all’insegna della massima flessibilità cognitiva. Una sfida che questo governo ha intenzione di intraprendere”.


venerdì 16 dicembre 2011

VOLANTINO COBAS FIAT MIRAFIORI


RESISTEREMO UN MINUTO IN PIU’…

Il 13 dicembre 2011 con la firma del “contratto auto”, Marchionne ha raschiato il fondo del barile di quanto restava ancora  in Italia della tradizione dei valori universali del lavoro: il modello new co. non è altro che la giungla dove si vogliono lavoratori e lavoratrici ridotti/e ad individui soli alla mercè della legge del più forte, del profitto d’impresa e del mercato. Abbandonati perfino dai sindacati, perchè Fim-Uil-Fismic e sindacatini gialli che hanno firmato l’Accordo con Marchionne sono solo più in ruolo di “controllori” per conto del padronato.
L”uomo dell’anno”,  « Marchionne l’uomo che ha salvato l’industria dell’auto » è  il  titolone del settimanale Time, ottiene carta bianca: cancella gli accordi preesistenti; sanziona il diritto costituzionali di sciopero, depreda la libertà e agibilità sindacale dei sindacati conflittuali che non si sono subordinati; saccheggia il denaro pubblico della cassa integrazione.
E in fabbrica ? I 18 turni diventano automatici ed esigibili senza contrattazione, 120 ore di straordinario obbligatorio sottoposto ai sistemi famigerati di ritmi, taglio di 10 minuti di pausa, lo spostamento della mensa a fine  turno, e perfino la penalizzazione della malattia, con il non pagamento di almeno 2 giorni in caso di assenze superiori al 3,5% sulla media di stabilimento,.
Con l’impudenza di non dare nulla in cambio… a meno che si consideri quello che vantano i sindacati servi firmatari. Uno 0,5 % in più dell’azienda sui fallimentari Fondi pensione. Gli aumenti salariali orari, tanto strombazzati da Fim-Uilm-Fismic sono in realtà una risistemazione di voci già esistenti e hanno effetto solo a fronte di straordinari e aumento dei turni: grazie tante.. se ti spremi di prendi qualcosa in più !. Anche il mirabolante premio produzione  di 600 euro nel 2012 è un imbroglio, legato alla presenza sul lavoro di 870 ore in sei mesi !. 
E intanto la “manovraccia” del governo Monti violenta le pensioni. Dal 1°gennaio 2012 verrà abolito il sistema retributivo e sostituito con il contributivo per tutti, generando pensioni molto più povere  Sempre dal 2012 sono abolite le attuali pensioni di anzianità, sostituite da 42 anni di contributi per gli uomini e 41 per le donne,. L’età anagrafica  sarà portata a 66 anni: subito per gli uomini, e progressivamente da 62 a 66 per le donne: nel 2018, tutti, uomini e donne, potranno andare in pensione solo più per vecchiaia con un progressivo aumento dell’età minima fino a 70 anni. In conclusione… dal lavoro alla tomba.
 E che fine fanno le RSU elette?  Verranno fatte decadere subito ?…. ci mancherebbe solo più la disdetta da parte di Cisl-Uil  dell’accordo interconfederale del dicembre 1993, che introduceva le Rsu. Intanto Marchionne piega anche la cig ai suoi voleri, e condanna le Rsu e i lavoratori più combattivi a non entrare in fabbrica e non per pochi giorni all’anno.
 Difenderemo con tutte le nostre forze i diritti costituzionali che non possono essere annegati nell’arroganza di un patto padronale: l’art 39 sancisce la libertà sindacale e l’art. 40 difende il diritto di sciopero. Con  o  senza  Rsu manterremo i presidi dei militanti Cobas, impedendo discriminazioni e licenziamenti: l’art.18 L.300/70 ”giusta causa” è sempre in vigore e delegittima il famigerato art. 8 introdotto dal governo Berlusconi. Con  o  senza  Rsu, i Cobas  sosterranno le vertenze  aziendali e di gruppo con l’utilizzo di tutte le forme di lotta.
 
COBAS FIAT MIRAFIORI
CONFEDERAZIONE COBAS
Sede Provinciale TORINO: via San Bernardino, 4 – Torino
Sede Mirafiori: via Cercenasco, 23/c-10135 Torino-tel. 011 19822034