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sabato 30 aprile 2016

Consiglio di Stato ammette i non abilitati e la politica va nel caos

Non si sono fatte attendere le reazioni da parte della politica, alla decisione del Consiglio di Stato con cui alcuni ricorrenti non abilitati sono stati ammessi con riserva a partecipare al concorso.

Con una dichiarazione resa a qualche ora di distanza dalla diffusione della notizia della decisione sui non abilitati e sui diplomati ad indirizzo linguistico, il deputato del Pd e componente della Commissione cultura Simona Malpezzi ha espresso un parere fortemente critico verso la pronuncia dei Giudici di Palazzo Spada.
Dalle dichiarazioni dell'on. Malpezzi emergono due certezze: la prima è che non è stata ben compresa la pronuncia cautelare, la seconda è che il Pd sta tentando di difendere a tutti i costi la Legge 107/15, sebbene comincino a presentarsi i primi nodi al pettine.
La deputata componente della Commissione cultura in particolare ha dichiarato che la decisione del Consiglio di Stato in merito all'ammissione con riserva dei non abilitati al concorso si fonderebbe sui precedenti della sezione relativa alla questione di merito.
Sulla base di tale erronea premessa, l'on. Malpezzi ha quindi già sentenziato che la pronuncia del Consiglio di Stato "non sembra avere alcuna fondatezza considerato che, nel frattempo, la legge è stata modificata. Il dettato della legge 107 sulla Buona scuola è molto chiaro: per insegnare serve un titolo abilitante. Comunque vorrei chiarire che per ora non è stato espresso nessun pronunciamento favorevole. Questa impostazione è a nostro avviso scorretta e si pone in netto contrasto con le norme contenute nella Buona scuola che assai ragionevolmente prevedono che per accedere al ruolo nella scuola sia necessario aver conseguito prima un titolo abilitante”.
 Peccato che la deputata Pd abbia clamorosamente confuso la motivazione dell'ordinanza emessa sul ricorso per i diplomati ad indirizzo linguistico, con quella dell'ordinanza sui non abilitati, considerato che solo nella prima il Consiglio di Stato ha fatto richiamo ai propri precedenti in materia, e non pure nella seconda.
E' evidente, in ogni caso, che la pronuncia del giudice amministrativo d'appello si pone in contrasto con le disposizioni di cui alla Legge 107 ma, forse è il caso di ricordarlo alla componente della Commissione cultura della Camera, in tutti i ricorsi pendenti sull'identica questione è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale della Legge 107.
Pertanto, qualora in sede di merito il giudice amministrativo dovesse ravvisare che ne sussistono i presupposti, potrà inviare gli atti alla Corte costituzionale che, a sua volta, avrebbe potere di dichiararne la illegittimità costituzionale; dimentica peraltro l'on. Malpezzi che il Tar Lazio ha già inviato gli atti alla Corte costituzionale, sospettando di incostituzionalità le disposizioni della legge 107, laddove viene negata la possibilità di partecipare al concorso ai docenti già di ruolo.
Di contro, a fronte di cotanta scarsa chiarezza sul cosa stia effettivamente succedendo, l'on.le Malpezzi ha preannunciato battaglia da parte del Miur che arginerà il tentativo di aprire il concorso ai non abilitati.

Concorso docenti, il Consiglio di Stato apre a laureati e diplomati linguistici

Piomba sul concorso a cattedra iniziato ieri, con le prime prove scritte, la sentenza delConsiglio di Stato che accoglie il ricorso presentato da diversi studi legali, ribaltando la decisione del Tar Lazio e ammettendo i laureati privi di abilitazione a partecipare oltre ai diplomati magistrali a indirizzo linguistico.


Il Consiglio di Stato con ordinanze numero 1598/16 e 1600/16 riforma rispettivamente l'ordinanza di rigetto (laureati) e sospende la sentenza negativa (diplomati magistrali ad indirizzo linguistico), concedendo l'ammissione con riserva alle prove concorsuali, che laddove svolte dovranno essere rinnovate. I laureati hanno diritto a partecipare a tutte le prove ma a vedersi riconosciuto l'inserimento nelle finali graduatorie di merito soltanto dopo il definitivo pronunciamento, se favorevole, del giudice amministrativo.

Ricordiamo, però, che l'efficacia del provvedimento è valida solo per i ricorrenti, ma si tratta di un'apertura per tutte le altre decine di migliaia di aspiranti hanno proposto ricorso, che vorranno ottenere analogo provvedimento.

venerdì 15 aprile 2016

Cobas: 12 maggio sciopero anche contro i "quiz" Invalsi


I Cobas non hanno dubbi: per contrastare gli effetti nefasti della legge 107 (ma anche per difendere i diritti dei precari) bisogna aderire agli scioperi di maggio.

Il 12 maggio ci sarà lo sciopero di tutto il personale della scuola, il 4 e il 5 sciopereranno i docenti delle scuole primarie e dell'infanzia (in Sardegna anche gli Ata): gli "stop" sono concomitanti con le prove Invalsi che assumono secondo i Cobas un ruolo assolutamente centrale nel progetto di riforma (anzi di "controriforma") della scuola voluto dal Governo.
"Appare sempre più chiaro il ruolo cruciale che nella scuola ricoprono i quiz Invalsi - si legge in un comunicato di poche ore fa -  Per la “valutazione” di docenti, studenti e scuole e per i finanziamenti, l’apparato ministeriale intende imporre l’unico elemento che ritiene dotato di una parvenza di 'oggettività statistica': e cioè i risultati degli assurdi indovinelli invalsiani. Il 4 e 5 maggio (elementari) e il 12 maggio (superiori) si rinnoverà il rito insensato dei quiz, contro il quale avrà ancora più rilievo degli anni scorsi l’opposizione frontale dei lavoratori/trici della scuola, degli studenti e dei genitori che intendono difendere la qualità e i valori della scuola pubblica. Già lo scorso maggio gli insulsi indovinelli vennero sbeffeggiati e annullati in tantissime scuole dallo sciopero indetto dai COBAS e dal boicottaggio di studenti e genitori".
Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, così spiega la decisione:  "Tenendo conto anche dell’emarginazione/espulsione di una marea di precari, dell’indegno trattamento riservato agli ATA e ai neo-assunti nell’ 'organico funzionale' (eufemismo che copre la 'supplentite'), e del perdurare del blocco contrattuale (da 7 anni) che ha ulteriormente impoverito docenti ed ATA, abbiamo  convocato per il 12 maggio lo sciopero generale di tutte le scuole, con manifestazioni nelle principali città, nonché lo sciopero del personale docente (in Sardegna anche degli ATA) della scuola primaria il 4 e il 5 maggio per il boicottaggio dei quiz". 
Anche per i Cobas, come per Gilda e Unicobas, ci sono altri motivi per scioperare: "Scioperiamo contro la 107 e in particolare contro il premio di “merito”, la chiamata diretta da parte del preside per incarichi solo triennali (negli ambiti territoriali), l’obbligo di alternanza scuola-lavoro di 200 ore nei licei e di 400 nei tecnico-professionali, l’accordo sulla mobilità."
Per non parlare poi  della questione del rinnovo contrattuale che secondo i Cobas deve essere affrontata subito e con adeguati riconoscimenti salariali per tutto il personale- R. Palermo TDS

martedì 12 aprile 2016

Mobilità, partita per 300mila

Uffici scolastici costretti agli straordinari, per ogni categoria di prof regole diverse

Sede definitiva per i docenti dell'organico del sostegno

I docenti che intendono cambiare scuola nell'ambito della stessa provincia hanno tempo dal fino al 23 aprile prossimo per presentare la domanda. Il termine è stato fissato dal ministero dell'istruzione con l'ordinanza annuale sulla mobilità, che è stata pubblicata venerdì scorso. E vale solo per i docenti già in ruolo nell'anno 2014/2015 e per i neoimmessi in ruolo nella fase 0 e nella fase A. Per questi ultimi, la domanda servirà per ottenere l'assegnazione di sede definitiva. I neoimmessi nella fase B e nella fase C e coloro che intendono cambiare provincia dovranno invece attendere fino al 9 maggio e avranno tempo fino al giorno 30 dello stesso mese per presentare le istanze. Le domande dovranno essere inoltrate via web corredate dagli allegati, che serviranno ad autocertificare i titoli fatti valere nelle domande.
La mobilità coinvolgerà circa 300mila docenti e comporterà una mole impressionante di operazioni, che metterà a dura prova la tenuta del sistema informativo dell'istruzione. Un vero slalom tra le varie regole che cambiano a seconda della tipologia di contratto, con varie eccezioni, che costringerà gli uffici scolastici a fare gli straordinari, probabilmente rinunciando anche alle ferie estive. Lo slittamento in avanti dei termini, infatti, comporterà che gli esiti andranno a regime nel mese di agosto, facendo slittare anche le immissioni in ruolo e le operazioni di assunzione a tempo determinato. L'ordinanza giunge al termine di un braccio di ferro tra il ministero dell'istruzione da una parte e il ministero dell'economia e il dipartimento della funzione pubblica dall'altro.
In prima battuta, gli organi di controllo avevano manifestato qualche perplessità circa la mancata applicazione degli ambiti già da quest'anno. E soprattutto in riferimento al rinvio ad una sequenza contrattuale che dovrebbe regolare la chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi. 
Resta da vedere quali saranno i margini di trattativa in quest'ultima materia che è stata ormai decontrattualizzata. E dunque, le relative disposizioni di attuazione non dovrebbero essere di competenza del tavolo negoziale. In ogni caso, la sequenza contrattuale dovrà essere adottata entro 30 giorni dalla stipula del contratto sulla mobilità. La mobilità si svolgerà in 4 fasi.
I FASE. La prima fase dei movimenti, che avverrà a livello provinciale, riguarderà i docenti già in ruolo nell'anno scolastico 2014/2015. In questo stadio saranno trattati anche gli insegnanti appartenenti alla dotazione organica del sostegno delle scuole superiori (Dos). Che fino ad ora non avevano mai avuto titolo a una sede definitiva. Questa particolare tipologia di docenti, infatti, di anno in anno, veniva collocata nella fase della mobilità annuale, sui posti in organico di fatto, tramite la presentazione di domande di utilizzazione. Dal 1° settembre prossimo, invece, è prevista l'assegnazione di una sede definitiva di titolarità. Così come avviene per i docenti di sostegno delle scuole medie. In questa prima fase saranno trattati anche i docenti soprannumerari, i trasferiti d'ufficio nell'ottennio e quelli appartenenti a classi di concorso in esubero. Ognuno di loro potrà chiedere il trasferimento nella provincia di titolarità secondo le vecchie regole. Mantenendo cioè il diritto alla sede di titolarità anche ad esito della mobilità. Che avverrà previa presentazione della domanda di trasferimento, compilata indicando le scuole di preferenza e i codici meccanografici. Qualora una di queste preferenze dovesse essere accolta, il risultato sarà l'assegnazione della titolarità nella sede prescelta.
I docenti già in ruolo nell'anno scolastico 2014/2015 saranno trattati con priorità rispetto ai neoimmessi in ruolo. E dunque, ai fini dei movimenti, saranno considerati disponibili anche i posti attualmente occupati (in via provvisoria) dai neoimmessi ruolo. I docenti assunti a tempo indeterminato nelle fasi 0 ed A saranno trattati immediatamente dopo. Anche loro potranno ottenere una sede definitiva di titolarità, presentando la domanda seguendo le vecchie regole, indicando i codici meccanografici delle scuole e la dizione in chiaro.
FASE II. Per quanto riguarda la mobilità interprovinciale, i docenti già in ruolo nel 2014/2015 potranno presentare la domanda e saranno trattati in via prioritaria. La mobilità assumerà rilievo tra ambiti. Ma se l'interessato dovesse ottenere il trasferimento nell'ambito indicato per primo nella domanda di trasferimento, assumerà la titolarità nella sede che gli sarà assegnata. Se lo otterrà per un altro ambito, non otterrà la titolarità della sede e sarà assoggettato alla chiamata diretta da parte del dirigente scolastico.
Dopo i prof già in ruolo nel 2014/2015, saranno trattati i docenti assunti nelle fasi B e C tramite lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi ordinari. Costoro, per ottenere l'assegnazione ad un ambito territoriale definitivo, dovranno indicare tutti gli ambiti della provincia alla quale sono stati assegnati all'atto dell'assunzione. La sede di servizio sarà assegnata ad esito della chiamata diretta da parte del dirigente scolastico. Questi movimenti avverranno in deroga al vincolo di permanenza triennale nella provincia. E dunque, anche i neoimmessi in ruolo potranno produrre la domanda di trasferimento anche per altre province. Fermo restando che, questi ultimi, potranno indicare gli ambiti e non le scuole.
Fase III. I docenti neoassunti nelle fasi B e C, tramite lo scorrimento delle graduatorie esaurimento, saranno assoggettati alla mobilità su tutto il territorio nazionale. E dunque, riceveranno l'assegnazione all'ambito territoriale definitivo all'esito della presentazione di una domanda, nella quale dovranno indicare 100 ambiti e 100 province. Coloro che non lo faranno otterranno l'assegnazione all'ambito d'ufficio. La sede di servizio sarà assegnata invece per chiamata diretta del dirigente scolastico.
Fase IV. I docenti immessi in ruolo dalle graduatorie del concorso ordinario in una qualsiasi delle fasi del piano straordinario di assunzioni (0, A, B e C) potranno comunque presentare la domanda di trasferimento interprovinciale in deroga al vincolo triennale. Ma non assumeranno la titolarità della sede e saranno assoggettati alla chiamata diretta a da parte dei dirigenti scolastici.
MOBILITÀ PROFESSIONALE. Ai passaggi di ruolo ed ai passaggi di cattedra sarà assegnato il 25% dei posti vacanti e disponibili. Sempre che non vengano a crearsi situazioni di soprannumero. Nel qual caso, i posti vacanti e disponibili dovranno essere utilizzati prioritariamente per ricollocare il personale in esubero.

CONCORSO TRUFFA: NON SI TROVANO COMMISSARI PER IL CONOCORSO PER I COMPENSI MISERIA DEL GOVERNO RENZI

Renzi, dopo le polemiche sulle retribuzioni da fame previste per i commissari impegnati nell'imminente concorso della scuola, 63 mila i prof da arruolare, annuncia che il governo è pronto ad allargare i cordoni della borsa. Il rifinanziamento potrebbe aggirarsi tra i 2 e i 3 milioni di euro. Ne prevedeva 5 di milioni un emendamento preparato dal dicastero dell'istruzione alla legge di Stabilità, a copertura di tutte le spese del concorso, a partire dai compensi per i commissari. Emendamento che non ha mai superato però la verifica preventiva del ministero dell'economia, che ha fatto prevalere la netta contrarietà a ogni finanziamento ad hoc. 

Con la scandalosa tassa che hanno pagato i candidati, 10 euro per ogni domanda,165 mila circa i candidati, ma alcuni hanno fatto una doppia domanda, il dicastero guidato da Stefania Giannini ha incassato circa 2 milioni di euro. L'obiettivo adesso è raddoppiare i compensi. Non ancora decisa la via normativa per rimpinguare il fondo: potrebbe anche bastare un atto dell'amministrazione trasteverina. Nel caso in cui si dovesse preferire il veicolo legislativo, il primo treno pronto è quello del ddl di conversione in legge del decreto legge su scuola e università in discussione al senato, in commissione istruzione. Il termine per gli emendamenti scade giovedì prossimo (ma relatore e governo hanno facoltà di presentare proposte di modifica anche dopo). In questo caso si darebbe anche il segnale di una scelta più politica. 
I tempi per decidere sono stretti, e non tanto perché il dl al senato sarà chiuso in tempi rapidi, e senza ulteriori modifiche alla camera, ma perché il concorso è alle porte.
Oggi sarà pubblicato il calendario delle prove, si inizia il 28 aprile con le superiori, sono previste due sessioni al giorno, la prima prova dovrebbe finire entro un mese. E sono salite a 10 le regioni che si sono viste costrette a riaprire i termini per i candidati al ruolo di commissari vista la carenza di personale che finora ha fatto domanda. A pesare proprio i compensi esigui, a cui si aggiunge il fatto che non è previsto neppure l'esonero dall'insegnamento.
I compensi-miseria previsti dall'attuale decreto sono di 251 euro per i presidenti e 209 euro per i commissari. Si tratta di compensi forfettari, ai quali si devono aggiungere 50 centesimi per ogni elaborato corretto e candidato esaminato. Non si potrà comunque arrivare a percepire più di 2.051 euro. Ma le grane non finiscono con i compensi. La prima prova sarà computer based. Reperiti 90 mila pc, molti prestati dalle università, solo 70mila hanno superato le verifiche del Cineca: si spera bastino. Intanto, le direzioni regionali continuano a cercare aule disponibili. E al ministero tengono le dita incrociate che il Tar non ammetta i laureati non abilitati. In questo caso, con migliaia di nuovi candidati, il destino del concorso sarebbe una vera incognita.

DAL 9 APRILE PARTE LA RACCOLTA FIRME PER I REFERENDUM SOCIALI


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Referendum sociali, parte la raccolta firme. Sabato e domenica banchetti in tutta Italia su scuola, trivelle, inceneritori e beni comuni
Sabato 9 aprile conferenza stampa a Terni, piazza della Repubblica ore 11:00
Quattro quesiti referendari contro la "cattiva scuola" del governo Renzi, due per salvare l'ambiente da trivelle e inceneritori e una petizione popolare per ritirare il decreto Madia, che prova di nuovo a privatizzare i servizi pubblici, nonostante l'esito del referendum 2011. 
Sono questi i temi su cui il movimento per la scuola, quello per l'acqua pubblica, la campagna contro le devastazioni ambientali e le trivellazioni e quello contro il piano nazionale inceneritori chiedono di dare la parola agli italiani.

Da Sabato 9 e domenica 10 aprile, centinaia di banchetti saranno allestiti in tutta Italia per raccogliere le firme necessarie per indire i referendum abrogativi e per presentare a Camera e Senato una petizione popolare contro il decreto Madia. Un movimento popolare per affermare che la scuola non può arretrare dal garantire il diritto universale all'istruzione, subordinandola ad una logica competitiva e di privatizzazione, che i beni comuni non possono soggiacere al primato del mercato e del profitto, che l'ambiente non può essere considerato solamente una “risorsa” da sfruttare, che la salute dei cittadini non può essere sacrificata sull'altare degli inceneritori.
  
Coordinamento nazionale dei Comitati dei referendum sociali