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giovedì 18 luglio 2019

Ribadiamo il nostro NO totale alla Regionalizzazione, NO alla frantumazione dell'Italia

Le bozze dell'Intesa sull'Autonomia differenziata sono emerse dall'occultamento in cui sono state tenute per mesi e pubblicate on line su un sito che si occupa di questioni inerenti scuola e università (Roars.it). Il drastico giudizio che avevamo già espresso su questo disegno di riforma istituzionale non può che essere confermato dopo la lettura delle bozze in questione. La frantumazione del paese che emerge dai testi è totale: il Veneto chiede 23 deleghe (cioè tutte quelle previste dal Titolo V della Costituzione), la Lombardia 20 e l'Emilia Romagna 16 (solita posizione PD: regionalizziamo anche noi ma....un po' di meno!). Scuola, Sanità, Ricerca, Beni culturali, Ambiente, Infrastrutture, ecc passano alle Regioni con gestione diretta anche degli addetti (parziale eccezione appunto dell'Emilia per il personale scolastico). Il progetto fa saltare definitivamente ogni principio di solidarietà nazionale, peraltro mai compiutamente attuato, realizzando ciò che è stata definita “secessione dei ricchi”. La responsabilità politica del governo Lega- 5 Stelle è enorme: si sta sconvolgendo l'assetto istituzionale dell'Italia con un dibattito relegato nelle segrete stanze del Consiglio dei Ministri senza alcun coinvolgimento perfino del Parlamento. Ma se il ruolo della Lega in questa vicenda è chiaro e coerente, assolutamente più grave risulterebbe l'avallo a tale progetto da parte dei 5 Stelle che, terrorizzati dall’ipotesi di elezioni anticipate, accettano qualunque nefandezza richiesta della Lega pur avendo ancora gran parte del loro bacino elettorale nel Sud d'Italia che sarebbe la zona più colpita economicamente dalla Regionalizzazione. Così come non possiamo non sottolineare ancora una volta che all'accelerazione di tale progetto di frantumazione del paese abbia dato un notevole contributo la scelta sciagurata di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda di revoca dello sciopero del 17 maggio. In questi giorni alcune di queste cinque Organizzazioni Sindacali stanno gridando al “tradimento” dell'accordo del 24 aprile scorso siglato con il premier Conte, accordo da noi allora correttamente definito “fuffa”. Speriamo che alle grida seguano i fatti e che il tutto non sia tardivo. Da parte nostra non abbiamo mai interrotto la mobilitazione, in primis il 17 maggio con lo sciopero confermato e siamo attivi e pronti a tutte le mobilitazioni unitarie su una parola d'ordine chiara e netta: no a qualsiasi forma di Autonomia Differenziata.

Esecutivo Nazionale COBAS - Comitati di base della Scuola
10 luglio 2019