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martedì 30 novembre 2010

GLI SCATTI DI ANZIANITÀ VERRANNO CORRISPOSTI ANCHE NEL PROSSIMO BIENNIO MA RIMANE IL FURTO DI TRE ANNI LAVORATIVI AI FINI DELL’ANZIANITÀ DI CARRIERA


Prima il segretario generale della CISL Bonanni ed ora la segretaria provinciale della CISL Scuola cantano vittoria e rivendicano all’azione del loro sindacato il merito del ripristino nella scuola degli scatti di anzianità e della progressione di carriera. Ma le cose stanno veramente così?

Il comma 14 dell’art. 8 della finanziaria ha previsto che il (30%) dei cosiddetti “risparmi di sistema” devono essere comunque destinati al settore scolastico e che la destinazione di quelle risorse è stabilita con successivo decreto interministeriale. “Fermo restando quanto previsto dall’art 9 ( congelamento delle retribuzioni al 2010) le risorse di cui all’art.64 del dl 112 e della L133/2008, sono comunque destinate al settore scolastico. La destinazione delle risorse previste dal presente comma è stabilita con decreto non regolamentare del MIUR,del MEF, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”. In altri termini, questo emendamento, inserito nella manovra verso la fine della discussione/approvazione al Senato, prevedeva (in un modo un po’ criptico) che il 30% dei risparmi ottenuti nella scuola con la Finanziaria del 2008 e che erano stati destinati a premiare il merito (art. 64,..), circa 2 miliardi di euro, sarebbero stati invece destinati genericamente al settore scolastico con modalità da definire in un successivo decreto interministeriale.

In attesa di conoscere nel dettaglio i contenuti del decreto interministeriale Gelmini-Tremonti dobbiamo ora fare riferimento alla illustrazione fattane dal Ministro Gelmini ai sindacati concertativi il 18 Novembre scorso. Il piano presentato prevede di utilizzare buona parte dei cosiddetti “risparmi di sistema” (circa il 90% delle risorse derivanti dai tagli di organici operati con la finanziaria 2008) per corrispondere gli scatti di anzianità al personale scolastico anche nel prossimo biennio (2011-2013). Si tratta di una prima tranche pari a quasi 360 milioni di euro e di due successive ammontanti a 664 e 957 milioni; quella residua, circa il 10%, andrà al cosiddetto merito attraverso due progetti di sperimentazione: uno sulla valutazione delle scuole a fronte di particolari risultati (Pisa e Siracusa) e uno sul riconoscimento della “professionalità” individuale (Napoli e Torino).

La gran parte dei fondi, inizialmente da destinare solo al merito, servirà a corrispondere nel prossimo biennio gli scatti di anzianità al personale della scuola. Questo parziale risultato non è attribuibile alla CISL o a chi non ha mosso un dito contro la finanziaria e non ha fatto neanche un’ora di sciopero, ma alle mobilitazioni ed agli scioperi di questi mesi, a partire dal blocco degli scrutini.

Ma rimane come un macigno il successivo comma 23 dell’ articolo 9 della finanziaria, tuttora pesantemente incombente sulla carriera del personale scolastico : “Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. È fatto salvo quanto previsto dall'articolo 8, comma 14. Come osserva Tuttoscuola “con il decreto interministeriale è stato salvato soltanto l’aspetto economico degli scatti di anzianità (sempre che siano corrisposti per intero e non sotto forma di una tantum), ma non il valore giuridico di progressione nella carriera. Si è trattato di un tamponamento di semplice natura economica senza incidenza giuridica, perché sarebbe stato in palese violazione della legge. E la legge che per il personale in servizio annulla l’efficacia dell’anzianità che si matura nel 2010, 2011 e 2012, facendo segnare il passo nella progressione economica, c’è ancora tutta.”.

Resta dunque il furto di tre anni lavorativi ai fini della progressione nella carriera. Alla fine della carriera (tanto per fare un esempio) il personale scolastico che avrà 40 anni utili per la pensione avrà una posizione stipendiale corrispondente solamente a 37 anni. Ed oltretutto sono soldi risparmiati, in una sorta di odioso “cannibalismo”, dall’ immiserimento della scuola tagliando decine di migliaia di posti di lavoro e espellendo migliaia di precari.

COBAS - Comitati di Base della Scuola

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FERMARE LA GELMINI, BLOCCARE LE PSEUDORIFORME NO ALLA FINANZIARIA CHE MASSACRA LA SCUOLA PUBBLICA



La Legge Finanziaria per il 2011, ora denominata “legge di stabilità” e in discussione al Senato dopo l’approvazione alla Camera, prosegue il massacro della scuola pubblica.

Dopo l’estremo immiserimento imposto all’istruzione pubblica con il taglio triennale di circa 140 mila posti di lavoro docente ed ATA, l’espulsione in massa dei precari e la drastica cancellazione di materie, scuole, classi; dopo il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, ora, utilizzando la breccia aperta nel 2000 da Berlinguer e dal centrosinistra con la “legge di Parità”, nonostante che l’art. 33 della Costituzione affermi enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”, la Finanziaria aumenta di 245 milioni le risorse alle scuole private che vengano quasi raddoppiate, raggiungendo così i 526 milioni annui di finanziamento statale.

E’ bastata una telefonata da Seul del Ministro Tremonti perché la cordata di deputati del Pdl ottenesse che i 150 milioni, già previsti per le scuole private, aumentassero agli attuali 245.

Le ultime Finanziarie del centrodestra e centrosinistra hanno inoltre tagliato lo stanziamento per il pagamento delle supplenze (sceso del 72% in 6 anni), per il funzionamento amministrativo e didattico (si è passati da 823 milioni a 350 in tre anni), mentre le risorse per l’aggiornamento del personale si sono ridotte dai 33 milioni agli attuali 8 milioni, meno di 8 euro a testa l’anno.

Questo anno scolastico lo Stato spenderà per ognuno dei 900.000 studenti delle scuole private 580 euro mentre per gli 8 milioni di studenti della scuola pubblica si arriva a 75 euro, sommando spese di funzionamento e per le supplenze.

Infine , la “legge di stabilità” taglia 103 milioni del bilancio MIUR, finora serviti per la gratuità dei libri di testo della scuola elementare, e passati in un capitolo (di 350 milioni) denominato “interventi di carattere sociale” destinato anche al pagamento di 27.000 LSU (Lavoratori Socialmente Utili) che garantiscono la pulizia in 3.500 scuole e il cui costo è stato nel 2010 di 370 milioni, che assorbirebbero del tutto il capitolo di bilancio. Dunque, se in Aula dovesse passare il taglio, la Finanziaria cancellerebbe per sempre la somma destinata specificatamente all’acquisto dei libri per i bambini delle elementari, oltre che le borse di studio.

Per tutte queste ragioni, i COBAS - in collegamento e sintonia con le iniziative di protesta degli studenti e ricercatori contro la “riforma” Gelmini dell’Università, che andrà in votazione alla Camera lo stesso giorno – hanno indetto una manifestazione davanti al Senato a Roma oggi alle ore 17, ed aderiscono alle manifestazioni che si tengono in tutta Italia a cui invitano i docenti ed Ata, i genitori, gli studenti e i cittadini per chiedere il ritiro della riforma universitaria, la cancellazione dei tagli e la restituzione integrale degli scatti di anzianità e dei contratti e che vengano reintrodotti i 103 milioni per la gratuità dei libri di testo nelle elementari e venga cancellato l’aumento del finanziamento anticostituzionale alle scuole private.

lunedì 29 novembre 2010

parole d'acciaio n° 10

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parole d'acciaio n° 10