Pages

mercoledì 28 gennaio 2015

le LE FAMIGLIE NON DEVONO PAGARE I TAGLI DEI GOVERNI ALLA SCUOLA PUBBLICA

Da oltre 20 anni i governi stanno attaccando la scuola pubblica cercando di trasformarla nella scuola miseria.
La pseudoriforma della Gelmini, è ormai chiaro, aveva l'unico scopo di tagliare tempo scuola e cattedre agli istituti professionali e tecnici, così come tutti i provvedimenti presi dai governi di centrodestra o centrosinistra, che hanno portato l'Italia ad essere il paese che investe di meno nella scuola, rispetto al PIL, di tutta la UE.
In questo scenario di bassa macelleria sociale si tentano di finanziare i tagli dei governi attraverso il contributo delle famiglie che però è assolutamente volontario, ad esclusione delle tasse di iscrizione, di frequenza, di esame e di diploma, cioè delle tasse erariali (facilmente riconoscibili perchè si pagano sul CCP n. 1016). 
Tutte le spese che non rientrano in questa voce possono essere richieste dalle scuole, ma i genitori non sono obbligati a pagarle
E' inaccettabile - anche considerando il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione ma vanificato dal ceto politico- che i tagli alla scuola pubblica siano coperti dalle famiglie, già pesantemente attaccate dalla crisi causata dalle politiche neoliberiste della troika UE.
I COBAS della scuola invitano quindi le famiglie a non pagare i contributi volontari, a rivendicare il diritto all'istruzione gratuita, sancito chiaramente anche dalla nota del MIUR n. 312 del 20 marzo 2012 e soprattutto la nota del MIUR n.593 del 7 marzo 2013
Se durante l'iscrizione o la reiscrizione i dirigenti scolastici pretendessero il pagamento di generici contributi (che sono solo volontari) contattate i COBAS o inviate segnalazioni agli Uffici scolastici regionali responsabili della vigilanza sulle scuole.

Vi invitiamo a leggere e diffondere il vademecum sui contributi volontari fatto dai Cobas che trovate e potete scaricare qui

Solidarietà a Franco Coppoli, per una scuola laica e senza simboli religiosi


Francoppoli su Facebook


L’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria ha convocato, per il 5 Febbraio prossimo, per il contraddittorio in sua difesa, il professor Franco Coppoli, reo di aver rimosso i crocifissi dalle aule in cui insegna presso l’Istituto Tecnico Industriale e Geometri “Allievi-Da Sangallo” di Terni.
L’Ufficio per i procedimenti disciplinari contesta al professor Coppoli, cui l’Uaar presterà assistenza legale, «il fatto che abbia divelto dalle pareti di quattro aule in cui fa lezione i crocefissi fissati con una vite a pressione e con la colla provocando dei danni alle pareti durante le ore di lezione e che successivamente sempre durante le attività didattiche abbia proceduto personalmente a chiudere i fori».
Contestualmente, l’Ufficio «evidenzia che i fatti che si contestano, la rimozione del crocefisso dalle aule, sono stati oggetto di precedente procedimento disciplinare a suo carico e che pertanto rappresentano una recidiva».
Una notizia, comunicatagli il 9 Gennaio, cui fa il paio la sentenza della Corte d’Appello di Perugia che, il 15 Ottobre scorso, ha respinto il ricorso presentato dal docente contro la sentenza con la quale il Tribunale di Terni, nel Marzo del 2013, ha ritenuto insussistente la discriminazione denunciata da Coppoli e legittima la sospensione di trenta giorni inflittagli, per aver rimosso il crocifisso dalle aule dell’Istituto professionale “Alessandro Casagrande” di Terni, dove all’epoca prestava servizio.
I fatti risalgono al 2008, quando Coppoli si rifiutò di ripristinare i crocifissi nell’aula della classe III A — come invece deciso da un’assemblea di classe e intimatogli dal dirigente dell’Istituto — e fu per questo sospeso per un mese dall’insegnamento.
Per la Corte d’Appello di Perugia, contro la cui sentenza Coppoli ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione, non «sembra configurabile una discriminazione» perché le «disposizione del dirigente scolastico, concernenti l’esposizione del crocifisso, erano dirette non al solo professor Coppoli, bensì a tutti i docenti che operavano nella classe III A» e dunque «non comportavano una disparità di trattamento del Coppoli rispetto a quello riservato agli altri insegnanti».
La Corte d’Appello ritieni altresì che Coppoli non abbia alcun titolo per dolersi della «supposta violazione» dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione e di laicità dello Stato poiché questi «danno origine non a diritti soggettivi dei singoli, bensì a interessi diffusi, ossia della collettività nel suo complesso».
Richiamandosi, quindi, alla ormai famigerata sentenza del 2011 della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo, la Corte sostiene che l’esposizione del crocifisso nei luoghi di lavoro «non possa costituire un fattore tale da condizionare e comprimere la libertà di soggetti adulti, dotati, come nel caso dell’appellante, di un livello di istruzione elevato e dunque, presumibilmente, di uno spirito critico più spiccato rispetto a quello dell’uomo medio, intellettualmente e culturalmente meno attrezzato».
«Ancora oggi — è il commento dell’Uaar — cercare di insegnare o esercitare la propria attività lavorativa in luoghi pubblici non connotati da alcun simbolo religioso è difficile e pesante.
Basti pensare alla vicenda del giudice Luigi Tosti, a quella del prof. Davide Zotti e a quella che vede coinvolto il prof. Franco Coppoli: il cammino per i diritti civili e la laicità dello Stato, nel nostro Paese, è ancora in salita, ma l’Uaar è e sarà uno strumento di tutela e solidarietà concreta in queste importanti battaglie civili».
Comunicato stampa Uaar

Il preside dice no: "I cani antidroga non entrano a scuola"

Ludovico Arte è da tre anni preside dell’istituto tecnico per il turismo Marco Polo di Firenze. Negli ultimi tempi si è opposto a interventi con i cani antidroga nel suo istituto, lanciando l’allarme sulle possibili ripercussioni psicologiche degli studenti sottoposti al controllo. Insieme a un ristretto numero di colleghi, sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione per valutare un approccio meno repressivo per combattere l’uso di droghe leggere degli adolescenti. 
I controlli nelle scuole si concludono spesso con sequestri di hashish e marijuana. Ci sono poi inchieste da cui emerge il consumo di sostante stupefacenti tra i giovanissimi. Allora perché opporsi ai cani antidroga nelle classi? «Perché i cani a scuola sono un fatto innaturale, è un modo sbagliato di affrontare la questione. È chiaro che il consumo di droghe e lo spaccio sono intollerabili, ma non si può usare solo la repressione e in particolare non nelle classi, luoghi di formazione ed educazione. In certi casi i controlli finiscono per mettere a disagio e umiliare lo studente, che subisce il controllo davanti a tutti gli altri compagni. Può essere un trauma devastante»
La maggior parte dei dirigenti delle altre scuole fiorentine la pensa diversamente. Sono loro a chiedere di intervenire. 
«Esistono due fronti, è inutile negarlo. Da una parte chi come me chiede un uso limitato della forza e punta sulla prevenzione, dall’altra i presidi che preferiscono usare il pugno di ferro. Credo che uno dei problemi maggiori sia proprio la mancanza di comunicazione tra questi due blocchi, quando invece servirebbe un punto di equilibrio per cercare un percorso condiviso in nome del benessere degli studenti. Senza una vera discussione finiscono per crearsi incomprensioni, tra colleghi ma anche con le stesse forze dell’ordine. È accaduto alcuni mesi fa, quando mi hanno chiesto di far entrare i cani antidroga. C’è stato un confronto per alcuni aspetti anche duro». 
Ha alzato le barricate.
«Ho solo fatto presente che se avessero deciso di fare comunque il controllo avrei chiamato i giornali, per dire che si trattava di un intervento contro la mia volontà. Ma nessuno alla fine ha voluto forzare la mano. Apprezzo la sensibilità della gran parte dei poliziotti e carabinieri che si occupano di droga tra i giovani, so quale impegno e professionalità richieda un lavoro simile. Ma è chiaro che un intervento diretto nella scuola, sotto gli occhi degli altri studenti, è un’altra cosa. Si perde di vista l’obiettivo principale, la prevenzione. Noi abbiamo ottocento studenti, e ben cinque psicologi che ascoltano le loro preoccupazioni e anche quelle dei genitori. Forse conviene investire di più proprio su questo versante».
Ma, in passato, anche il Marco Polo è finito al centro di controlli.
«In realtà è proprio l’esperienza diretta che mi spinge a chiedere azioni meno invasive. Un anno fa gli investigatori si nascosero fuori dalla scuola all’ora di ricreazione per verificare l’esistenza di un giro di spaccio. Appena visto il passaggio di droga, fermarono due studenti e li misero a terra, davanti a centinaia di compagni. Sono situazioni che non aiutano il recupero di un giovane, e che rischiano di alimentare quella diffidenza che purtroppo molti ragazzi hanno per le forze dell’ordine. In questo caso, i due hanno entrambi lasciato la scuola a fine anno, non so quanto questo abbia influito ma l’esperienza non ha di certo aiutato».
Cosa suggerisce? 
«Mi rifaccio a un altro episodio accaduto di recente. Una studentessa che era stata sospettata sempre di spaccio. Quando gli investigatori mi hanno avvisato, ho chiesto di evitare di fermarla a scuola e di aspettare che la chiamassi in presidenza. Nel mio ufficio hanno potuto controllare la sua borsa, senza provocarle alcun trauma e senza trovare niente di niente. Così però si è potuto combinare le esigenze investigative alla tutela del percorso di crescita. Perché, ripeto, un ragazzo che usa stupefacenti non deve essere solo punito ma al tempo stesso ricevere aiuto. E in ogni caso va rispettato».

mercoledì 21 gennaio 2015

RSU 2015 VADEMECUM ELEZIONI

PRINCIPALI SCADENZE ELEZIONI RSU 2015

·        14 gennaio           inizio raccolta firme per la presentazione delle liste
·        23 – 28 gennaio   insediamento della commissione elettorale
·        6 febbraio            termine presentazione liste
·        3 – 4 – 5 marzo    votazioni
              6 marzo               scrutinio

Perché i Cobas partecipano alle elezioni RSU
e perché sono fondamentali le candidature, la partecipazione e i voti di tutti/e voi
Care e cari, come già saprete, il 3-4-5 marzo 2015 si svolgeranno in tutte le scuole le elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU), mentre le liste andranno presentate dal 14 gennaio al 6 febbraio. Abbiamo partecipato con grande impegno alle precedenti elezioni, pur coscienti dei molti limiti di questa forma di rappresentanza sindacale e del fatto che se gli eletti RSU fanno gruppo intorno al "preside manager", possono concorrere a svuotare di ruolo gli organi collegiali. E negli ultimi tempi, la pressione dei presidi-padroni e del MIUR per l’esautoramento dei poteri contrattuali delle RSU e per la loro subordinazione alle decisioni “padronali” è divenuta sempre più forte, malgrado le tante lotte che abbiamo fatto per impedire la minimizzazione degli organi collegiali, il dominio e l'arbitrio dei dirigenti scolastici e la contrattazione sindacale frammentata scuola per scuola e svilita a spartizione di briciole salariali tra chi accetta il potere “aziendale”. In generale, fin dallo scontro con il MIUR di Berlinguer e il suo “concorsaccio”, noi ci siamo battuti sempre contro la frammentazione della scuola pubblica, la sedicente "autonomia scolastica" e la logica aziendale che ha prodotto il proliferare di "progetti" che hanno svilito la qualità e l'unitarietà dell'istruzione, mettendo in confitto tra loro lavoratori/trici, grazie all'uso ricattatorio del fondo d'Istituto. Pur tuttavia, i COBAS hanno sempre partecipato alle RSU per renderle strumento di conflitto e di contrattacco nei confronti della scuola-azienda, consapevoli però che solo un'ampia partecipazione da parte della maggioranza dei colleghi/e può farci ottenere vittorie significative. E con lo stesso spirito ci apprestiamo, con la vostra partecipazione, ad affrontare le elezioni anche ora. Tanto più che stavolta, e finalmente, anche i precari/e, sull’onda delle lotte degli ultimi anni che ci hanno visto massimamente impegnati e della sentenza della Corte Europea, potranno partecipare alle elezioni come candidati/e (quelli con incarico annuale), mentre i supplenti temporanei potranno comunque votare.


 In questi quindici anni cosa hanno fatto le RSU Cobas?
 Nella palude diffusa dell'immiserimento materiale e culturale della scuola pubblica, a tutto vantaggio della scuola privata, nella restrizione dei diritti di tutti/e i lavoratori/trici e nel quadro dell'attacco ai poteri degli organi collegiali, le RSU Cobas hanno:
a) garantito la diffusione e la trasparenza dell'informazione attraverso incontri assembleari e propaganda nelle scuole;
b) arginato il processo di aziendalizzazione della scuola, avviato fin dai tempi di Berlinguer e aggravato dai suoi successori fino alla Giannini;
c) combattuto il diffondersi degli atteggiamenti autoritari dei dirigenti scolastici;
d) coinvolto i lavoratori/trici nell'organizzazione del proprio lavoro, cercando di garantire a docenti e Ata l'accesso a tutte le attività in modo non discrezionale;
e) permesso in molte scuole il recupero salariale attraverso una redistribuzione più equa del Fondo d'istituto;
f) impedito l'espandersi di inutili progetti riducendo così l'uso mercificatorio delle risorse.
In generale, le nostre RSU negli ultimi anni, e in particolare in questo triennio, hanno contrastato la scuola-azienda, la scuola-miseria e la scuola-quiz dell’Invalsi, elemento di devastazione dell’istruzione che, in quasi assoluta solitudine, abbiamo combattuto al suo apparire e la cui distruttività siamo riusciti negli ultimi tempi a fare comprendere ad una parte significativa di cittadini/e, oltre che di docenti, Ata e studenti; hanno lottato per massicci investimenti nella scuola pubblica e per un significativo recupero salariale di quanto perso (docenti ed Ata) negli ultimi venti anni; per l’assunzione di tutti i precari che da tempo lavorano nella scuola con pari doveri ma diritti dimezzati rispetto ai colleghi “stabili”.
Ma un’importanza rilevante hanno avuto le nostre RSU anche nella denuncia delle politiche di austerità imposte dagli ultimi governi e dall’Unione Europea all’Italia e agli altri paesi del Continente, che per la scuola hanno significato anche il blocco oramai esennale del contratto e degli scatti di anzianità; nonché nella lotta a fianco dei docenti “inidonei”, dei Quota 96, dei modelli viventi e dei lavoratori/trici delle scuole in carcere.
E infine, in queste ultime settimane, le RSU Cobas hanno sostenuto la denuncia e lo smascheramento della “cattiva scuola” di Renzi che riassume in un unico Piano tutto il peggio dell’aziendalizzazione, della gerarchizzazione e dell’immiserimento materiale, culturale e “quizzarolo” della scuola pubblica, imposti nell’ultimo ventennio da tutti i governi di centrodestra e centrosinistra, a braccetto.


 Perché presentare liste Cobas e quali sono i compiti delle RSU?
 Le RSU COBAS debbono continuare a svolgere il ruolo fondamentale sinora svolto, per la difesa dei diritti di docenti e Ata e per il rispetto delle regole, spesso violate dai dirigenti scolastici, impegnandosi a rilanciare la democrazia sindacale con particolare riferimento al diritto di assemblea e a garantire un rapporto continuo con i lavoratori/trici, per una adeguata circolazione dell'informazione; continuando la battaglia per l'abrogazione delle leggi Gelmini-Tremonti-Brunetta-Fornero; contrastando la riduzione degli organici dei docenti e degli Ata, e del tempo scuola; tutelando e valorizzando il lavoro del personale docente e Ata attraverso l'opposizione a tutte le modalità di divisione della categoria; garantendo trasparenza ed equità nella gestione del fondo d'istituto. Il compito delle RSU Cobas è impegnativo ma può essere meno gravoso se non ci si sfinisce in estenuanti trattative, tenendo anche presente che è possibile e coerente non firmare una contrattazione che non si condivide, soprattutto quando la controparte non fornisce le dovute informazioni. Inoltre, la RSU Cobas non deve diventare colei che si fa carico da sola della risoluzione di ogni vertenza individuale, ma deve sollecitare la più ampia partecipazione alla difesa del corretto funzionamento dell’attività scolastica e del massimo rispetto dei diritti e dei doveri dei suoi protagonisti. In tal senso, è importante lo stretto collegamento con le sedi territoriali Cobas, alle quali il/la singolo/a lavoratore/trice e la stessa RSU possono rivolgersi per la tutela, la consulenza, le vertenze e i contenziosi.
Infine, riteniamo che le/gli RSU Cobas, oltre alle attività sindacali d'istituto debbano svolgere una importantissima funzione di veicolazione delle informazioni e di coordinamento con le sedi Cobas in relazione alle campagne e lotte, da estendere coinvolgendo il maggior numero di docenti ed Ata.
La nostra concezione di RSU mira a rappresentare le esigenze e la volontà di quanti lavorano nella scuola e perciò le/gli elette/i Cobas nelle RSU si impegnano a:
1) non concludere trattative con il dirigente scolastico senza aver prima svolto un'assemblea di scuola;
2) agire in maniera trasparente per la difesa dei diritti di tutto il personale;
3) operare per realizzare un'organizzazione del lavoro condivisa;
4) rifiutare qualsiasi trattativa con il dirigente scolastico su tematiche di competenza degli Organi collegiali, rispettandone gli ambiti decisionali;
5) difendere la libertà d'insegnamento e i diritti di docenti e Ata, riguardo a ferie, permessi, fondo d'istituto, supplenze, orari di lavoro, ecc.


 La rappresentanza sindacale nazionale
 Va tenuto presente, infine, che i voti ottenuti dalle singole organizzazioni sindacali alle elezioni delle RSU sono anche il meccanismo con il quale si misura la Rappresentatività Sindacale Nazionale che norme antidemocratiche prevedono sia raggiunta solo se si ottiene la media del 5% tra iscritti all'organizzazione ed i voti ottenuti alle elezioni delle singole RSU.
Le elezioni scuola per scuola, ovviamente, avvantaggiano le organizzazioni che hanno la piena agibilità sindacale,mezzi, strutture, sindacalisti di mestiere, e la possibilità di effettuare assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Noi chiediamo da sempre che, come logica e democrazia vorrebbero, la rappresentatività nazionale si ottenga attraverso una elezione su liste nazionali, che possano essere votate da qualsiasi docente ed Ata, anche se non si ha una candidatura del sindacato preferito per la RSU della propria scuola. Abbiamo sempre chiesto che ci siano due schede elettorali, una per la RSU di scuola e una per stabilire quali sindacati hanno il maggior consenso ai fini della rappresentatività nazionale.
Ma ancora una volta i sindacati monopolisti impediscono questa soluzione democratica: e dunque presentare il maggior numero di liste e ottenere il maggior numero di voti è anche un modo per cercare di raggiungere la rappresentatività nazionale per i Cobas.
Tutte le sedi Cobas sono impegnate a coordinare e tutelare gli eletti Cobas nelle RSU, al fine di dare senso e significato più ampio alle rappresentanze delle singole scuole, per cercare di incidere ai livelli più alti della contrattazione e dare voce a tutte/i le/i lavoratori/trici della scuola.
Uno strumento di difesa per voi e per la scuola pubblica
 Candidandovi con noi alle RSU, vi impegnate a difendere il valore fondante di civiltà che la scuola pubblica può e deve svolgere, come luogo di formazione di individui in grado di interpretare il mondo circostante da soli, e non solo nei posti di lavoro; come modello di eguaglianza, solidarietà, lavoro collegiale senza gerarchie o subordinazioni, un luogo ostile al razzismo e alla xenofobia, ai privilegi per censo o classe economica, alla logica purtroppo assai diffusa del “mors tua vita mea” e della lotta di tutti contro tutti.
Ma nello stesso tempo difendete anche voi stessi, come docenti o Ata rispettosi dei diritti e dei doveri di ognuno/a dei protagonisti della scuola pubblica. Perché anche il potere scolastico, come tutti i poteri in Italia (e forse ovunque), è forte con i deboli (o coloro che ritiene tali) e debole con i forti. E in particolare tende ad infierire con chi ritiene isolato, senza difese, organizzazione, competenze sindacali e giuridiche; ma ci pensa cento volte ad attaccare frontalmente chi invece ha alle spalle un’organizzazione combattiva, conosciuta, preparata, militante e rispettata anche dai suoi avversari per la coerenza, la trasparenza, la distanza da ogni potere politico o economico costituito; e ancor più, forse, per il lavoro volontario svolto dai suoi rappresentanti che, unici in Italia e in Europa, hanno costituito un sindacato di decine di migliaia di persone senza nessun sindacalista di professione ma mettendo a disposizione il proprio tempo libero dal lavoro.
In particolare, questa difesa sindacale, in quanto eletti/e come Cobas nelle RSU, sarà fondamentale per i precari/e che, nella loro lotta, tutt’altro che conclusa, per vedersi finalmente garantire un lavoro stabile (al di là delle promesse del governo Renzi, che comunque tagliano fuori almeno la metà dei precari), avranno bisogno nel prossimo anno di non trovarsi da soli ad affrontare il potere dei presidi-padroni e delle loro corti.


 Per tutte queste ragioni, dunque, vi chiediamo di candidarvi nelle liste Cobas - in modo che possano agire nel più gran numero di scuole – di sostenerle, propagandarle con i mezzi a vostra disposizione, e ovviamente di votarle e farle votare.
Grazie, un augurio di buon lavoro e un abbraccio a tutte e a tutti

COBAS
Comitati di base della scuola
COBAS – Comitati di base della scuola
Sede nazionale: viale Manzoni, 55 – 00185 Roma
tel 06 70452452 – fax 06 77206060
www.cobas-scuola.it - mail@cobas-scuola.org


Alla Commissione Elettorale
per le elezioni delle RSU della Scuola

_____________________________________

di ___________________________________


OGGETTO: Conferimento di incarico di rappresentanza e nomina a presentatore della lista “COBAS - Comitati di base della scuola”


Il/la sottoscritto/a _____________________________________, componente dell'Associazione Federativa Nazionale COBAS - Comitati di base della scuola, in nome e per conto della suddetta associazione dichiara che il/la Sig./ra _________________________________________ nato/a a _______________________, il ______________________ è delegato/a a presentare la lista COBAS - Comitati di base della scuola all’elezione delle RSU di codesta Scuola in nome e per conto della scrivente Organizzazione sindacale.
Il sottoscritto dichiara che detta organizzazione ha formalmente accettato l’Accordo del 7/8/1998 per la costituzione ed elezione delle RSU.
per l’Esecutivo
COBAS - Comitati di base della scuola

data ________________________                                      ________________________________


Presentazione della lista “COBAS - Comitati di base della scuola”

Il/la sottoscritto/a ____________________________________________, presenta, in nome e per conto dell’Associazione Federativa Nazionale COBAS - Comitati di base della scuola (ai sensi del Regolamento per la disciplina delle elezioni delle RSU al quale l'organizzazione ha aderito per le precedenti elezioni), la lista elettorale denominata “COBAS - Comitati di base della scuola

CANDIDATI
  N.
Cognome
Nome
data di nascita
  1



  2



  3



  4



  5



  6



  7



  8



I/le seguenti lavoratori/trici sottoscrivono la presentazione della lista
“COBAS - Comitati di base della scuola”:

N.
Cognome
Nome
firma
  1



  2



  3



  4



  5



  6



  7



  8



  9



 10



 11



 12



 13



 14



15




Il/la sottoscritto/a _____________________________________________, presentatore/trice della lista, garantisce che le n. ____ firme dei sottoscrittori della lista “COBAS - Comitati di base della scuola”, sono autentiche.

Dichiara, altresì, che la stessa è in possesso dei previsti attestati rilasciati dall’ARAN:
1) Adesione all’Accordo Collettivo Quadro del 7 agosto 1998 per la costituzione delle RSU per il personale dei Comparti delle Pubbliche Amministrazioni e per la definizione del relativo regolamento elettorale.
Attestato ARAN prot. n° 6711 rilasciato in data 29 settembre 2003.
2) Deposito dello Statuto e dell’Atto Costitutivo.
Attestato ARAN prot. n° 6710 rilasciato in data 29 settembre 2003.

                                                                                                       Il/la presentatore/trice della Lista

data _________________                                                            __________________________



AUTENTICA DI FIRMA DA PARTE DELL'AMMINISTRAZIONE

Io sottoscritto/a ________________________________________________________ in qualità di  ________________________, attesto che il/la Sig/ra ___________________________________, presentatore/trice della lista, nato/a a __________________________________, identificato/a con documento (indicare tipo) ______________________ n. ____________________ rilasciato da ____________________ il _______________ ha apposto la firma in mia presenza.

data ________________                                          firma ______________________________

Timbro Amministrazione


COBAS
Comitati di base della scuola
COBAS – Comitati di base della scuola
Sede nazionale: viale Manzoni, 55 – 00185 Roma
tel 06 70452452 – fax 06 77206060
www.cobas-scuola.it - mail@cobas-scuola.org


Al Dirigente Scolastico
o alla Commissione elettorale
per le elezioni delle RSU dell’Istituzione scolastica

___________________________________

di ______________________________



OGGETTO: nomina di membro della commissione elettorale


Il/la sottoscritto/a _______________________________________, presentatore/trice della Lista “COBAS - Comitati di base della scuola”, per le elezioni delle RSU in codesta Scuola, designa, quale membro della Commissione elettorale
il/la Sig./ra __________________________________________________________________
 nato/a il ___________________ a _______________________________________________
di cui si allega la relativa accettazione della nomina e la dichiarazione di rinuncia alla candidatura per le elezioni RSU.

data _____________________                                          Il/la presentatore/trice della Lista

_______________________________________



ACCETTAZIONE DELLA NOMINA IN COMMISSIONE ELETTORALE
E RINUNCIA ALLA CANDIDATURA

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento per le elezioni RSU di cui all’Accordo del 7/8/1998 il/la sottoscritto/a _____________________________________________, nominato membro della Commissione elettorale dal presentatore della Lista “COBAS - Comitati di base della scuola”, DICHIARA di accettare la nomina di cui sopra e di rinunciare a candidarsi per le elezioni RSU.


data ___________________                                                ___________________________
                                                                                                                      firma


COBAS
Comitati di base della scuola
COBAS – Comitati di base della scuola
Sede nazionale: viale Manzoni, 55 – 00185 Roma
tel 06 70452452 – fax 06 77206060
www.cobas-scuola.it - mail@cobas-scuola.org





Al Presidente Commissione elettorale
per le elezioni delle RSU dell’Istituzione scolastica

______________________________

di ____________________________




OGGETTO: designazione scrutatori



Il/la sottoscritto/a _________________________________________________________, presentatore/trice della Lista “COBAS - Comitati di base della scuola”, per le elezioni delle RSU in codesta Istituzione scolastica designa quali scrutatori:

N.
Cognome
Nome
data di nascita
per il seggio n.
  1




  2




  3




  4










  Il/la presentatore/trice della Lista
COBAS - Comitati di base della scuola

_______________________________

data _____________________






REGOLAMENTO ELETTORALE



INDICAZIONI GENERALI
SCADENZE
ADEMPIMENTI
Le elezioni si svolgono a suffragio universale, con voto segreto e con metodo proporzionale tra liste concorrenti.
Si vota il 3, 4 e 5 marzo 2015. Lo scrutinio si terrà il 6 marzo 2015.
-  dal 14 gennaio i dirigenti scolastici predispongono e consegnano l'elenco degli aventi diritto al voto alle OOSS che lo richiedono.
-  14 gennaio inizia la raccolta delle firme per la presentazione delle liste.
-  23 gennaio insediamento delle Commissioni Elettorali i cui componenti sono designati dalle organizzazioni sindacali presenta-trici di lista.
-  28 gennaio: termine per la costituzione formale della Commissione Elettorale.
-   6 febbraio SCADENZA TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLA LISTA.
Prima di presentare la lista con i nomi dei candidati e corredata dalle firme dei presentatori, contattare la sede Cobas Scuola più vicina o la sede nazionale di Roma.
IMPORTANTE: dopo aver fatto protocollare il modulo (dalla scuola o dalla commissione elettorale) farsi rilasciare una fotocopia.
-   19 febbraio: affissione liste all'albo della scuola.

COMPOSIZIONE RSU
ELETTORATO ATTIVO
ELETTORATO PASSIVO
La Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) è composta da:
-   3 lavoratori/trici nelle scuole che occupano fino a 200 dipendenti, tra docenti ed ATA.
-   6 lavoratori/trici nelle scuole che occupano più di 200 dipendenti, tra docenti ed ATA.
Le elezioni sono valide se vota il 50% + 1 degli aventi diritto.
Se il quorum non venisse raggiunto, le elezioni si ripetono entro 30 giorni, se mancasse ancora il quorum, tutta la procedura si ripete nei successivi 90 giorni.
Possono votare tutti i dipendenti "di ruolo" ed i precari in forza nella scuola alla data delle votazioni (anche quelli temporanei).
Possono essere candidati tutti i dipendenti "di ruolo" e i precari con incarico almeno fino al 30 giugno (anche se a part-time).

DIRITTI E POTERI
DELLE RSU
Gli eletti nella RSU sono subentrati alle RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali) nella titolarità dei diritti sindacali e dei poteri e competenze legati alla contrattazione d'istituto. Questi ultimi, però, vengono esercitati anche dai rappresentanti delle OO.SS. firmatarie del CCNL: questa è l'ulteriore ipoteca che i sindacati concertativi hanno posto sull'autonomia e la sovranità dei lavoratori nel determinare e gestire la contrattazione nel proprio luogo di lavoro.
Gli eletti RSU hanno diritto a:
a)   usufruire dei permessi sindacali retribuiti e non retribuiti previsti dai contratti e dagli accordi;
b)   indire l'assemblea dei lavoratori in orario di servizio;
c)   agibilità dei locali e affissione.
Le decisioni relative all'attività della RSU sono assunte a maggioranza dei componenti.

DURATA IN CARICA
E DIMISSIONI
I componenti della RSU restano in carica 3 anni, in caso di dimissioni o decadenza di uno dei componenti, lo stesso sarà sostituito dal 1° dei non eletti della stessa lista. Non può far parte della RSU chi ricopre cariche in organismi istituzionali o cariche esecutive in partiti.
PRESENTAZIONE
DELLE LISTE
Possono presentare liste solo le associazioni sindacali con proprio statuto ed atto costitutivo: non sono ammesse liste "spontanee" di gruppi di lavoratori.
Come previsto dal Protocollo ARAN - OOSS del 28/10/2014, le OO.SS. che hanno partecipato alle precedenti elezioni, come i Cobas, non devono più allegare alla lista la formale adesione all'Accordo Quadro del 7/8/98 sulle elezioni RSU.
La raccolta delle firme per la presentazione delle liste inizia ufficialmente il 14/01/2015 e cessa il 6/02/2015, termine ultimo per presentare le liste all'ora indicata dalla Commis-sione Elettorale.
Se la scuola è chiusa il 6 febbraio la scadenza è spostata al primo giorno utile successivo.
Per presentare la lista è necessario raccogliere un numero di firme non inferiore al 2% del totale dei dipendenti della scuola (docenti ed Ata). È bene comunque, raccogliere tempestivamente più firme possibili per evitare spiacevoli inconvenienti dovuti ad annullamenti, eventuali irregolarità, ecc.
Il numero di candidati in ogni lista non può superare di oltre 1/3 il numero degli eleggibili:
a) non più di 4 candidati nelle scuole fino a 200 dipendenti;
b) non più di 8 candidati nelle scuole con più di 200 dipendenti.
L'autenticità delle firme è garantita dal presentatore della lista.
Ovviamente non possono essere candidati i dirigenti.
Le liste vanno presentate all'amministrazione scolastica fino al momento dell'insedia-mento della Commissione Elet-torale; da quel momento in poi, le ulteriori liste vanno presentate alla Commissione.
La data e l'ora di ricezione delle liste - per individuarne l'ordine di arrivo, da cui si stabilisce la posizione sulla scheda elettorale - deve risultare o dal protocollo dell'amministrazione o da quello della Commissione. L'ammissione della lista è compito della Commissione elettorale e non dell'amministrazione.
Le liste dei candidati devono essere rese note ai lavoratori tramite affissione all'albo della scuola il 19 febbraio 2015.

FIGURE RICHIESTE PER PRESENTARE LA LISTA
CANDIDATI
Anche con 1 solo candidato si può presentare la lista. Deve essere un dipendente (docente o ATA) di ruolo o precario almeno fino al 30 giugno.
Ogni dipendente può candidarsi in una sola lista.
Non è richiesta l'accettazione scritta della candidatura.
INCOMPATIBILITÀ. Il candidato:
a) non può essere il presentatore della lista;
b) non può essere membro della commissione elettorale;
c) non può essere designato come scrutatore.

SOTTOSCRITTORI
Possono firmare la lista tutti i dipendenti di ruolo e i precari con incarico annuale.
Le firme apposte sulla lista sono garantite nell'autenticità dal presentatore della stessa. Ogni dipendente può firmare una sola lista, pena la nullità delle firme apposte.
INCOMPATIBILITÀ
Per i sottoscrittori non vi è nessuna incompatibilità: tutti possono sottoscrivere la lista, anche i candidati, il membro della commissione elettorale e il presentatore della lista (ovvia-mente se dipendente della scuola).

PRESENTATORE
Ogni lista ha un unico presentatore, la cui firma deve essere autenticata, anche dal capo d'istituto; può essere un dirigente sindacale aziendale, territoriale o nazionale dell'organizzazione presentatrice oppure un dipendente delegato dall'O.S. stessa, in quest'ultimo caso, la delega va allegata alla lista.
L'eventuale inadempienza dell'autenticazione della firma del presentatore è un caso in cui è prevista la regolarizzazione formale e non determina l'inam-missibilità della lista.
INCOMPATIBILITÀ
Il presentatore:
a) non può essere membro della commissione elettorale
b) non può essere candidato
c) non può essere designato come scrutatore

COMPONENTE DELLA COMMISSIONE ELETTORALE
Non è una figura necessaria per la presentazione della lista, ma è molto utile per seguire tutte le procedure dall'interno. Può essere un dipendente di ruolo o un precario con incarico annuale.
Viene designato dal presentatore della lista. Deve dichiarare di non volersi candidare.
INCOMPATIBILITÀ
Il componente della commis-sione elettorale non può essere candidato.

INSEDIAMENTO E COMPITI DELLA COMMISSIONE ELETTORALE
La Commissione è composta unicamente dai lavoratori designati dalle organizzazioni sindacali presentatrici di lista.
La Commissione si considera insediata non appena siano pervenute almeno 3 designazioni e comunque non oltre il 28 gennaio; essa si costituisce formalmente entro il 28 gennaio con i componenti designati dalle liste presentate fino a quella data, è integrata dai lavoratori designati dalle liste presentate successiva-mente.
Qualora venga presentata una sola lista ovvero solo una delle OO.SS. presentatrici di lista designi il componente della commissione, per l'insediamento della commissione è sufficiente tale unica designazione.
Scaduto il termine per la presentazione delle liste (6 febbraio), se i componenti sono meno di 3, le OOSS presentatrici di lista designano componenti aggiuntivi. Nella prima seduta plenaria la Commissione elegge il presidente, e fissa l'inizio delle votazioni e l'orario di chiusura dei seggi nell'ultimo giorno. Tra gli altri compiti, la Commissione:
- riceve le liste elettorali;
- verifica liste e candidature e ne decide l'ammissibilità;
- esamina gli eventuali ricorsi;
- definisce i seggi e distribuisce il materiale elettorale;
- nomina i presidenti di seggio e gli scrutatori;
- organizza e gestisce le opera-zioni di scrutinio;
- raccoglie i dati parziali e riepilogativi, compila i verbali, comunica i risultati e li trasmet-te all'ARAN.
L'Amministrazione scolastica non può entrare nel merito delle questioni relative alle opera-zioni elettorali, poiché queste sono un fatto sindacale.
Le Commissioni Elettorali decidono autonomamente sull'ammissibilità delle liste e sugli aspetti formali (es. auto-certificazioni, candidature, ecc.), per questo è importante nominare un membro nella commissione elettorale della propria scuola.
In caso di rilevazione di difetti meramente formali nella presentazione delle liste, la commissione consente la regolarizzazione, assegnando un breve termine. Deve riconoscere valida anche l'autocertificazione. Le decisioni della commissione elettorale sulle controversie instauratesi prima della data delle elezioni dovranno essere prese rapidamente, ossia con tempi tali da consentire alle organizzazioni sindacali interessate di portare a termine tutti gli adempimenti necessari per lo svolgimento delle elezioni.
I componenti delle Commissioni Elettorali, alla stessa stregua degli scrutatori e presidenti di seggio, espletano gli adempimenti di loro spettanza durante le ore di servizio.
SCRUTATORI
Ogni lista, tramite il proprio presentatore, può designare uno scrutatore per ogni seggio elettorale, non oltre le 48 ore antecedenti le votazioni.
Presidenti di seggio e scrutatori sono considerati in servizio a tutti gli effetti dal giorno prima delle votazioni fino al giorno successivo alla chiusura dei seggi.

ADEMPIMENTI DELLA SCUOLA
Le operazioni elettorali sono un atto dovuto per legge, per cui i dirigenti scolastici devono consentire ai membri delle Commissioni Elettorali l'assolvimento dei compiti previsti dal Regolamento elettorale.
L'Amministrazione riceve, protocolla e conserva in plico chiuso (anche per tutelare la riservatezza dei sottoscrittori e garantire da eventuali manomis-sioni) le liste presentate dal 14 gennaio 2015 fino all'inse-diamento della Commissione Elettorale.
Appena siano pervenute tre designazioni dei membri della Commissione Elettorale, l'amministrazione:
a) comunica ai lavoratori designati l'avvenuto insediamento della Commissione Elettorale stessa;
b) indica i locali dove questa svolgerà la propria attività;
c) trasmette tutti i documenti nel frattempo pervenuti;
d) fornisce ilmateriale necessario per le operazioni elettorali.

Le scuole - concordando i loro adempimenti con le OOSS interessate e con la Commissione elettorale non appena insediata - dovranno assicurare la massima collaborazione e tempestività nello svolgimento dei compiti assegnati, tra i quali:
1. la messa a disposizione dei locali dove si svolgono le operazioni di voto nonché di un locale per la Commissione elettorale;
2. la messa a disposizione della Commissione elettorale di tutto il materiale cartaceo o strumentale (anche informatico) necessario per organizzare e gestire le operazioni di scrutinio (es. urne);
3. la stampa - su fac-simile redatto dalla Commissione Elettorale - delle schede elettorali, nonché delle liste dei candidati da affiggere all'ingresso dei seggi, nelle scuole con più di 200 dipendenti;
4. la cura della sicurezza e sorveglianza dei locali dove avvengono le votazioni specie dopo la chiusura dei seggi, nonché dell'integrità delle urne sigillate sino alle operazioni di scrutinio, utilizzando ogni mezzo a disposizione per garantirla (casseforti, camere di sicurezza, camere blindate o altro sistema idoneo);
5. le amministrazioni devono fornire alle commissioni, oltre il materiale previsto, anche copia di tutte le note di chiarimento inviate dall'ARAN e gli accordi sulle RSU.

SCHEDE ELETTORALI E MODALITÀ DI VOTO
La scheda è unica, con tutte le liste disposte in ordine di presentazione e con la stessa evidenza.
Le schede devono essere firmate da almeno 3 componenti del seggio.
Le preferenze esprimibili sono:
- 1 nelle scuole fino a 200 dipendenti (docenti e Ata);
- 2 nelle scuole con più di 200 dipendenti (docenti e Ata).
Nelle scuole fino a 200 dipendenti, sulla scheda devono essere stampati sia il nome esatto della lista (“COBAS – Comitati di base della scuola”) che i nomi dei candidati.
Nelle scuola con più di 200 dipendenti, oltre al nome esatto delle liste vi sarà lo spazio per esprimere le due preferenze.
In caso di incoerenza tra voto di lista e preferenza, prevale il voto di lista.
Il luogo o i luoghi della votazione sono stabiliti dalla Commissione elettorale e devono essere comunicati ai lavoratori, insieme al calendario, tramite affissione all'albo almeno 8 giorni prima della votazione.

ATTRIBUZIONE DEI SEGGI
Il numero dei seggi è ripartito secondo il metodo proporzionale in base ai voti conseguiti dalle liste. Nell'ambito delle liste che avranno conseguito i voti, i seggi saranno attribuiti in base al numero di preferenze ottenuto dai vari candidati o, in caso di parità del numero di preferenze, in base all'ordine nella lista.

Sotto un esempio ripreso dalle Note ARAN.
Informazioni utili per i componentidella Commissione Elettorale e per gli Scrutatori

IL SEGGIO
Deve essere ubicato in un locale che possa essere chiuso e le chiavi verranno conservate solo dal Presidente del seggio. Se il locale non sembrasse idoneo far spostare il seggio in locali più sicuri.
1. Lo svolgimento delle votazioni non può avvenire nei corridoi, negli atrii, nei locali di passaggio, in locali poco visibili e difficilmente raggiungibili.
2. L'urna non deve spostarsi nei vari uffici/aule.
3. Chiedere che tra il materiale fornito vi sia: nastro carta adesivo (si può firmare sopra); nastro adesivo da pacchi trasparente; pennarelli indelebili per sigillare urne, porte e finestre.
4. Essere presenti fin dall'inizio delle operazioni e vistare personalmente tutte le schede con una penna di colore diverso dal nero (non riproducibile tramite fotocopie).

L'URNA
Deve essere solida, capiente e con una sola apertura.
1. L'amministrazione è tenuta ad assicurare l'integrità dell'urna per tutta la durata del procedimento elettorale.
2. Sigillare con il nastro adesivo l'unica apertura e firmare a cavallo tra il nastro e l'urna (e far firmare gli altri scrutatori).
3. Fissare stabilmente l'urna al tavolo con nastro adesivo.
4. Tra la fine delle operazioni di voto e lo scrutinio, l'urna, debitamente e accuratamente sigillata, anche nella fessura per le schede, deve essere custodita nel luogo più sicuro (una cassaforte, un solido armadio o nel seggio stesso se offre adeguate garanzie) sigillato sempre con nastro adesivo siglato.
LE SCHEDE
Saranno realizzate presumibil-mente con fotocopie e quindi sono facilmente riproducibili.
1. È opportuno che lo scrutatore visti personalmente (insieme agli altri componenti) tutte le schede con penna colorata per evitare fotocopie successive.
2. La stampa delle schede deve essere ottimale e non devono esserci macchie tali da invalidarle.
3. La scheda va consegnate aperta e va verificato che non sia già votata e che non riporti alcun segno.

IL VOTO
Poiché il Regolamento elettorale è abbastanza scarno, è opportuno far riferimento alla normativa generale per le elezioni politiche ed amministrative.
1. È utile reperire una copia di un libretto di istruzioni in dotazione ai presidenti dei seggi nelle elezioni politiche, in cui sono riportate le norme legislative che regolamentano le elezioni.
2. Gli scrutatori iniziano la loro attività il giorno precedente le votazioni: il primo giorno si insedia il seggio, si verificano gli elenchi del personale ed il materiale che l'amministrazione deve fornire, si controllano i locali, si attrezza il seggio per le votazioni.
3. Gli elettori devono firmare sull'elenco del personale; gli scrutatori devono accertare alla fine che le firme corrispondano alle schede votate.

SCRUTINIO
È la fase più delicata.
Importante essere presenti a tutta l'operazione fin dall'inizio ed evitare di allontanarsi anche per poco (basta un segno per invalidare la scheda).
Lo scrutatore deve essere tra coloro che aprono le schede e ne controlla la regolarità.
Un delegato o un incaricato di fiducia deve seguire lo spoglio e registrare, man mano, i risultati.
Alla fine dello spoglio confron-tare i dati rilevati dal delegato con i dati riportati in verbale; in caso di incongruenza, chiedere la verifica e, una volta definiti i risultati, riportarli su un foglio chiedendo il visto al presidente del seggio, o fotocopia del verbale firmato.
Affiggere subito davanti al seggio ed in bacheca i risultati.
Inviare subito alla sede locale e/o nazionale Cobas il risultato finale della votazione.

CONTESTAZIONI
È importante che ogni volta che si verificano anomalie alle quali non si può o non si vuole rimediare, si riportino in verbale i fatti.
Contemporaneamente, il fatto - soprattutto se riguarda i risultati elettorali - deve essere riportato nel ricorso da fare alla Com-missione elettorale entro 5 giorni dall'affissione dei risultati; la Commissione deve rispondere entro 48 ore.
Se l'esito non è ancora soddisfacente, si deve fare ricorso al Comitato dei Garanti provinciale (entro 10 giorni) istituito presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro.
Quelli sopra riportati sono gli adempimenti formali che vanno comunque garantiti e controllati, ma la struttura COBAS valuterà specifici episodi e porrà in essere le adeguate iniziative, coinvolgendo i lavoratori.

Segnalare al più presto le eventuali irregolarità alla sede nazionale, che provvederà ad ulteriori iniziative, anche legali.