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giovedì 28 dicembre 2017

Vergognosa sentenza del Consiglio di Stato contro i diplomati/e magistrali

Vergognosa sentenza del Consiglio di Stato contro i diplomati/e magistrali8 gennaio 2018 sciopero dei/delle docenti della scuola Primaria e dell’Infanzia
Manifestazione nazionale a Roma, MIUR (v.le Trastevere) ore 9.30

Il Consiglio di Stato, dopo l’udienza del 15 novembre, ha pubblicato il 21 dicembre una vergognosa sentenza contro i diplomati/e magistrali, che va contro tutte le precedenti sentenze che in questi anni avevano dato ragione a decine di migliaia di docenti che adesso si vedono negare persino il diritto all’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento (GAE), e che vengono retrocessi a docenti di serie C. Questa sentenza pone drammatici problemi, professionali ed umani, ai diplomati magistrali. Molti/e di loro hanno avuto nomine annuali dalle GAE, in diversi/e sono già stati/e immessi in ruolo, e ora, oltre alla perdita del posto di lavoro, rischiano di ritrovarsi improvvisamente reinseriti in seconda fascia o, secondo un’interpretazione ancora più penalizzante della sentenza, addirittura in terza fascia.
Una sentenza ingiusta, spietata e intollerabile, che gioca con la vita di decine di migliaia di lavoratori/trici: così come è insopportabile che il MIUR e il governo non abbiano voluto risolvere un problema serissimo non solo per i lavoratori/trici coinvolti ma per tutta la scuola italiana che di questi docenti non può assolutamente fare a meno. Guai, dunque, se ci fossero da parte del MIUR, utilizzando questa assurda sentenza, passi sciaguratamente avventati durante l’anno in corso, che dovessero far saltare la continuità didattica per migliaia di alunni e i posti di lavoro per migliaia di docenti. Se i tribunali dovessero far decadere tutte le supplenze e le immissioni in ruolo, la scuola primaria e quella dell’infanzia entrerebbero in un caos totale. Il problema è strettamente politico: è intollerabile che i diritti dei lavoratori/trici vengano vanificati dai tribunali.
Bisogna porre fine subito a queste assurdità! Esigiamo che il MIUR ed il governo pongano immediato rimedio (e non rinviando alla prossima legislatura) a questa vergogna che potrebbe portare ad un licenziamento di massa di 5300 lavoratori/trici, oltre che a negare la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato ad altri 60 mila lavoratori/trici. Chi è stato immesso in ruolo dovrà mantenere il proprio posto. Per chi ha già fatto l’anno di prova, esso vale molto di più di un concorso abilitante. Chi è inserito con riserva nelle GAE deve poter mantenere la propria posizione, così come chi ha avuto un incarico annuale.
Per raggiungere questi obiettivi e annullare i possibili effetti deleteri della sciagurata sentenza, i COBAS hanno indetto, insieme ad altre organizzazioni, per lunedì 8 gennaio lo sciopero della scuola primaria e dell’infanzia, e una manifestazione nazionale a Roma (MIUR, V.le Trastevere, ore 9.30) per la quale le nostre sedi stanno organizzando i bus per portare a Roma il maggior numero possibile di docenti. Chiederemo che una delegazione di diplomati/e magistrali venga ricevuta dalla Ministra Fedeli.
Esecutivo nazionale COBAS - Comitati di Base della Scuola

sabato 16 dicembre 2017


DA TERNI PARTIAMO CON IL TRENO DELLE 12.35 DALLA STAZIONE FS

lunedì 4 dicembre 2017

Alternanza Scuola Lavoro: vorrebbero vederci toccare il fondo

Il renzianissimo sottosegretario al Miur, Toccafondi (nomen omen), si è così espresso ieri, in occasione della prima giornata di JOB&Orienta, il Salone nazionale dell’orientamento: “L’Alternanza Scuola-Lavoro è entrata a tutti gli effetti nel mondo della scuola. Quest’anno abbiamo almeno un milione e trecentomila ragazze e ragazzi coinvolti in questi percorsi di formazione e circa il 95% degli istituti scolastici che hanno onorato l’obbligo previsto dalla Legge. Possiamo dire che siamo riusciti ad abbattere il muro ideologico che per alcuni decenni ha allontanato due mondi: quello della scuola e quello del lavoro. [...] la strada è segnata"
Come è tipico di tutti gli adepti del venditore di fumo che guida il PD, Toccafondi ingaggia una lotta senza quartiere con la logica elementare, piegando a suo uso e consumo la realtà effettuale, per farla forzatamente coincidere con la realtà virtuale della sua arrogante propaganda ideologica, mentre - proprio come il bue che dà del cornuto all'asino - taccia il mondo del quale dovrebbe essere al servizio di pregiudizi ideologici. 
La realtà, però, ci dice che non è stato abbattuto alcun "muro ideologico": prima che la famigerata mala scuola renziana introducesse l'Alternanza Scuola Lavoro coatta, vale a dire nell'anno scolastico 2014/2015, furono circa 273.000 le studentesse e gli studenti ad effettuare attività di Alternanza Scuola-Lavoro, scelte liberamente dalle scuole (in gran parte istituti professionali e tecnici), a dimostrazione dell'inesistenza di un'opposizione pregiudiziale del mondo della scuola a tali attività. 
"Ideologica" (conforme, cioè, all'ideologia aziendalistica che i governi degli ultimi vent'anni hanno voluto imporre con la forza nella scuola) è stata, invece, l'imposizione di un numero di ore obbligatorie di tali attività in tutte le scuole secondarie di secondo grado, con i suoi evidenti (e del tutto prevedibili) effetti distorsivi e distruttivi della funzione formativa della scuola, dal momento che studentesse e studenti non possono non essere coinvolti in tali attività, anche quando le opportunità offerte dal territorio non ci sono o non sono compatibili con i percorsi formativi delle scuole. 
Inneggiare, quindi, al "milione e trecentomila ragazze e ragazzi coinvolti in questi percorsi di formazione" e al" 95% degli istituti scolastici che hanno onorato l’obbligo" è non solo ridicolo, ma offensivo della nostra intelligenza: cosa altrimenti potrebbero fare le scuole, dal momento che, con le deleghe della scorsa primavera, le attività di ASL sono diventate requisito irrinunciabile per essere ammessi all'Esame di Stato? Impedire alle proprie studentesse e ai propri studenti di conseguire il diploma?
Ciò non significa affatto che "la strada è segnata", come vorrebbe Toccafondi (nomen omen), o che le scuole debbano piegarsi entusiasticamente a tali scellerati obblighi di legge. 
Al contrario, i docenti, insieme alle studentesse e agli studenti, hanno il diritto e il dovere di denunciare (come molte/i stanno già facendo) le nefaste conseguenze di questa (come di altre) esiziali novità introdotte dalla sedicente buona scuola e di chiedere a gran voce che siano cancellate al più presto.

IL COLLEGIO DEI DOCENTI HA “COMPETENZA GENERALE” IN MATERIA DIDATTICA E PUO’ DISCUTERE E DELIBERARE SULLE POLITICHE SCOLASTICHE CHE INCIDONO PESANTEMENTE SULLA DIDATTICA!

Ci giunge notizia che in qualche scuola i DS stiano facendo le bizze per non far presentare ai collegi docenti delle mozioni da approvare e inviare al MIUR sulla questione dell'alternanza scuola lavoro, visto che il Ministero ha indetto per il 16 dicembre a Roma gli Stati generali dell'ASL.
Al Liceo Artistico Guggenheim di Venezia, la preside ha impedito di mettere ai voti una delibera sull'argomento, sostenendo che il Collegio Docenti non possa inviare al Miur proprie considerazioni; se ne è andata chiudendo il Collegio e il verbale. Il Collegio comunque si è autoconvocato seduta stante e ha votato a larghissima maggioranza una mozione che chiede una modifica legislativa che tolga l'obbligo del tetto spropositato di ore di asl.
Al I.T.T. "Gritti" di Mestre la preside ha impedito di presentare una mozione, sostenendo che il Collegio non abbia competenza su questioni attinenti le politiche scolastiche.
Ricordo invece che il Collegio ha competenza generale in materia didattica e questi comportamenti dei DS sono assolutamente illegittimi.
Questa sotto è la diffida che stiamo mandando ai Dirigenti Scolastici delle scuole superiori della provincia di Venezia.
In allegato le mozioni approvate dell'"I.I.S. M. Polo  - Liceo Artistico" e dal Liceo Classico e Europeo "M. Foscarini".
Stefano Micheletti
Cobas Scuola Venezia

IL COLLEGIO DEI DOCENTI HA “COMPETENZA GENERALE” IN MATERIA DIDATTICA E PUO’ DISCUTERE E DELIBERARE SULLE POLITICHE SCOLASTICHE CHE INCIDONO PESANTEMENTE SULLA DIDATTICA!
In alcune scuole i DS stanno sollevando problemi, sostenendo che le mozioni proposte sulla questione dell’Alternanza Scuola Lavoro non rientrino tra le competenze del Collegio, impedendo talvolta di metterle ai voti o addirittura impedendo di presentarle e di discuterle o sciogliendo d’imperio il Collegio.
Tale pratica, oltre ad essere fortemente antidemocratica, è palesemente illegittima in quanto l’art. 7 del D.Lgs, n. 297/94 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione) al comma 2 lett. a) assegna al Collegio dei docenti “ potere deliberante in materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto (..). Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente.”
il Collegio dei docenti ha quella che nel linguaggio giuridico si chiama “competenza generale” su tutto ciò che attiene alla didattica. Per cui può benissimo discutere e deliberare su provvedimenti che incidono pesantemente sulla qualità della didattica della scuola pubblica, come ad esempio l’obbligo, per gli studenti del triennio delle scuole superiori, di effettuare 200 o 400 ore di attività di alternanza scuola lavoro; questo tanto più quando il Ministero sta preparando per il 16 dicembre a Roma gli Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro e giustamente le scuole vogliono farsi sentire in quella sede con delle delibere dei collegi docenti.
Si diffidano, infine i DS, dall’impedire la discussione e la votazione su tali temi con una pratica che è antidemocratica, illegittima e lesiva sia della generale libertà di manifestazione del pensiero prevista dall’art. 21 Costituzione, sia della stessa libertà di insegnamento, prevista dall’art. 33 della Costituzione, che si applica con ogni evidenza anche all’attività del docente come membro degli organi collegiali della scuola.