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sabato 23 gennaio 2021

DIFFIDA AI DIRIGENTI SCOLASTICI PER ILLEGITTIME RICHIESTE COMUNICAZIONI SCIOPERO

 

Segnalateci i casi di illegittima richiesta per intervenire a difesa del diritto di sciopero


giovedì 21 gennaio 2021

IL 25 GENNAIO CHIUDONO LE ISCRIZIONI: ORA CHIUDIAMO LE CLASSI POLLAIO!

RIDURRE IL NUMERO DI ALUNNI PER CLASSE   ASSUMERE IMMEDIATAMENTE I PRECARI 

IL 25/01 MANIFESTAZIONI IN DECINE DI CITTA' (a Roma al Ministero, ore 16) promosse da Priorità alla Scuola e dai COBAS

La ministra Azzolina è entrata al Ministero dell'Istruzione affermando che avrebbe preso di petto le classi pollaio ed ha continuato a ribadire lo stesso concetto anche nel corso della pandemia. Queste sono le parole. E i fatti?


I fatti ci dicono che nemmeno un euro è stato stanziato né nel Recovery Plan 
né in Finanziaria per la riduzione del numero di alunni per classe e il problema del sovraffollamento delle classi è letteralmente scomparso nelle recenti linee guida emanate dal Ministero. Così le scuole, che hanno appena finito di raccogliere le iscrizioni, procederanno con i soliti coefficienti a costruire le classi iniziali. Il tutto come se non si fosse nel pieno di una pandemia, il tutto come se la pandemia non avesse mostrato la condizione disastrosa della scuola pubblica italiana, condizione che ha comportato l’interruzione (o il forte depotenziamento attraverso la DAD) del diritto costituzionale all’istruzione per un’intera generazione la quale sta subendo, anche psicologicamente, i danni che negli anni sono stati inflitti alla scuola pubblica e che la crisi ha ulteriormente aggravato. Continuiamo a chiedere un punto di PIL per finanziare la scuola pubblica; chiediamo che i soldi pubblici, siano essi fondi europei o nazionali, non siano investiti ancora in digitale o in una fantomatica sinergia con le attività produttive, ma vengano utilizzati per una riduzione significativa del numero di alunni per classe e per il conseguente ampliamento dell’organico docente e ATA, docenti e ATA che devono essere al più presto stabilizzati. Non vogliamo rientrare nella scuola miseria che abbiamo conosciuto prima della pandemia, vogliamo una scuola pubblica di qualità, unico vero e reale deterrente alla sua progressiva privatizzazione.

Il giorno 25 gennaio saremo davanti agli Uffici Scolastici regionali e Provinciali e al Ministero a Roma, Bologna, Pisa, Trieste, Firenze, Massa, La Spezia, Napoli, Salerno, Catania, Siracusa e in molte altre città per chiedere:

  riduzione del coefficiente del numero di alunni per classe: massimo 20 alunni e 15 in presenza di alunne/i con disabilità

 immediata assunzione dei precari della scuola italiana

● investimenti seri e veloci sull’edilizia scolastica

● rientro almeno al 50% nelle scuole superiori delle Regioni e del 100% negli altri ordini di scuola in Campania

● tracciamento capillare e diffuso all’interno delle scuole

 

                                                                                                 Esecutivo nazionale COBAS                                                                                       Comitati di base della Scuola


IN PIENA PANDEMIA E NEL MEZZO DI UNA CRISI ECONOMICA E SOCIALE, MOLTE SCUOLE ALL’ATTO DELL’ISCRIZIONE NON SONO CHIARE E PRETENDONO CONTRIBUTI CHE SONO INVECE VOLONTARI

 “I contributi scolastici delle famiglie sono assolutamente volontari e distinti dalle tasse scolastiche che, al contrario, sono obbligatorie, con l'eccezione dei casi di esonero. Le famiglie dovranno essere preventivamente informate sulla destinazione dei contributi in modo da poter conoscere le attività che saranno finanziate con gli stessi, in coerenza con il Piano triennale dell'offerta formativa.”

Anche quest’anno, in occasione delle iscrizioni, le famiglie sono alle prese con le richieste dei  contributi scolastici, una prassi ormai sfacciatamente diffusa in molte scuole di ogni ordine e grado, contributi che sono volontari, ma resi  velatamente o palesemente  obbligatori utilizzando metodi di  richiesta  che contrastano con la normativa vigente verificabile nelle varie circolari Ministeriali, note  del Miur n.312 del 2012 e n. 593 del 2013 e dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Succede però che molte famiglie continuano a pagare non sapendo che tali contributi sono volontari perché nella maggioranza dei casi viene presentato un conto indistinto tra tasse dovute e contributo volontario accompagnato da informazioni non chiare e generiche.

Oltre a ciò occorre ribadire che con i contributi delle famiglie non si può acquistare materiale ed è vietato introdurre lezioni a pagamento in orario curricolare:  nota Miur  n.312 del 2012: “…il contributo, ad ogni modo non potrà riguardare lo svolgimento di attività curricolari”  e i contributi volontari si devono utilizzare per l’arricchimento dell’offerta formativa con attività extracurricolari.

Con le Scuole superiori chiuse da un anno e nell’incertezza del futuro ci chiediamo quali siano le motivazioni di queste richieste e che fine hanno fatto i contributi versati dalle famiglie lo scorso anno insieme alle rimanenze del Fondo d’Istituto anche dell’anno in corso.

Ci siamo sempre opposti alle richieste dei contributi volontari perché lesivi del diritto all’istruzione senza differenze di ceto e di classe sociale così come dettato dalla Costituzione, ma, nel pieno di un anno difficilissimo e in vista di quello che ci aspetta , la richiesta di ulteriori balzelli alle famiglie oppresse dalla crisi economica e dalla perdita del lavoro ci sembra ancora più scandalosa e inadeguata.

 I Cobas Scuola invitano a non pagare i contributi volontari richiesti all’iscrizione e daranno supporto legale e sindacale a tutte le famiglie, agli studenti e alle studentesse, ai lavoratori e alle lavoratrici della scuola che vogliano segnalare e denunciare violazioni ed attacchi al diritto all'istruzione

ALCUNE SCUOLE FUORI DALLA REALTÀ: IN PIENA PANDEMIA E NEL MEZZO DA UNA DEVASTANTE CRISI ECONOMICA E SOCIALE, SI STA RIPETENDO IL VERGOGNOSO RITO DEI CONTRIBUTI VOLONTARI.

 “I contributi scolastici delle famiglie sono assolutamente volontari e distinti dalle tasse scolastiche che, al contrario, sono obbligatorie, con l'eccezione dei casi di esonero. Le famiglie dovranno essere preventivamente informate sulla destinazione dei contributi in modo da poter conoscere le attività che saranno finanziate con gli stessi, in coerenza con il Piano triennale dell'offerta formativa.”

Anche quest’anno, in occasione delle iscrizioni, le famiglie sono alle prese con le richieste dei  contributi scolastici, una prassi ormai sfacciatamente diffusa in molte scuole di ogni ordine e grado, contributi che sono volontari, ma resi  velatamente o palesemente  obbligatori utilizzando metodi di  richiesta  che contrastano con la normativa vigente verificabile nelle varie circolari Ministeriali, note  del Miur n.312 del 2012 e n. 593 del 2013 e dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Succede però che molte famiglie continuano a pagare non sapendo che tali contributi sono volontari perché nella maggioranza dei casi viene presentato un conto indistinto tra tasse dovute e contributo volontario accompagnato da informazioni non chiare e generiche.

Oltre a ciò occorre ribadire che con i contributi delle famiglie non si può acquistare materiale ed è vietato introdurre lezioni a pagamento in orario curricolare:  nota Miur  n.312 del 2012: “…il contributo, ad ogni modo non potrà riguardare lo svolgimento di attività curricolari”  e i contributi volontari si devono utilizzare per l’arricchimento dell’offerta formativa con attività extracurricolari.

Con le Scuole superiori chiuse da un anno e nell’incertezza del futuro ci chiediamo quali siano le motivazioni di queste richieste e che fine hanno fatto i contributi versati dalle famiglie lo scorso anno insieme alle rimanenze del Fondo d’Istituto anche dell’anno in corso.

Ci siamo sempre opposti alle richieste dei contributi volontari perché lesivi del diritto all’istruzione senza differenze di ceto e di classe sociale così come dettato dalla Costituzione, ma, nel pieno di un anno difficilissimo e in vista di quello che ci aspetta , la richiesta di ulteriori balzelli alle famiglie oppresse dalla crisi economica e dalla perdita del lavoro ci sembra ancora più scandalosa e inadeguata.

 

I Cobas Scuola invitano a non pagare i contributi volontari richiesti all’iscrizione e daranno supporto legale e sindacale a tutte le famiglie, agli studenti e alle studentesse, ai lavoratori e alle lavoratrici della scuola che vogliano segnalare e denunciare violazioni ed attacchi al diritto all'istruzione

COBAS SCUOLA

Qui il vademecum da consultare con tutte le informazioni


mercoledì 20 gennaio 2021

TERNI SOLIDALE E LA SPESA SOLIDALE

 CRESCE IN CITTÀ IL  MUTUALISMO SOCIALE E CONFLITTUALE

A partire dal lockdown di ottobre, determinato dalle misure governative volte a limitare la diffusione del Covid-19, a Terni (come in altre città italiane) alcune realtà sociali, sindacali, culturali e politiche e hanno deciso di coordinare le forze e le capacità organizzative per fronteggiare la crisi economica e sociale che mordeva su quelle fasce della popolazione ternana che già si trovavano in situazioni precarie.

Alle difficoltà derivanti dalla crisi del 2008 si sono aggiunte quelle della pandemia attuale.

L’Umbria è la Regione del Centro-Italia che a partire dalla crisi finanziaria di 13 anni fa, ha subito probabilmente una delle peggiori flessioni degli indicatori socio-economici dei cittadini e delle famiglie, del sistema produttivo e del mondo del lavoro. I tassi di disoccupazione sono cresciuti di molto, come anche il ricorso a forme contrattuali precarie e flessibili e parallelamente sono aumentati gli infortuni e le morti sul lavoro. Naturalmente sono incrementati i soggetti e le famiglie in situazioni di povertà assoluta e relativa soprattutto nelle due città principali: Perugia e Terni.

Il Covid non ha fatto altro che far esplodere le contraddizioni di questo sistema ovunque.

In questo contesto, a Terni, è nato il Comitato Terni Solidale, ispirato dalla logica del mutualismo conflittuale e incentrato sull’organizzazione della Spesa Solidale per rispondere direttamente alle esigenze di quei soggetti e di quelle famiglie che in città e nei suoi quartieri periferici non trovavano alcuna risposta dalle istituzioni locali (oltre alla scarsità delle soluzioni adottate dal Governo Conte, che si sono tradotte essenzialmente nelle briciole – tardive- del Reddito di Emergenza e in poche altre misure palliative).

La platea sempre più affollata di disoccupati, migranti, lavoratori in nero-precari-senza tutele, si è trovata a essere ancora più invisibile agli occhi dei governanti.

A molte di queste persone, il Comitato, grazie alle donazioni private dei singoli, è riuscito a dare una risposta sin da subito. Però sin dalla sua nascita, non si è trattato di puro e semplice assistenzialismo, ma appunto di mutualismo popolare – in cui ci si aiuta reciprocamente senza un rapporto caritatevole o gerarchico tra chi dona e chi riceve- fondato sull'autorizzazione dei militanti e delle famiglie beneficiarie della spesa.

Consapevoli della gravità della situazione e dell’incapacità e non volontà delle istituzioni locali di fronteggiare queste problematiche emergenti, il Comitato ha deciso di lavorare per costruire una linea politica rivendicativa e conflittuale, di non cadere nella pratica dell’associazionismo che va a tappare i buchi e le falde dei governanti, ma di far emergere quelle contraddizioni che attraversano questa società e chiedere risposte urgenti a chi ha il dovere giuridico-politico e morale di elaborarle.

Ma come si è tradotta questa modalità nel pratico? Partendo dal piano più strettamente organizzativo, TERNI SOLIDALE, è animata da alcuni soggetti già presenti in città come il centro sociale “GERMINAL CIMARELLI”, il laboratorio sociale “BLOG-LGC”, organizzazioni studentesche come l’”UDS-Unione Degli Studenti”, la cooperativa sociale “LAB. IL BICICLARIO”, l’associazione”ISOLA-COLOMBIA”, settori organizzati della tifoseria “QUELLI DELLA EST”, autorganizzazione sindacale come la confederazione “COBAS-Comitati di Base” organizzazioni politiche comuniste ed anticapitaliste e tanti e tante altri/e militanti singoli/e.

Il comitato ha organizzato il 7 novembre 2020 un primo presidio “SE CI CHIUDETE CI PAGATE: REDDITO, CASA, SCUOLA E SANITA’” in piazza della repubblica. In collegamento con l’esperienza ternana, sono poi nate altre iniziative a Arrone e Sangemini.

TERNI SOLIDALE ha aderito al manifesto nazionale della SOCIETÀ DELLA CURA organizzando il 21 novembre un presidio sotto la Prefettura di Terni “NESSUNO SI SALVA DA SOLO-FUORI IL PROFITTO DALLA SALUTE”

 


Successivamente si è organizzata la SPESA SOLIDALE, iniziata a novembre, che oggi è alla sua 10 settimana continuativa e che attualmente riesce a distribuire a oltre 100 persone  50 cassette a settimana per altrettante persone o famiglie.

La spesa solidale si occupa della distribuzione (e la consegna a domicilio per i soggetti con disabilità) delle cassette alimentari e di mantenere rapporti con le persone con cui entra in contatto. Una volta alla settimana si tiene un’assemblea generale organizzativa.

 

Le cassette alimentari sono realizzate:

- in parte grazie alle donazioni all’IBAN IT70Q0760105138273704673711 intestato a Benedetta Calderigi con causale “spesa solidale” oppure tramite PAYPAL: TERNISOLIDALE@GMAIL.COM

- In parte con la raccolta presso i supermercati TODIS via di Vittorio 27 e Hurrà, via Brodolini 10b si stanno organizzando “CARRELLI SOLIDALI”

- in parte con i beni dei produttori locali anche con la volontà di favorire circuiti autorganizzati e alternativi alla grande distribuzione organizzata, alle multinazionali e ridare fiato alla filiera corta e locale.

Un ricordo particolare va al professor M.F. la cui compagna ha donato alla SPESA SOLIDALE i fondi raccolti dopo il funerale.

 Per quanto riguarda invece il rapporto con le persone e con le famiglie beneficiarie della spesa, si sta strutturando un percorso di integrazione e coinvolgimento organizzativo cercando di favorire la partecipazione attiva alla lavorazione delle cassette nel giorno della consegna, che avviene tutti i venerdì dalle ore 15 presso il Centro Sociale Autogestito Germinal Cimarelli in via del Lanificio 29 (dietro il palazzone di viale B. Brin).

Oltre a questo primo importante momento di condivisione sono in fase di organizzazione:

-presso il laboratorio BLOB LGC di via Giovanni XXIII n.20 tutti i giorni previo appuntamento telefonico allo 0744 614768 (zona piazza della pace) e presso i COBAS SCUOLA in via F. Cesi 15A (vicino piscina CLT) il giovedì dalle 17,30 alle 19,00 (prenotazioni al 391 1061311) uno Sportello Sociale che si occupa, anche, attraverso l’ausilio di legali, delle pratiche legate alla richiesta dei vari Bonus (spesa e affitti) e offre supporto gratuito sulle questioni lavorative e abitative.

-momenti di riflessione e approfondimento, seminari su tematiche collegate alla sanità, all’ambiente e al mutualismo, alla scuola pubblica, reddito a partite con l’incontro del 14 gennaio “Fuori il profitto dalla salute” con Carlo Romagnoli dell’ISDE UMBRIA organizzato con l’UDS-Unione degli Studenti, iniziative che continuano il 2 febbraio “REDDITO PER TUTTI tra reddito di cittadinanza e reddito universale” con il docente dell’Università di Perugia Ugo Carlone.

– il Centralino del Comitato, telefono 328 3737162 che gestisce le varie richieste di aiuto.

Si sta cominciando inoltre di organizzare:

- una attività di inchiesta sociale, intervistando con dei questionari autoprodotti le persone e le famiglie che necessitano di aiuto per avere un quadro delle condizioni sociali ed economiche di determinati settori della popolazione della città, cosi da orientare, poi, il processo rivendicativo sulla base delle esigenze emerse con questo lavoro.

assemblee di quartiere per costruire un processo di autorganizzazione e di democrazia diretta (a partire dai beneficiari della spesa solidale) in cui si decida senza meccanismi di delega e in forma orizzontale quali iniziative compiere e dove discutere dei problemi più pressanti.

Con queste pratiche e questa logica, il Comitato, sta cercando di costruire un metodo del mutualistico e conflittuale in città su alcune linee guida:  autorganizzazione, inchiesta, radicamento territoriale, rivendicazioni su sanità, ambiente, reddito e istruzione.

La prospettiva è quella di rafforzarsi per diventare una forma di controllo popolare dei meccanismi decisionali dei governanti locali, le prime iniziativa hanno dato i primi frutti, soprattutto nel senso della ricostituzione di senso e di forme di comunità nel territorio con l’obiettivo di diffusione nei quartieri periferici dove il tessuto sociale appare sempre più sfibrato.

Invitiamo gli organi di informazione e di stampa alla presentazione della distribuzione di venerdì 22 gennaio, dalle ore 16,30 alle 17,30 presso il CS Germinal Cimarelli, via del Lanificio 19a previo contatto al 328 3737162

TERNI SOLIDALE