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mercoledì 22 febbraio 2023

SUCCESSO DEL CONVEGNO “Le vicende del confine orientale d'Italia durante la seconda guerra mondiale e il contributo dei partigiani slavi alla Liberazione”

 Le sedi territoriali di Terni e di Orvieto del CESP – CENTRO STUDI PER LA SCUOLA PUBBLICA  hanno organizzato il 14 febbraio il convegno nazionale di formazione per personale docente e ATA “Le vicende del confine orientale d'Italia durante la seconda guerra mondiale e il contributo dei partigiani slavi alla Liberazione” presso la Sala Digipass della Nuova Biblioteca Pubblica “L. Fumi”di Orvieto cui hanno partecipato in presenza e on line, oltre cinquanta docenti e cittadini provenienti da cinque diverse regioni d’Italia.

Il CESP è un ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola come da Decreto Ministeriale 25/07/06 prot. 869 e intende ringraziare gli storici Alessandra Kersevan e Angelo Bitti per le loro relazioni ampie, ricche di spunti bibliografici e storiografici importanti per ricostruire i fatti: la prima riguardante la storia della complessa vicenda del confine orientale dalla fine della 1 guerra mondiale, durante la dittatura fascista e i fatti successivi all’8 settembre 1943 e al maggio 1945; l’altra sull’importante contributo dopo l’8 settembre 1943 dei partigiani jugoslavi (precedentemente internati nei campi di concentramento e di lavoro di Colfiorito, Ellera, Pissignano e Tavernelle o detenuti nel carcere di Spoleto e di Perugia) alla costituzione delle formazioni partigiane e alla lotta di liberazione contro il nazifascismo in Umbria, come già evidenziato da importanti convegni storici e dalla storiografia locale e nazionale.

Il successo di partecipazione e gli interventi dei relatori hanno dimostrato la necessità di approfondire i temi in questione attraverso la ricerca e l’indagine storica e storiografica con convegni di formazione di ampia portata storica, in una fase estremamente delicata di rovescismo storico. Qualcuno infatti tenta ipocritamente di dimenticare cosa sia stata la dittatura fascista, di rimuovere dalla storia o dalla memoria collettiva i crimini e i criminali di guerra italiani nelle colonie africane o nei territori orientali, tacendo sui campi di concentramento italiani nell’isola di Arbe, a Gonars o su quello di sterminio nella risiera San Saba rischiando di trasformare in carnefici coloro che diedero la vita insieme ai partigiani alla lotta di Liberazione dell’Umbria o dell’Italia, e in vittime coloro che si resero protagonisti o complici per oltre 20 anni delle peggiori nefandezze e dei crimini di guerra perpetrati dall’occupazione nazi-fascista nei confronti delle popolazioni della ex Jugoslavia cercando di imporre una lettura esclusivamente nazionalitaria e vittimaria di fatti ben più complessi per le implicazioni di natura politica, militare ed economica che li caratterizzano.

Anche per tali ragioni, è incomprensibile quanto grave il comportamento della Dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore Scientifico e Tecnico di Orvieto che ha negato il giorno prima dello svolgimento del convegno -adducendo esclusivamente generici motivi di sicurezza ancora oggi tutti da dimostrare sulla carta nonché inesistenti nei fatti- l’utilizzo dell’aula magna concessa per il convegno sette giorni prima, pur avendo avuto tutto il tempo di valutare preliminarmente i temi del convegno e i profili professionali e le competenze storiche dei relatori. Nonostante ciò, la Dirigente ha preferito ascoltare alcuni detrattori censurando il diritto all’informazione, alla libertà di parola e di ricerca, rischiando di tacitare studiosi che da anni lavorano sulle questioni storiche inerenti il confine orientale e la Resistenza, privando i docenti e gli studenti del suo Istituto di elementi fondamentali per la conoscenza di fatti storici, debitamente documentati. A ciò si sono aggiunte, se confermate, altre gravi dichiarazioni alla stampa nazionale, in particolare quelle relative alla “sicurezza dei ragazzi”. E’ importante ribadire che anche se fossero stati comunicati problemi riguardanti la sicurezza del Convegno da generiche “autorità superiori”, in uno Stato di diritto e democratico si sarebbero definite insieme alle stesse “autorità superiori” le condizioni per il rispetto del diritto di parola, di ricerca e di formazione garantite dalla Costituzione, invece che vietare l’utilizzo dell’aula per lo svolgimento del corso di formazione. Altrettanto grave quanto illegittimo è il fatto che la Dirigente abbia comunicato ad alcuni docenti del Suo Istituto iscritti al convegno, la revoca dell'esonero dal servizio, motivandolo con il diniego di utilizzo dell'aula magna, senza prima verificare se il convegno fosse stato annullato dall’ente formatore, ovvero dal CESP. Il convegno si è comunque tenuto in altra sede e pertanto tale diniego è risultato insussistente e i docenti hanno partecipato all’iniziativa come prevede la normativa vigente.

Considerati inoltre i contenuti strumentali di qualche sparuto articolo di stampa locale e nazionale pubblicato nei giorni scorsi e che la tardiva revoca della disponibilità dei locali dell’IISST di Orvieto ha causato molti disagi all'organizzazione del convegno nazionale di formazione, abbiamo già dato mandato ai nostri legali di verificare le affermazioni riportate e valutare nelle sedi opportune se vi siano i presupposti per tutelare ulteriormente il buon nome e i diritti di un ente come il CESP, il diritto alla formazione dei docenti, nonché il buon nome, la professionalità e l'immagine dei due relatori.

Il convegno è stato ripreso in audio e in video e nelle prossime settimane verrà pubblicato on line nella sua versione integrale.

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica di Terni e di Orvieto

mercoledì 15 febbraio 2023

convegno CESP LE VICENDE DEL CONFINE ORIENTALE D'ITALIA DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE E IL CONTRIBUTO DEI PARTIGIANI SLAVI ALLA LIBERAZIONE

 Orvieto, SalaDigipass della Nuova Biblioteca Pubblica "L.Fumi". 

Oltre cinquanta partecipanti in presenza e on line collegati da diverse Regioni d'Italia

"Le vicende del confine orientale d'Italia durante la seconda guerra mondiale e il contributo dei partigiani slavi alla Liberazione"

lunedì 6 febbraio 2023

IL BLOCCO DELL’ANNO 2013 E LA PROGRESSIONE DI CARRIERA

 

RECUPERO ANNO 2013 AI FINI DELLA PROGRESSIONE DI CARRIERA

Le retribuzioni del personale della Scuola sono ben al di sotto della media europea e dei paesi dell’Ocse e in termini di potere di acquisto i nostri stipendi hanno perso inesorabilmente – fin dalla scellerata sottoscrizione tra il Governo Amato I e le OO.SS. della soppressione della Scala mobile il 31.7.1992 – la loro capacità di garantire “un’esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.) paragonabile a quella degli inizi degli anni ’90.

Se a questo aggiungiamo che la l. n. 122/2010 dispose il blocco delle progressioni di anzianità per il personale pubblico per gli anni 2011, 2012 e 2013, prorogato sino al 31.12.2013 dal d.P.R. n. 122/2013, è chiaro come il tenore di vita del personale della scuola si sia ulteriormente abbassato.

Bisogna ricordare che nel frattempo sono intervenuti – utilizzando i risparmi realizzati nel comparto Scuola – il decreto Interministeriale n. 3/2011 che ha ripristinato l’anno 2010, l’accordo sindacati-ARAN del 13.3.2013 l’anno 2011 e infine l’accordo del 7.8.2014 l’anno 2012. 

Quindi, al momento, resta ancora escluso ai fini della progressione economica l’anno 2013 che di fatto sposta in avanti di un anno la progressione stipendiale e la fascia di anzianità, penalizzando il personale docente e ATA.

La recente sottoscrizione del “CCNL sui principali aspetti del trattamento economico del personale del comparto Istruzione e ricerca – Triennio 2019-2021” del 6.12.2022 aveva illuso sulla possibilità di giungere anche al riconoscimento di quest’ultimo anno di blocco. 

Invece di fronte a quest’ennesima delusione e giunti ormai a 10 anni dall’emanazione della norma che ha sancito il blocco del 2013, numerosi/e colleghi/e sono preoccupati dell’eventuale prescrizione e/o decadenza del diritto all’integrità della progressione di carriera e ci chiedono come agire per ottenere il riconoscimento dell’anno 2013 per adeguare la propria posizione di carriera e ricevere le relative differenze stipendiali maturate nel frattempo.

Una situazione che sta portando a molti ricorsi di cui al momento non è possibile prevedere l’esito, perché la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015, su cui si basano, ha dichiarato sì l’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime di sospensione della contrattazione collettiva per il personale delle amministrazioni pubbliche, ma non del conseguente blocco stipendiale.

Naturalmente chi volesse scongiurare il rischio dell’eventuale prescrizione e/o decadenza in attesa di favorevoli sviluppi giurisprudenziali, deve presentare la lettera che alleghiamo di seguito.

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da inviare via PEC oppure consegnare a mano all’ufficio protocollo di scuola che deve rilasciare ricevuta

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Al/la Dirigente Scolastico/a del

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di ____________________________

SEDE

OGGETTO: Domanda di Riconoscimento anno 2013, ai fine della progressione di carriera e adeguamento stipendiale – Diffida e contestuale messa in mora

Il/La sottoscritto/a ____________________________________ , nato/a il ________________________ a __________________________________ (___), Codice Fiscale _____________________________ residente a _____________________________________________ (___), C.A.P. _________________ Recapito telefonico ___________________________________

In servizio presso codesta Istituzione scolastica, in qualità di ______________________________________ 

in ossequio alle motivazioni contenute nella sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015, con la quale è stata sancita l’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime di sospensione della contrattazione collettiva per il personale delle amministrazioni pubbliche previsto anche dal d.P.R. 122/2013,

CHIEDE

il riconoscimento del servizio prestato nel corso dell’anno 2013, ai fini giuridici ed economici con l’adeguamento della posizione retributiva ai fini della propria posizione di carriera e le relative differenze stipendiali. 

La presente costituisce ai sensi e per gli effetti di legge atto di messa in mora e vale, altresì, quale atto interruttivo di ogni prescrizione e/o eventuale decadenza. 

Salvo ed impregiudicato ogni diritto ed azione. 

Data _______________________ 

FIRMA ___________________________ 

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