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giovedì 27 novembre 2014

La Corte europea fa giustizia per i precari della scuola: devono essere assunti! Comunicato stampa Corte giustizia EU dopo sentenza precari scuola


Dopo le tante polemiche e i conflitti, ultimo lo sciopero generale del 14 novembre, che abbiamo sostenuto in questi anni contro le politiche economiche  e sociali dell’Unione Europea, per una volta possiamo dire senza tema di smentite: viva l’Europa, o più precisamente, viva la Corte di giustizia europea che oggi – per bocca del suo presidente sloveno Marko Ilesic – ha deciso, ridicolizzando il nostrano MIUR e i governi italici di tutti i colori che hanno consentito la lunghissima illegalità, che i contratti precari per i docenti ed Ata italiani sono illegittimi. Questa storica sentenza impone che i precari della scuola che hanno almeno tre anni (trentasei mesi) di lavoro scolastico debbano essere assunti o risarciti nel caso abbiano smesso di lavorare nella scuola o non siano interessati a rimanerci: e il risarcimento deve riguardare anche gli scatti di anzianità.
La cifra esatta degli interessati/e supera forse la quota di 300 mila, docenti o Ata, comunque almeno il doppio di quelli delle Graduatorie ad esaurimento che dovrebbero essere assunti da settembre 2015 secondo gli impegni del governo, e riguarda sia i precari di seconda fascia sia quelli di terza. Ora, è vero che in alcune precedenti occasioni i governi hanno preferito pagare le multe (e in questo caso anche i risarcimenti) che ottemperare alle decisioni della Corte europea o della Consulta italiana, e che dunque le procedure legali da avviare rapidamente andranno accompagnate anche da una mobilitazione permanente dei precari affinché da settembre 2015 essi/e possano essere tutti/e lavoratori/trici stabili nella scuola. Ma stavolta sarà molto difficile sfuggire ad una pesantissima condanna europea, anche perché la cosa a questo punto coinvolge direttamente pure il restante Pubblico impiego, visto che non si vede come il governo italiano possa evitare che una tale decisione si estenda pure ai precari della PI, i quali, dunque, devono avviare analoghe mobilitazioni e procedure giuridiche. Per i precari, docenti ed Ata, che abbiano i 36 mesi di lavoro e per i precari del PI in situazione analoga, le nostre sedi provinciali sono ovviamente disponibili affinché i tribunali del lavoro, applicando la sentenza europea, diano giustizia definitiva a tutti/e coloro che in questi anni sono stati utilizzati illegalmente, spremuti come limoni, sottopagati e che nella scuola, con il Piano Renzi, si voleva espellere al 50%, mettendo precari contro precari, fasce contro fasce.
Garantiamo rapidamente la piena attuazione dei diritti dei precari docenti ed Ata e estendiamo tale conquista a tutto il Pubblico Impiego.
 il comunicato stampa della Corte di Giustizia EU: La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell’Unione



29#11 quelli dello sciopero di Terni. Giornale parlato da Oreste Scalzone

BATTAN L’OTTO”, ovvero
QUELLI DELLO SCIOPERO DI TERNI, 1906-2014

Giornale immaginario parlato
da Oreste Scalzone
A TERNI E DA TERNI, OGGI, UNA
''Lettera aperta scritta ad alta voce: d'amore, rabbia 
e qualche tentativo di riflessione anche sull'oltre 

Sabato 29#11- ore 16, 30

Centro sociale Germinal Cimarelli,

via del lanificio 19 – Terni

sabato 22 novembre 2014

vergognosa sentenza per la strage Eternit

La sentenza della Cassazione sul processo Eternit fa parte di un disegno più ampio attuato da parte della magistratura: riscrivere di fatto a vantaggio dei padroni le norme del codice penale.
La sentenza di Roma dimostra (se mai ce ne fosse ancora bisogno) che di fatto in Italia stiamo assistendo da anni alla SOSPENSIONE DELLO STATO DI DIRITTO garantito dalla Costituzione per lavoratori e cittadini .
Non si tratta solo di tutela di salute e sicurezza sui posti di lavoro o dell'ambiente, ma anche di diritto di espressione, diritto di dissenso, diritto di manifestare, diritto al lavoro, diritto alla dignità, diritto alla giustizia, diritto di sciopero.
L'Italia non è più (semmai lo sia mai stata) una "Repubblica democratica fondata sul lavoro". Di fatto l'Italia è una Repubblica oligarchica fondata sugli interessi dei poteri forti.
Di questo, purtroppo, dobbiamo ormai tenerne conto...
Marco Spezia


Da La Repubblica Torino

SENTENZA ETERNIT, LA CASSAZIONE ANNULLA LA CONDANNA: REATI PRESCRITTI

ROMA
Annullata senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato di disastro ambientale la sentenza della Corte d'appello di Torino sulla strage dell'Eternit. La Suprema Corte dopo appena due ore di camera di consiglio ha accolto la richiesta del procuratore generale, Francesco Iacoviello. Al di là del linguaggio processuale, il senso è chiaro: non c'è nessun colpevole, non da un punto di vista giudiziario, per l'inquinamento di Eternit che ha fatto tremila morti causando tumori ai polmoni nella popolazione di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli.
"Annullamento senza rinvio della condanna a 18 anni per Stephan Schmidheiny perché tutti i reati sono prescritti". E' quel che aveva chiesto a sorpresa il pg. E poche ore dopo è arrivata la conferma. "Vergogna, vergogna", hanno urlato i parenti delle vittime subito dopo la lettura del verdetto che cancella anche il diritto a tutti i risarcimenti per i familiari e le istituzioni locali.
La sentenza è stata accolta con incredulità dai parenti delle vittime e dai rappresentanti delle istituzioni che si sono occupate delle morti per amianto e che hanno atteso per tutto il giorno fuori dal palazzo. "Sono sconvolta. Siamo dispiaciuti e increduli ho bisogno di qualche ora per capire come reagire, devo discutere con la giunta prima di prendere qualunque provvedimento", ha detto il sindaco di Casale Monferrato, Concetta Palazzetti.
A Roma c'erano tantissimi familiari delle vittime di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli. Figli e nipoti di operai o semplici cittadini che sono morti di mesotelioma pleurico, il tumore provocato dall'inalazione di polveri d'amianto nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale elvetico-belga.
Non si arrende il pm Raffaele Guariniello: "Non bisogna demordere. Non è una assoluzione. Il reato c'è. E adesso possiamo aprire il capitolo degli omicidi. La Cassazione non si è pronunciata per l'assoluzione. Il reato evidentemente è stato commesso, ed è stato commesso con dolo. Abbiamo quindi spazio per proseguire il nostro procedimento, che abbiamo aperto mesi fa, in cui ipotizziamo l'omicidio". "Questo non è il momento della delusione, ma della ripresa. Noi non demordiamo".
"All'Inail i costi per le sole prestazioni mediche ai lavoratori colpiti dalle patologie provocate dall'amianto sono costate 280 milioni di euro che non si recupereranno più perché il verdetto della Cassazione ha demolito in radice questo processo", ha commentato l'avvocato generale dell'Inail, Giuseppe Vella.
Ora l'Inail, così come l'Inps, è stata condannata al pagamento delle spese legali, la cui cifra per ora non è nota. I due enti avevano fatto ricorso per non essere stati ammessi come parte civile dalla Corte di appello di Torino. Condannato a pagare le spese legali anche un parente di una delle vittime dell'amianto che era stato escluso dal diritto degli indennizzi.
La sentenza annullata per prescrizione è quella del 3 giugno 2013 dalla Corte d'appello di Torino, che aveva condannato l'imputato a 18 anni di reclusione per disastro doloso.

Ast di Terni. L'assemblea decide di proseguire la lotta a oltranza

Assemblea ieri all'Ast di Terni. Una presenza massiccia di lavoratori e cittadini, perché questa non è una fabbrica qualsiasi, ma l'architrave dell'economia e della tenuta sociale.
i sindacati l'hanno convocata per riportare ai lavoratori il lungo percorso degli ultimi due giorni di riunione-fiume al Mise, quindi col governo e l'azienda. Il tutto avviene in piazza, dopo la collocazione delle trombe altoparlanti, utilizzando come palco d'emergenza un furgoncino Ape.
Prima precisazione: la firma é lontana ma ci sarebbero degli elementi potenzialmente positivi, questa volta messi nero su bianco.
Il governo dice di lavorare per il “buon esito”, superando le vecchie proposte avanzate da Delrio (la lotta avrebbe dunque determinato un cambio di posizione da parte del governo)
L'azienda mette nel piano delle modifiche.
La produzione attestata alla soglia minima di un milione di tonnellate, con il mantenimento in funzione di entrambi i forni, politiche commerciali, apertura/ricerca sul mercato mediterraneo e tentando di esportare anche verso la Germania (in piazza si giudica la cosa poco credibile)
Verrebbe fissata anche una soglia minima di dipendenti, a 2400 persone; sotto questa cifra l'azienda non dovrebbe andare.
Vengono promessi Investimenti: 270 milioni di euro, di cui 100 per la manutenzione, 10 per ricerca e innovazione, 30 per il trasferimento della linea di laminazione da Torino, che dovrebbe così entrare in funzione dal 2016 (la pizza chiede certezze sul punto). 26 milioni – ancora incerti . Per far fronte a variazioni dei costi energetici.
Gli esuberi programmati sarebbero in questo modo ridotti a 125; l'azienda pensa che con un premio di buonuscita (si parla di 80milaeuro) molti potrebbero accettare l'esodo volontario immediato. Dopo il 1 gennaio, infatti, la cifra verrebbe ridotta a 50mila euro.
Rinnovo dei 7contratti scaduti con le società esternalizzate.
Il sindacato spiega di ritenere inaccettabile che il prezzo degli esuberi venga pagato soprattutto dalle esternalizzate (le ultime 6/7 ore dell'incontro sono state spese su questo). In testa a tutti c'è la certezza che gli operai dell'Ilsev sono determinanti per il funzionamento dello stabilimento (e infatti, più tardi, un operaio Ilsev salirà su il palco che annunciare che da parte loro lo sciopero continuerà ad oltranza).
L'azienda annuncia inoltre di volere la sospensione del contratto di secondo livello, sostituendolo con un nuovo contratto integrativo basato sul “merito” (ma tutti, in piazza lo definiscono “clientelare”). All'interno del nuovo contratto sarebbero previste quattro voci: a) maggiorazioni legate al merito; b) la retribuzione della presenza domenicale passa da 40 a 25 euro: c) il premio di produttivita - 723 euro – viene disposto come variabile e legato agli straordinari (la piazza non intende accettare); d) messa in discusione del riconoscimento del ruolo professionale.
Con queste quattro modifiche del contratto secondo livello non si arriva a un risparmio di 11 milioni.
L'azienda non vuole prendere in considerazione le proposte del governo: sconto Irap (5 milioni), energia (10 miloni) e l'implementazione della logistica (miglioramento e completamento per Civitavecchia....)
Su queste quattro questioni si continua trattare...
Si continua ad affermare che l'assemblea dei lavoratori é “sovrana” e qualsiasi ipotesi di accordo possa uscire dal prossimo incontro (mercoledì prossimo) o da uno successivo, si procederà all'effettuazione di un un referendum. Il sindacato chederà comunque una verifica semestrale del rispetto degli impegni presi.
Proseguirà intento il blocco delle portinerie fino al prossimo incontro (mercoledì).
Terminata questa relazione, parlano altri sindacalisti (in questo caso di Ugl e Uil). Qualcuno ventila l'ipotesi di individuare “altre forme di lotta”, come lo sciopero alternato di 4 ore. La risposta corale è “no, si continua la lotta”.
Interviene Antonio, che si autodefinisce un "rompicoglioni", richiede un applauso di soledarietà contro la sentenza Eternit e riafferma la mecessità di garanzie per le esternalizzate; critica le voci (riportate dai giornali) che qui ci sia una minoranza di”sobillatori” che prevaricherebbe una maggioranza più “malleabile”; propone che mercoledi si vada a palazzo Chigi. Ma l'idea non viene poi ripresa da atlri.
Sale sul palchetto un “lav” (caporeparto ) che prova a riproporre lo sciopero alternato di 4 ore, adducendo come argomento la durezza della lotta e la mancanza di salario. Coro di “NO” (c'è anche un po di contestazione, subito rientrata).
Del ressto sono in diversi a precisare che, negli incontri, ci provano un po' tutti gli interlocutori - e in molti modi – a far modificare le modalità della lotta.
Interviene Rosario, della Fiom, che ribadisce la necessità di unità, di non accettare provocazioni dell'amministratore delegato Morselli: non passerà alcun licenziamento, né tra gli interni né nelle esternalizzate, se non c'è la clausola di salvaguardia; lotta ad oltranza. Fa anche autocritica in merito all'ultima occupazione dell'autostrada, che lui pensa andasse rimandata all'indomani, e invece é servita farla proprio quel giorno.
L'assemblea si scioglie. La lotta continua con le stesse modalità. Nuovo appuntamento mercoledì.

Interrogazione parlamentare sul documento “La buona scuola”




Interrogazione parlamentare sul documento “La buona scuola”

Posted by comitatonogelmini su 20 novembre 2014

Rioux
nterrogazione parlamentare dei senatori Mussini, Petraglia, Montevecchi, Bignami, Romani Maurizio, Bencini e De Petris
Al Ministro dell’istruzione, dell’università e ricerca
Al Ministro dell’interno
Premesso che
Nel pomeriggio del 14 novembre u.s.nell’imminenza della chiusura della “consultazione” sul Piano Scuola del governodocenti e studenti si sono ritrovati davanti al Miur per presentare, in delegazione, al Ministro o ad un funzionario da lui delegato, delibere e mozioni del mondo della scuola sul progetto di riforma;
la volontà di “ascolto” del Governo si è concretata nella disposizione di quattro file di forze dell’ordine (guardia di Finanza e Carabinieri, in tenuta antisommossa – caschi e scudi), due camionette ad ingombrare le rampe di accesso al Ministero ed elicotteri soprastanti a controllare l’area;
lo spiegamento di forza pubblica ha impedito l’ingresso al Miur di coloro che, vivendo la scuola e le sue inadeguatezze quotidianamente, ne conoscono a fondo le problematicità e intendevano offrire una risposta ufficiale e formale, oltreché legittima e articolata;
l’ascolto al quale è disposto il governo sembrerebbe limitarsi ai segni di spunta per la compilazione di un questionario a prevalenza di risposte chiuse da parte dei pochi che hanno voluto partecipare al sondaggio online su “La buona Scuola” (65mila circa), il cui termine è stato anche prorogato di un giorno, vista la moderata affluenza;
le diverse sezioni del questionario, peraltro, ripercorrendo le suddivisioni del documento governativo, evidenziano una certa arbitrarietà nelle scelta degli argomenti sui quali si è ritenuto di indagareUn esempio per tutti riguarda l’entrata dei privati nelle scuoleconsiderata un dato acquisito per sopperire alle carenze statali e presentato dal sondaggio solo in termini di possibile destinazione e preferenza nell’utilizzo degli eventuali fondi;
non si può sottacere, da un lato, la tendenziosità di molte domande del questionario che non prevedevano la risposta negativatantomeno l’espressione di un’opinione diversa da quelle prestabilitedall’altro lato, l’elusione di temi fondamentali, come la valutazione dei docenti e la riforma degli Organi collegiali;
la blindatura del Ministero dell’istruzione, verificatasi da ultimo venerdì scorso, appare una dimostrazione inequivocabile di chiusura al dialogo nei confronti di chi chiede di studiare e approfondire le problematiche in campoche non possono risolversi con arroganza, approssimazione e rapidità, a scapito dei diritti e dei principi costituzionali di uno Stato democratico;
secondo il progetto “LaBuonaScuola”, inoltre, i genitori vengono solo informatima assumono un ruolo di protagonisti soltanto nella raccolta dei fondifinendo in pratica per perdere completamente il ruolo di componente collaborativa nel raggiungimento delle decisioni (come dimostrano la sparizione del Rappresentante di classe, la compressione del Consiglio d’istituto e il ruolo pervasivo assegnato al Dirigente scolastico);
Rilevato che
il 4 agosto 2006, fu depositata presso la Camera dei deputati la legge di iniziativa popolare ‘Per una buona scuola della Repubblica’sostenuta da 100.000 firme e da almeno 120 comitati di base localiLa discussione fu avviata nell’aprile del 2007, ma la fine anticipata della legislatura ne interruppe l’iter di discussione e approvazione;
nella XVI legislatura, la legge fu ripresentatasenza mai essere discussa né considerata ai fini dell’emanazione della legge Gelmini di riforma della scuola;
già prima dell’estate, la legge di iniziativa popolare “Per Una buona scuola della Repubblica” è stata ripresentata in entrambi i rami del Parlamento (AC 2630 e AS 1583);
la ripresentazioneal di là delle necessità proceduralinon è solo un gesto di rispetto e riconoscimento nei confronti di un percorso di democrazia partecipata che ha coinvolto migliaia di genitori, docenti e studentie va al di là della condivisione puntuale dei contenuti di questa proposta di legge;
a cominciare dalla ministro Moratti per giungere alla ministro Giannini, e passando per la ministro Gelmini, molte cose sono cambiate, purtroppo soltanto in negativolo dimostrano ad esempio le deplorevoli condizioni dell’edilizia scolastica, considerata una priorità per l’attuale governoo la strutturale carenza di materiale didattico;
un ulteriore dato costante risulta essere il murospesso costituito da forze dell’ordine,verso qualsiasi forma di dialogo con i diretti interessati del mondo della scuola, docenti, studenti e genitori, che ben conoscono lontano dai riflettori le criticità e le disfunzioni del sistema scuola in Italia;
le annose problematiche relative al mondo dell’istruzione non si superano con le rituali passerelle settimanali del Presidente del Consiglio o di qualche ministro o sottosegretariotantomeno con sondaggi estemporanei o battage pubblicitarima con un razionale e cospicuo stanziamento di risorse che renda efficace ed efficiente il sistema di istruzione pubblicain linea con le molteplici prescrizioni costituzionali in materia, prima tra tutte la partecipazione dei soggetti della scuola;
Rilevato infine che
la proposta di legge di iniziativa popolare rappresenta un progetto ambizioso, complesso e articolato, condiviso, negoziato e mediato da tutti i soggetti che vivono quotidianamente le criticità del sistema scolastico pubblico e provano a fornire soluzioni pratiche;
in particolare, il testo propone ad esempio uno stanziamento di fondi in linea con la media europea (il 6% del Pilesoprattutto, vincolati a una precisa previsione di spesa,al fine di attuare le disposizioni costituzionali che delinearono una scuola statale democratica, inclusiva, laica e pluralista per la Repubblica italiana;
Si chiede di sapere
quale sia la società che ha elaborato il questionario sulla buona scuolacon quali criteri sia stata selezionatacon quali modalità verranno restituiti i risultati della consultazione e a quanto ammonti il compenso pattuito;
se siano state sentite le parti sociali per quanto attiene ai contenuti contrattuali delle linee guida e cosa sia emerso dalla consultazione;
quale sia l’équipe pedagogica che ha elaborato le linee guida per la Presidenza del consiglio e se tale équipe intenda rispondere e con quali modalità agli interrogativi e/o segnalazioni di criticità sulle linee guida emerse in merito alla consultazione su “LaBuonaScuola”;
quanto sia stato speso per la pubblicità relativa al progetto governativo di “buona scuola” andato in onda anche sulle radio e le televisioni (oltreché su quotidiani e riviste);
se ritenga opportunovista la scarsità di risorse economichel’utilizzo a tali scopi delle risorse dei contribuentiposto che non si tratta di una campagna informativa sui diritti dei cittadini, relativa a normative già in essere;
se e quali siano i precedenti italiani o europei ai quali ci si è ispirati per la conduzione della campagna governativa su “La Buona Scuola”;
se le procedure di ascolto in atto da parte del governo prevedano l’uso della forza pubblicacome verificatosi da ultimo lo scorso 14 novembre di fronte al Ministero dell’istruzione;
se non ritenga opportunonell’elaborazione dell’importante e attesa riforma del sistema di istruzioneanche al fine di smentire procedure autoritarie e/o prevenire abusi di decretazioni d’urgenzatenere conto con atti realmente formali delle voci di migliaia di cittadini, che conoscono e vivono quotidianamente la scuola, le sue potenzialità e le sue inefficienze e problematicità;
quando e come il governo intenda dare forma normativa alle linee guida per una reale buona scuola pubblica.

martedì 18 novembre 2014

14 novembre – Lo sciopero dei No Tav a Milano

Milano. Venerdì mattina. Il centro città è invaso da migliaia di persone per lo sciopero generale convocato da numerosi sindacati, dagli studenti e dai No EXPO. Gli operai della Fiom si concentrano in Porta Venezia assieme ai facchini dello Slai Cobas. Gli studenti, i sindacati di base e i No Expo si ritrovano invece in Largo Cairoli.

Due cortei differenti si muoveranno per le vie della città senza mai riuscire ad incrociarsi, la Fiom partita da Porta Venezia arriverà in Piazza Duomo per il comizio finale mentre gli altri da Cairoli si muoveranno per il Ticinese per giungere infine in Piazza Fontana. Questo è il piano preventivo per il mantenimento dell’ordine perché lo sciopero rimanga quello a cui siamo abituati: interruzione di qualche ora di studio e lavoro e sfilata in corteo per rivendicare le proprie specifiche ragioni.

Striscione No TAV liberi 14 novembre 2014 Milano

 Lo striscione dello spezzone No TAV
Con questo striscione uno spezzone No Tav proverà a rompere questa divisione cercando di praticare quello che il movimento valsusino ha espresso nei magici momenti della sua storia di lotta: istanze diverse e lontane geograficamente si possono toccare e addensare in un magma altamente esplosivo. Le bandiere No Tav decidono così di muoversi per raggiungere questo intento. Non si seguirà il corteo pronto a partire. Si saluta calorosamente e si prende la metro dribblando abilmente tornelli e controllori ci si sposta in Piazza San Babila.È qui che si trova il contatto con le migliaia di operai della Fiom giunti a Milano da tutta Italia. È un incontro che si realizza raramente, dei mondi in realtà così vicini vengono spesso tenuti a debita distanza, a volta per la chiusura dei dirigenti sindacali o per l’azione preventiva di questura e prefettura. Questa volta succede qualcosa di inaspettato: per due-tre ore migliaia di metalmeccanici sfilano davanti a decine di bandiere No Tav, leggendo gli striscioni appesi ai pali della piazza, fermandosi con curiosità e approvazione ad applaudire quando si sentono i racconti della lotta in valle, degli occupanti di case  dei quartieri popolari di Milano, infine della volontà di unire le lotte per diventare più forti.
Ma le parole che risuonano più forti così come le scritte che appaiono sulle tele vanno per i quattro compagni No Tav rinchiusi da quasi un anno in carcere, ora all’aula bunker di Torino in attesa che i Pm avanzino le loro assurde richieste di condanna a 9 anni e 6 mesi per attentato con finalità di terrorismo. A San Babila si realizza la prima piccola incrinatura della normalità dei cortei sindacali, molti operai condividono l’insoddisfazione e lo sfinimento di fare sfilate che mostrano la debolezza della concertazione e della mediazione. Si percepisce un sibilo sottile e insistente che sfiata dall’aria compressa tra gli striscioni rossi e le bandiere Cgil. Chissà se la giornata darà l’occasione  di fuoriuscire davvero.
  
San Babila No TAV 14 novembre 2014
 I No Tav in Piazza San Babila
A chiusura del corteo della Fiom ci sono i facchini che sventolano le bandiere dei Cobas, sono centinaia, giunti da tutta Italia forti degli ultimi due anni di lotta dura contro lo sfruttamento delle cooperative, le notti di blocchi ai cancelli, le cariche respinte della polizia. Con loro non c’è bisogno di tante parole, l’intesa è immediata. Lo spezzone No Tav con alcuni occupanti di case di Corvetto e Ticinese si incastra in mezzo a questi operai che arrivano da tutte le parti del mondo.
Giunto in Duomo il corteo si ferma perché la dirigenza sindacale vuole imporre il suo noioso spettacolo dal palco montato nella piazza. Mentre la Camusso inizia il suo comizio le bandiere No Tav provano a superare le transenne poste a chiudere l’accesso delle scale per il sagrato del Duomo, lasciato vuoto e isolato per indirizzare tutta l’attenzione verso il palco situato dalla parte opposta della piazza. Mentre qualche compagno riesce a scavalcare ostacolato dai militari di guardia un cordone di celere giunge correndo sul posto per fermare le intenzioni dei No Tav. L’apparizione di manganelli e scudi e il fermo di un compagno rimasto al di là delle transenne trascinato via dalla digos scatena la rabbia dei presenti. Davanti a queste immagini con il ricordo fresco delle cariche a Roma sugli operai di Terni molti operai scattano verso le transenne. Qualche pettorina del servizio d’ordine si mette in mezzo per calmare gli animi, la polizia è però costretta a lasciare il compagno ed ad indietreggiare con qualche botto che gli salta tra i piedi. Mezza piazza Duomo, piena come non si vedeva da tempo, si gira ad osservare la scena, magari non comprendendo cosa stesse accadendo ma sicuramente più interessata ad eventi reali piuttosto che false promesse lanciate dalla Camusso.

14 novembre 2014 - No TAV sotto il duomo (Milano)


Sotto il duomo
Qualche minuto dopo viene urlato al megafono che il corteo degli studenti sta venendo caricato in piazza Fontana. L’immagine dei manganelli è ancora la molla che fa scattare tanti, No Tav, studenti, operai Fiom, lavoratori Cobas lasciano queste accezioni divisorie e si lanciano correndo verso la piazza adiacente. La polizia, già prevedendo possibili contatti ha chiuso ogni accesso, via Larga è piena di camionette, gli studenti sono lontani dalla vista, in piazza Santo Stefano, e praticamente irraggiungibili se non fronteggiando una celere ben più numerosa. Si chiudono le bandiere, si riallacciano i caschi, si rinuncia all’intento di rivincita sulla polizia ma senza frustrazioni, anzi con una consapevolezza in più che unendo le forze, incrociando le lotte anche questo spazio altamente metropolizzato può essere sovvertito.

lunedì 17 novembre 2014

14N: in migliaia nelle piazze dello sciopero sociale

Ore 13 Padova La polizia ha caricato i manifestanti davanti all'Università, quando il corteo ha tentato di portarsi verso la sede del Pd. Ma come sempre sono i polizotti a dichiararsi feriti; tra loro anche il capo della squadra Mobile. Circa un migliaio di persone aveva sfilato contro JobsAct e precariato. Alle 19 quando i manifestanti torneranno in piazza per protestare contro le ordinanze del sindaco Massimo Bitonci.
Anche a Milano la polizia ha attaccato gli studenti in piazza Santo Stefano, a due passi da piazza Fontana. Nutrito il lancio di lacrimogeni; gli studenti hanno risposto scagliando bottiglie e petardi.
***
Mattinata di sole splendido, almeno a Roma, per la giornata di mobilitazione nazionale chiamata "sciopero sociale".
57b3e0dd592791bbd340852635e3c468-kHII-U1040477109406ZaB-640x320LaStampa.itIl corteo romano - con movimenti, studenti, Usb, Cobas e altre sigle politiche e sindacali - si è mosso intorno alle 11, dirigendosi verso il ministero dell'economia, contro cui cui sono state scagliate un po' di uova, mentre venivano accesi alcuni fumogeni.
La piazza offre un buon colpo d'occhio; almeno diecimila persone per questo che è solo uno degli appuntamenti della giornata romana. In testa gli studenti universitari, poi i sindacati di base e i movimenti politici (presente anche Ross@ con un suo striscione contro le politiche dell'Unione Europea), poi gli studenti medi e altri raggruppamenti. Rilevante la presenza della Coalizione Internazionale dei Sans Papiers Migranti Rifugiati e Richiedenti Asilo, con delegazioni da 8 paesi europei e dalla Tunisia, che sta sfilando dietro lo striscione LIBERTÀ DI LAVORO E RESIDENZA IN EUROPA ed  alle 14.00 andrà a manifestare sotto al Parlamento.
sciopero-studenti-roma-2-770x513-760x430Intanto davanti a Palazzo Vidoni, sede del Ministero della  Funzione Pubblica, è partita la protesta dei ricercatori organizzati con l’USB, che hanno simbolicamente buttato via gli strumenti di lavoro - provette, microscopi e computer - per dare vita a un cacerolazocontro la distruzione della ricerca Pubblica.
Alle 12, al Colosseo, una trentina di lavoratori e delegati Usb, in particolare del settore del commercio (supermercati, grande distribuzione, ecc),  è salito ai piani alti esponeso tre scriscioni. Con loro Ilario e Valentino, due lavoratori dei trasporti licenziati dalla ditta Trotta per essere stati intervistati da Riccardo Iacona, per la tramissionePresa Diretta di RaiTre. Altri delegati e lavoratori sono fuori del monumento, in supporto al flashmo e volantino tra la gente. Gli striscioni parlano del rinnovo del contratto del commercio, oltre a ribadire il "no alla privatizzazione del trasporto pubblico" e ovviamente "no ai licenziamenti politici" come quelli di Ilario e Valentino. Qui il comunicato dell'Usb: docxColosseo_Usb.docx4.54 KB12:54d04cf379cc530630569c820673e23dff
In mattinata un folto gruppo di precari e disoccupati è entrato nel Centro per l'impiego di via Vignali, nel settimo Municipio, con striscioni e fumogeni, lanciano slogan contro il governo Renzi, le politiche di austerità, il jobs act e la precarizzazione universale del lavoro dipendente. Qui il volantino distribuito in questa occasione: docxLista_disoccupati_7.docx9.43 KB
Prima del corteo stamani tanti "Super Mario", il celebre idraulico della saga di videogames, hanno occupato l'atrio dell'Acea, l'azienda comunale che si occupa di acqua e energia elettrica, per protestare contro "privatizzazioni e i distacchi". Con caschetto rosso e chiavi inglesi, alcuni manifestanti sono entrati nell'atrio nella sede della municipalizzata al grido di "l'acqua è vita non si stacca" e "acqua bene comune".
IMG-20141114-WA0001Decine di rappresentanti dei Movimenti per al casa hanno invece occupato un'ex sede della Bnl, mostrando striscioni con su scritto "Casa reddito dignità". Qui il comunicato: docxRoma_meticcia_occupa.docx5.02 KB
Oggi pomeriggio, Cinecittà verrà atraversata da una manifestazione promossa dalle liste territoriali dei disoccupati ed altre strutture di movimento.
Cifre leggermente inferiori a Milano, per il corteo delle realtà antagoniste dei sidacati di base. ''Non c'è futuro nella precarietà, sciopero sociale'', nello striscione d'apertura. Tra i temi più gridati la ''lotta alle scelte economiche del governo'' la ''difesa della scuola pubblica'' e l'opposizione al progetto Expo sintetizzata in striscione con la scritta ''Io non lavoro gratis per Expo".
Sempre a Milano è in corso la manifestazione della Fiom, con corteo da Porta Venezia a Piazza Duomo, doveci sarà il comizio conclusivo del segretario generale dei metalmeccanici, Maurizio Landini, e del segretario generale della Cgil Susanna Camusso. La Fiom ha proclamato per oggi lo sciopero generale nelle fabbriche del Centro-Nord (Val D'Aosta, Trentino, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna e Toscana).
Da Napoli dove pure è in strada un corteo molto grande, ci arrivano intanto queste foto:
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Il corteo, intanto, era arrivato sulla tangenziale, entrando da Corso Malta, dove ha deciso di fermarsi, bloccandola. Oltre cinquemila manifestanti stanno partecipando alla manifestazione, che riunisce sindacati di base, studenti, precari, disoccupati e occupanti di case.
Genova sono per strada ben cinque cortei diversi. Dalla protesta sono esclusi la zona del Tigullio, alluvionata, e il settore trasporti. In piazza Caricamento, al Porto antico, si terrà il comizio finale. Quattro cortei sono organizzati dalla Cgil, uno da studenti, precari e sindacati di base.
Torino un corteo di circa 2.000 manifestanti, con studenti, strutture antagoniste e sindacati di base. La Digos afferma di aver sequestrato mazze, bastoni, fumogeni e petardi su un furgone che sarebbe statoa  disposizione - secondo questa versione -  del Gruppo Studenti indipendenti.In precedenza un gruppo di studenti ha affisso manifesti sulla sede del rettorato contro il caro università e sulle vetrine di una agenzia interinale.
Palermo centinaia di studenti sono in "corteo selvaggio", provenienti da tutte le scuole in direzione del concentramento in piazza Castelnuovo. Effettuati anche blocchi stradali agli incroci. Una scelta radicale per esprimere il proprio dissenso alle scelte dal governo nazionale e contro la riforma scolastica. «Il jobs act e il lavoro precario, il decreto Lupi, la riforma Giannini e le sempre più ingenti spese cui devono incorrere gli studenti e le loro famiglie, rappresentano diverse facce di un disegno complessivo di precarizzazione del lavoro e di impoverimento della società», spiega ai giornalisti Michele Minardi, rappresentante del liceo scientifico Cannizzaro e portavoce del Coordinamento Studenti Medi Palermo. Il corteo sfilerà fino a palazzo d'Orleans. A Catania  invece è in viale Regina Margherita, contro "l'impoverimento e la precarizzazione della società" e "la riforma scolastica espressa nella Buona Scuola di Renzi". Una cinquantina di aderenti al sindacato stanno manifestando, invece, con un presidio davanti la sede della prefettura.
BolognalI primo corteo a muoversi è stato quello degli studenti medi. Diretti verso il centro, hanno attaccato uno striscione sul portone dell’ufficio scolastico regionale di via de’ Castagnoli. Poco prima delle 11, i ragazzi hanno bloccato l’autostazione per circa 40 minuti.
Nella notte, quelli del collettivo universitario Link hanno «chiuso» simbolicamente, con nastro rosso e bianco, gli ingressi delle facoltà di giurisprudenza, lettere e medicina.
Il corteo principale è però quello dei sindacati di base, partito da piazza Nettuno, cui si sono uniti anche gli studenti. Il Cua, il collettivo universitario autonomo, invece ha annunciato «blocchi itineranti» a partire dalle 11 in via Zamboni 38. Due scioperi generali riguardano invece la sanità cittadina. Uno indetto per l’intera giornata, proclamato da Cobas, Usi, Cub, Adl-Cobas, Usi-Ait, Slai Cobas, Sial-Cobas, l’altro, dalle 10 alle 14, dalla Confederazione USB. Stessa situazione nei trasporti ferroviari, per lo sciopero generale delle Ferrovie dello Stato indetto dai sindacati Cub Trasporti e Cobas Lavoro Privato (a partire dalla mezzanotte di venerdì 14, fino alle 21 di sabato 15) e da Usb Lavoro Privato (dalle 10 alle 14 di venerdì). 
FirenzeCentinaia di persone partecipano alla manifestazione partita da diversi punti della città e riunitasi poi sui viali di circonvallazione. In piazza Puccini si è ritrovato il corteo organizzato da sindacati di base e sigle della sinistra antagonista. "Matteo Renzi pezzo di m..." uno degli slogan più gridati. Lì lo conoscono bene... Qui di seguito la cronaca dal capoluogo toscano, redatta dai compagni di CortoCircuito: 
B2ZeXZlIYAABzUM.jpg-largeCentinaia di studenti si sono radunati in Piazza San Marco stamattina per aderire allo sciopero sociale che coinvolgeva tutte le città di Italia. Presenti molte scuole di Firenze e dei comuni vicini, come Scandicci e la zona del Mugello, oltre che vari studenti universitari, scesi anche loro in piazza contro la Buona Scuola, il Jobs Act e tutte le riforme che stanno portando verso un’aspettativa di futuro sempre più precaria.
Il corteo degli studenti, parito verso le 9:40 da Piazza San Marco, ha attraversato le vie del centro, con lo scopo di ricongiungersi con il corteo dei lavoratori che partiva da Piazza Puccini. In Via Cavour è stato calato da un’impalcatura uno striscione in solidarietà a Remì Fraisse, mentre dal camioncino un’intervento rilanciava la lotta contro la repressione e la solidarietà al movimento francese.
Presenti in Via Cavour anche i lavoratori di Eataly, verso cui il corteo ha espresso solidarietà passando proprio davanti al negozio.
B2ZDuRjCEAEHW34.jpg-largeIl corteo è poi passato dalle piazze principali del centro, come Piazza San Giovanni e Piazza Santa Maria Novella. Da lì si è diretto in Via della Scala dove un intervento contro la repressione è stato accompagnato dal lancio di uova contro il tribunale dei minori.
A Porta a Prato, snodo di traffico centrale per la città, il corteo si è fermato davanti a “Obbiettivo Lavoro” per riaffermare “no a sfruttamento e precarietà”. Una volta avanzato da lì si è riunito con il corteo di lavoratori al coro “contro Renzi, Governo e padroni, studenti uniti con i lavoratori!”
B2ZGjF IIAAjIyI.jpg-largeIntanto stamattina un altro corteo è partito da Piazza Dalmazia coinvolgendo centinaia di militanti del Movimento di Lotta per la Casa e bloccando il traffico nella zona Nord della città, passando per importanti snodi come Viale Redi, per poi arrivare in Piazza Puccini e riunirsi con i lavoratori. Tanti gli striscioni nel corteo, contro gli sfratti e per rivendicare casa e lavoro per tutti. Da Piazza Puccini il corteo di lavoratori, lanciato dai sindacati di base, è partito facendo una prima sosta all’Arpat (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) per denunciare omissioni da parte dell’agenzia rispetto ai dati sulle grandi opere in costruzione in Toscana.
I cortei di studenti e lavoratori, riuniti all’altezza di Porta a Prato, si sotto diretti vero i Viali di Circonvallazione della città, per poi terminare la manifestazione alla Fortezza.
14 novembre 2014
***
14N: Renzi forza la mano ma lo sciopero è sociale!
Diretta dalle piazze italiane dello sciopero sociale e metropolitano
Non sappiamo se Renzi ha scelto esplicitamente la giornata di oggi per annunciare i tempi accelerati per l'approvazione definitiva del Jobs Act (domani mattina seduta dedicata all'ammissibilità degli emendamenti al ddl delega, domenica pomeriggio il voto),quello che è certo è che le piazze di tutte le città italiane oggi saranno attraaversate di 1000 volti irrappresentabili del lavoro e del non-lavoro; sono coloro per cui il Jobs Act è stato pensato e cucito addosso come immenso dispositivo di disciplinamento e naturalizzazione della precarietà.
Diretta dalle piazze italiane dello sciopero sociale e metropolitano
Non sappiamo se Renzi ha scelto esplicitamente la giornata di oggi per annunciare i tempi accelerati per l'approvazione definitiva del Jobs Act (domani mattina seduta dedicata all'ammissibilità degli emendamenti al ddl delega, domenica pomeriggio il voto),quello che è certo è che le piazze di tutte le città italiane oggi saranno attraaversate di 1000 volti irrappresentabili del lavoro e del non-lavoro; sono coloro per cui il Jobs Act è stato pensato e cucito addosso come immenso dispositivo di disciplinamento e naturalizzazione della precarietà.
Milano, 12.30  - cariche in piazza Duomo, dove la polizia tentava di bloccare l'ingresso del corteo di student* e precar*
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Roma, 12-15 -  il movimento per il diritto all’abitare ha raggiunto il corteo degli studenti medi in san giovanni e prosegue verso porta maggiore per congiungersi con il corteo strike meeting. Nel pomeriggio prosegue la mobilitazione.
Bergamo, 12.00 - dopo aver lasciato la sede del Pd il corteo prosegue in modo selvaggio per la città.
Massa, 11.50 - Occupato stabile della provincia abbandonato. La  si prende   
Roma, 11.30 - Sanzionata l'ambasciata tedesca
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Padova, 11.15 - la polizia carica chi vuole riprendersi la propria città, manganellando anche chi fa foto. Nonostnte le cariche il corteo è ripartito e sta attraversando il centro della città come ci racconta  Bruna, laboratorio per lo sciopero sociale (radio onda d'urto)
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Roma, 11.15 - Il corteo dello  sanziona il ministero dell'economia con uova e vernice responsabile delle politiche di austerità
Torino, 11.10 student*&precar* solidali con i lavoratori del Caat in presidio sotto il Comune: #lapagaminima #almeno8euro
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Pisa, 11.10 - All'aeroporto  la dirigenza SAT temporeggia paralizza le partenze. Polizia alza gli scudi..
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Pisa, h 11 - Studenti medi caricati sotto la Provincia, ma riescono ad ottenere un incontro per ribadire la situaizione disastrata delle strutture scolastiche.
Milano, h 11 - 10.000 gli studenti in corteo
Napoli, 10.55 - Un fiume di persone inonda e blocca il c.so Umberto I.movimenti della campagnamagnammoce o’pesone hanno occupato l’ufficio anagrafe, di piazza Dante contro il piano casa che nega il diritto di residenza.
La corrispondenza con Francesco di Zero 81 (radio onda d'urto) Ascolta
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Brescia, 10.52 - il corteo arriva in corso zanardelli, la via della  "bene"
,10.50 lavoratori della logistica, , lavoratori delle poste e lavoratori della scuola tutti in corteo, con gli studenti.
Torino, 10.45 - Parte il corteo da piazza Arbarello. Diverse migliaia di student*, precar*, lavorator*. Impressionante la presenza delle forze dell'ordine.
Oristano, 10.30 - tanti studenti in piazza per lo SCIOPERO SOCIALE: Dopo essere passati davanti alla sede dell' ARST di via Cagliari per manifestare contro la vergogna del caro trasporti, i ragazzi si sono riuniti in assemblea in piazza Eleonora.
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Firenze, 10.35 - una diretta di radio blackout con Lorenzo dei Clash City Workers, dal corteo studentesco e sul pucchetto aEataly
Bologna, 10.30 - centinaia di studenti medi antagonisti bloccano i viali mandando il traffico in tilt, contro la #BuonaScuola
Napoli, h 10.30 - 4000 persone al concentramento di piazza del Gesù diretto a Confindustria. In apertura cassintegrati di Pomigliano, caschetti blu di Terni.. si segnala grande nervosismo delle forze dell'ordine.
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Bergamo, 10.20 - A il corteo partito dalla stazione dei treni e composto soprattutto da studenti e studentesse, che hanno occupato la sede del Pd. Da Bergamo Luc di Bgreport (radio onda d'urto)Ascolta
Olbia, 10.20 - studenti medi antagonisti bloccano la ss125, una delle arterie della circolazione più importanti della Sardegna, per ricongiungersi con i dipendenti della Meridiana in lotta. Ad inizio corteo sanzionato il Palazzo della Provincia 
Roma, h 10.15 -  2000 student*&precar* partono dalla Sapienza.
Firenze, h 10 - Il movimento di lotta per la casa ha bloccato il traffico in piazza Dalmazia contro il job act, l’art 5 e il piano casa di Renzi. “Casa lavoro e diritti incrociamo le lotte contro sfruttamento e speculazione”, lo striscione che apriva il corteo.
Roma, h 9.40 - i movimenti occupano ex sede BNL a Roma: scioperiamo la speculazione!
Torino, 9.30 - Al concentramento studentesco in piazza Arbarello la Polizia, nervosa, irrompe nel furgone degli studenti medi e sequestra tutto il materiale (pericolosissimi cartelli, colla da attacchinaggio, striscioni...ecc)
La diretta con una studentessa del Regina Margherita (radio blackout)
Pisa, h 9.30 - Occupato l'aeroporto a Pisa. Gli studenti medi in più spezzoni paralizzano la zona della fortezza..
La diretta con Kevin, lavoratore precario dell'aeroporto (radio blackout)
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Napoli, h 9.15 - occupato l’ufficio anagrafe, di piazza Dante contro il piano casa che nega il diritto di residenza. Occupata anche la facoltà di Lettere.
Roma, h 9 - Protesta davanti sede Acea contro i distacchi luce e acqua
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Napoli, h9 - Bloccate attività didattiche e amministrative alla Federico II, con la solidarietà dal personale.
Roma, h 8.30 - La Facoltà di Lettere bloccata alla Sapienza. Picchetto davanti acea per dire acqua bene comune.
Pisa, 5.30 - inizia lo    e  all'AVR a Ospedaletto contro nuovi contratti.
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