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domenica 30 agosto 2015

DICHIARAZIONE DEI DOCENTI PER COLLEGIO INIZIO ANNO SU COMITATO VALUTAZIONE

DICHIARAZIONE DEI DOCENTI
CONSIDERATO CHE la Legge n. 107/2015 prevede:
- l'istituzione di un Comitato per la valutazione dei docenti presieduto dal dirigente scolastico e composto da tre docenti (di cui due scelti dal Collegio docenti e uno dal Consiglio di Istituto), da due rappresentanti dei genitori (da un genitore e uno studente per la scuola secondaria superiore di secondo grado) e da un componente esterno individuato dall'USR;
- che il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, assegni annualmente ai docenti che ritiene meritevoli una quota del fondo istituito per la valorizzazione del merito;

CONSIDERATO INOLTRE CHE
i criteri sui quali si procederа alla valutazione dei docenti devono essere individuati sulla base:
a) della qualitа dellinsegnamento e del contributo al miglioramento dellistituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti;
b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dellinnovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;
c) delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.

CONSIDERATO INFINE CHE
i docenti cosiddetti meritevoli riceveranno un premio in denaro per il quale il governo ha stanziato complessivamente 200 milioni di euro.

I SOTTOSCRITTI DOCENTI RITENGONO CHE:
    tale sistema di valutazione comporta uno sterile aumento della competizione individuale tra i docenti, mentre al contrario una scuola di qualità ha bisogno di effettiva collegialità e cooperazione;
    siffatto meccanismo di valutazione spingerebbe i docenti ad uniformare l'attività didattica adattandola a priori ai criteri prestabiliti, sacrificando di fatto la pluralità e la libertà d'insegnamento, nonché le reali e specifiche peculiarità della singola classe e dei singoli alunni;
    il potere deliberante sullassegnazione dei premi dei dirigenti scolastici (che presiedono anche il Comitato, decidono sullesito dellanno di prova, scelgono i docenti a cui conferire lincarico triennale) determini una forte gerarchizzazione e aziendalizzazione della scuola pubblica, minandone il pluralismo e la democrazia previsti dalla Costituzione.

PERTANTO I SOTTOSCRITTI DOCENTI DICHIARANO *
    formalmente la propria indisponibilità ad essere individuati come docenti meritevoli al fine di continuare ad avvalersi pienamente della libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione;
    la propria contrarietà all'istituzione del Comitato per la valutazione dei docenti e lindisponibilità a candidarsi in tale Comitato.
Infine, nel caso in cui il Comitato venisse comunque costituito, chiedono che i membri siano designati dagli organi collegiali con il seguente vincolo di mandato:
- limitare esplicitamente il proprio operato all'espressione del proprio parere sul superamento del periodo di formazione e di prova per il personale docente ed educativo (art. 11, comma 4 del d.lgs. n. 297/1994 come modificato dalla l. 107/2015).
OPPURE :
- oltre ad esprimere il parere sul periodo di prova dei docenti neo assunti, indicare come criterio unico di distribuzione dei fondi le responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico, destinandoli principalmente  a tutti i coordinatori e segretari dei Consigli di classe.

LUOGO  e DATA                                                                                        
ELENCO NOMI E FIRME


la roulette delle assunzioni

Silvana La Porta  La Tecnica della scuola  Sabato, 29 Agosto 2015.  
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Sarà una lunga notte quella a cavallo tra l’1 e il 2 settembre. E deciderà la sorte di tanti precari, soprattutto meridionali.
Il Miur ha emanato ieri un avviso con cui precisa che le proposte di assunzione di cui all’articolo 1, comma 102, della legge 13 luglio 2015, n. 107, verranno effettuate, per la fase di cui alla lettera b) del comma 98 della medesima legge, alle ore 00.01 del giorno 2 settembre 2015 attraverso il sistema informativo Istanze OnLine raggiungibile mediante apposito link sul sito www.istruzione.it.Da questo momento scatteranno i fatidici 10 giorni per accettare o meno la proposta. Il termine ultimo è fissato alle ore 24.00 del giorno 11 settembre 2015, esclusivamente attraverso le apposite funzioni disponibili nel sistema informativo.
Per quanto riguarda poi l’eventuale mancata accettazione, il Miur, per ovviare alla formulazione della legge 107, precisa che “i soggetti che non accettano la proposta di assunzione eventualmente effettuata nella citata fase b), non partecipano alle fasi successive del piano di assunzioni e sono definitivamente espunti dalle graduatorie di merito e ad esaurimento in cui sono iscritti”Dunque, secondo il Ministero, chi, vista la sede assegnata, rifiuta, per mille motivi contingenti, perde i diritti acquisiti in quindici, vent’anni di precariato. Vanifica pure l’eventuale concorso a cattedra, superato a prezzo di sacrifici. Ha ragione l’Anief a sostenere, come ribadito in un precedente articolo, che ne verranno fuori contenziosi a non finire?
Non resta che aspettare la notte di settembre. Gli avvocati son pronti, in una scuola dove tutto ormai avviene a suon di ricorsi…

sabato 15 agosto 2015

Il colpo di grazia al Personale ATA arriva con la circolare sulle supplenze

Un'attenta analisi riguardante le NEGATIVE disposizioni in materia di supplenze e incarichi a tempo indeterminato per il PERSONALE ATA, in riferimento alla circolare ministeriale prot. n. 25141 del 10/08/2015.
Innanzitutto chiariamo che nella circolare si fa assoluta proibizione di procedere alle immissioni in ruolo, a causa del passaggio allo Stato del personale soprannumerario dalle province, si ribadisce infatti il divieto ASSOLUTO di procedere alle assunzioni a tempo indeterminato, a pena di nullità, di tutto il personale Amministrativo in riferimento ai commi 422 e successivi dell'art. 1 della legge 190/2014.
Inoltre in attesa della ricollocazione del personale soprannumerario delle province e delle città metropolitane, non sarà possibile procedere al conferimento di supplenze annuali attingendo dalle graduatorie provinciali permanenti e in caso di esaurimento delle predette dagli elenchi e graduatorie provinciali. 
Le nomine su tali posti infatti saranno effettuate con supplenze fino all'avente diritto, utilizzando a tal fine le graduatorie di circolo e di istituto.
Infine si precisa che ai sensi dell'art. 1, comma 332, della legge 190 del 2014, non potranno essere conferite supplenze al:
  1. personale appartenente al profilo professionale di assistente amministrativo, salvo l'ipotesi in cui l'esigenza di sostituzione nasca presso istituzioni scolastiche il cui organico di diritto abbia meno di tre posti;
  2. personale appartenente al profilo di assistente tecnico;
  3. personale appartenente al profilo di collaboratore scolastico, per i primi sette giorni di assenza.
Con l’applicazione di questi provvedimenti, gli effetti sul personale ATA saranno DEVASTANTI!
L’amministrazione centrale sta operando contro l'art. 40 comma 9 della legge 449/97, dove si chiarisce che all'attesa della pubblicazione di nuove graduatorie o ai casi di rinnovo delle stesse e che, pertanto, passato il 31 agosto senza assunzioni in ruolo, i posti vacanti e disponibili, nonché quelli solo disponibili devono essere assegnati con supplenze definitive ai sensi della normativa vigente.
Ulteriormente si avranno effetti annientanti sulla funzionalità dei servizi scolastici e andranno negati i diritti degli aspiranti inseriti nelle graduatorie dei 24 mesi, compresa l'applicazione dell'art. 59 del CCNL e la disciplina assenze per malattia.

di Giovanni Calandrino

Piano assunzioni: prospetto regionale domande, 23mila da Sicilia e Campania. Mancano ancora dati per classi di concorso

Perviene dal Miur il prospetto regionale delle domande per la procedura nazionale del Piano straordinario di assunzioni. Manca ancora il prospetto per classi di concorso, il più atteso dagli insegnanti, sia da chi ha presentato domanda, sia da parte di chi ha deciso di rimanere in GaE in attesa di prossime assunzioni.
Come prevedibile, anche per il numero di aspiranti inseriti nelle GaE e GM del concorso 2012, il numero maggiore di domande è stato registrato in Campania e Sicilia.
A questo punto sarà determinante capire quanti sono i posti disponibili per la fase B (Repubblica anticipa 18.000), per quali classi di concorso e in quali province. Questa fase dovrà concludersi entro il 15 settembre.
Poi, dopo le delibere dei collegi dei docenti sull'organico del potenziamento, si passerà alla fase C, da concludere entro novembre.
Ricordiamo che il Miur ha diramato agli Uffici Scolastici una nota per concludere le operazioni di conferimento delle supplenze su organico di fatto (30 giugno) entro l'8 settembre, in modo che i docenti destinatari di nomina possano rinviare la presa di servizio per il contratto a tempo indeterminato alla scadenza del contratto. In maniera informale oggi una analoga rassicurazione è stata data anche per chi lavora nella scuola paritaria.
Gli Uffici Scolastici nei prossimi giorni dovranno comunicare al Ministero i nominativi di coloro che sono stati già assunti nella fase A e che hanno comunque presentato domanda, in modo da cancellarli dal totale. Va anche detto che su questo punto potrebbe aver inciso la domanda da parte dei docenti della scuola dell'infanzia, per i quali ci sono pochissimi posti per la fase B e che non partecipano alla fase C.
Per questo motivo sarà fondamentale conoscere i dati disaggregati per classe di concorso.
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di Paolo Damanti Orizzonte Scuola
Secondo Marco Campione, della segreteria del Sottosegretario Davide Faraone, il fenomeno migratorio legato alle assunzioni riguarderà al massimo 14mila persone.
Ieri, a Fahrenheit, Marco Campione ha affrontato la questione delle assunzioni che in questi giorni ha tenuto banco fomentando polemiche sulle modalità di assegnazione alle cattedre che potrebbe costringere molti docenti a cambiare provincia dopo anni di "precariato stabile" e già adulti con famiglia e figli.
Campione ha specificato che l'introduzione della fase B nasce dal fatto che durante le precedenti fasi che hanno caratterizzato le modalità di assunzione dei docenti, le cattedre erano esaurite e i docenti non essere assunti nella propria provincia. "L'alternativa - afferma - era non assumere queste persone ed era improbabile spostare gli studenti, in molte province ci sono più precari che posti."
Secondo Campione, rischiano di trovare posto fuori dalla propria provincia "tutti i 6, 7 mila della fase B, partendo dai posti comuni. Bisognerebbe - continua - poi differenziare tra posti comuni e di sostegno, ma è un discorso complesso."
Per quanto riguarda la fase C, che riguarderà circa 48 mila docenti, escludendo il sostegno, "verosimilmente - continua - altri 6, 7 mila potrebbero andare fuori provincia".
Per quanto riguarda gli accorgimenti che consentiranno al fenomeno migratorio di essere arginato, Campione ricorda l'impegno del Governo per assegnare le supplenze entro l'8 settembre, che consentirà ai docenti di avere una supplenza annuale prima dell'incarico in ruolo. In questo modo, i docenti potranno ritardare di un anno la partenza, "gli diamo - afferma - il tempo di organizzarsi la vita o eventualmente partecipare ad un grande piano di mobilità".
Pare, dalle parole di Campione, che le novità non siano finite. Infatti, sarebbe obiettivo del Governo proporre delle modifiche alla mobilità in occasione della Legge di Stabilità. Altri accorgimenti, afferma, "cercheremo di introdurne successivamente nella Legge di Stabilità per cercare di attenuare il fenome migratorio", "per consentire al un maggior numero di persone di tornare nel proprio paese di residenza o richiedere l'assegnazione provvisoria."
L'unico modo per consentire ai docenti neoassunti di chiedere l'assegnazione provvisoria sta nella deroga del vincolo triennale che, a questo punto, pare di capire potrebbe essere affrontato nella Legge di Stabilità.
Ripercorriamo come si è svolta la gestione della domanda per le assunzioni fase B e C           diClaudia Benedetti Precari COBAS Emilia-Romagna
a) Il Miur informa che 71643 docenti hanno presentato domanda per le fasi b e c del piano assunzionale. Di loro, uno su sei rimarrà fuori, oltre a chi non ha fatto l'istanza per scelta o perché del tutto inutile, come tante colleghe della scuola dell'infanzia. Più che una vittoria della proposta della "buona scuola", ci pare che si tratti di un indicatore del livello di disperazione in cui è ridotto il lavoro dipendente in questo paese.
b) Storicamente, è sempre accaduto prima d'ora che le procedure di reclutamento avessero un preciso quadro di riferimento normativo. Va aggiunto che poi esso molto spesso è stato mutato in corso d'opera delineando scenari del tutto dissimili da quelli originari. E' stato così con le graduatorie ad esaurimento, che dovevano essere impermeabili a nuovi ingressi e legate ad un territorio per tutta la loro durata ed invece sono state simili ad un colapasta, hanno permesso la mobilità interprovinciale e trasformato le code in pettini. E' stato così per i diplomi magistrali fino al 2001, prima non considerati abilitanti e poi sì. E' stato così per il concorso 2012, che non prevedeva graduatorie a scorrimento e che invece oggi chi vi è inserito si trova ad avere priorità sulle gae. E l'elenco potrebbe continuare, precisando che non si dà qui un giudizio di merito, ma si produce una semplice cronaca. Anzi, va detto che gli aggiustamenti in gran parte dei casi son stati di buon senso ed hanno testimoniato che forse era il caso di far precedere il raziocinio alle motivazioni della fretta politica e far da subito provvedimenti più equi.
c) Stavolta la situazione è stata diversa. Chi ha fatto domanda s'è buttato nel buio più totale. Poche cose erano stabilite nella Legge 107 ed anche quelle poche sono state ripetutamente contraddette in faq e, soprattutto, interviste di coloro che la stessa legge l'avevano scritta o data in appalto. Nessun dato certo sui contingenti per provincia e classe di concorso, ma soltanto delle macroquantità regionali che non significano nulla come riferimento concreto. Poche indicazioni sulla mobilità per il prossimo anno.
Risposte fantasiose sui meccanismi di reclutamento. In tantissimi ci hanno chiamato per chiederci consigli, mettendoci in imbarazzo, perchè altro non potevamo fare che illustrare la situazione nella sua indeterminatezza. Per fortuna che, fondamentalmente, pensiamo che cercassero conferme per decisioni che, in un senso o nell'altro, avevano giustamente preso autonomamente. Un alone di mistero su tutto. Anzi, di vari misteri.
d1) Mistero tecnico. Lo mettiamo per primo per precisi motivi: in tutti questi anni una certezza ha accomunato i precari, quella che i sistemi informatici del Miur sono il peggio esistente sul mercato (e chissà se prima o poi salterà fuori qualche dato su chi li ha gestiti e quanto ci ha tirato su ...). Fra sistema che si blocca o si oscura o che funziona a intermittenza a seconda del tipo di connessione usata, s'è arrivati al capolavoro dell'anno scorso, quando tutti coloro che avevano prodotto l'aggiornamento delle gae nei primi giorni han dovuto rifar tutto, con gente che s'era ritrovata in province agli antipodi di quelle scelte o classi di concorso di cui neppure conosceva l'esistenza. Delegare tutto ad un "cervellone" di tal portata assomiglia molto ad una tombola, come serietà metodologica, anche se mette, forse, al riparo il Miur da molti contenziosi, essendo difficilmente verificabili i pastrocchi, se non eclatanti.
d2) Mistero democratico. In Italia, hic et nunc, conta più la legge (in questo caso pessima) o l'esternazione di un viceministro? Lo scopriremo solo vivendo ... Intanto riepiloghiamo i fatti. La Legge 107, per le fasi b e c, prevede una graduatoria nazionale. La cosa spaventa assai i colleghi precari e quindi le domande latitano. Dapprima con un'ambigua faq, poi con un'altrettanto poco chiara dichiarazione del viceministro viene detto che non sarà così, ma si andrà per province di gradimento. A questo punto interviene Bruschi, già consigliere della Gelmini, a spiegare, con indubbia chiarezza, il meccanismo: si andrà per graduatoria nazionale per la fase b, mentre per la fase c ciò succederà soltanto dalla seconda preferenza espressa in poi. Decisamente macchinoso
(perplessità, vedi d1), può far sogghignare che a dover decodificare l'ermetico italiano del vice della Giannini debba essere il consigliere della Gelmini, ma non è finita qui. A poche ore dalla chiusura del tutto, interviene Campione, nomen omen, vice del vice Faraone, che, tra una citazione di Asimov (alta cultura ...) ed altre amenità, dapprima contraddice il proprio superiore sottolineando che non potrà accadere che chi ha meno punteggio superi chi ne ha di più, poi nega se stesso riprendendo la questione della prima provincia. Alta scuola, da Campione, cognome ricorrente, sotto diverse sembianze, tra chi comanda sulla scuola in Italia.
d3) Mistero proporzionale. Nessuno sa su quali classi di concorso e come sulle diverse province verranno fatte le assunzioni, dati che avrebbero permesso da parte dei colleghi precari un approccio maggiormente consapevole. Di più, anche qui sono intervenute le solite esternazioni, stavolta anche da parte della Giannini in persona, a indicare che il riferimento non saranno le classi di concorso, ma gli ambiti disciplinari. Creando cioè più confusione ancora, visto che essi non hanno alcuna definizione normativa precisa, a parte quella, molto ampia, per la secondaria di secondo grado, attinente al sostegno, in quattro aree e non precisando se, all'interno dell'ambito, vi sarà un'unica graduatoria o se riappariranno le classi di concorso.
d4) Mistero mobile. Cosa capiterà tra un anno, nel momento della mobilità? Anche qui, una lettura rigida della Legge 107, indicherebbe che, essendo messi a disposizione della prima fase straordinaria anche i posti dell'organico aggiuntivo, essi andrebbero a soddisfare verosimilmente le richieste di chi da anni cerca di avvicinarsi a casa senza riuscirci perchè in classi di concorso poco numerose e/o con scarso ricambio. Ma ciò significherebbe che tutto questo battage sulla prima provincia sarebbe aria fritta perchè, visto che quest'anno la gran parte degli immessi rimarrà nella provincia in cui avrà beccato una supplenza al 30 giugno, almeno questo pare certo, si riproporrebbero le stesse questioni di ora. Al contrario, se vi fosse consequenzialità e venisse nuovamente (?) garantita la prima scelta, avremmo i neoimmessi che stanno a casa loro e chi ha avuto la "sventura" di entrare di ruolo quindici anni fa senza riuscire ancora ad avvicinarsi a casa, potrebbe tranquillamente rinunciare definitivamente al proprio sogno. In tutte le evenienze, un casino.
e) Che senso ha tutto ciò? Dovevano dare una risposta alla Corte di giustizia europea. In un contesto più precario per tutti, dovevano dare una parvenza di stabilità ad un po' di colleghi, 55000, mica quelli millantati, che coprono il turn over e l'organico di diritto e che sarebbero, in tempi più o meno uguali, entrati comunque. Ma tutto ciò poteva, in tutta evidenza, essere fatto in altro modo. Si può ipotizzare che si sia di fronte ad apprendisti stregoni che non sanno quello che fanno e forse un po' di verità in questo c'è, ma non basta: la sensazione è che tutto quanto accade sia voluto e funzionale a far passare un'idea del lavoro dipendente che si deve abituare ad essere in totale balia degli eventi e dei voleri calati dall'alto, senza diritti o aspettative, ad avere una mentalità da servo remissivo e non da cittadino pensante.
Assunzioni modellate sulle GAE e non sulle esigenze delle scuole
Reginaldo Palermo Tecnica della Scuola

Potrebbe essere la soluzione del problema in cui si dibattono oggi i docenti che devono entrare in ruolo: assumere (nella provincia) i docenti inseriti in GAE, anzichè quelli necessari a coprire i posti liberi e vacanti o quelli richiesti dalle scuole.
A poche ore dalla scadenza dei termini per presentare la domanda di assunzione, la rete impazza: si moltiplicano i post, le proteste, le accuse e qualche volta anche gli insulti.
Il tema è quello che va avanti da diversi giorni: che fine faranno i docenti che non avranno presentato domanda? 
In realtà, la risposta sta scritta nella legge (questi docenti rimarranno inseriti nella GAE di appartenenza e le GAE resteranno in vigore fino a quando non saranno esaurite) ma molti docenti dicono apertamente che non c'è affatto da fidarsi, perchè c'è il rischio che prima o poi il Governo elimini del tutto la possibilità di entrare in ruolo attraverso le graduatorie ad esaurimento.
Scarseggiano invece gli interventi finalizzati a formulare proposte concrete su come fare in modo che tutti i docenti delle GAE possano essere assunti, nella propria provincia o almeno nella propria regione.
Il fatto è che tutto il problema nasce da un dato oggettivo: in molte province, soprattutto del sud, accade che le cattedre disponibili per una determinata classe di concorso sono di gran lunga inferiore rispetto al numero di docenti inseriti nella rispettiva GAE. Anzi, c'è di più: in taluni casi ci sono persino insegnanti già di ruolo soprannumerari per i quali non si riesce a trovare una collocazione adeguata. Il problema sembra quasi irrisolvibile. 
Ma, forse, una soluzione ci sarebbe: basterebbe procedere alle assunzioni sulla base non delle cattedre disponibili, ma delle effettive consistenze delle GAE.  In altre parole: si assumono tutti i docenti delle GAE nella provincia (o tutt'al più nella regione) di appartenenza e poi li si distribuisce fra le scuole. E' ovvio che un meccanismo del genere determinerebbe esuberi di docenti in determinate province e carenza di insegnanti in altre. Lo stesso meccanismo previsto ora dalla legge 107 (posti assegnati alle scuole sulla base del "piano triennale") dovrebbe essere cancellato. In pratica il modello previsto dalla legge 107 (organico potenziato definito sulla base dei progetti delle scuole) dovrebbe essere capovolto: bisognerebbe pensare ad un organico assegnato alle istituzioni scolastiche sulla base della consistenza delle GAE.
Sulle controindicazioni del modello non ci soffermiamo più di tanto perché sono facilmente comprensibili e lasciamo che siano i nostri lettori a rifletterci.
 di redazione Orizzonte Scuola

venerdì 14 agosto 2015

6 settembre 2015: Incontro nazionale di mobilitazione della scuola


La lotta contro la malascuola riprende coi primi collegi docenti e con l'incontro nazionale del 6 settembre a Bologna.

Dall'Umbria cerchiamo di garantire la massima partecipazione.

Contattateci al 3286536553

sito1

Domenica
 6 settembre si svolgerà a Bologna l’Incontro nazionale di mobilitazione della scuola programmato in occasione del precedente incontro di Roma tenuto il 12 luglio scorsodel quale trovate di seguito un breve resoconto.
SCARICA il documento conclusivo dell’incontro di Roma del 12 luglio Formato Word    

Dalle 10:00 alle 18:00 presso l’Aula 3 della Scuola di Economia dell’Università di Bologna (Piazza Scaravilli 3) vedi qui
Per coloro che intendono partecipare pubblichiamo un documento con alcune indicazioni organizzative e logistiche relative alle proposte per pasti ed alloggi:

SCARICA le indicazioni logistiche e organizzative per il 6 settembre Formato PDF 

lunedì 10 agosto 2015

L'ULTIMO SALUTO A PINO

SIAMO STATI IN TANTI A PESCARA A DARE L'ULTIMO SALUTO A PINO,    DA BRESCIA,FOGGIA,ROMA,TORINO,PERUGIA,TERNI,.............. DA TUTTE LE PROVINCE ABRUZZESI.
IN TANTI A RICORDARE QUESTO MERAVIGLIOSO COMPAGNO, CHE HA SPESO LA SUA VITA PER LA CAUSA DEI LAVORATORI E DEGLI OPPRESSI.
COMMOVENTE E PUNTUALE IL COMMIATO LETTO DALLE COMPAGNE DI BRESCIA E DI FOGGIA.
CIRCONSTAZIATE E AMOREVOLI LE TESTIMONIANZE DEI COMPAGNI ABRUZZESI, CHE HANNO RACCONTATO IL BREVE MA INTENSO CONTRIBUTO DI PINO ALLE VARIE VICENDE LAVORATIVE ED AMBIENTALI CHE SI ADDENSANO IN QUEL TERRITORIO.
DIFFUSA, PARTICOLAREGGIATA,TENERA, L'EPOPEA TRACCIATA DAI COMPAGNI DELLA CONFEDERAZIONE  COBAS, CHE HANNO CONDIVISO CON   PINO  UN LUNGO TRATTO DI OPPOSIZIONE ALLE  POLITICHE E ALLE ISTITUZIONI DI QUESTA SCONCERTANTE E TRABALLANTE REPUBBLICA, TROVANDO IN LUI UN RIFERIMENTO DI EQUILIBRIO E LUNGIMIRANZA.
CI SIAMO STRETTI AI SUOI AFFETTI PIU' CARI , A FULVIA, ALLA SUA FIGLIOLA ACQUISITA, A SUA SORELLA,.................
CI SIAMO RIPROMESSI IN AUTUNNO DI CONVOCARE NEI LUOGHI DOVE PIU' SI E'' SOFFERMATO - FOGGIA,BRESCIA, ROMA, PESCARA - UN TRIBUTO A  PINO  , NEL SEGNO DELLE STORIE CHE HA CONTRIBUITO A REALIZZARE E CHE SONO IL SENSO DEL NOSTRO ATTUALE IMPEGNO.
INTANTO, LA FESTA DI RADIO ONDA D'URTO CHE SI APRE A BRESCIA A BREVE - A CUI  PINO  HA FORNITO NEL TEMPO UN VALIDO CONTRIBUTO -  SARA' INTITOLATA A PINO  E VEDRA' IL 19 AGOSTO UNO SPECIFICO APPUNTAMENTO  SU LE VICENDE DEL POPOLO E DELLA RESISTENZA  CURDA  , A CUI  PINO  HA TESTIMONIATO DIRETTAMENTE E CHE SI RIPROPONEVA DI FARE  PER  LA  RICOSTRUZIONE  DI  KOBANE.
ADDIO  PINO  TI  ABBIAMO  VOLUTO  BENE, SARAI  SEMPRE NEI NOSTRI CUORI E NEL NOSTRO DIVENIRE

ROMA 10 agosto 2015                                                          CONFEDERAZIONE   COBAS

sabato 8 agosto 2015

CIAO PINO

    PINO
Sono tantissimi gli attestati di cordoglio e i ricordi del compagno Pino che da tutta Italia sono messi in rete e inviati alla Confederezione Cobas e alla sua famiglia. Ne abbiamo raccolti alcuni, volendo ancora una volta raccontare la sua vita e la sua militanza.
Ricordiamo che il funerale si svolgerà con cerimonia laica domenica 9 agosto alle ore 15 presso il cimitero di San Silvestro sul colle di Pescara (strada Vallelunga).

Di Pino ricordo il  sorriso tra il sornione ed il malinconico, la sua parlata meticcia ed un senso ed una pratica di compagneria e di umanità che andavano oltre.
I suoi racconti sull'autonomia operaia, la sua storia contro la repressione, il lavoro con  radio Onda d'Urto e nella confederazione Cobas, di cui è stato il portavoce.
A Brescia sono stato ospite a casa sua e di Fulvia, una casa piena di libri e di testimonianze di lotta, una casa aperta che stava per lasciare per andare verso il sole, a Pescara.
Ricordo la sua inseparabile cagna, con cui attraversava le notti di Brescia, come il bianco caldo di Muro leccese...

ciao amico e compagno
un abbraccio forte a Fulvia 
dai compagni e dalle compagne di Terni


franco

Comunicato Csoa Askatasuna, csa Murazzi, infoshop Senza Pazienza - I compagni e le compagne del centro sociale Askatasuna, del Csa Murazzi, dell'infoshop Senza Pazienza sono vicini ai famigliari di Pino, ai compagni e alle compagne di radio Onda d'urto, alla confederazione Cobas per la grave perdita che ha colpito tutti noi.
Abbiamo conosciuto Pino agli inizi degli anni ottanta quand'era un compagno del centro di documentazione di Foggia “Luigi Pinto”, agli albori del coordinamento nazionale antimperialista e antinucleare. In quell'ambito unitario di tutte le forze dell'Autonomia Pino si faceva apprezzare per il lavoro di sintesi, realizzando tante volte proprio lui le piattaforme, i documenti, le mozioni del coordinamento stesso. A Comiso, a Voghera, e nelle tante battaglie antimperialiste e antinucleari di quegli anni ne abbiamo apprezzate le profonde qualità umane, la pazienza e la tenacia, messe a disposizione delle lotte e del conflitto.
Nel suo “girovagare” per l'Italia, per lavoro e per affetti, ha costruito le reti e le relazioni che gli hanno permesso di dar vita prima alla rivista “Incompatibili”, fino ad arrivare alla creazione, insieme ad altri, dei Cobas scuola.
Le nostre strade si sono spesso incrociate con la sua, nelle lotte nel mondo formazione, ma anche in altri luoghi, come per esempio la Valsusa.
Pino era un autonomo tra gli autonomi. Il nostro senso di appartenenza ce lo farà ritrovare al nostro fianco, su ogni barricata, dentro ai nostri cuori.
 Nicoletta Dosio per il Movimento No Tav - Pino. L'ho conosciuto e, come tanti, gli ho voluto bene. Era anche lui un insegnante, Cobas,  un compagno generoso, sensibile, colto della cultura che si sostanzia di vita e di impegno. Per questo era amato dai giovani, dalla gente semplice.
Se ripenso a Pino, rivedo il minuscolo appartamento, arrampicato in un quartiere popolare, in cui Pino mi ospitò, a Brescia, dopo una serata NO TAV: quelle stanze semplici, affastellate di libri, quaderni e volantini, gli assomigliavano.
Pino incontrò la Valle di Susa che lotta contro il TAV e fece sua questa lotta. In Valle venne più volte, fin dai primi anni 2000, con l'impegno militante e instancabile che lo contraddistingueva.
Lo ricordo a Venaus, a Susa e a Torino, a portare la solidarietà Cobas sui palchi delle manifestazioni NO TAV. Conobbe pure la Clarea, la nostra baita appena iniziata e già sequestrata.
Pino, anche il popolo NO TAV ti saluta e non ti dimenticherà. Un abbraccio solidale alla tua famiglia e ai compagni
 Confederazione Cobas - IL  COMPAGNO  PINO  GIAMPIETRO  E'  MORTO. Stamattina all'alba e morto Pino all'ospedale di Verona, dove era ricoverato per una grave malattia. E' morto un compagno valoroso,generoso e indomito. Una sorte avara ce lo ha portato via precocemente,mentre per ultimo stava prodigandosi a favore del popolo e della resistenza curda.
Lunga e feconda la storia della sua militanza, da giovane nei Circoli Lenin di Puglia, poi nell'autonomia operaia e infine nei Cobas, dove e' stato il primo portavoce nazionale.
AVREMO TEMPO PER TRACCIARE IL NOBILE CONTRIBUTO FORNITO DA PINO CAUSA DEI LAVORATORI E DEGLI OPPRESSI,ORA CI PREME L'URGENZA DI UNA RAPIDA COMUNICAZIONE ALLE MIGLIAIA  DI  COMPAGNE/I CHE L'HANNO CONOSCIUTO E STIMATO, DI ESPREIMERE LE CONDOGLIANZE E LA VICINANZA A SUA MOGLIE FULVIA E AI SUOI AFFETTI PIU' CARI, DI PARTECIPARE ALLE ESEQUIE CHE SI TERRANNO A PESCARA DOMENICA 9 AGOSTO. ADDIO  PINO  TI ABBIAMO  VOLUTO BENE.
 Radio Onda d'Urto - Con immenso dolore dobbiamo comunicare che nella notte tra mercoledì 5 e giovedì 6 agosto 2015 ci ha lasciati il compagno Pino Giampietro che da alcuni giorni era ricoverato all’ospedale di Verona.
Pino, militante e dell’esecutivo nazionale della Confederazione Cobas, era arrivato a Brescia da Foggia all’inizio degli anni 80 per lavorare nella scuola, prima come insegnante di lettere precario e poi di ruolo alle serali, partecipando, a livello locale, all’esperienza politica dei “Compagni del Movimento” e a livello nazionale alla creazione del Coordinamento Nazionale antimperialista e antinucleare e al Coordinamento Nazionale Liberare tutti, impegnandosi nella battaglia contro la repressione, lui stesso colpito da un provvedimento di confino, e in quella contro i missili Cruise a Comiso e contro le centrali nucleari.
Dopo una parentesi a Bologna ed a Roma era ritornato nella nostra città dove aveva contribuito alla nascita della Confederazione Cobas ed allo sviluppo delle lotte e dell’autorganizzazione in diversi settori, dalla scuola agli autoferrotranvieri. In questo momento non riusciamo ad esprimere e a descrivere l’enorme perdita, umana e politica, che rappresenta la sua morte. Ciao Pino, ci mancherai tanto…
 Ufficio di informazioni del Kurdistan in Italia (UIKI Onlus) e Rete Kurdistan -  Ciao Pino sarai sempre con noi! Apprendiamo con profondo dolore della scomparsa del caro compagno Pino Giampietro, da tempo ricoverato all’ospedale di Verona.
Militante dell’esecutivo nazionale della Confederazione Cobas, da sempre vicino alla causa del popolo curdo e attivo nel promuovere con il proprio impegno iniziative di solidarietà, aveva contribuito alla nascita della Confederazione Cobas ed allo sviluppo delle lotte e dei lavoratori e delle lavoratrici in diversi settori, dalla scuola ai trasporti. Attivo nelle lotte contro la repressione, aveva dato un contributo fondamentale nelle battaglie contro il nucleare e i missili Cruise a Comiso.
Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia (UIKI Onlus) e Rete Kurdistan esprime vicinanza alla sua famiglia, alla moglie, alla Confederazione di COBAS e a tutti quelli che ne piangono la scomparsa.
 Enrico per la redazione di Infoaut - A Pino. Tutti i compagni di qualche anno più vecchi, ricorderanno l'uomo che alle assemblee nazionali dell'Anti-Anti, l'assemblea nazionale antinucleare antimperialista, arrivava puntualmente con "Incompatibili", la rivista di movimento che si occupava dell'autorganizzazione sui luoghi di lavoro e non solo. La sua passione si sintetizzava anche nella caparbietà con la quale per anni ha messo la sua intelligenza e la sua forza organizzativa a servizio del movimento dando continuità ad una pubblicazione che certamente non si è stati capaci di valorizzare come sarebbe stato possibile.
Certo erano anni di resistenza dopo molte batoste e certamente sono le compagne ed i compagni come lui, che hanno sempre cercato di vedere e costruire la luce oltre il tunnel della disfatta dei movimenti, che hanno permesso alle generazioni successive di non dover ripartire completamente da zero. Gli interventi di Pino non erano mai scontati: la sua ironia consentiva a tutti sia di saper cogliere i momenti di inadeguatezza con un sorriso, ma anche a soppesare il retrogusto di amarezza di chi non si è mai rassegnato e che stimolava gli altri a lottare con maggiore caparbietà contro un nemico che era anche da comprendere attraverso le vie della conoscenza e dell'approfondimento.
E' stato un uomo con uno sguardo acuto, un uomo che rappresenta un punto di riferimento per comprendere che una scelta di vita può caratterizzare l'esistenza intera di chi dello slogan "senza giustizia nessuna pace" è stato capace di farne un modo di essere.
Con l'affetto di un compagno che ti ha sempre ascolato con l'attenzione di chi sa di aver ogni volta qualcosa da imparare...