Pages

venerdì 24 gennaio 2020

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PRESIDI & ENI COMPAGNI DI MERENDE

ANP & ENI compagni di merenda, dove si tratta di succhiare danaro si danno stretti stretti la mano. Ovvero il greenwash tra scuola-azienda e multinazionale degli idrocarburi
L'assalto alla diligenza delle 33 ore settimanali e la primazia sull'educazione ambientale suona come veramente eccessivo.
 Oltre al processo internazionale che è in svolgimento a Milano per via della catastrofe procurata sul delta del Niger,  ENI resta in Italia il primo soggetto a beneficiare della formula PCTO (ex Alternanza scuola lavoro), mentre in Basilicata è principale responsabile dello sversamento di oltre 400 tonnellate di greggio al COVA di Viggiano, dell'inquinamento delle acque del Pertusillo, che serve oltre 3 milioni di persone in 3 regioni. 
Per non parlare del gasdotto TAP collegato con il metanodotto SNAM che incide sulle faglie sismiche dall'Abruzzo, all'Umbria alle Marche
ecco la favoletta raccontata ai semplici in cui il sindacato dei presidi della scuola azienda si sposa con l'azienda multinazionale del petrolio, che cerca di riverniciarsi di verde...

Eni con i Presidi per la sostenibilità ambientale
Programma congiunto di incontri con la loro Associazione nazionale

Il presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp), Antonello Giannelli, e il chief services & stakeholder relations officer Eni, Claudio Granata, hanno presentato ieri presso la sede Eni di Roma, il programma congiunto di incontri sui temi della sostenibilità ambientale dedicato alle scuole italiane. L'iniziativa nasce dall'esigenza di formare il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado che, dall'anno scolastico 2020/2021, avrà nei programmi scolastici l'educazione civica come materia di studio obbligatoria, con la necessità di svolgere in classe 33 ore complessive di lezione.

I programmi faranno riferimento all'articolo 2 della legge 92/2019, che recita: “l'educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione Italiana e delle istituzioni dell'Unione Europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona”.

A partire da oggi, Eni e Anp organizzeranno in tutta Italia dei seminari sulle tematiche ambientali, per affiancare le scuole e formare i docenti supportandone la capacità progettuale. L'esperienza di Eni nell'ambito della sostenibilità ambientale consentirà di fornire informazioni e percorsi di approfondimento aggiornati e puntuali; l'Anp, tramite le proprie strutture presenti su tutto il territorio nazionale, sarà in grado di raggiungere in maniera capillare le scuole di ogni ordine e grado..

I quattro macro temi che saranno trattati dagli esperti di Eni saranno: il cambiamento climatico, l'efficienza energetica, i rifiuti e le bonifiche ambientali. I seminari, completamente gratuiti, sono iniziati ieri a Roma e proseguiranno a Milano il 28 gennaio (in diretta streaming sul sito Anp), a Bologna il 29 gennaio, a Cuneo il 12 febbraio, a Palermo il 13 febbraio, a Napoli il 17 febbraio, ad Ancona il 19 febbraio e a Bari il 20 febbraio. Successivamente, alla conclusione del ciclo dei seminari i partecipanti potranno liberamente accedere a materiali, approfondimenti e percorsi didattici attraverso un'area dedicata del sito www.anp.it.

lunedì 20 gennaio 2020

FONDI PENSIONE NEGOZIALI LA RIMESSIONE E’ CERTA E CONSISTENTE

Previdenza integrativa- fondi pensione
FONDI PENSIONE NEGOZIALI
LA RIMESSIONE E’ CERTA E CONSISTENTE
   LA SVISTA DE “Il Sole 24 ore”
Noi pensionati COBAS passiamo non poco tempo a documentarci e a cercare di spiegare ai lavoratori dipendenti che i Fondi Pensione Negoziali gestiti dai Sindacati maggiormente rappresentativi sono una truffa vergognosa.
  Si contano a centinaia le simulazioni, le tabelle, i numeri con i quali documentare che i Fondi Pensione Negoziali fanno perdere un sacco di soldi dal proprio salario. La questione che poniamo al centro dei nostri commenti e giudizi sono la differenza che esiste tra il rendimento del Trattamento di Fine Rapporto (1,5% + il 75% dell’inflazione calcolata a fine anno art.2120 del Codice Civile).
   Ma il nostro lavoro conta assai poco se lo confrontiamo  con i dati che talvolta di sfuggita ci porge la Confindustria che essendo ormai diventata la Con- Finanza è la nostra controparte che non perde occasione per reclamizzare i Fondi Pensione che stanno diventando il cuore dei suoi affari.
  Sull’inserto Plus 24 del 19 ottobre alla redazione è sfuggita una tabella che ci sembra utile elaborare e commentare.

LA SORPRESA DELLE PENSIONI INTEGRATIVE.
IPOTESI PREVIDENZA COMPLEMENTARE O INTEGRATIVA
Rendita annuale lorda non reversibile al pensionamento

Versamento di 2.100 euro all’anno
Versamento di
5.165  euro all’anno

Comparto obbligazionario
PER 10 ANNI
PER 20 ANNI
PER 10 ANNI
PER 20 ANNI
Importo pensione annuo
846
1.508
2.090
3723
Totale pagamenti effettuati
21.000
42.000
51.650
103.300
Totale ratei pensione  in 15 anni pagate
(Aspettative di vita media 82 anni)
12.690
22.620
31.350
74.460
Rimessione certa
- 8.310
- 19380
- 20.300
28.840
Fonte: Il Sole 24 ore- Plus 24 – Elaborazione Pensionati COBAS

Il comparto Obbligazionario è quello che i venditori/assicuratori suggeriscono  perché investirà i capitali in larga maggioranza in titoli di debito pubblico dello stato e degli stati anche esteri. Di questi tempi con la resa dei titoli sotto lo zero non si direbbe proprio che costituiscono una garanzia. Il più modesto ..ma anche il più garantito. In tutti i casi la simulazione de Il Sole 24 ore non garantisce nulla se non un’ampia rimessione:
    Come si vede una rendita annua di 846 euro lordi per 10 anni (poco più di 62 euro lordi, 55 euro circa al netto  al mese di pensione integrativa) è proprio vicino al niente. Non si è pagato molto: 161,5 euro al mese uguale a 2.100 euro l’anno ma la resa pensionistica è vicino allo zero, per il pensionato. Mentre il Fondo Pensione, nel decennio, gli introiti  sono stati 8.310.
  Se invece avrà pagato la  cifra 5.165 euro l’anno per 20 anni pagherà complessivamente  la bellezza di 103.300 euro.
 Nei 15 anni da pensionato (visto che la speranza di vita media a 67 anni è di 82 anni, 82-67= 15) cumulerà con le pensioni 74.000 euro rimettendoci la bellezza di 28.840 euro..
 E’ pur vero che il Fondo Pensione deve pagare il presidente, l’amministratore delegato, i membri del consiglio di amministrazione, gli esperti finanziari per i singoli investimenti, gli esperti dei vari settori d’investimento, che non sono persone che si fanno pagare con i bruscolini.
   E ancora il F.P. deve pagare i servizi le commissioni per le Banche cui è obbligato a ricorrere per il deposito, i servizi delle assicurazioni e le commissioni cui sono obbligati a ricorrere per la gestione operative delle pensioni da erogare. Insomma una banda di finanzieri, bancari, assicuratori che costano almeno il 25% di quanto ha versato…e certo che poi la pensione integrativa sarà insignificante. L’unica cosa certa è però quella di aver mantenuto uno stuolo di sindacalisti, funzionari, amministratori e impiegati della finanza…altrimenti senza lavoro.
   Ma il cittadino che è incorso in questo inghippo può consolarsi visto che coloro che hanno pagato di più 5.165 euro l’anno (invece dei 2.100 euro l’anno) perderanno una cifra ben più consistente: 20.300 euro nei 10 anni o 28.840 euro se avranno pagato per 20 anni.

 COMPARTO PIU’ RICCO …NON MI CI FICCO …O SCAPPO?
Così spesso lo definiscono i procacciatori di clienti, il comparto azionario. Questo tipo di Fondo Pensione ha la propensione al rischio ed in fatti investe la più parte dei capitali messi lì dai lavoratori, in azioni di imprese, o in altri prodotti finanziari che sono certo più rischiosi, a volte rischiosissimi, ma danno risultati migliori, più abbondanti…certo senza nessuna garanzia  come impone il mercato finanziario.
IPOTESI PREVIDENZA COMPLEMENTARE O INTEGRATIVA
Rendita annuale lorda non reversibile al pensionamento

Versamento di 2.100 euro all’anno
Versamento di
5.165  euro all’anno

Comparto azionario
Per 10 anni
Per 20 anni
Per 10 anni
Per 20 anni
Importo pensione annuo
1.080
1.825
2.667
4.506
Totale pagamenti effettuati
21.000
42.000
51650
103.300
Totale ratei pensione  in 15 anni effettuati
(Aspettative di vita  82 anni)

16.200

27.375

40.005

67.590
Rimessione certa
 - 4.800
 - 14.625
- 11.645
- 35.710
Fonte: Il Sole 24 ore- Plus 24 – Elaborazione Pensionati COBAS

   In questo caso prendiamo i lavoratore (?) più ricco che può impegnare  5.165 euro l’anno, quasi 400 euro lordi al mese. Se il signore in questione verserà l’importo annuo per 20 anni, al momento del pensionamento avrà cumulato come una formichina 103 mila e 300 euro. Avrà una pensione annua lorda di 4.506 euro l’anno, un importo di circa 350 euro lordi di pensione integrativa al mese. Certo non è  il niente del caso precedente..360 euro al mese fanno circa 4.500 euro l’anno. Avrà lascito però nel portafoglio del Fondo pensione la bellezza di 35.710 euro, circa il 35% dei soldi pagati ogni mese per 20 anni. Lo stuolo dei parafinanzieri, finanzieri mantenuti da questo tipo di lavoratori sarà certamente più affollato.
UN TERREMOTO, UNA CATASTROFE?
  Né l’uno né l’atra, come direbbe Fulvio (pensionato COBAS) : E’ la finanza bellezza !!! E  non è neanche niente di eccezionale!
   Come ci informa  l’inserto “Affari e Finanze” della Repubblica  di oggi 28 Ottobre 2019  il rendimento dei titoli di stato a 10 anni,  sono annualmente – 0,08 in Belgio, - 0,24 Olanda, - 0,07 Francia, - 0.37 Germania, - 0,15 Austria, - 0,14 Finlandia (Fonte Bloomberg 22 ott. 2019).. Se lo stesso quotidiano ci informa anche che i titoli a tassi negativi in Italia 771,2 miliardi e circa 145 miliardi i titoli societari, in tutto sono 914 miliardi. Se l’ammontare delle obbligazioni societarie non sono supportate da adeguati fondamentali  nelle aziende che le hanno emesse per un importo di 19 trilioni di dollari” (ossia 19.000 miliardi di dollari). Se un quarto delle obbligazioni pubbliche e private nel mondo ha rendimenti negativi.
   Saremmo così egoisti da lamentarci per qualche decina di migliaia di euro tolti dai nostri risparmi pensionistici? Ma figuriamoci ! Sottoscriviamo molto volentieri per i poveri finanzieri !
   Anzi pensiamo che le nostre attuali pensioni pubbliche a ripartizione ancora reggono (non per molto se continua la disoccupazione e la precarietà) solo perché non sono in mano alla finanza che con questi chiari di luna se le sarebbe scolate in un battibaleno.
Pensionati COBAS - Rom

ORIGINALE DI PLUS 24 INSERTO DE IL SOLE 24 ORE

IPOTESI PREVIDENZA COMPLEMENTARE O INTEGRATIVA
Rendita annuale lorda non reversibile al pensionamento

Versamento di 2.100 euro all’anno
Versamento di 5.165  euro all’anno
Linea o comparto
PER 10 ANNI
PER 20 ANNI
PER 10 ANNI
PER 20 ANNI
Obbligazionario
846
1.508
2.090
3723
Bilanciato obbligazionario
878
1.551
2.168
3.831
Bilanciato azionario
945
1642
2.333
4.055
Azionario
1.080
1.825
2.667
4.506
Totale pagamenti
21.000
42.000
51650
103.300
Totale ratei di pensione  (Speranza di vita a 82 anni pensione per 15 anni)
16.200
27.375
40.005
67.590
Rimessione certa sui contributi versati
4.800
14.625
11.645
35.710
Fonte: Il Sole 24 ore- Plus 24 – Elaborazione Pensionati COBAS

giovedì 16 gennaio 2020

Abolizione del bonus premiale e ricadute sulle contrattazione di istituto


Come noto la Legge di bilancio  2020  ha recentemente provveduto a cancellare il bonus premiale previsto dalla legge 107 restituendo le somme stanziate a tale scopo alla ordinaria contrattazione di istituto senza più vincoli di destinazione né limiti di accesso da parte del personale docente e ATA in servizio


L’  art. 1, comma 249, l. n. 160/2019 infatti  recita:  “Le risorse iscritte nel fondo di cui all’articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, già confluite nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione” .



Viene esplicitamente cancellato il riferimento alla destinazione specifica di tale risorse previsto dal  comma 128 dell’art. 1 della l. n. 107/2015:  La somma di cui al comma 127, definita bonus, è destinata a valorizzare il merito del personale docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e ha natura di retribuzione accessoria.



Come procedere dunque nella contrattazione di istituto relativa alla parte economica?



Il fondo assegnato per la valorizzazione del merito va considerato a tutti gli effetti come FIS,  suddiviso tra ATA e docenti e integralmente contrattato con le RSU  sulla base dei  criteri stabiliti nelle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori.



Ogni riferimento alla discrezionalità dei dirigenti, ai criteri formulati dal comitato di valutazione e  alle fasce di retribuzione risulta evidentemente decaduto insieme ai vincoli di destinazione previsti dalla l. n. 107/2015.



Per quanto riguarda i contratti  già sottoscritti   è  opportuno  prevede rne la riapertura per quanto riguarda tale voce specifica ,  al fine di integrare quanto previsto dalla legge e  non presente al momento della stipula.



Seppure tardivamente si è finalmente  preso atto  di quanto fu contestato fin dalla gestazione della Legge sulla Buona scuola :  il modello competitivo-individualisticodel premio aziendale di produttivitàrisulta inadeguato, contraddittorio e dannoso in un contesto lavorativo che dovrebbe promuovere la collaborazione, la condivisione, la collegialità, la trasparenza .



Sarebbe stato meglio dirottare queste risorse al fine di aumentare quanto previsto per il rinnovo contrattuale e dunque  per alzare gli stipendi ,  perché solo questo  può restituire dignità e riconoscimento sociale al lavoro svolto nelle scuole.



Almeno ci siamo lasciati alle spalle un meccanismo volto a promuovere  la desolante competizione individualistica  tra colleghe e colleghi per es sere riconosciuti meritevoli agli occhi del “capo” questo sì certamente lesivo  della nostra dignità.



Non dubitiamo che anche molte e molti  dirigenti  abbiano accolto questa novità con piacere e con il sospiro di sollievo  chi si sente quantomeno  sollevato da un’incombenza inutile e gravosa.
COBAS SCUOLA