25 APRILE, CORTEO CONTRO IL FASCISMO E LA GUERRA: “PER UNA NUOVA LIBERAZIONE”

mercoledì 22 aprile 2026 · Posted in , , , ,

A 81 anni dall’insurrezione partigiana che liberò l’Italia dal nazifascismo, il Coordinamento Ternano per la Palestina promuove per il 25 aprile un corteo che unisce la memoria della Resistenza – guerra contro l’invasore, guerra civile contro i fascisti, guerra rivoluzionaria e di classe – alla lotta contro le guerre imperialiste e il fascismo di oggi.

L’appuntamento è alle ore 10.30 in via Lanzi (Terni), con partenza alle 11.00.

La manifestazione denuncia il genocidio in corso in Palestina, le aggressioni USA e israeliane contro Iran e Libano, la complicità del governo italiano (invio di armi, utilizzo delle basi Usa) e il decreto sicurezza che reprime il conflitto sociale. 

Si chiede il taglio delle spese militari, l’uscita dalla Nato, la chiusura delle basi straniere in Italia, un futuro di pace e giustizia sociale.

CONTRO LA GUERRA, IL FASCISMO E L’IMPERIALISMO. AL FIANCO DEI POPOLI CHE RESISTONO.

Coordinamento Ternano per la Palestina









 

NO AL REFERENDUM

martedì 3 marzo 2026 · Posted in ,

 I COBAS SCUOLA PER IL NO AL REFERENDUM

Negli ultimi 5 anni solo lo 0,82% dei Pubblici Ministeri sono passati alla funzione giudicante e addirittura solo lo 0,2% di giudici sono diventati PM! Già la riforma Cartabia del 2022 ha ridotto a uno solo passaggio possibile da una funzione all’altra entro i primi 10 anni. Per cui, la separazione delle carriere di fatto c’è già e il divieto assoluto di passaggio riguarderà un numero esiguo di magistrate/i e non influirà minimamente sui problemi strutturali della giustizia: la lentezza dei processi penali e civili, la carenza di risorse e organici, il sovraffollamento delle carceri, in cui sono detenuti soprattutto coloro che non hanno le risorse economiche per difendersi (migranti, tossicodipendenti..). Né tantomeno renderà più equa la giustizia!

  • Il cuore nascosto della riforma è la scissione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, e il sistema del sorteggio. Le/i magistrate/i non potranno più eleggere i loro rappresentanti nel CSM, cioè il loro organo di autogoverno che ne deve gestire la carriera. Un effettivo autogoverno della magistratura è indispensabile per garantirne l’indipendenza. Ma con la riforma i due terzi dei membri dei due CSM non saranno più eletti, ma scelti per sorteggio!

  • L’assurdità di tale meccanismo svela l’obiettivo politico del governo, più volte dichiarato da Nordio e Meloni: colpire la Magistratura spaccando il CSM in due organi, di fatto più deboli e delegittimati, per arginare quella che il governo considera l’ingerenza dei giudici nella sfera della politica, cioè le sentenze non gradite a tutela dei lavoratori, dei migranti, della libertà di espressione del dissenso o quelle di condanna dei politici.

  • Il potere di decidere sugli illeciti disciplinari viene sottratto al CSM e affidato ad una nuova Alta Corte disciplinare, i cui membri – salvo i 3 nominati dal PdR – sono anch’essi scelti tramite sorteggio. La riforma delega alla legge ordinaria la ridefinizione degli illeciti disciplinari, delle relative sanzioni e del procedimento disciplinare. Se vincessero i SÌ aumenterebbero i rischi di una legge di carattere punitivo nei confronti delle/i magistrate/i e l’Alta Corte potrebbe diventare a tutti gli effetti un tribunale speciale, come paventato dall’Associazione Nazionale Magistrati!

La riforma si colloca in un disegno politico internazionale di costruzione anche in Italia di una Democrazia autoritaria o Democraturain cui la democrazia si riduce alle votazioni ogni 5 anni e il Governo opera senza contrappesi ed equilibrio nella divisione dei poteri. Da decenni governi sia di centro sinistra che di destra hanno già concentrato il potere legislativo nelle mani dell’esecutivo Il Premierato rafforza ulteriormente la personalizzazione del potere politico, aumentando a dismisura i poteri del Presidente del Consiglio e riducendo drasticamente quelli del Parlamento e del PdR. L’Autonomia differenziata – introdotta dalla sciagurata riforma del titolo V del centro sinistra nel 2001- con la competenza legislativa esclusiva delle Regioni in 23 materie aumenta a dismisura il potere personale dei c.d. governatori. In tale quadro, la riforma costituzionale della Magistratura punta non solo a ridurre il controllo di legalità sull’operato dei politici, ma anche ad un esercizio della funzione giurisdizionale in linea con il disegno politico del governo.

In conclusione, il referendum non riguarda solo i magistrati, ma tutti/e: anche i diritti sociali saranno valutati da magistrati spinti ad operare secondo i desiderata del governo di turno. Sia in campo civile che penale i diritti devono esser giudicati da magistrati indipendenti dal potere politico!

PER TUTTI QUESTI MOTIVI INVITIAMO A VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULL’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA E SULLA DEMOCRAZIA!

Cobas scuola Torino, Padova, Venezia, Milano, Genova, Bologna, Lucca, Grosseto, Arezzo, Cagliari, Ancona, Macerata, Terni, Perugia, Viterbo, Bari, Lecce, Taranto, Palermo, Catania, Siracusa, Trapani.


Aderiamo alla petizione contro l'accorpamento delle scuole DON MILANI E DE FILIS

venerdì 23 gennaio 2026

Invitiamo tutte e tutti a firmare la petizione

 https://c.org/qb8xSnqgqJ

NOI sottoscritti, lavoratori e lavoratrici della scuola, genitori, studenti e cittadini di Terni, in rappresentanza della comunità scolastica territoriale,


FERMAMENTE OPPOSTI


al progetto di accorpamento dell’Istituto Comprensivo “De Filis” e dell’Istituto Comprensivo “Don Milani”,


ESPONIAMO LE NOSTRE RAGIONI E CHIEDIAMO CON FORZA:


1. LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DI QUALSIASI IPOTESI DI provvedimento di accorpamento, avviato senza un reale e trasparente confronto con i diretti interessati: il personale scolastico (docente e ATA), le famiglie e gli studenti.

2. L’APERTURA DI UN TAVOLO DI CONFRONTO PUBBLICO dove siano ascoltate le istanze di tutte le componenti scolastiche e territoriali, per valutare soluzioni alternative che non prevedano la soppressione di autonomie scolastiche radicate nel territorio.

3. GARANZIA DI INVESTIMENTI per il potenziamento e la sicurezza di entrambi gli istituti, in quanto presidi educativi, sociali e culturali insostituibili per i rispettivi quartieri.


MOTIVAZIONI DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE


Consideriamo l’accorpamento un atto grave che:


· LEDE IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE DI QUALITÀ: Creare mega-istituti, spesso lontani dalle esigenze del territorio, comporta inevitabilmente disagi organizzativi, smarrimento degli studenti più fragili, depotenziamento dell’offerta formativa personalizzata. La scuola di prossimità è un bene comune da tutelare.

· AGISCE CON LOGICHE MERAMENTE CONTABILI E BUROCRATICHE: Si persegue un risparmio di spesa a danno della qualità del servizio, dell’organico e delle condizioni di lavoro. L’istruzione non è una merce e non può essere gestita come un’azienda.

· UMILIA IL LAVORO E LA PROFESSIONALITÀ del personale scolastico, già stremato da tagli, precariato e carichi di lavoro insostenibili. L’accorpamento genera ulteriore caos amministrativo, sovraccarico per il personale ATA e disagi per i docenti, con ripercussioni dirette sulla didattica.

· SMEMBRA COMUNITÀ EDUCANTI RADICATE: Le scuole “De Filis” e “Don Milani” sono storie, identità e progetti educativi con una propria specificità. Cancellarne l’autonomia significa disperdere un patrimonio di relazioni, esperienze e saperi costruiti in anni di lavoro.

· PRIVILEGIA LA LOGICA DEI NUMERI SU QUELLA DEI BISOGNI: Si ignora il ruolo sociale e di inclusione che queste scuole svolgono nei loro contesti di riferimento. Una scuola più grande e più distante è meno accessibile, meno partecipata, meno “di tutti”.


NON ACCETTIAMO che decisioni calate dall’alto, l'attacco alla pubblica istruzione dettate da mere esigenze di razionalizzazione della spesa, decidano del futuro dei nostri figli, del nostro lavoro e dei nostri quartieri.


CHIEDIAMO alle Amministrazioni competenti di ascoltare la voce di chi la scuola la vive ogni giorno: studenti, famiglie e lavoratori.


CI OPPORREMO CON OGNI MEZZO DEMOCRATICO E DI LOTTA a questo scempio, difendendo il diritto ad una scuola pubblica, di qualità, radicata nel territorio e al servizio della collettività.

Noi sottoscritti, lavoratori e lavoratrici della scuola, genitori, studenti e cittadini di Terni, in rappresentanza della comunità scolastica territoriale,


FERMAMENTE OPPOSTI


al progetto di accorpamento dell’Istituto Comprensivo “De Filis” e dell’Istituto Comprensivo “Don Milani”,


ESPONIAMO LE NOSTRE RAGIONI E CHIEDIAMO CON FORZA:


1. LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DI QUALSIASI IPOTESI DI provvedimento di accorpamento, avviato senza un reale e trasparente confronto con i diretti interessati: il personale scolastico (docente e ATA), le famiglie e gli studenti.

2. L’APERTURA DI UN TAVOLO DI CONFRONTO PUBBLICO dove siano ascoltate le istanze di tutte le componenti scolastiche e territoriali, per valutare soluzioni alternative che non prevedano la soppressione di autonomie scolastiche radicate nel territorio.

3. GARANZIA DI INVESTIMENTI per il potenziamento e la sicurezza di entrambi gli istituti, in quanto presidi educativi, sociali e culturali insostituibili per i rispettivi quartieri.


MOTIVAZIONI DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE


Consideriamo l’accorpamento un atto grave che:


· LEDE IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE DI QUALITÀ: Creare mega-istituti, spesso lontani dalle esigenze del territorio, comporta inevitabilmente disagi organizzativi, smarrimento degli studenti più fragili, depotenziamento dell’offerta formativa personalizzata. La scuola di prossimità è un bene comune da tutelare.

· AGISCE CON LOGICHE MERAMENTE CONTABILI E BUROCRATICHE: Si persegue un risparmio di spesa a danno della qualità del servizio, dell’organico e delle condizioni di lavoro. L’istruzione non è una merce e non può essere gestita come un’azienda.

· UMILIA IL LAVORO E LA PROFESSIONALITÀ del personale scolastico, già stremato da tagli, precariato e carichi di lavoro insostenibili. L’accorpamento genera ulteriore caos amministrativo, sovraccarico per il personale ATA e disagi per i docenti, con ripercussioni dirette sulla didattica.

· SMEMBRA COMUNITÀ EDUCANTI RADICATE: Le scuole “De Filis” e “Don Milani” sono storie, identità e progetti educativi con una propria specificità. Cancellarne l’autonomia significa disperdere un patrimonio di relazioni, esperienze e saperi costruiti in anni di lavoro.

· PRIVILEGIA LA LOGICA DEI NUMERI SU QUELLA DEI BISOGNI: Si ignora il ruolo sociale e di inclusione che queste scuole svolgono nei loro contesti di riferimento. Una scuola più grande e più distante è meno accessibile, meno partecipata, meno “di tutti”.


NON ACCETTIAMO che decisioni calate dall’alto, l'attacco alla pubblica istruzione dettate da mere esigenze di razionalizzazione della spesa, decidano del futuro dei nostri figli, del nostro lavoro e dei nostri quartieri.


CHIEDIAMO alle Amministrazioni competenti di ascoltare la voce di chi la scuola la vive ogni giorno: studenti, famiglie e lavoratori.


CI OPPORREMO CON OGNI MEZZO DEMOCRATICO E DI LOTTA a questo scempio, difendendo il diritto ad una scuola pubblica, di qualità, radicata nel territorio e al servizio della collettività.

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