sciopero generale 30 ottobre ore 9 piazza dell'orologio Terni

giovedì 29 ottobre 2026

# COMUNICATO STAMPA
## Sciopero generale del 30 ottobre: a Terni in piazza contro precarietà, sfruttamento e riarmo

**Venerdì 30 ottobre, concentramento alle ore 9 in Piazza dell’Orologio a Terni**

Domani, venerdì 30 ottobre, le organizzazioni del sindacalismo di base scendono in sciopero generale per rivendicare diritti sociali e del lavoro, maggiori investimenti nei servizi pubblici e un futuro fondato sulla solidarietà, sulla giustizia sociale e sulla partecipazione democratica.

Anche a Terni si svolgerà una manifestazione con concentramento alle **ore 9 in Piazza dell’Orologio**, promossa dalla **Confederazione COBAS, COBAS Scuola, CUB, Centro sociale Germinal Cimarelli, UDS – Unione degli Studenti e Coordinamento Ternano per la Palestina**.

Lo sciopero vuole dare voce a lavoratrici e lavoratori, precari, studenti e studentesse che subiscono le conseguenze di politiche economiche e sociali che scaricano i costi delle crisi sulle fasce più deboli della società, mentre aumentano le risorse destinate alle spese militari.

Al centro della mobilitazione ci sono la lotta alla precarietà e allo sfruttamento, la difesa dei salari e dei diritti, il contrasto al peggioramento delle condizioni di lavoro e la richiesta di investimenti nella scuola pubblica, nella sanità, nei servizi sociali e nei territori.

**Spazio anche alle lotte studentesche**, per una scuola pubblica accessibile, inclusiva e democratica, contro le disuguaglianze formative, le politiche repressive e i tagli agli investimenti nell'istruzione. Le rivendicazioni delle giovani generazioni si intrecciano con quelle del mondo del lavoro: diritto allo studio, libertà di espressione e di manifestazione, maggiori risorse per la scuola e il diritto a un futuro libero dalla precarietà.

La scuola pubblica deve essere un luogo di emancipazione, inclusione e democrazia, non un'azienda organizzata secondo criteri gerarchici e subordinata alle esigenze del mercato. Per questo la mobilitazione denuncia anche le riforme che peggiorano le condizioni di lavoro del personale scolastico e le prospettive formative delle giovani generazioni.

Le organizzazioni promotrici ribadiscono inoltre la propria opposizione al riarmo e alla militarizzazione della società e chiedono la fine del genocidio in Palestina, il boicottaggio di Israele attraverso la campagna BDS, la fine dell'apartheid e il superamento del colonialismo di insediamento.

La manifestazione ternana vuole unire le diverse vertenze sociali, lavorative e studentesche in una mobilitazione comune: contro le disuguaglianze, per la dignità del lavoro, per il diritto allo studio, per la solidarietà internazionale e per una società in cui le risorse pubbliche siano destinate ai bisogni delle persone e non alla guerra.

**L'appuntamento è per tutte e tutti venerdì 30 ottobre, alle ore 9, in Piazza dell’Orologio a Terni.**

**Promuovono e aderiscono:**
- Confederazione COBAS
- COBAS Scuola
- CUB
- Centro sociale Germinal Cimarelli
- UDS – Unione degli Studenti
- Coordinamento Ternano per la Palestina

COBAS Scuola Terni: rilanciare le lotte per una scuola pubblica, democratica, antirazzista e con salari dignitosi#Eletto il nuovo Esecutivo provinciale. Franco Coppoli referente provinciale

lunedì 12 ottobre 2026 · Posted in ,



domenica 11 ottobre si è tenuta l'assemblea provinciale dei COBAS Scuola di Terni, un momento di confronto e di rilancio dell'iniziativa sindacale sui principali problemi della scuola pubblica e sulle mobilitazioni necessarie per contrastare le politiche che ne stanno compromettendo la funzione democratica e sociale.

Al centro della discussione, la critica alle riforme neoliberiste che promuovono l'aziendalizzazione degli istituti, la competizione tra scuole, lo svuotamento della collegialità e la subordinazione dell'istruzione alle esigenze del mercato. I COBAS rivendicano una scuola intesa come comunità educativa, luogo di emancipazione, libertà di insegnamento e partecipazione democratica, alternativa alla scuola-azienda e alla logica del profitto.

L'assemblea ha ribadito la contrarietà alle controriforme degli istituti tecnici e professionali, al dimensionamento scolastico, agli accorpamenti e ai tagli che impoveriscono gli istituti, aggravano le condizioni di lavoro e colpiscono soprattutto le periferie e i territori più fragili. Per i COBAS, la risposta ai problemi della scuola non può essere la riduzione dei servizi, ma un investimento pubblico strutturale in organici, edilizia scolastica, classi meno numerose e diritto allo studio.

Forte la denuncia delle politiche razziali e discriminatorie del governo che affrontano le difficoltà dell'inclusione attraverso la separazione degli alunni e delle alunne di origine straniera. «A scuola nessuno è straniero» è la parola d'ordine che riassume la proposta di una scuola interculturale e antirazzista, con risorse adeguate per l'insegnamento dell'italiano L2, la mediazione culturale e il sostegno agli studenti.

L'assemblea ha inoltre riaffermato la necessità di mobilitazione contro il genocidio del popolo palestinese e il colonialismo di insediamento israeliano, boicottare lo stato genocida di Israele e contrastare la militarizzazione della scuola e la normalizzazione della cultura della guerra, rivendicando un'educazione alla pace coerente con l'articolo 11 della Costituzione. Le risorse pubbliche devono essere destinate prioritariamente all'istruzione, alla sanità e ai servizi sociali, non alla corsa al riarmo.

Centrale la questione salariale. Gli stipendi insufficienti, la perdita del potere d'acquisto, la precarietà e il mancato riconoscimento del lavoro aggiuntivo rappresentano problemi ormai insostenibili per docenti e personale ATA. L'assemblea ha rilanciato la necessità di una vertenza per aumenti salariali reali, il recupero dell'inflazione, la stabilizzazione del personale precario, il riconoscimento del lavoro ATA e il miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza.

Le rivendicazioni economiche e professionali devono procedere insieme alla difesa della libertà di insegnamento, della collegialità e della partecipazione democratica, contrastando le gerarchie e le divisioni tra le diverse componenti della comunità scolastica.

Dalla discussione è emersa la necessità di trasformare queste proposte in una stagione di lotte concrete: vertenze territoriali contro la violazione dei diritti, tagli e dimensionamento, iniziative per salari dignitosi e stabilizzazioni, campagne per l'inclusione e contro il razzismo, mobilitazioni contro la militarizzazione e per una scuola pubblica libera e democratica. Un percorso da costruire attraverso assemblee nei luoghi di lavoro, coinvolgimento di studenti e famiglie e collegamento con le altre realtà sociali e sindacali impegnate nella difesa dei diritti e dei servizi pubblici.

Al termine dell'assemblea è stato eletto il nuovo Esecutivo provinciale, con l'attribuzione delle seguenti responsabilità:

- **Martina Canali** – referente precari;
- **Catia Coppo** – referente CESP e tesoriera;
- **Franco Coppoli** – referente vertenze legali;
- **Elisabetta Grimani** – referente CESP;
- **Paolo Mattei** – referente informatica e software open source;
- **Nicole Schiaretta** – referente RSU;
- **Luca Straccini** – referente ATA.
La/il referente di Orvieto verrà designato a breve dagli e dalle iscrittə di Orvieto 

L'assemblea ha inoltre eletto **Franco Coppoli quale referente provinciale dei COBAS Scuola di Terni**.

Il nuovo Esecutivo si impegna a rafforzare la presenza dei COBAS nelle scuole del territorio, sostenere le vertenze individuali e collettive, promuovere la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici e costruire iniziative capaci di collegare le rivendicazioni del personale scolastico alla difesa complessiva della scuola pubblica.

I COBAS Scuola di Terni rilanciano così il proprio impegno per una scuola pubblica, laica, democratica e interculturale, nella convinzione che i diritti si difendano attraverso l'organizzazione e il conflitto sociale.

Meno soldi per le armi, più risorse per la scuola pubblica. 
Meno precarietà, più diritti e salari dignitosi. 
Contro la scuola-azienda, per la scuola-comunità.

COBAS Scuola Terni

NEOASSUNTI/E IN RUOLO: attenzione al «silenzio-assenso» di Espero

mercoledì 2 settembre 2026

NEOASSUNTI/E IN RUOLO: attenzione al «silenzio-assenso» di Espero

IL TRANELLO DEL «SILENZIO-ASSENSO» PER CHI ENTRA DI RUOLO
Oltre le consuete attenzioni da prestare nelle decisioni che gli Organi collegiali e la contrattazione d’istituto dovranno prendere all’inizio del nuovo anno scolastico [vedi QUI], una cattiva sorpresa attende il personale docente e ATA che entrerà in ruolo dal 1° settembre 2026. Anche per loro, infatti, come per ogni collega assunto/a con contratto a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2019, è prevista l’adesione automatica al Fondo pensione ESPERO attraverso il meccanismo truffaldino del silenzio-assenso.

Vista l’importanza della questione,
informiamo tutti/e i/le colleghi/e neoassunti/e
che potrebbero esserne all’oscuro!

Al momento della firma del contratto individuale di assunzione, l’amministrazione deve avere fornito una informativa su ESPERO «con specifico ed espresso riferimento all’adesione mediante silenzio-assenso».
Nei 9 mesi successivi si deve comunicare all’amministrazione la propria volontà di non aderire [come noi consigliamo per le ragioni che abbiamo illustrato qui, qui, qui e qui], seguendo le modalità indicate in questa Guida rapida del MIM.
Qualora, durante questi 9 mesi, non si esprima alcuna volontà, ci si ritrova iscritti “automaticamente” al Fondo.
Successivamente, si riceverà una comunicazione da ESPERO e da quel momento resteranno solo 30 giorni per poter recedere dal tranello dell’iscrizione automatica.
Attenzione
allora, se non vogliamo perdere il nostro TFR e devolvere almeno l’1% della nostra retribuzione alle società di gestione del Fondo nella speranza di ottenere chissà quali benefici.

NON ADERIAMO A ESPERO

SOLIDARIETÀ A BOBO APRILE. NO ALLA LIMITAZIONE DEL DIRITTO DI MANIFESTARE

mercoledì 22 luglio 2026

Esprimiamo solidarietà al compagno Roberto Aprile, denunciato per aver manifestato e parlato ad Amendolara il 6 giugno in ricordo dei quattro migranti uccisi alla stazione di benzina sulla Statale 106. 

La questione è politica. 

La denuncia è la risposta di un governo che con i decreti sicurezza del febbraio 2026 cerca di chiudere il dissenso, allineato a chi sceglie guerre e riarmo e che trova sponda in quel fronte sindacale e politico - CGIL e campo largo- che ha tagliato diritti per anni e che ad Amendolara ha fatto da scudo alla repressione.


Bobo Aprile affronterà il processo, rifiutando la multa. Noi lo sosteniamo perché il punto è il diritto di manifestare e chi decide chi può ricordare e chi no.


Confederazione Cobas Umbria

22.07.2026

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