L’approvazione bipartisan dell’ennesima manovra e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.
Nella manovraccia la casta bipartisan non ha inserito neanche un solo provvedimento che faccia pagare la crisi a coloro che l’hanno provocata e che si sono arricchiti anche in questi anni! Il 10% degli italiani/e possiede circa il 55% della ricchezza nazionale, un patrimonio intorno ai 5000 miliardi: basta una tassa dell’ 1% per avere 50 miliardi l’anno. Con una evasione fiscale tra i 300 e i 400 miliardi annui, un taglio, fosse pure del 20%, darebbe altri 70 miliardi. La corruzione nelle strutture pubbliche divora circa 200 miliardi annui: già eliminandola al 20%, otterremmo 40 miliardi: e riducendo le “pensioni d’oro”, cancellando le missioni di guerra e tagliando le spese militari altre decine di miliardi. Tali provvedimenti fornirebbero oltre 200 miliardi annui non solo per aggiustare il bilancio ma per salari e pensioni adeguati, investimenti nell’istruzione e nella sanità, nei servizi sociali, nella tutela del patrimonio naturale ed artistico; per porre fine alla precarietà e garantire un reddito minimo per tutti/e.
Perciò i COBAS, insieme alla CUB, hanno indetto lo sciopero dell’intera giornata di tutti i lavoratori dipendenti il 17 novembre, giornata mondiale di lotta degli studenti. Saremo in piazza insieme a loro contro lo scempio sociale della manovraccia bipartisan nelle principali città
In assenza di docenti non specializzati è possibile confermare il docente in servizio con nomina fino all´avente diritto
martedì 15 novembre 2011
In assenza di docenti non specializzati è possibile confermare
il docente in servizio con nomina fino all´avente diritto
il docente in servizio con nomina fino all´avente diritto
Con nota prot. n. 9379 di data odierna il Miur, in riferimento ai quesiti sollevati circa il mantenimento o meno, su posto di sostegno, del supplente privo di titolo di specializzazione nominato "in attesa dell´avente titolo", fornisce indicazioni alle scuole affinchè, in carenza assoluta di aspiranti specializzati, in considerazione della particolare tutela della continuità didattica in favore degli alunni disabili, si provveda alla conferma definitiva sui predetti posti di sostegno del docente privo di titolo già in servizio con contratto in attesa dell´avente titolo.
Rimane ovviamente in facoltà del supplente in servizio a titolo provvisorio nominato in base alle graduatorie del precedente anno scolastico, lasciare la supplenza in atto per accettare qualsiasi tipologia di supplenza propostagli sulla base delle nuove graduatorie di circolo e di istituto del corrente a.s.
Risulta confermata al riguardo la vigenza delle specifiche disposizioni contenute, per tali situazioni, nella note n. 20893 del 31 ottobre 2007 e 7138 del 13 settembre 2011.
14 NOVEMBRE FESTA SEDE COBAS
domenica 13 novembre 2011
BERLUSCONI A
CASA… QUE SE
VAYAN TODOS
CASA… QUE SE
VAYAN TODOS
LUNEDI’ 14 novembre alle ore 17 presso la rinnovata sede COBAS, in via del Lanificio 19 a Terni, faremo una festa e un brindisi con iscritti, amici e compagni/e di lotte per festeggiare la caduta del governo Berlusconi e prepararci alle prossime lotte, in vista dello
SCIOPERO GENERALE DEL 17 NOVEMBRE
chi cucina porti pure torte, crostate e quello che vuole, anche se c’è già tutto...
Un brindisi collettivo contro la crisi... siete tutti/e invitati!
la sede, per consulenze, vertenze e discussione è aperta tutti i lunedì dalle ore 17,30 alle ore 20. Per contattarci: 328 6536553 e 348 5635443
I cobas di Terni
Legge di stabilità 2012, altri tagli per l'istruzione
mercoledì 9 novembre 2011
di Manuela Ghizzoni Da ScuolaOggi
Dei provvedimenti contenuti nella Legge di stabilità (come si chiama ora la vecchia finanziaria) e nel Bilancio dello Stato per il prossimo anno, in discussione al Senato, si parla troppo poco. Il dibattito pubblico è focalizzato sui significati economici e politici dell'altalena cui sono sottoposti i mercati finanziari e, conseguentemente, sul maxiemendamento presentato da Berlusconi al G20 di Cannes, ma che nessuno ha potuto leggere in forma ufficiale. In questo modo è stato accantonato l'interesse per la Legge di stabilità e per il Bilancio: ed è un vero peccato, dato che in essi sono previsti altri tagli per la scuola.
Basta una cifra per spiegare di cosa stiamo parlando: per il prossimo anno il Bilancio prevede per il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca una competenza complessiva di 51.520.441.175 euro, vale a dire una riduzione di 1.835.578.102 euro rispetto al bilancio assestato di quest'anno.
A danno di quali programmi si abbattano questi tagli? Mi limito a segnalare i più significativi: per la missione "Istruzione scolastica", ad esempio, sono previsti 254 milioni in meno per l'istruzione primaria, 312 per l'istruzione media e ben 526 per l'istruzione superiore! Per la missione "Istruzione universitaria" i tagli più significativi si registrano per il diritto allo studio, con una riduzione di 85 milioni e per il programma "Sistema universitario e formazione post-universitaria", con 256 milioni in meno. Le cose non vanno meglio per la missione "Ricerca e innovazione", che subisce una decurtazione di 294 milioni, ripartita in particolare tra la Ricerca scientifica e tecnologica applicata (-132 milioni) e quella di base (-162 milioni).
A mitigare un po' i danni del Bilancio interviene la Legge di stabilità con disposizioni dai risvolti economici di segno negativo e positivo, chcomplessivamente compensano il taglio di 767 milioni aggiuntivi: in questo modo, rispetto all'assestato del 2011, viene a mancare poco più di un miliardo di euro (esattamente 1.067.778.102 euro).
L'ennesimo miliardo in meno per istruzione, università e ricerca.
Vediamo allora cosa contiene la legge di stabilità. Innanzitutto due vistose innovazioni negative:
a) contrariamente a quanto precedentemente stabilito, la spesa per l'istruzione non è più sottratta ai tagli delle spese dei ministeri disposti dalla manovra di luglio (lo prevede il comma 73 dell'art.4): in questo modo se ne vanno 145 milioni di euro;
b) anche le spese non "rimodulabili" sono oggetto di accantonamenti e di successivi tagli, pari a 78 milioni e 700.000 euro.
Entrambe queste innovazioni, e in particolare la prima, potranno avere conseguenze assai gravi sul bilancio del MIUR a partire dal 2013, quando si passerà ad attuare il programma di riduzione delle spese in rapporto al PIL disposto dalla manovra di agosto: «Š le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispettivamente, fino all'1 per cento per ciascun anno rispetto alle spese risultanti dal bilancio consuntivo relativo all'anno 2010 e le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative agli interventi, sono ridotte fino all'1,5 per cento».
In particolare, la legge di stabilità fra le riduzioni degli stanziamenti riconducibili alle spese non rimodulabili prevede (art. 4):
a) la riduzione da 500 a 300 del numero dei dirigenti scolastici e dei professori, di cui l'Amministrazione si avvale presso i propri uffici per compiti connessi con l'autonomia scolastica (comma 74). Ci si chiede chi assolverà a questi compiti, senza dimenticare che quei docenti rientreranno - dopo aver maturato specifiche esperienze e competenze - sulle loro cattedre di titolarità, fino a quel momento coperte con supplenze annuali. Stiamo parlando di qualche centinaio di posti, ce ne rendiamo conto, che tuttavia rappresentano per i docenti precari coinvolti la differenza tra lavoro e disoccupazione. La norma porta ad un risparmio tra il 2012 e il 2013 di circa 7 milioni;
b) l'incremento dei parametri appena fissati nella manovra di luglio (comma 5 art. 19) per la concessione della titolarità della dirigenza scolastica e per l'assegnazione del direttore dei servizi generali di segreteria: potranno essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato e DSGA in via esclusiva solo alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni superiore a 600, ridotto a 400 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche (commi 75 e 76). Si tratta dell'ennesima misura per ridurre il "fabbisogno" di dirigenti scolastici (- 1331) e di direttori di segreteria (-1569), che rischia di pregiudicare l'ordinato funzionamento delle scuole nonché il raggiungimento delle loro finalità istituzionali. Complessivamente si verificherà una riduzione di spesa di 135 milioni di euro nell'a.s. 2012/13, a cui si devono aggiungere i previsti 145 milioni di euro ricavati dal taglio dei 1.812 posti di dirigenti scolastici soppressi a decorrere dall'anno scolastico 2011/12 in base all'originaria versione del comma 5 dell'art 19 della manovra di luglio;
c) nelle scuole superiori, l'accantonamento dei posti di assistente tecnico per compensare, nell'anno scolastico 2011/2012, i 3.334 posti degli insegnanti tecnico pratici che risultano in esubero a livello nazionale (comma 87). Si tratta di una delle conseguenze della riforma "epocale" della scuola superiore, propagandata come una nuova scuola laboratoriale, mentre la verità è che le ore di laboratorio sono state cancellate e gli insegnanti tecnico-pratici sono diventati esuberi e pertanto possono "trasformarsi" in assistenti tecnici! Questo intervento determinerà una minore spesa per 64,50 milioni nell'anno scolastico 2012/2013;
d) la modifica del comma 14 dell'art. 8 del decreto legge 78 del 2010, che dispone la possibilità di destinare risorse da individuare in esito ad una specifica sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale nel settore del personale della scuola, finalizzate al pagamento degli scatti retributivi maturati nel 2012 (comma 89). Recentemente, in occasione dell'attuazione del cosiddetto piano straordinario di immissioni in ruolo (previsto dall'art. 9 del decreto legge 70 del 2011), abbiamo assistito ad una procedura simile, cioè all'attivazione di una sessione negoziale istituita, è bene ricordarlo, mentre la contrattazione è bloccata: l'esito finale è stato lesivo dei diritti dei futuri docenti, che hanno visto "barattato" il posto di lavoro in cambio di una retribuzione inferiore! Si tratta, quindi, di un percorso pericoloso, che peraltro non pare in grado di garantire un risultato apprezzabile nemmeno sul versante finanziario, tenendo conto che la parziale mancanza delle risorse destinate al pagamento degli scatti è stata certificata dalla Corte dei Conti e che la nuova norma non prevede "nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato" e dispone il "rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica".
Purtroppo, la legge di stabilità si occupa anche del settore dell'Alta Formazione artistica e musicale (commi 79 - 86 dell'art. 4), quello che tanto prestigio attribuisce alla cultura italiana ma che la Gelmini regolarmente trascura: per la verità, dato il contenuto delle norme, sarebbe stato meglio che l'AFAM fosse rimasta nel dimenticatoio ancora per un po'. La legge di stabilità, infatti, prevede per il personale del settore il blocco degli scatti per un triennio (2012/2014) e la mancata valutazione di tale anzianità per il prosieguo della carriera (in analogia con quanto già disposto per il personale della scuola e dell'università nel decreto-legge n.78 del 2010) per un risparmio di 11 milioni di euro nel triennio, mentre altri 9,6 milioni di euro per il 2012 saranno recuperati con una forte stretta sulla concessione dei permessi per attività di studio, di ricerca e di produzione artistica e limitazioni all'esonero dalle attività didattiche dei docenti incaricati della Direzione. Che dire? Dopo tanto disinteresse del ministro, ci si aspettava un gesto di attenzione e di valorizzazione per il settore AFAM e non un pugno di norme micragnose e avvilenti per la dignità dei professionisti nell'educazione e nella formazione alle discipline artistiche e musicali.
Dopo i dolori dell'articolo 4, la legge di stabilità concede alcune misure apprezzabili, rappresentate dal rifinanziamento (art. 5), ma solo per l'anno 2012:
1. dell'edilizia scolastica (comma 3), con uno stanziamento di 100 milioni del quale però non si indica la destinazione agli enti territoriali proprietari degli istituti scolastici: probabilmente siamo di fronte all'ennesimo annuncio di risorse destinate a non essere spese perché non attribuite ai soggetti cui compete la programmazione degli interventi di edilizia scolastica. Un film già visto, peraltro brutto;
2. di 150 milioni del fondo da trasferire alle Regioni per la concessione di prestiti d'onore e borse di studio agli studenti universitari (comma 25). Vale la pena ricordare che non si tratta di risorse aggiuntive, se non in piccolissima parte: questo fondo, infatti, ha una consistenza di 112,3 milioni per l'anno corrente, che nel Bilancio di previsione per il 2012 precipita a soli 24,9 milioni! Una cifra infima, offensiva per le necessità del diritto allo studio. In questa cruda contabilità, i 150 milioni della legge di stabilità sono certamente una boccata d'ossigeno, ma rappresentano un incremento del fondo di 37,7 milioni rispetto all'anno corrente. Tuttavia, la concessione di risorse da parte dello Stato con una tempistica che potremmo definire "sul filo del rasoio" (cioè con l'approvazione della legge di stabilità per l'anno successivo invece che attraverso la necessaria triennalità) impedisce di fatto alle regioni di predisporre una adeguata programmazione nelle proprie politiche di diritto allo studio: è del tutto evidente che tale stato di incertezza va a detrimento, in particolate, delle scelte degli studenti che sono in condizioni sociali di maggiore debolezza;
3. di 400 milioni del fondo di finanziamento ordinario per l'Università (comma 13): anche in questo caso, però, assistiamo al giochetto illusionistico utilizzato per il fondo per l'erogazione delle borse di studio. Il Bilancio di previsione 2012, infatti, prevede una riduzione di 251,5 milioni del FFO rispetto al 2011, pertanto l'incremento reale per il prossimo anno è di 143,6 milioni. Peraltro, se si considera che nel 2011 il Fondo era stato taglieggiato di 276 milioni e di ben 652 milioni nel 2010, si comprende che il piccolo incremento di stanziamenti per il prossimo anno rappresenta un "cerottino" inadeguato a tamponare ferite profonde e copiosamente sanguinanti (in termini percentuali lo stanziamento del FFO del 2011 è stato -3,3% rispetto al 2010 e -7,4% rispetto al 2009);
4. delle scuole non statali (comma 14), con lo stanziamento di 242 milioni che integrano i 278,9 del disegno di previsione del Bilancio;
5. degli interventi di sostegno alle università non statali legalmente riconosciute (comma 15), autorizzando la spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2012.
Con preoccupazione va invece segnalato che non risulta rifinanziata, rispetto al livello minimo che aveva raggiunto nel 2011, la voce riguardante le borse di studio per la scuola dell'obbligo, attivate con la legge 62/2000. Si tratta di risorse messe a disposizione di tutto il sistema scolastico da erogarsi con riferimento al reddito dei beneficiari. Nel 2008 lo stanziamento era stato di 119,7 milioni, nel 2011 è stato di 31,1, cifra su cui si assesta il fondo anche per il prossimo anno.
Ma c'è un altro elemento di forte preoccupazione alimentata da una novità introdotta dalla legge di stabilità: la cancellazione del fondo per la gratuità parziale dei libri di testo scolastici (fino al 2010 sono stati garantiti 103 milioni di euro, che il ministero degli Interni trasferiva alle regioni). La politica del governo per smantellare il diritto allo studio non conosce sosta, mentre la denuncia di questi furti di diritti è isolata e inascoltata.
Come dicevamo in apertura, il totale della spesa di competenza del MIUR per il prossimo anno subisce una riduzione di 1.067.778.102 di euro. Prende corpo, in sostanza, quel piano di tagli previsto nel Documento di Economia e Finanza e che la Gelmini, nel salotto di Floris e incalzata da Letta, negava senza convinzione (dando a tutti la netta impressione di ignorarne l'esistenza). La marcia verso il 3,7% del PIL assegnato alla spesa per istruzione primaria e universitaria da raggiungere entro il 2015 (mentre nel 2010 era il 4,2%) prosegue, purtroppo, senza inciampi.
17 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE , CONTRO LA CRISI E LA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA
lunedì 7 novembre 2011
A pag. 3 della letteraccia del presidente del consiglio dei ministri alla UE sulla scuola si cita l’INVALSI come strumento per valutare e finanziare le scuole ed i docenti, peggio del concorsaccio di Berlinguer:
“l'accountability (responsabilità) delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento”.
Questo ribadisce quanto affermato dalla Gelmini nell’intervista del 9 ottobre a Repubblica: “Credo che i buoni docenti debbano essere pagati meglio di coloro che hanno solo scelto un impiego pubblico. Non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi”.
BOICOTTIAMO I QUIZ INVALSI NEI COLLEGI DOCENTI, VERI E PROPRI CAVALLI DI TROIA PER INTRODURRE DIFFERENZE DI STIPENDIO TRA I DOCENTI.
IL 17 NOVEMBRE SCIOPERIAMO CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA, CONTRO LA CRISI
CONTRO IL BLOCCO DEI CONTRATTI E DEGLI SCATTI DI ANZIANITÀ FINO AL 2014, CHE STANNO IMPONENDO A DOCENTI ED ATA CONDIZIONI DI SOTTOSALARIO INTOLLERABILI E LA PERDITA DI DECINE DI MIGLIAIA DI EURO NELL’ARCO DELL’INTERA CARRIERA;
CONTRO L’ESPULSIONE IN MASSA DEI PRECARI IN QUESTA SCUOLA-MISERIA ORAMAI INCAPACE DI RISPONDERE ALLE RICHIESTE DI ISTRUZIONE DI QUALITÀ PER TUTTI/E;
PROF PRECARI E ANZIANITA’, MINISTERO CONDANNATO
venerdì 4 novembre 2011
Giovedi 3 Novembre 2011-Il Mattino
Il Miur dovrà pagare 15 mila euro e riconoscere gli avanzamenti di carriera
-Scuola, il ministero dell’Istruzione condannato a risarcire due insegnanti salernitani e a riconoscere i rispettivi scatti di carriera nonostante la loro condizione di precarietà. Nei prossimi giorni il Miur liquiderà una somma risarcitoria pari a 15mila euro: una “pesante vittoria” a detta dei centinaia di docenti precari del Salernitano che si vedono riconosciuto il loro diritto all’avanzamento di carriera. A esultare per ora solo due insegnanti con alle spalle una lunga carriera di precariato.
A dare loro ragione è il giudice del Lavoro di Salerno, con sentenza numero 3651, che riconosce di fatto anche ai docenti precari il diritto agli aumenti di stipendio. Una sentenza che allo stato attuale potrebbe aprire un varco molti altri insegnanti precari che reclamano un risarcimento per la mancata attribuzione dei passaggi di carriera. << Il giudice riconosce un principio importantissimo- sottolinea l’avvocato Angelo Maurilio Tuozzo legale dei Cobas, che ha curato i due ricorsi – cioè che i lavoratori senza cattedra della scuola hanno gli stessi diritti dei lavoratori di ruolo: se ci sono degli scatti di anzianità che vengono pagati ai lavoratori di ruolo, dovranno essere pagati anche ai lavoratori a termine>>.
Visti i risultati, non è escluso che possano andare a sentenza altre decine di ricorsi pendenti ancora dinanzi al giudice del Lavoro. Giuseppe Tuozzo è uno dei due ad aver ottenuto l’importante successo in tribunale. E’ << felice>> per il diritto all’anzianità di carriera riconosciuto dalla magistratura. << Tanti anni di sacrifici e di lotte finalmente ripagati>>, commenta soddisfatto Tuozzo. << Il mio caso potrebbe essere un apripista per molti altri colleghi insegnanti non di ruolo sparsi per il Paese>>, dichiara il prof, precario storico della scuola salernitana, da oltre quindici anni costretto a sobbarcarsi supplenze e spezzoni di ore anche fuori provincia. Ha vinto la causa contro il Miur che gli riconosce il diritto ad accedere agli scatti di anzianità al pari dei colleghi di ruolo assunti a tempo indeterminato. << Una conquista importante >>, riconosce il prof precario che sarà risarcito di oltre cinquemila euro dal Miur. Una somma molto più pesante sarà liquidata invece a favore di un’altra insegnante di Sala Consilina che, come Giuseppe, ha avuto ragione in tribunale a discapito del ministero. Ora bisogna vedere cosa accadrà e se il Miur si opporrà a questa decisione.
Gianluca Sollazzo
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