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una pioggia di 416 reclami/istanze di rimborso

martedì 12 giugno 2012 · Posted in , , , ,


Campagna di Obbedienza Civile, 
applicare i referendum sull’acqua, rispettare la volontà popolare
una pioggia di 416 reclami/istanze di rimborso

Stamattina 12 giugno alle 10, ad un anno esatto dal referendum contro la privatizzazione dell’Acqua, il Comitato provinciale di Terni per l’acqua bene comune, ha consegnato, presso la sede di via 1° maggio 65,  all’Amministratore Delegato Graziano Bernardi e al Direttore Generale Paolo Rueca del SII, servizio idrico integrato, 320 richieste da Terni e Narni di rimborso della quota del 7% delle bollette dell’acqua per la mancata eliminazione dalle bollette dell’acqua della “remunerazione del capitale” in attuazione del referendum sulle tariffe idriche. Inoltre da Orvieto sono state spedite altre 96 richieste di rimborso per un totale, in questa prima fase, di 416 famiglie che, nella sola provincia di Terni, chiedono l’applicazione dei risultati referendari ed il conseguente storno, del 7% delle bollette pagate dopo il luglio 2011.
Durante la consegna c’è stato un lungo confronto tra il comitato referendario e l’A.D. del SII, cui sono stati esposti i motivi del comitato referendario e delle centinaia di cittadini ricorrenti e la lotta perché l’acqua sia un bene comune e non una merce per fare profitti. All’incontro erano presenti Carla Chicchiero e Franco Coppoli del comitato ternano e Valter Tracchegiani di Narni.

 Il secondo quesito del referendum, al quale hanno partecipato quasi 27 milioni di cittadini, dei quali oltre il 95% ha votato Sì, ha abrogato dalla tariffa idrica la “Remunerazione del capitale investito”,  nonostante ciò SII non si è adeguata e i ternani  hanno continuato a pagare sino al dicembre 2011 una BOLLETTA dell’ACQUA che comprendeva quella voce, corrispondente al 7%, il cui costo è stato “spostato”, da gennaio ’12, nella bolletta, aumentata del 6,22%. Ciò non è legale ed i cittadini, obbedendo alla legge ed aderendo alla campagna di obbedienza civile, hanno sporto reclamo e chiesto il rimborso di quanto non dovuto.



Si è determinato un grande interesse per la campagna, una grande sorpresa e rabbia, nel momento che le persone accedono all’informazione della mancata attuazione dell’esito referendario.
Per questo motivo invitiamo tutti i cittadini ad aderire alla campagna di obbedienza civile che continua ed a chiedere il rimborso delle bollette per l’importo corrispondente alla “remunerazione del capitale” pari al 7% l’anno 2011.
Il modulo si scarica dal sito http://referendumacquaterni.blogspot.it/
infotel Terni 347 3044857, Narni 3356437407, Orvieto 3285430394
Consegna Moduli dal lun al ven dalle 15 alle 20 c/o Blob via Carrara 2, Terni
Lun 17-20 Cobas, via del Lanificio 19, Terni

Nessuna (con)FUSIONE, difendere il posto di lavoro!

giovedì 7 giugno 2012 · Posted in , , ,


In questi giorni a Terni si fanno sempre più allarmanti le preoccupazioni dei sindacati per quanto riguarda la decisione che la Commissione Antitrust della Commissione Europea dovrà prendere in merito alla fusione tra Inoxum e la finlandese Outokumpu, in vista dell'incontro - previsto lunedì prossimo - con l'amministratore delegato di TK-Ast M. Pucci, condannato in primo grado a 13 anni e 6 mesi nel processo per la strage di Torino del dicembre 2007 in cui hanno perso la vita 7 nostri compagni di lavoro.

Appare ormai palese la volontà da parte del colosso tedesco dell'acciaio di delocalizzare al più presto la produzione, dopo l'incidente di Torino, che ha fortemente compromesso l'immagine dell'azienda nel nostro Paese. Un piano avviato sin dal 2005 che prevedeva: la chiusura del sito torinese, la cui produzione di inox andava a vantaggio (momentaneo, visti i risultati) del sito ternano, poi rimandato per l'incendio di Krefeld (che distrusse completamente 2 linee produttive senza che vi fosse alcun ferito), che dirottò inaspettatamente a Torino la produzione momentaneamente persa in attesa della ricostruzione degli impianti.
Come lavoratori non possiamo che prendere le difese dei lavoratori ternani e di tutto quel tessuto produttivo strettamente legato, a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza in questo delicato momento, nonostante l'azienda abbia sempre lavorato per tenere ben separati i due stabilimenti, ennesima dimostrazione di quanto i padroni, per quanto vogliano apparire rassicuranti, partecipi alle sorti della città e dei lavoratori, dietro le quinte lavorano per perseguire il loro vero obiettivo, il profitto.
Ci rivolgiamo quindi a tutti i lavoratori ternani e dell'indotto, rsu e ai sindacalisti più combattivi, ai singoli cittadini, affinché spingano i vertici sindacali a prendere posizioni forti e battagliare contro qualsiasi misura che leda gli interessi dei lavoratori. Cosa che peraltro i lavoratori dell'acciaieria di Terni hanno già fatto con grande forza e determinazione in passato, a difesa del posto di lavoro. E' necessario vigilare sulle scelte del gruppo e agire con risolutezza, senza farsi prendere in giro dai "pompieri di turno" (imparare dagli errori altrui: a Torino i sindacalisti che inducevano alla calma e alla ragione contro le misure più "energiche" prospettate dai lavoratori, erano quelli con il posto di lavoro già in caldo assicurato dalla TK) e, quando necessario, adottare misure che sono "illegali" (del resto Governo e Istituzioni non esitano a rompere la legalità quando devono difendere i loro interessi di cricca), ma del tutto legittime, come l'occupazione dello stabilimento.
La fabbrica appartiene ai lavoratori ternani che all'interno di esso hanno speso, in oltre un secolo di attività, lacrime, sudore e sangue!
Del resto i nomi Thyssen e Krupp non sono nuovi ad atrocità perpetrate nei confronti dei lavoratori: la costruzione dei cannoni (Alfred Krupp) che hanno fatto scempio di milioni di lavoratori nelle due guerre mondiali, il decisivo finanziamento all'ascesa del nazismo (Fritz Thyssen) in chiave antioperaia, sostenuti da altri lungimiranti "magnati" dell'industria tedesca (Bosch, Siemens, Bayer. Per letture più ampie ed argomentate rimandiamo alla lettura de L'(ir)resistibile ascesa di Hitler di K. Gossweiler, Zambon editore e infine la strage di Torino del 2007, senza dimenticare i 3 lavoratori morti a Terni dal 2008 a oggi.
Contro l'arroganza dei padroni contrapporre solidarietà e organizzazione di classe, contro la sfiducia che questo sistema sostiene e promuove in ogni forma e ad ogni livello opporre fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità, nella mobilitazione e nel coordinamento tra gli organismi che già oggi si battono contro la deriva in cui ci trascina il capitalismo in declino e per questo sempre più brutale, per la costruzione di una società realmente democratica, ossia che metta al centro gli interessi dei lavoratori e delle loro famiglie (la maggior parte della popolazione).
La difesa, con ogni mezzo, del posto di lavoro, utile e dignitoso per tutti: la sola soluzione possibile (e necessaria) per uscire dalla crisi.
Solidarietà agli operai di Terni e alle loro famiglie!
La strage di Torino insegni: agire prima che sia troppo tardi!
Comunicato Stampa Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino, 06/06/2012

I PERMESSI PERSONALI SONO UN DIRITTO: quattro sentenze contro l'autoritarismo dei presidi

lunedì 21 novembre 2011 · Posted in , , , ,

I Cobas della scuola hanno ottenuto un importante riconoscimento del diritto dei lavoratori ai permessi per motivi personali con la sentenza 299/11 del 10.05.11 del Tribunale di Terni che ha condannato il MIUR ed il dirigente scolastico pro tempore, G.M. dell'IIS Casagrande di Terni, al pagamento delle spese e ha dichiarato illegittimo l'atto con cui non aveva riconosciuto i motivi personali ad un docente che si era recato a Torino alla manifestazione sindacale per l'eccidio della Thyssenkrupp

La sentenza riconosce la legittimità delle motivazioni personali per partecipare ad iniziative sindacali, culturali e per attività di assistenza, affermando che:
  "Il riferimento ai motivi personali è di tale ampiezza da indurre a ritenere giustificata la richiesta di permesso ogniqualvolta la richiesta sia finalizzata a perseguire interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico. E poichè è pacifico che nel caso in questione la giornata di permesso è stata usata dal **** per partecipare a Torino ad una manifestazione sindacale organizzata per commemorare un grave evento luttuoso avvenuto un anno prima in uno stabilimento industriale della città, non c'è dubbio che l'istanza sia stata finalizzata a perseguire interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico, interessi di rango addirittura costituzionale, atteso che la libertà di riunione è espressamente tutelata dall'art. 17 della Costituzione..";
"..l' istituto del permesso per motivi personali può essere utilizzato in qualsiasi caso in cui il dipendente non possa usufruire di permessi ad altro titolo, purché l' interesse perseguito sia meritevole di tutela secondo ordinamento giuridico. Ad esempio il dipendente che intenda partecipare al funerale di un congiunto e non abbia diritto ad usufruire di un giorno di permesso per lutto ai sensi dell'art. 15 I CO del CCNL per difetto del vincolo di parentela con il deceduto a tal fine richiesto dalla norma, ben potrà chiedere di usufruire di 1 giorno di permesso per motivi personali ed altrettanto potrà fare il dipendente che intenda partecipare ad un convegno e non abbia titolo per usufruire di 1 giorno di permesso per motivi di studio, essendo tale permessi previsti unicamente per partecipare a concorsi o esami...". 
Il diritto ai permessi per motivi personali dei docenti e degli ATA è spesso limitato dalla boria dei dirigenti che cercano  di imporre sostituzioni gratuite da parte dei colleghi.
Ricordiamo che i permessi  per motivi personali (ed anche le ferie) sono regolati
dall'art. 15 comma 2 del CCNL "il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell'anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari 

documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all'art. 13 comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma".
Una ulteriore vittoria contro l'arroganza di quei dirigenti che cercano di limitare i nostri diritti.... 




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