
UDS. Studenti attaccano su facebook la pagina più grande delle Luci d’Artista, evento sostenuto dal lavoro gratuito dell’alternanza scuola-lavoro


Manuel studente del liceo scientifico Imbriani pensava di avere l’opportunità di affacciarsi al mondo del lavoro, di cominciare ad imparare qualcosa da chi ha esperienza e invece si è ritrovato da solo a fare volantinaggio per la Deltaclon di Pomigliano. Giuseppe studia all’alberghiero di Salerno, per due settimane quest’estate ha viaggiato fino a Portici per lavorare in una pizzeria. Tutto a sue spese, non gli è stato rimborsato un euro. Ha servito ai tavoli, lavato i piatti e spazzato a terra per oltre il doppio delle ore previste: invece di sette al giorno, sono diventate quattordici e non dalle 8 alle 15, ma fino a mezzanotte. Raffaele sognava di mettere un po’ in pratica quello che impara sui libri dell’Istituto agrario Galilei-Vetrone di Benevento e invece nell’azienda agricola a cui è stato assegnato ha solo raccolto olive. Nomi di fantasia – per privacy, ma anche per tutelarsi perché alcuni studenti hanno ricevuto ritorsioni – per storie maledettamente vere legate al progetto alternanza scuola-lavoro inserito nella riforma la Buona Scuola, voluta dal Governo Renzi e approvata due anni fa.
Da un anno la giornata del 3 ottobre è intitolata alla memoria delle vittime dell'immigrazione.
La scelta della data ricorda un tragico episodio accaduto nel 2013: l'inabissamento a meno di un miglio da Lampedusa di un peschereccio che trasportava migranti in gran parte eritrei, causando 368 morti. Pochi giorni dopo, l'11 ottobre, un nuovo naufragio provocò altre 160 vittime, questa volta prevalentemente siriane. Questi episodi erano però solamente la punta di un iceberg, un processo che sta, da almeno venticinque anni, accompagnando l'Europa.
Dal 1988 al 2016 sono almeno 27mila le persone che sono morte tentando di attraversare il Mediterraneo e di entrare nella “fortezza Europa”.
L'episodio del 2013 inoltre ci ricorda il passato coloniale italiano, anch'esso spesso volutamente dimenticato o minimizzato: l'Eritrea era la colonia cosiddetta primogenita, il 3 ottobre 1936 fu il giorno in cui il fascismo diede il via all'invasione dell'Etiopia proprio dalla Colonia Eritrea.
Questo groviglio di passato dimenticato e di presente ignorato caratterizza la cultura dell'italiano medio del nuovo millennio, impregnata di razzismo e xenofobia, rivolta proprio contro quelle vittime di ieri e di oggi. Una cultura che si accontenta di vedere scomparire dai propri occhi e dai propri tg i morti in mare, ora reclusi o torturati nei campi libici per effetto dei recenti accordi oppure limitati nei diritti dal decreto Minniti. Una cultura profondamente radicata nello ius sanguinis, che non riesce a pensare ad una legge di cittadinanza che assicuri pari diritti a tutti coloro che vivono con noi.
Questa cultura va battuta, a partire dalla scuola.
Per questo pensiamo che il 3 ottobre debba essere un giorno importante. Come insegnanti riteniamo che si possa partire da questi episodi del presente per aprire nelle classi nuovi percorsi: la comprensione della natura dei fenomeni migratori, la conoscenza delle guerre e delle differenze di ricchezza e di risorse che ne sono alle origini. Che il 3 ottobre sia un'occasione per modificare i curricoli, per spostare l'attenzione delle studentesse e degli studenti sul nostro passato coloniale e sul grande archivio del pregiudizio razziale che ci portiamo dietro come pesante eredità.
Che sia occasione per riflettere sulle norme di cittadinanza, partecipando alla campagna che tra le varie iniziative vede anche l'appello lanciato dal maestro Franco Lorenzoni e dallo scrittore Eraldo Affinati per ottenere una legge sullo ius soli e ius culturae, prescindendo dalle restrizioni e dai limiti della legge attualmente in discussione.
Il nostro invito è rivolto a noi stessi, alle colleghe e ai colleghi insegnanti, per farci modificare da questa data. Possiamo cogliere l'occasione del 3 ottobre per iniziare a modificare la prospettiva con cui stiamo in classe a partire dai grandi fenomeni migratori che attraversano la nostra epoca.
Come scrive Gabriele Del Grande nella pagina web in cui tiene meticolosamente il conto dei morti del Mediterraneo: “...alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere”.
COBAS SCUOLA BOLOGNA
Il Giudice del Tribunale di Terni Manuela Olivieri ha condannato la COOP CENTRO ITALIA per comportamento antisindacale e ha ordinato alla stessa COOP di autorizzare l’assemblea della RSU COBAS e
di consegnare al sindacato di base le chiavi della bacheca aziendale.
I COBAS, insieme all’USB (Unione sindacale di Base) e alla CIB- Unicobas, hanno convocato lo sciopero generale nazionale di tutte le categorie e comparti pubblici e privati per l’intera giornata del 10 novembre 2017.
Se non riuscite a far deliberare nei collegi docenti PTOF che tutelano la libertà di insegnamento potete avvalervi dell'opzione di minoranza ai sensi del comma 2 articolo 3 Dpr n. 275 e del comma 14 della legge 107/15.
Non si sarà così vincolati alle decisioni del PTOF e ai conseguenti obblighi di lavoro: corsi di aggiornamento, prove parallele, didattica standardizzata o per competenze…
Tali mozioni vanno presentate (non votate) al collegio docenti ed al protocollo della scuola.
scaricate
una MOZIONE CONTRO LE PROVE PER CLASSI PARALLELE
un' altra MOZIONE CONTRO LE PROVE PER CLASSI PARALLELE
la MOZIONE CONTRO L'OBBLIGO FORMATIVO E PER L'AUTOFORMAZIONE
BASTA CON I RICATTI DISCIPLINARI DA PARTE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI CHE INTIMIDISCONO DOCENTI ED ATA CON SOSPENSIONI CHE NON HANNO ALCUNA LEGITTIMITA'.
A TERNI IMPORTANTE SENTENZA (scarica qui) CHE SPUNTA L'ARMA DISCIPLINARE AI PRESIDI SCERIFFO E/O PODESTA'.
AL PRESIDE COMPETE LA SOLA CENSURA E NON LA SOSPENSIONE DA SERVIZIO E STIPENDIO
scaricate le 6 sentenze contro l'autoritarismo dei presidi che tentano di impedire di fruire un diritto sancito dall'art. 15 comma 2 del CNL
Lagonegro 309/12,
Terni 159/13
Non esiste alcuna norma contenuta in fonte primaria e/o secondaria del diritto, di natura legislativa e/o regolamentare, che preveda espressamente l’obbligo di presenza dei docenti e l’obbligo di vigilanza dei medesimi durante le assemblee studentesche. leggete qui
Docenti ed ATA nel caso di ordini palesemente illegittimi da parte dei dirigenti scolastici o dei DSGA, ad esempio in contrasto con le delibere degli Organi Collegiali, con le norme contrattuali, coi regolamenti, per opporvi è necessario protocollare una rimostranza scritta scarica qui
L'INSEGNAMENTO della RELIGIONE CATTOLICA NON DA DIRITTO AI CREDITI SCOLASTICI
sentenza del TAR n. 7076/09cobas.terni@pec.it
cobastr@yahoo.it
328 6536553
348 5635443
328 7148835
SEDE PROVINCIALE:
(davanti ex casa combattente)
apertura:
MARTEDI' 17:00/20:00
MERCOLEDI' 17:00/20:00 su appuntamento
GIOVEDI' 17:00/20:00 su appuntamento
MODULO ISCRIZIONE COBAS LAVORO PRIVATO
MODULO REVOCA ISCRIZIONE SINDACALE
per vertenze e consulenze gratuite non bisogna essere iscritti, meglio telefonare per concordare appuntamenti
i cobas sono composti da lavoratori, lavoratrici, precari e disoccupati che si autorganizzano e lottano nei posti di lavoro e nel territorio, non accettano né deleghe, né distacchi, né il sindacalismo di mestiere che è lontano dai reali interessi dei lavoratori e impone la linea dell'apparato concertata tra i sindacati di stato, i governi, i padroni e i dirigenti
Il Giudice del Tribunale di Terni Manuela Olivieri ha condannato la COOP CENTRO ITALIA per comportamento antisindacale e ha ordinato alla...