Visualizzazione post con etichetta formazione coatta. Mostra tutti i post

Il decreto istruzione sveste la scuola

mercoledì 16 ottobre 2013 · Posted in , ,

Quando si parla del noto decreto scuola che attualmente è in fase di conversione in legge e dove probabilmente emergeranno alcune modifiche rispetto al testo originario, che ora commento, emerge una grande soddisfazione perché, così è stato da più voci detto, che finalmente si investe nella scuola ecc ecc.
Il punto è come si investe nella scuola.
Andando a leggere la relazione tecnica più che investimenti sostanziali nella scuola leggo sottrazione di risorse, come previste nel FIS, quindi di risorse già predestinate alla scuola, ed imposizione di nuovi obblighi per il personale scolastico a costo zero per lo Stato.
Alcuni esempi
In tema di programma di educazione alimentare si evince che verranno attivati nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Però le istituzioni scolastiche sceglieranno nella propria autonomia se partecipare a detti programmi e con che modalità. Dunque la scelta sarà rimessa alla discrezionalità delle scuole. E da cosa dipenderà questa scelta? Dalla dotazione del FIS ( fondo d'istituto= nella scuola considerata poiché “l’eventuale impegno aggiuntivo del personale docente verrà remunerato nell'ambito del Fondo delle istituzioni scolastiche. La norma non comporta quindi nuovi o maggiori oneri per le finanze pubbliche”.


Geografia
Una sorta di elemosina, presentata come una enorme novità.
Nella relazione tecnica si legge che considerato che le classi prime e seconde della scuola secondaria di secondo grado – tecnici e professionali – sono 26.530, che la quota parte ove non è già previsto l'insegnamento di geografia è di 10.300 classi, che l'incremento di un’ora è previsto solo in una tra le classi prima o seconda e quindi in complessive 5.150 classi, che il numero di ore aggiuntive è pari quindi a 5.150, che il numero di posti in più è pari a 5.150/18 = 287, che lo stipendio annuo lordo Stato di un docente di scuola secondaria di secondo grado supplente annuale è pari ad euro 34.400,46 lordo Stato, la norma comporta un maggiore onere per stipendi pari ad euro 287 x 34.400,46 = 9,9 milioni a decorrere dall’a.s. 2014/2015.


Progetti didattici nei musei e nei siti di interesse archeologico.

La norma prevede che le università, le accademie di belle arti e le scuole possano beneficiare di assegnazioni per complessivi euro 3 milioni nell’e.f. 2014 per la realizzazione di progetti didattici nei musei o nei siti di interesse archeologico. Detta somma integrerà gli stanziamenti per il funzionamento delle istituzioni interessate. Il personale scolastico ed AFAM coinvolto nei progetti verrà remunerato, ove l’impegno non rientri nella didattica ordinaria o nelle attività funzionali all’insegnamento, esclusivamente a valere sui fondi per la contrattazione integrativa di sede, nel rispetto delle relative procedure. Per i docenti universitari l’eventuale remunerazione del maggior impegno è a carico delle università, nell’ambito delle risorse ordinariamente disponibili incluse le assegnazioni per i progetti in questione.
Dunque o il tutto rientra nell'attività funzionale oppure nell'attività aggiuntiva, nel primo caso si tratta di attività già inclusa nella retribuzione base del personale docente nel secondo caso di una somma da finanziare con il FIS. E' importante sottolineare che per la realizzazione di questi progetti ed il contestuale concorso sono ammissibili eventuali cofinanziamenti da parte di fondazioni di origine bancaria o di altri enti pubblici o privati.



Apertura sperimentale pomeridiana della scuola

Il maggiore impegno richiesto al personale per l'apertura pomeridiana – flessibilità oraria, attività aggiuntive di insegnamento e funzionali all'insegnamento, prestazioni aggiuntive del personale ATA – è invece remunerato nell'ambito del Fondo dell'istituzione scolastica, a norma dell'articolo 88 del CCNL 29/11/2007 del comparto Scuola laddove non rientri nell’ambito dell’orario contrattuale d’obbligo (ad esempio nei periodi di sospensione delle lezioni) o delle attività funzionali all’insegnamento non aggiuntive. A titolo informativo si rappresenta che il FIS è pari, successivamente alle riduzioni apportate con CCNL 13/3/2013, ad euro 762,47 milioni lordo Stato e che le ore aggiuntive di insegnamento sono remunerate (cfr. tab. 5 allegata al CCNL 29/11/2007) in misura pari ad euro 46,45 euro l’ora lordo Stato. Sarà la contrattazione di sede a decidere quale porzione del FIS destinare alle attività in parola.

Anche in questo caso si attinge dal FIS.

Percorsi di orientamento

Le attività' inerenti ai percorsi di orientamento previste per gli studenti iscritti alle scuole secondarie di secondo grado sono ricomprese tra le attivita' funzionali all'insegnamento non aggiuntive e riguardano l'intero corpo docente. Ove siano necessarie attivita' ulteriori, che eccedano l'orario d'obbligo, queste possono essere remunerate con il Fondo delle istituzioni scolastiche nel rispetto della disciplina in materia di contrattazione collettiva. La norma prevede che le attività di orientamento proprie delle istituzioni scolastiche rientrino tra quelle funzionali all'insegnamento, non aggiuntive e quindi ricomprese tra gli obblighi del personale docente.

Anche in questo caso o si tratta di attività obbligatoria quindi già inclusa nella retribuzione stipendiale  di base ferma al 2006, oppure aggiuntiva, se si eccede l'orario d'obbligo, ma retribuita con il FIS.
E' il caso di specificare che si registra per l'ennesima volta l'intrusione della Legge in materia riservata alla contrattazione collettiva poiché si impongono nuove mansioni, attività lavorative ai docenti non per via contrattuale ma per via legislativa ed a costo zero per lo Stato.

Stesso discorso per i corsi di formazione obbligatori.

Al fine di migliorare il rendimento della didattica, particolarmente nelle zone in cui i risultati dei test di valutazione sono meno soddisfacenti ed e' maggiore il rischio socio-educativo, e potenziare le capacita' organizzative del personale scolastico, per l'anno 2014 e' autorizzata la spesa di euro 10 milioni, oltre alle risorse previste nell'ambito di finanziamenti di programmi europei e internazionali, per attivita' di formazione obbligatoria del personale scolastico con particolare riferimento. I 10 milioni di euro serviranno  per retribuire i docenti che parteciperanno a corsi di formazione obbligatori, ( su ciò rimando a quanto scritto per quanto concerne gli esiti delle prove Invalsi) o per finanziare i formatori?
A tal proposito è il caso di specificare che questi corsi possono svolgersi anche attraverso convenzioni con le universita' statali e non statali, da individuare nel rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza.


Compensi per i membri delle commissioni degli esami conclusivi dei corsi di studio della scuola secondaria di secondo grado.

La normativa esistente prevede che a coloro che impiegano un tempo superiore a 100 minuti per raggiungere la sede di esame spetti un compenso di euro 2.270,00 lordo Stato, mentre a coloro che impiegano tra 61 e 100 minuti per raggiungere la sede spetta un compenso di euro 908,00 lordo Stato.
Con riguardo ai commissari esterni, si sottolinea nel testo del decreto scuola che questi sono scelti in funzione delle classi di concorso corrispondenti alla materia tipica della seconda prova scritta. Poiché la stessa è solitamente riferita ad una tra le materie maggiormente caratterizzanti dell'ordine di scuola (es. matematica al liceo scientifico, latino o greco al liceo classico, ragioneria al commerciale, ecc...), la scelta del commissario esterno avviene nella maggioranza dei casi nell'ambito di classi di concorso molto numerose, per cui anche in questo caso è spesso possibile limitare detta scelta nell'ambito di un territorio distante dalla scuola sede di esame non oltre i 100 minuti.
Ed allora almeno 6.000 commissari, in attuazione della norma proposta, ricadranno a decorrere dal prossimo anno scolastico 2013/2014 nella fascia individuata da tempi di percorrenza compresi tra 61 e 100 minuti. Si verificherà quindi un risparmio di spesa par a 8,1 milioni poiché le nomine dei presidenti e dei commissari esterni verranno effettuate avuto riguardo, con esclusione dei presidenti e dei commissari provenienti da istituti scolastici appartenenti allo stesso distretto, nell'ordine, all'ambito comunale e provinciale.

Certo si investe nell'edilizia scolastica ma è anche vero che si prevede detraibilità dall’imposta lorda d’un importo pari al 19 per cento degli oneri sostenuti dai contribuenti per liberalità a favore delle istituzioni AFAM e delle università, purché finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia, all’ampliamento dell’offerta formativa.
Dunque i privati contribuiranno de facto al sistema scuola.
Certo si prevedono risorse per le borse di studio e qualcosa per il diritto allo studio , si interviene nella calda materia dei docenti idonei ad altri compiti e tante altre situazioni, si prevedono delle assunzioni di precari, ma i numeri previsti, rispetto al precariato vigente, sono irrisori e poi non dimentichiamoci che la Commissione europea ha rilevato che la legislazione italiana, per quanto concerne il regime dei contratti a tempo determinato nel settore della scuola, è in palese violazione con il dettato comunitario come normato dalla dalla clausola 5, punto n. 1, della direttiva UE che ha lo scopo di porre un limite all'utilizzo dei contratti a termine.

Insomma se questo è il modo di investire nella scuola che dire?
La scuola si sveste, è nuda e pronta per essere conquistata dal capitale privato. Si impongono nuove mansioni al personale scolastico, si violano le prerogative contrattuali e sindacali in materia, si riduce all'osso il FIS, cosa che da un lato può essere positiva, però si tratta già di soldi predestinati alla scuola e parlare di investimenti quando si attinge dal FIS è un qualcosa che dovrebbe indurre alla riflessione e seriamente.

NO ALLA SCUOLA-QUIZ NON ANDREMO A RIPETIZIONE !!

lunedì 23 settembre 2013 · Posted in , ,

Il decreto Carrozza conferma che i ridicoli quiz Invalsi servono a giudicare docenti e studenti!
Il governo Letta -in sintonia con il decreto Brunetta- invade per decreto materie di contrattazione aggravando i carichi di lavoro senza aumenti retributivi, mentre il salario reale è tagliato con il blocco dei contratti e degli scatti sino a fine 2014: l’art. 16 del decreto legge Carrozza prevede che il personale scolastico, che insegna nelle zone in cui i risultati dei quiz Invalsi e delle rilevazioni Ocse/Pisa risultano inferiori alla media nazionale, sarà costretto a partecipare ad “attività di formazione obbligatoria” e presumibilmente gratuita “al fine di rafforzare le conoscenze e le competenze dell’alunno”.
I quiz sono assolutamente inattendibili come strumenti per misurare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. Essi si basano su conoscenze nozionistiche e tagliano fuori, in quanto “non misurabili oggettivamente”, lo sviluppo di strumenti cognitivi centrali nei processi di crescita culturale. Si può misurare la capacità di sviluppare relazioni causa-effetto, di analizzare i nessi tra i fenomeni, di confrontare tesi diverse sullo stesso argomento, di argomentare le proprie affermazioni, di sviluppare una visione globale dei fenomeni, di contestualizzare, di risolvere casi concreti ecc… tramite risposte “a crocette” a dei quiz, del tutto simili agli indovinelli della Settimana Enigmistica?
In occasione degli scioperi Cobas del maggio scorso il sottosegretario Rossi Doria aveva garantito che i quiz non sarebbero serviti a valutare i docenti e che – a suo parere- dovevano essere tolti dagli esami di Terza media. Il decreto Carrozza lo sconfessa e conferma ciò che i Cobas sostengono fin dall’inizio: i quiz determineranno un distruttivo effetto sulla didattica. I docenti adatteranno (come sta già accadendo) la loro programmazione, le loro scelte didattiche e contenutistiche ai quiz, diventeranno degli addestratori ai quiz (“teaching to test” dicono statunitensi e inglesi che hanno già sperimentato l’effetto catastrofico dei quiz ) oggi per non essere costretti/e alle ripetizioni coatte, domani per aumenti di stipendio e di finanziamenti alla propria scuola o per evitarne la chiusura.
In tale direzione va anche il Sistema nazionale di (S)valutazione varato dal governo Monti, in cui l’autovalutazione delle scuole è solo una foglia di fico per coprire la centralità degli indicatori Invalsi, gli unici che conteranno. Gli invalsiani decideranno anche il protocollo che le scuole dovranno usare per il rapporto di autovalutazione. Le scuole “peggiori” in base ai quiz riceveranno la visita di tre “esperti” che stileranno il “Piano di miglioramento”, obbligatorio.
Contrariamente a ciò che dicono Miur e dirigenti scolastici i quiz Invalsi distruggono la qualità della scuola pubblica. Difendiamo la qualità del nostro lavoro e il ruolo della scuola pubblica nella formazione di cittadini consapevoli e dotati di spirito critico!
Rilanciamo la proposta storica dei Cobas dell’anno sabbatico di formazione, per riflettere collettivamente sulla didattica delle materie, per socializzare le buone pratiche, per migliorare il nostro lavoro in modo collegiale, per aggiornare i contenuti.
NO ALL’ADDESTRAMENTO COATTO AI QUIZ! NO ALLE RIPETIZIONI IMPARTITE DAGLI INVALSIANI! NO AL TEACHING TO QUIZ!
18 OTTOBRE 2013 SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA, PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 10, INFO 3286536553 

Questo non è un paese per insegnanti

Willis-Earl-Beal
Non importa quale sia la vostra esperienza. L’aggiornamento dei docenti trasformato in un obbligo con un decreto che non tiene conto del contratto.
Dicono che non è vero; poi, puntualmente, è vero. Sono anni che l’offensiva sugli Invalsi – di cui una parte del mondo della scuola contesta metodo e merito – va avanti implacabilmente, mentre i ministri di turno tentano di rassicurare che testare gli studenti italiani con gli Invalsi non ha alcun intento punitivo.
A smentire la melina dei suoi predecessori ci ha pensato, però, Carrozza, che nel recente decreto istruzione, all’articolo 16, prevede una sorta di formazione coatta per i docenti che abbiano classi che falliscono i test.Stanziamento previsto: 10 milioni di euro.
La capacità didattica verrebbe dunque misurata attraverso l’abilità maggiore o minore che gli studenti dimostrano di rispondere correttamente ai test. Ecco come vanificare – con un irresponsabile colpo di spugna intriso di inconsapevolezza, ignoranza, autoritarismo – anni di ricerca e di pratiche che si sono basati su modelli formativi che con i test Invalsi non hanno (fortunatamente) nulla a che fare; ecco sposata ed imposta definitivamente una prospettiva non coerente con la nostra prospettiva didattica democratica, meno “meccanizzata”, basata sulla pluralità dei punti di vista e sinergia tra conoscenze, competenze e abilità, e con essi dei saperi analitico-critici complessi.
Ecco piegati epistemologie e pratiche didattiche all’asservimento alla sintassi del pensiero unico di stampo neoliberista, alla possibilità di una risposta sola, che nega definitivamente la complessità del reale. Oltre a riproporre il perenne problema della demagogica tendenza a far “parte uguali tra diversi” – non tenendo conto delle oggettive differenze socio-culturali che caratterizzano la popolazione scolastica italiana; oltre a confermare i sospetti di molti di una valutazione forzosa e censoria, volta – chissà – a screditare ulteriormente la miracolosa compagine dei docenti italiani, che continua responsabilmente a portare avanti la scuola, nonostante il più drastico taglieggiamento di fondi che l’Occidente in crisi economica abbia prodotto; oltre a ribadire l’inconsistenza di un governo che a parole dice “ascolto” e nei fatti autoreferenzialmente emana provvedimenti muscolari, sconfessando dichiarazioni evidentemente di maniera; oltre a tutto questo, il provvedimento sfata i miti della valutazione come strumento di miglioramento e di intervento diretto sul sistema, sostanzialmente affermando: se i ragazzi falliscono gli Invalsi è colpa vostra.
Non importa quali siano le vostre competenze disciplinari e relazionali; non importa quale sia la vostra esperienza.Non importa che, a fronte dei tagli, sono secoli che non esistono piani di formazione e aggiornamento degni di questo nome; né che, sempre per lo stesso motivo, le vostre classi siano intasate di studenti o che, per la revisione delle classi di concorso, voi siate stati sostanzialmente degradati a tappabuchi, a prescindere dalle vostre specifiche qualità professionali. Non importa, ancora, che – nonostante tutto – dalle vostre scuole escano studenti con un livello culturale riconosciuto e rispettato nel mondo. L’asfittica e pervasiva visione test-centrica vince. E determina conseguenze cui è sottesa la stigmatizzazione. Pazienza se non hanno fatto altro che affermare il contrario.
L’aggiornamento dei docenti viene trasformato in un obbligo attraverso un decreto che non tiene conto del contratto di lavoro. Attribuendo di fatto ad un ente non autonomo dal ministero il compito di valutare l’operato degli insegnanti. Ecco la prima conseguenza immediata del regolamento sul , recentemente approvato.
Questo non è un paese per insegnanti.  di Marina Boscaino

Powered by Blogger.