La secessione dei ricchi e il miraggio degli «schei»

17 MAGGIO SCIOPERA CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE DELLA SCUOLA.
MANIFESTAZIONE SOTTO IL PARLAMENTO. PARTENZA ORE 8.15 STAZIONE FS DI TERNI
di Rossella Latempa
INVALSI: adesso è il computer a giudicare gli studenti (anche per i quesiti aperti)
Dal 2018, per effetto di un decreto delegato della Buona Scuola (62/2017), le prove, svolte dagli alunni di terza media al computer nelle scuole, sono corrette automaticamente, a livello centrale. Il computer dell’Invalsi riceve le prove appena svolte, poi corregge, misura e valuta, esprimendo un giudizio di merito in livelli che descrivono le prestazioni cognitive del singolo alunno, giudizio che viene restituito individualmente attraverso la Certificazione delle competenze di fine primo ciclo. Cosa significa in pratica? Per allontanare lo spettro della “copiatura” (cheating) gli alunni non rispondono alle stesse domande e l’equità del punteggio finale è affidata a un complesso modello statistico (i cui limiti e le cui falle sono note). Non solo, ma sulla base di questi punteggi il computer redige un esteso giudizio qualitativo sull’allievo che tocca valutazioni sulla sua capacità di comprendere il testo, cogliendone anche il tono, per esempio ironico o polemico. Che la correzione automatica sia estesa ai “Quesiti aperti a risposta articolata” non può che aumentare le perplessità. Ricordiampo che una analoga certificazione delle competenze è prevista pure per il secondo ciclo, come avevamo segnalato qui. Nel frattempo, Invalsi procede con la sperimentazione della misurazione delle soft skills delle creature piccole. Alla standardizzazione si stanno dunque accompagnando l’automazione e la profilazione. A quali principi educativi, a quale didattica, a quale pedagogia rispondono queste nuove, inaccettabili, misure?Nelle pagine seguenti sono presentati i risultati campionari delle prove INVALSI condotte nella primavera di quest’anno. Mentre è consueta la modalità di presentazione e il periodo in cui questo avviene – il primo giovedì di luglio – quest’anno sono state introdotte e realizzate importanti novità così come previsto dal Decreto Legislativo 62/2017. Si tratta di innovazioni che hanno cambiato notevolmente la prassi delle prove e riguardano 4 aspetti:
- la separazione delle prove dall’esame di Stato della terza secondaria di primo grado, così come richiesto dalle scuole, ma nello stesso tempo con l’obbligo per gli alunni di parteciparvi;
- l’introduzione della prova di Inglese per il grado 5 (quinta primaria) e per il grado 8 (terza secondaria di primo grado);
- la realizzazione delle prove al computer nel grado 8 e nel grado 10, con correzione centralizzata delle prove stesse;
- la restituzione individuale dei risultati delle prove del grado 8 non più con punteggi, ma per livelli descrittivi delle prestazioni cognitive proprie di ciascun livello. La rilevanza di queste innovazioni si articola su diversi piani.
In primo luogo la separazione dei due momenti – quello delle prove INVALSI e quello degli esami finali – consente due risultati “puliti”, nel senso che non sono “mischiati” nel voto finale, così come era accaduto sinora, ma sono registrati in due diverse attestazioni. [ … ]L’introduzione delle prove al computer (meglio note con la sigla CBT, computer based test) comporta inoltre diversi vantaggi.Il primo vantaggio è dato dalla possibilità di realizzare prove diverse ed equivalenti dal punto di vista misuratorio, che impediscono la collaborazione durante l’esecuzione. Un secondo vantaggio è la correzione automatica che si traduce in minor carico di lavoro dei docenti, anche questo più volte richiesto dai docenti. Tanto la diversità delle prove che la correzione automatica contribuiscono a ridurre, sin quasia farlo sparire, il cheating, vale a dire l’adozione di comportamenti opportunistici, degli studenti o degli stessi docenti, e a ottenere una maggiore autenticità dei risultati. È importante sottolineare anche la valenza etica ed educativa di questo importante cambiamento.La restituzione per livelli descrittivi rappresenta probabilmente la novità che avrà maggiori conseguenze sul piano della didattica e sul lavoro dei docenti. Riconoscere quanto “hanno reso” le proposte didattiche messe a punto da ciascun docente, mediante la lettura della collocazione dei propri alunni nei diversi livelli, risulterà un dato particolarmente importante per poter correggere il tiro, se necessario, avendo come riferimento le operazioni cognitive che sono indicate in ciascun livello.Ciò infine consentirà anche un dialogo più diretto tra docenti di discipline diverse che potranno confrontarsi proprio sulle operazioni cognitive che ciascuna disciplina può promuovere e sui diversi punti di contatto che possono rilevarsi.Come si vede, si sta delineando un quadro molto innovativo e rivolto all’effettiva promozione del miglioramento della nostra scuola, a partire dalla funzione eminentemente informativa che la valutazione riveste.” (Anna Maria Ajello, Rapporto Nazionale Prove Invalsi 2018, pp. 3-4)
- Livello 1) L’allievo/a individua singole informazioni date esplicitamente in parti circoscritte di un testo. Mette in relazione informazioni facilmente rintracciabili nel testo e, utilizzando anche conoscenze personali, ricava semplici informazioni non date esplicitamente. Conosce e usa le parole del lessico di base, e riesce a ricostruire il significato di singole parole o espressioni non note ma facilmente comprensibili in base al contesto. Svolge compiti grammaticali che mettono a fuoco un singolo elemento linguistico, e in cui è sufficiente la propria conoscenza naturale e spontanea della lingua. L’esito conseguito dall’allievo/a nella prova non consente il raggiungimento del livello 1.
- Livello 2) L’allievo/a individua informazioni date esplicitamente in punti anche lontani del testo. Ricostruisce significati e riconosce relazioni tra informazioni (ad esempio, di causa-effetto) presenti in una parte estesa di testo. Utilizza elementi testuali (ad esempio, uso del corsivo, aggettivi, condizionale, congiuntivo) per ricostruire l’intenzione comunicativa dell’autore in una parte significativa del testo. Conosce e usa parole ed espressioni comuni, anche astratte e settoriali, purché legate a situazioni abituali. Svolge compiti grammaticali in cui la conoscenza naturale e spontanea della lingua è supportata da elementi di riflessione sugli aspetti fondamentali della lingua stessa.
- Livello 3) L’allievo/a individua una o più informazioni fornite esplicitamente in una porzione ampia di testo, distinguendole da altre non pertinenti. Ricostruisce il significato di una parte o dell’intero testo ricavando informazioni implicite da elementi testuali (ad esempio, punteggiatura o congiunzioni) anche mediante conoscenze ed esperienze personali. Coglie la struttura del testo (ad esempio titoli, capoversi, ripartizioni interne) e la funzione degli elementi che la costituiscono. Conosce e usa parole ed espressioni comuni, anche non legate a situazioni abituali. Conosce e utilizza le forme e le strutture di base della grammatica e la relativa terminologia.
- Livello 4) L’allievo/a riconosce e ricostruisce autonomamente significati complessi, espliciti e impliciti. Riorganizza le informazioni secondo un ordine logico-gerarchico. Comprende il senso dell’intero testo e lo utilizza per completare in modo coerente una sintesi data del testo stesso. Coglie il tono generale del testo (ad esempio, ironico o polemico) o di sue specifiche parti. Padroneggia un lessico ampio e adeguato al contesto. Conosce e utilizza i principali contenuti grammaticali e li applica all’analisi e al confronto di più elementi linguistici (parole, gruppi di parole, frasi).
- Livello 5) L’allievo/a riconosce e ricostruisce autonomamente significati complessi, espliciti e impliciti in diversi tipi di testo. Coglie il senso del testo al di là del suo significato letterale, e ne identifica tono, funzione e scopo, anche elaborando elementi di dettaglio o non immediatamente evidenti. Riconosce diversi modi di argomentare. Mostra una sicura padronanza lessicale e affronta compiti grammaticali che richiedono di analizzare e confrontare strutture linguistiche complesse, tenendo sotto controllo contemporaneamente più ambiti della grammatica (ad esempio, sintassi e morfologia)
Nelle prove Invalsi di Italiano vengono utilizzati quesiti di due tipi: a risposta chiusa, nei quali lo studente deve scegliere la risposta corretta tra più alternative date, e a risposta aperta, nei quali lo studente deve formulare lui stesso la risposta.
AGGIORNAMENTO GRADUATORIE AD ESAURIMENTO PER TRIENNIO 2019/20, 2020/21,2021/22
- possibilità di reinserimento
per i docenti depennati per non aver presentato domanda di aggiornamento
- valutazione
servizio sezioni primavera docenti scuola dell’infanzia e primaria
Invalsi, contrordine scolari!
https://comune-info.net/2019/04/invalsi-contrordine-scolari/?fbclid=IwAR2_pKPKeGbBlherLTlEtb4BF7IvS3CQ6AAU7TtToHIwRJXQwbNw6hPB36UA meno che non avessero una maestra scioperante o obiettrice o genitori contrari, tutti i frequentanti e le frequentanti della scuola italiana che oggi hanno tra 9 anni e 18 anni, quando ne avevano 7, hanno fatto la prova Invalsi sulla velocità di lettura: hanno gareggiato con il cronometro per riconoscere più parole possibili nei 2 minuti prescritti dal protocollo. Eppure tutte le esperienze suggeriscono percorsi di sviluppo e consolidamento delle capacità di lettura basate sul piacere, sulla calma, non certo su un training di tipo sportivo. Ma perché l’Invalsi ha deciso di non fare più eseguire quella prova senza fornire spiegazioni? “Chi glielo deve dire ora a tutti i docenti (e i dirigenti) che in questi anni hanno esaltato le prove Invalsi come esempi didattica razionale – scrive Gianluca Gabrielli -, che non era così? Chi lo deve dare il “contrordine”? Quanto tempo manca al momento in cui quegli stessi scienziati, che ora rimangono furbescamente in silenzio, si accorgeranno che anche le altre prove Invalsi hanno prodotto danni alla scuola italiana più che vantaggi?…”
1Il testo è identico nelle versioni del 2012 e del 2018; Manuale per il somministratore. Prove Invalsi 2018. II e V primaria, , (04/2019).
2Purtroppo negli ultimi anni prendono forza pratiche legate all’educazione alla lettura che sollecitano esplicitamente la rapidità: un esempio per tutti il peraltro bel programma per esercitare la lettura al computer Reading trainer 2 di «Ridinet», «servizio online per il trattamento dei dsa e dei disturbi del linguaggio», usato dai servizi di neuropsichiatria di Bologna, che al termine della lettura mostra contatore di errori e tempo, ma che offre all’operatore la possibilità di nascondere solamente il contatore di errori, «per non demotivare il bambino», mentre non prevede alternative rispetto al grosso cronometro che compare al termine della lettura ed evidenzia il risultato relativo alla velocità; Ridinet, Anastasis Società Cooperativa Sociale, , (04/2019).
3Ovviamente queste riflessioni sono fatte avendo come riferimento il bambino o la bambina nella propria classe con le proprie maestre in una situazione tranquilla: il tutto quindi peggiora ulteriormente in situazione “in vitro” come quella che chiede di organizzare l’Invalsi, con osservatori esterni, in aule diverse, separando i banchi,…
3Ovviamente queste riflessioni sono fatte avendo come riferimento il bambino o la bambina nella propria classe con le proprie maestre in una situazione tranquilla: il tutto quindi peggiora ulteriormente in situazione “in vitro” come quella che chiede di organizzare l’Invalsi, con osservatori esterni, in aule diverse, separando i banchi,…
120mila supplenze per il 2019/20, le classi di concorso più richieste. Via ai concorsi
Mentre i Cinque si sono ritirati, i COBAS confermano lo sciopero generale della scuola per il 17 maggio
Manifestazione nazionale a Roma, a Montecitorio (ore 10)
I sindacati-scuola della Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno accettato il pacchetto di fuffa propinato loro dal presidente del Consiglio Conte ed hanno revocato lo sciopero indetto insieme a noi e ad altri sindacati per il 17 maggio. Particolarmente clamorosa è stata l'accettazione da parte dei Cinque delle promesse sul punto fondamentale dello sciopero, la regionalizzazione. Il governo ha scritto che verrà rispettata la Costituzione - e vorremmo vedere - in quanto "si impegna a salvaguardare l'unità e l'identità del sistema nazionale di istruzione garantendo lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL". Ossia, l'ovvio, mentre le ulteriori aggiunte per "garantire la tutela dell'unitarietà degli ordinamenti statali e dei curriculi...e il sistema di reclutamento", non impegnano seriamente il governo: "unitarietà" non significa "unità" ma al massimo alcune regole comuni generali e poi differenze significative su tutto il resto. Mentre, se si è davvero contro la regionalizzazione, l'unico impegno che conta è quello di far uscire l'istruzione dalla legge sull'"autonomia differenziata". Fuffa totale è anche il punto sulla vicenda contrattuale e salariale. Infatti il governo si limita solo ad un generico impegno "per reperire risorse in occasione della legge di bilancio 2020": promessa ridicola, non suffragata nè da cifre nè da dati credibili, ancor più risibile se si tiene conto che negli ultimi anni docenti ed Ata hanno perso oltre il 20% di salario reale e un investimento che dovesse anche solo riportare i salari a livello del decennio scorso esigerebbe un impegno sostanziale dei ministri economici nella prossima Legge di bilancio di cui non c'è il minimo sentore. Fuffa al 100% anche per gli ATA, niente sulla carenza degli organici, niente sui sovraccarichi di lavoro, sugli stipendi da fame, sugli orari e sulle mansioni, ma solo una promessa di ulteriore gerarchizzazione, in particolare verso i DSGA. L'unico punto dove lo sforzo truffaldino è un po' più sofisticato è quello riguardante la stabilizzazione dei precari, laddove si promettono in futuro percorsi privilegiati per chi ha i 36 mesi di insegnamento ("il governo individuerà adeguate modalità per agevolare l'immissione in ruolo del personale docente con esperienze di servizio di almeno 36 mesi") ma per il qui ed ora ("transitoriamente") si parla solo di concorsi "riservati selettivi", ben sapendo che percorsi del genere "selettivi" sono già stati attivati per i prossimi mesi. Appare dunque lampante che: a) ai Cinque sindacati di lottare sul serio contro la regionalizzazione non è mai davvero interessato e hanno recitato questa sceneggiata solo per affermare la loro presenza sulla scena nazionale; b) Conte non può sfidare nè il "dominus" vero del governo, e cioè Salvini, nè il "sub-dominus" Di Maio, non sapendo neanche se resterà a Palazzo Chigi dopo le Europee. Ma è altrettanto evidente l'effetto immediato della vergognosa resa dei Cinque: subito dopo l'annuncio del ritiro, Salvini ha rilanciato l'imposizione, rivolta ai subordinati a 5 Stelle, di far approvare la regionalizzazione addirittura prima delle elezioni europee. A riprova di quanto sia importante che lo sciopero del 17 maggio, ultima possibilità per i lavoratori/trici della scuola di bloccare la catastrofica regionalizzazione, sia massimamente partecipato, malgrado la ritirata dei sindacati concertativi che ancora una volta hanno dimostrato quanto sia utile per i governi avere di fronte sindacativi "collaborativi".
Conseguentemente, i COBAS confermano e rilanciano lo sciopero della scuola per il 17 maggio contro la regionalizzazione dell'istruzione, ma anche per un contratto con aumenti salariali che recuperino almeno il 20% di salario reale perso negli ultimi anni; per l'assunzione di tutti/e i precari/e con 36 mesi di servizio; per l'aumento degli organici ATA; per dire NO all'Invalsi come strumento di valutazione delle scuole, dei docenti e degli studenti, inseguendo la disastrosa "didattica delle competenze", e No ai sorteggi che ridicolizzano l'Esame di Stato. Invitiamo a scioperare con noi anche gli iscritti/e dei Cinque davvero intenzionati a battersi contro la distruttiva regionalizzazione, oltre che per un contratto con consistenti recuperi salariali e per l'assunzione stabile di tutti i precari.
Nella stessa giornata, insieme ad altre organizzazioni che hanno mantenuto lo sciopero per il 17 maggio e ad associazioni che si battono contro la regionalizzazione, effettueremo una manifestazione nazionale a Roma a Montecitorio, di fronte al Parlamento a partire dalle ore 10. Manifestazioni regionali si terranno a Bologna e a Napoli.
La Confederazione Cobas aderisce e partecipa alla manifestazione del 4 maggio a Taranto contro le devastazioni ambientali.
La Confederazione Cobas aderisce e partecipa alla manifestazione del 4 maggio a Taranto contro le devastazioni ambientali. 