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La Corte europea fa giustizia per i precari della scuola: devono essere assunti! Comunicato stampa Corte giustizia EU dopo sentenza precari scuola


Dopo le tante polemiche e i conflitti, ultimo lo sciopero generale del 14 novembre, che abbiamo sostenuto in questi anni contro le politiche economiche  e sociali dell’Unione Europea, per una volta possiamo dire senza tema di smentite: viva l’Europa, o più precisamente, viva la Corte di giustizia europea che oggi – per bocca del suo presidente sloveno Marko Ilesic – ha deciso, ridicolizzando il nostrano MIUR e i governi italici di tutti i colori che hanno consentito la lunghissima illegalità, che i contratti precari per i docenti ed Ata italiani sono illegittimi. Questa storica sentenza impone che i precari della scuola che hanno almeno tre anni (trentasei mesi) di lavoro scolastico debbano essere assunti o risarciti nel caso abbiano smesso di lavorare nella scuola o non siano interessati a rimanerci: e il risarcimento deve riguardare anche gli scatti di anzianità.
La cifra esatta degli interessati/e supera forse la quota di 300 mila, docenti o Ata, comunque almeno il doppio di quelli delle Graduatorie ad esaurimento che dovrebbero essere assunti da settembre 2015 secondo gli impegni del governo, e riguarda sia i precari di seconda fascia sia quelli di terza. Ora, è vero che in alcune precedenti occasioni i governi hanno preferito pagare le multe (e in questo caso anche i risarcimenti) che ottemperare alle decisioni della Corte europea o della Consulta italiana, e che dunque le procedure legali da avviare rapidamente andranno accompagnate anche da una mobilitazione permanente dei precari affinché da settembre 2015 essi/e possano essere tutti/e lavoratori/trici stabili nella scuola. Ma stavolta sarà molto difficile sfuggire ad una pesantissima condanna europea, anche perché la cosa a questo punto coinvolge direttamente pure il restante Pubblico impiego, visto che non si vede come il governo italiano possa evitare che una tale decisione si estenda pure ai precari della PI, i quali, dunque, devono avviare analoghe mobilitazioni e procedure giuridiche. Per i precari, docenti ed Ata, che abbiano i 36 mesi di lavoro e per i precari del PI in situazione analoga, le nostre sedi provinciali sono ovviamente disponibili affinché i tribunali del lavoro, applicando la sentenza europea, diano giustizia definitiva a tutti/e coloro che in questi anni sono stati utilizzati illegalmente, spremuti come limoni, sottopagati e che nella scuola, con il Piano Renzi, si voleva espellere al 50%, mettendo precari contro precari, fasce contro fasce.
Garantiamo rapidamente la piena attuazione dei diritti dei precari docenti ed Ata e estendiamo tale conquista a tutto il Pubblico Impiego.
 il comunicato stampa della Corte di Giustizia EU: La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell’Unione



Precari della scuola: il diritto alle ferie non si tocca...fino al 31 agosto 2013

venerdì 14 giugno 2013 · Posted in , , ,


Il comunicato del Ministero
(...)
La Direzione generale per le politiche finanziarie e per il bilancio comunica l'avvenuta assegnazione alle istituzioni scolastiche delle risorse finanziarie per il pagamento delle supplenze brevi comprese quelle necessarie per il pagamento delle ferie, nella misura definita dal CCNL cioè 30/360 per i giorni di servizio previsti dal contratto.
Analogamente, la liquidazione ed il pagamento del compenso sostitutivo per le ferie non fruite dal personale docente ed ATA, titolare di contratti di lavoro a tempo determinato sino al termine delle attività didattiche, è effettuata dal Ministero dell'economia e delle finanze, Ragionerie Territoriali dello Stato, al quale i dirigenti scolastici trasmetteranno gli atti necessari.
Roma, 12 giugno 2013
Il Direttore Generale

 scheda a cura di Marco Barone

Il 29 dicembre 2012 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 la legge di stabilità 2013, entrata in vigore il 1° gennaio 2013 ; l’art. 1, comma 54 prevede che "Il personale docente di tutti i gradi di istruzione fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative. Durante la rimanente parte dell’anno la fruizione delle ferie è consentita per un periodo non superiore a sei giornate lavorative subordinatamente alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale senza che vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica." Il comma 55 al comma 8 dell’art. 5, del decreto-legge 95/2012 normava che "Le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e non danno luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. La presente disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilita’, dimissioni, risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di eta’. Eventuali disposizioni normative e contrattuali piu’ favorevoli cessano di avere applicazione a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto. La violazione della presente disposizione, oltre a comportare il recupero delle somme indebitamente erogate, e’ fonte di responsabilità’ disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile. Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività’ didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui e’ consentito al personale in questione di fruire delle ferie.
Ed infine il comma 56 dell’art. 1, afferma che le clausole contrattuali contrastanti con le disposizioni introdotte in materia di fruizione dei periodi di ferie dai commi 54 e 55 del medesimo articolo, saranno disapplicate dal 1° settembre 2013.
Si è ancora in attesa di una circolare specifica da parte del MIUR , ma l’unica cosa certa che emerge, a parer nostro, sino ad oggi è che fino al fino al 31 agosto 2013, come previsto dal comma 56,rimangono in vigore le norme contrattuali , articolo 13 comma 9 ed articolo 19 comma 2 del CCNL scuola, anche se in contrasto con il dettato normativo considerato. Dunque le ferie maturate e non usufruite per il corrente anno scolastico andranno monetizzate e tutti i Dirigenti che hanno imposto d’ufficio le ferie per negare la monetizzazione, come da noi denunciato più volte, hanno compiuto un mero atto illegittimo.
Dal 1 settembre 2013 le cose, salvo nuovi cambiamenti, muteranno in linea con quanto definito dalla Legge di Stabilità che abroga le disposizioni contrattuali più favorevoli per i lavoratori, infatti, da quel momento, i giorni non fruiti, dal personale interessato, durante un eventuale periodo di sospensione delle lezioni, compreso nell’ambito del rapporto di lavoro in itinere, verranno detratti dal numero complessivo dei giorni maturati e pertanto non saranno pagati.



PRECARI UNITI IN LOTTA

domenica 23 settembre 2012 · Posted in , ,

Il popolo dei precari e delle precarie della scuola, unito contro i tagli e contro il concorso del ministro Profumo è tornato in piazza: in migliaia abbiamo attraversato Roma nella manifestazione di sabato 22, spezzando un silenzio che durava ormai da troppo tempo.
Questa volta il ministro Profumo ha fatto male i suoi calcoli e la carta del concorso si è rivelata un boomerang, riuscendo a scontentare davvero tutto il composito universo del precariato scolastico: abilitati, non abilitati, neo-laureati, iscritti e non iscritti alle graduatorie a esaurimento, code e pettini, Nord e Sud. 
I docenti precari della scuola pubblica italiana hanno avuto la forza di ritrovarsi insieme, discutere, unirsi e scendere in piazza con un comune obbiettivo. Un confronto che dura dall’estate, che ha portato a tre giorni di presidio davanti al Ministero, che ha portato a un’assemblea nazionale, che ha deciso e voluto fortemente questa manifestazione. Una mobilitazione che non ha dato tregua al ministro, accompagnato e inseguito da una contestazione costante in tutte le sue recenti uscite pubbliche: a Pisa come a Modena, a Reggio Emilia, a Torino, a Viterbo, a Napoli e a Roma.
Le ragioni, la rabbia e la gioia di ritrovarsi insieme che abbiamo visto in questi giorni di preparazione e nella giornata della manifestazione romana siano dunque un punto di partenza e non di arrivo, l’inizio di una nuova stagione di lotta per tutti i docenti, precari e non. Sia questo l’inizio di una mobilitazione permanente a partire dai territori, dalle scuole, da ogni singolo insegnante. Ritorneremo nelle scuole, e ci ritroveremo a scontrarci con la realtà di sempre: aule sovraffollate, scuole che crollano, strapotere dei presidi; troveremo i docenti considerati inidonei che chiederanno di unirci alla loro sacrosanta causa, gli assistenti amministrativi e tecnici precari che rischiano il licenziamento e gli insegnanti di sostegno alle prese con 4, 5, 6, 7 studenti certificati. E ancora, troveremo chi cercherà di far passare l’“Aprea” sotto mentite spoglie e il suo progetto di privatizzazione della scuola. Da oggi avremo a che fare con il concorso-farsa e di un nuovo bando ad aprile, con nuove regole che cercheranno di imporre la chiamata diretta da parte dei presidi.
L’unità ritrovata nella lotta contro il concorso si trasformi in un’onda lunga che, partendo dallo specifico del precariato, sia in grado di coinvolgere tutti i soggetti della scuola pubblica, per una stagione duratura e non momentanea di mobilitazione, perché il sapere e la conoscenza sono beni comuni irrinunciabili.

PROGRAMMI DEL CONCORSO PER IL PRIMO E SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE

mercoledì 12 settembre 2012 · Posted in , ,

CONCORSO TRUFFA: avvertenze, programmi e classi disponibili

indiscrezioni stampa

AVVERTENZE GENERALI
I candidati ai concorsi per posti di insegnamento nella scuola dell’infanzia, primaria, e per gli istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado, devono essere in possesso dei seguenti requisiti culturali e professionali in ordine al settore o ai settori disciplinari previsti da ciascuna classe di concorso:
Sicuro dominio dei contenuti delle discipline.
Preparazione sui fondamenti epistemologici e conoscenza critica delle discipline.
Conoscenza di una lingua straniera comunitaria.
Capacità di orientarsi sul versante della ricerca pedagogico-didattica e delle scienze dell’educazione e attitudini a selezionare le impostazioni metodologiche più idonee e coerenti con gli obiettivi formativi delle discipline oltre che con il potenziale di apprendimento proprio del livello di età dei discenti.
Preparazione disciplinare e competenza pedagogico-didattica che garantiscano il possesso di attitudini a collocare gli argomenti in corrette e motivate ipotesi di successione di apprendimenti all’interno delle attività di programmazione del Consiglio di classe.
Conoscenza dei fondamenti della psicologia dello sviluppo dell’età evolutiva e cognitiva.
Conoscenza delle tematiche valutative rientranti in un processo che lega la valutazione ad un percorso di miglioramento continuo, e che affronti problematiche quali la valutazione iniziale, formativa e sommativa.
Conoscenza dei modi e degli strumenti idonei all’attuazione di una didattica integrata e personalizzata, coerente con i bisogni formativi dei singoli studenti, in particolare di quelli diversamente abili.
Conoscenza delle odierne problematiche dell’educazione permanente e dell’orientamento.
Possesso della metodologia della ricerca nel reperimento e nell’uso delle fonti, attraverso strumenti bibliografici e digitali. Pratica dei sussidi didattici, compresi quelli multimediali, cui far ricorso per il proprio aggiornamento culturale e professionale.
Conoscenza delle competenze degli organi collegiali e capacità d’interagire efficacemente con gli stessi.
Capacità di lavoro in gruppo per l’elaborazione e lo sviluppo di un’articolata programmazione didattico - educativa, nell’ambito del progetto di istituto.
Conoscenza delle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo, dei licei e delle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali.
Conoscenza del ruolo formativo assegnato ai singoli insegnamenti in relazione alle finalità formative perseguite dai curricoli anche in vista della elaborazione di proposte migliorative innovative, proiettate al successo formativo degli studenti.
Conoscenza del Piano dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche.
Conoscenza della dimensione Europea dell’insegnamento.
Competenze digitali relative all’utilizzo dei programmi: Word, Excell, Outlook, Power Point.
Padronanza di competenze sociali, relative all’organizzazione dell’apprendimento e alla gestione di gruppi e relazioni, per la conduzione dei rapporti con i diversi soggetti del territorio.
Ai fini dell’ammissione alle prove scritte i candidati devono superare una prova di preselezione, unica per tutti i candidati e per tutto il territorio nazionale, volta all’accertamento delle capacità logiche, di comprensione verbale del testo, nonché delle competenze digitali e della conoscenza della lingua straniera prescelta
La prova scritta consisterà in una prova semistrutturata a risposta aperta finalizzata ad accertare la padronanza delle discipline con riferimento al relativo programma. Per le discipline artistiche la prova scritta potrà strutturarsi anche come prova scritto-grafica. La durata della prova scritta o scritto-grafica, quando non sia espressamente stabilita nel relativo programma, è fissata contestualmente all’argomento della prova assegnata.
La prova pratica verte, quando prevista, in una prova di laboratorio sugli stessi argomenti e con le stesse finalità della prova scritta. La durata della prova pratica, quando non espressamente indicata nel programma d’esame, è fissata dalla commissione esaminatrice.
La prova orale consisterà in una lezione simulata ed in un colloquio, finalizzati ad accertare le competenze professionali in ambito metodologico-didattico e comunicativo nonché le competenze digitali e di conversazione nella lingua straniera comunitaria prescelta dal candidato. Per la scuola primaria la lingua è l’inglese. La prova orale si svolgerà nell’ordine stabilito dalla commissione esaminatrice.

Al via l’assunzione dei professori ecco chi potrà fare il "concorsone"


I tecnici del ministero hanno definito i requisiti. Saranno 11mila 892 i docenti che verranno scelti tramite un concorso, il primo dopo 13 anni, ma solo per alcune "classi"
Salvo Intravaia la Repubblica, 8.9.2012
ECCO chi potrà fare il "concorsone" per 11.892 cattedre nella scuola. La riunione tra i tecnici del ministero e i sindacati è terminata e si cominciano a delineare gli aspetti più importanti del concorso che sta tenendo sulle spine centinaia di migliaia di abilitati e semplici laureati. Un primo aspetto riguarda chi potrà partecipare al concorso. Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, aveva anticipato che il concorso, dopo 13 anni, verrà bandito soltanto per alcune classi di concorso. E da qual momento sono cominciate a circolare mille ipotesi. La più accreditata era quella secondo la quale, a scapito di coloro che sono in possesso di un titolo umanistico, sarebbero stati avvantaggiati gli abilitati nelle materie scientifiche.
Ma l’informativa dei tecnici di viale Trastevere chiarisce anche questo: concorso in vista per i docenti di Italiano, Filosofia, Latino e Greco, tra le altre. Ed ecco il dettaglio delle classi di concorso "prescelte". Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria il concorso, in presenza di posti disponibili, si svolgerà in quasi in tutte le regioni, ma se in alcune realtà - soprattutto al Sud - i posti disponibili dovessero essere pochi il ministero potrebbe optare per un raggruppamento di regioni: al massimo due. Il concorso verrà bandito esclusivamente per i posti disponibili e avrà durata triennale.
Quest’ultima, rappresenta una sorpresa anche per gli stessi sindacati: gli 11.892 posti saranno assegnati, in sostanza, nell’arco di un triennio. Niente graduatorie biennale, quindi. Per la scuola media, il concorso - sempre in presenza di posti disponili in ambito regionale - sarà bandito soltanto per alcune materie, che nella complicata lingua scolastica sono contrassegnate da codici alfanumerici: A028, A030, A033, A043, A059, A245 e A345. Niente concorso, e possibilità di acciuffare una cattedra, per tutte le altre materie. Stesso discorso alle superiori. Potranno partecipare al concorso soltanto gli abilitati - o i laureati - nelle seguenti classi di concorso: A017, A019, A020, A025, A029, A034, A036, A037, A038, A047, A049, A050, A051, A052, A060, A246, A346, C430.
Sul fronte dei titoli di ammissione è stato chiarito che, per la scuola primaria e dell’infanzia, potranno partecipare alla selezione gli abilitati, i laureati in Scienze della formazione e anche i diplomati entro l’anno scolastico 2001/2002 che nel 1999 non hanno partecipato all’ultima kermesse. Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, l’accesso alle prove sarà riservato a coloro che sono già in possesso di un’abilitazione all’insegnamento e ai laureati in possesso di un titolo di studio del vecchio ordinamento: conseguito entro l’anno 2001/02, per i corsi di studio quadriennali, 2002/03 per quelli quinquennali e 2003/04 per quelli di sei anni di durata.

Mantova il giudice ordina: reintegrate i precari

Colpo di scena al Vinci: arriva l’ufficiale giudiziario con la notifica mentre sono in
corso le nomine

Nuovo colpo di scena nella vertenza dei precari della scuola esclusi dalle nomine per aver ottenuto, grazie a una sentenza, il pagamento di tutti gli arretrati relativi agli anni di attività svolti a tempo determinato. Ieri mattina lo stesso giudice del lavoro, su ricorso presentato dall’avvocato Giuseppina Coppolino, a nome di una dozzina di ricorrenti, ha emesso un provvedimento d’urgenza con il quale ordina al ministero della Pubblica istruzione di reinserire gli esclusi nelle rispettive graduatorie e nella posizione precedentemente occupata. L’ordinanza è stata notificata, sempre ieri mattina, da un ufficiale giudiziario, all’istituto Vinci, dov’erano in corso le nomine dell’area scientifica. Un fulmine a ciel sereno che ha costretto i dirigenti scolastici ad una riunione urgente per decidere il da farsi. Dunque è ancora caos. Anche perché il giudice del lavoro Susanna Mantovani nel suo dispositivo è estremamente chiara. Chiara anche nello smentire delle frasi attribuitele dal ministero e fatte proprie dal provveditorato agli studi. «Nelle sentenze passate in giudicato - ribadisce nel provvedimento - non è ravvisabile la locuzione “il carattere illecito dei contratti e vieta all’amministrazione di avvalersi nuovamente di quel lavoratore per il futuro”: frasi presenti nella comunicazione del Miur del 5 settembre.
Frasi utilizzate dall’amministrazione scolastica per escludere i ricorrenti dalle graduatorie in cui erano inseriti. Pertanto l’ordinanza del giudice così si conclude: «Accertata l’illegittimità
della esclusione dei ricorrenti, ordina al ministero di reinserire gli stessi nelle rispettive graduatorie. Fissa per la comparizione delle parti l’udienza del 25 settembre e dispone che i ricorrenti provvedano alla notifica del ricorso e del decreto all’amministrazione entro il 14
settembre». Come l’hanno presa i dirigenti del provveditorato che si sono visti arrivare l’ufficiale giudiziario? Non proprio bene, dal momento che si è trattato di un provvedimento del tutto inaspettato. Grande incertezza quindi proprio all’inizio delle lezioni scolastiche. Abbiamo cercato di parlare con il provveditore reggente Francesca Bianchessi. «So della decisione del giudice - c’ha risposto - ma ora ho da fare e la saluto». Intanto la procura ha aperto un’inchiesta a seguito di un esposto consegnato dall’avvocato Giuseppina Coppolino al procuratore capo Antonino Condorelli, che si sta occupando del caso.
(go) Gazzetta di Mantova

Alcune considerazioni sull’ambaradan di inizio d’anno, tra concorsi, precariato e graduatorie

lunedì 3 settembre 2012 · Posted in , ,

Credo che la linea politica mediatica la stia facendo Repubblica; anche i TG mi sembra riprendano, pari pari, quanto dice questo quotidiano.

   La pag. 4 di oggi 2 settembre 2012 è magistrale.
”La scuola – Concorso, precari in rivolta: “Noi la priorità” Cgil contro l’alt alle graduatorie deciso da profumo. Caos tirocini, il Tar Lazio annulla i test”: è il titolo dell’articolo principale.
Sotto.
Gregorio Iannaccone, numero uno dell’Associazione nazionale presidi: “Dal ministro una scelta vincente in cattedra serve più meritocrazia”.   Intervista nella quale il capo dei presidi rivendica che i prossimi concorsi siano gestiti dalle scuole autonome.

   Tra un annuncio ed un altro e il comprensibile spauracchio, da parte dei precari, della soppressione delle GAE, si fatica un po’ ad orientarsi, ma, anche vedendo quanto è successo sull’argomento nel passato un po’ meno recente, forse se ne capisce qualcosa di più.
Nel 2006, l’allora ministro Fioroni, introdusse nella Finanziaria per il 2007 un comma che prevedeva la soppressione delle allora Graduatorie Permanenti a far capo dal 1 settembre 2011, e una delega al MIUR (quindi niente dibattito in aula parlamentare) ad emanare un nuovo Regolamento per il reclutamento del personale docente, basato su concorsi a cattedra biennali.
Il mondo del precariato protestò – soprattutto sul web con la raccolta di migliaia di firme – e alla fine la versione definitiva del comma della finanziaria prevedeva solo la trasformazione delle Graduatorie Permanenti in Graduatorie ad Esaurimento, dove non sarebbe dovuto entrare più nessuno, ma rimase naturalmente la delega sul reclutamento basato sui concorsi, sulla quale gli uffici del MIUR stanno lavorando da anni – sia con Gelmini che Profumo ora.
   I precari si acquetarono, anche se erano in attesa della botta della legge Tremonti-Gelmini del 2008 con i 143.000 tagli, ma in definitiva all’epoca i precari si accontentarono e non si accorsero dell’inganno.

   E’ dal gennaio scorso che Profumo lancia segnali di fumo su questa storia dei concorsi, giocando al gatto con il topo con i precari, nell’intento comunque di mettere i precari contro i “giovani” per nascondere la realtà: e cioè che il MIUR bara e ha sempre barato sugli organici, nascondendo l’organico di fatto dietro l’organico di diritto. E sui posti nascosti, che appaiono ad ogni inizio d’anno, occupa decine di migliaia di docenti e ata con contratti a tempo determinato che garantiscono un costo del lavoro assolutamente più basso e niente diritti per i precari.

Naturalmente poi, le assunzioni in ruolo con il contagocce, a coprire appena appena il turn-over, le fanno apparire come neo-assunzioni su nuovi posti di lavoro e le mettono in palio tra una massa di soggetti ormai disgregati per graduatoria, classe di concorso, o regione geografica.

Ora, che il nuovo Regolamento sul reclutamento, in dote da Fioroni, sembrava sulla direttiva d’arrivo e ci possiamo scommettere che prevederà quanto richiede l’ANP, e cioè l’assunzione diretta da parte dei presidi, magari dopo una prima maxi selezione nazionale con i test a crocette (tanto da raccattare anche qualche milione di € in tassa di partecipazione), Profumo spariglia le carte annunciando che prima dei concorsi con le nuove regole (presumibilmente aperti solo ai già abilitati anche con il TFA) a giorni bandisce anche un concorso con le vecchie regole e cioè un concorso a cattedre e per l’abilitazione, aperto a tutti i laureati con il vecchio ordinamento universitario (e quindi che non sono neanche più giovani).

   Un giorno rassicura che comunque il doppio canale di reclutamento (fifty-fifty tra GAE e concorso) rimane - così pure il suo vice Rossi Doria - un altro giorno però dice e non dice, cosicché i giornali titolano (e la maggior parte legge solo i titoli): “Scuola, addio alle graduatorie d’ora in poi in cattedra per concorso”.

Cosa succederà?
   Visti i precedenti ed il ruolo poi dei Sindacati firmatari di Contratto (che hanno la responsabilità di aver siglato in questi decenni contratti che prevedono la disparità di trattamento tra precari e non – in primis – la progressione di carriera che i precari non hanno, consentendo l’immane sfruttamento della massa dei supplenti), i quali hanno chiesto un incontro al MIUR per il 4 settembre sull’argomento, credo non esista alcuna seria ragione, né politica, né tantomeno economica - per l’Amministrazione - di sopprimere le GAE.
   I precari se ne stanno lì per decenni – assunti e licenziati e pagati in media 9.000 € in meno degli altri – e con il contagocce vengono stabilizzati, mano a mano che il turn-over viene ripristinato; tanto, anche se li mettono in ruolo vengono ancora pagati da precari, senza scatti di anzianità per nove anni (grazie all’accordo bidone del 19 luglio 2011 siglato da CISL-UIL-SNALS-GILDA); gli scatti d’anzianità poi non ce li hanno più neppure quelli di ruolo, quindi, tra nove anni: arrivederci!
   Una volta esaurite le GAE il reclutamento lo faranno solo attraverso il canale del concorso.   Quanto tempo ci vorrà?
   I docenti delle GAE ora sono 165.000, quindi, al ritmo di 11.000 circa l’anno (è la metà dei posti che annualmente saranno liberati dai pensionamenti lasciati liberi dalla Fornero, perché gli altri 11.000 posti vanno al canale dei concorsi, nuovi o vecchi che siano), ci vorranno almeno 15 anni.   Forse qual cosina in meno però! Facciamo pure 10? Perché al canale dei concorsi potranno comunque partecipare anche i precari che sono nelle GAE, i quali potranno quindi “sottrarre” qualche posto della lotteria ai presunti giovani neolaureati e quindi bruciare i tempi dell’assunzione a tempo indeterminato.

Quale sarà lo scenario del trappolone che stanno tendendo Governo e Sindacati per il 4 settembre, giorno dell’incontro?
I gruppi e le associazioni di precari stanno già giustamente gridando: “non in mio nome”, “No al concorso truffa”, “i Sindacati non devono trattare sulla nostra testa”.
   La situazione più credibile comunque - secondo me - sarà questa: si accordano sui concorsi, ma rassicureranno con tanto di protocolli e di firme che il doppio canale per le GAE rimane, anzi! Se io fossi il ministro - azzarderei pure e dichiarerei che il prossimo concorso da indire il 24 settembre lo blocco pure, tanto che senso ha un concorso a settembre (con vecchie regole poi, e aperto solo a qualche ultratrentacinquenne) ed un altro con le nuove regole a primavera? Certo ci perderei gli introiti della tassa per il quizzone di selezione, ma mi rifarei con la prossima.
   Faccio contento i sindacati, che gridano vittoria e possono tirare un respiro di sollievo per le minacciate revoche delle tessere dei precari, faccio contenti i precari che si rassicurano e se ne vanno in fila ad aspettare nelle loro GAE, e agli UST e vedere di prendere la nomina anche per quest’anno.
 Intanto l’inganno resta: continua la definizione dell’organico fasulla, tra organico di diritto e organico di fatto, continua lo sfruttamento dei precari pagati 9.000 € in meno di quelli di ruolo.
 Cosa dobbiamo fare?
 Io credo che comunque, intanto, dobbiamo gridare: “No ai concorsi truffa”.   Dobbiamo andare al presidio del 4 settembre sotto al MIUR gridando: “Non trattate sulla nostra testa”.  Ma dobbiamo anche andare gridando la verità: e cioè che devono occupare tutti posti necessari per iniziare regolarmente l’anno scolastico con contratti a tempo indeterminato, non solo quelli di organico di diritto; che devono dare anche ai precari gli stessi diritti, compresi gli scatti di anzianità.
   Poi, assieme con i giovani neolaureati – quelli veri –, assieme con gli studenti, i colleghi di ruolo, i genitori, la società civile, rivendicare un numero adeguato di allievi per aula, chiudendo le “classi pollaio”, un sostegno adeguato ai disabili, una lotta vera alla dispersione scolastica, la fine dei tagli di ore e materie, liberare i colleghi anziani da un lavoro che diventa per loro sempre più burning-out, consentendoli di andarsene in pensione, edifici sani per il benessere in una scuola per tutti.
 In questo modo ci vorranno un sacco di giovani docenti, quelli veri, e non basteranno i 220.000 precari che già lavorano nella scuola.
Giovani docenti che si garantiranno un reddito e formeranno le nuove generazioni, che produrranno cultura e coscienza critica nei ragazzi, che consumeranno e faranno girare l’economia, altro che la precaria austerità.

Venezia, 2 settembre 2012

Stefano Micheletti
Cobas Scuola Venezia

IL CONCORSO E’ UNA TRUFFA

sabato 1 settembre 2012 · Posted in ,

mobilitazione 4 settembre contro il concorso truffa, per la scuola di tutti per tutti

IL CONCORSO E’ UNA TRUFFA


I Cobas Scuola del Veneto fanno propria l’indicazione dei precari di Pisa e Lucca che postiamo qui di seguito ed invitano tutti i lavoratori della scuola a mobilitarsi contro il CONCORSO TRUFFA per costruire una piattaforma condivisa che superi i piccoli - legittimi - interessi di parte e metta al centro:

* la stabilizzazione dei precari su tutte le cattedre vacanti*
* la ridiscussione del reclutamento*
* 20 alunni per classe*
* il rinnovo contrattuale*
* la democrazia sindacale*

Cobas Scuola del Veneto
Come precari e precarie Cobas Scuola di Pisa e di Lucca aderiamo con convinzione al presidio che verrà effettuato a Roma presso il MIUR a partire dal 4 settembre . Sacrosanta è la protesta contro i concorsi-truffa, di cui il primo sarà bandito il prossimo 24 settembre: una presa in giro tanto per i neolaureati che per i precari inseriti da anni nelle GAE.
Concorsi-truffa che sembrano veramente la ciliegina sulla torta, dopo anni di intollerabili negazioni dei diritti perpetrate ai danni di tutto il personale della scuola, precario e non, e della stessa scuola pubblica. Usciamo da tre anni di tagli imposti dal duo Tremonti-Gelmini, con la perdita di 143.000 posti di lavoro tra il personale precario docente e ATA: in pratica, il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica. E le previsioni di organico per il personale precario docente riguardo l’anno scolastico che sta iniziando continuano a essere enormemente sottodimensionate.
22.000/24.000 posti saranno assegnati a ruolo: una cifra equivalente al numero dei docenti che andranno in pensione, niente di più! Tanto per farsi un’idea, per il sostegno sono previsti 1.991 posti a fronte dei circa 38.000 che lo scorso anno erano stati occupati da una supplenza fino al termine delle attività didattiche. Come al solito, questi posti saranno ricavati per metà dalle GAE, per metà dal vecchio concorso del 1999. Un bel risparmio per il MIUR, visto che chi va in pensione ha lo stipendio al massimo tabellare, mentre i neoassunti avranno per nove anni lo stipendio al minimo, grazie al contratto separato firmato da CISL-UIL-SNALS-GILDA il 19 luglio del 2011.
A fronte di questi numeri così esigui, si prevede un’ondata di cattedre a tempo determinato: forse ancora più (aumenta il numero degli iscritti) dei 107.000 supplenti chiamati in cattedra lo scorso anno fino al termine delle lezioni o fino al 31 agosto, comunque a tempo determinato: 1 ogni 6 insegnanti di ruolo! Cattedre che, per inciso, sarebbero molte di più se le tendenze post-Gelmini non avessero portato a saturare il numero di alunni per classe, spesso stipate con 30 e più studenti in barba a qualsiasi norma di sicurezza e di buon senso. Cosa significa? Significa che, dal momento che si assegnano cattedre vacanti per periodi che coprono tutto l’anno scolastico, LE CATTEDRE CI SONO, E SONO CATTEDRE DI DIRITTO E NON DI FATTO! Ma trasformandole in cattedre di diritto queste sarebbero trasformate in immissioni in ruolo… E al MIUR questo non conviene, dal momento che, a parità di responsabilità, obblighi e mansioni, ogni precaria/o della scuola costa qualcosa come 9.000 euro in meno l’anno rispetto a un collega di ruolo!
È dunque solo per una questione di puro sfruttamento che viene mantenuto l’esercito di riserva del precariato (a cui si sta tentando di scippare anche il vitale diritto al pagamento delle ferie non godute), anche a costo di penalizzare, oltre che il personale docente, anche l’intero sistema dell’istruzione pubblica, a danno soprattutto degli stessi studenti: classi-pollaio, negazione del diritto al sostegno (casistica in cui rientrano gli insegnanti “in esubero” costretti a riciclarsi in insegnanti di sostegno), insegnanti dichiarati “inidonei” e ingiustamente declassati, sistemi di “valutazione” di studenti, insegnanti e scuole attraverso “test” che degradano la didattica virtuosa, tentativi di privatizzare la scuola con la riesumazione dell’“Aprea” sotto mentite spoglie.

È IN QUESTA SITUAZIONE CHE DAL MINISTERO VIENE GIOCATA LA CARTA “RISOLUTIVA” DEL CONCORSO!

Anzi, dei concorsi: 2 in 2 anni. Con criteri assolutamente fuori dal mondo.
Un primo concorso (11.892 posti) che sarà bandito il prossimo 24 settembre, taglia fuori i laureati post-2003-04; prevede una prova selettiva basata sui soliti screditati quiz – per partecipare alla quale bisognerà presumibilmente sborsare una “tassa d’esame” di 100 €; prevede una ridicola e avvilente simulazione di lezione di fronte a una commissione. Si tratta di un concorso che non aggiungerà 1 solo posto a quelli già previsti per l’entrata in ruolo nel prossimo anno in sostituzione dei pensionamenti, e che semplicemente sostituirà dal prossimo anno le graduatorie del concorso 1999 nell’attribuzione metà da GAE/metà da concorso.
Un secondo concorso, che sarà invece bandito a settembre del prossimo anno, scalzerà il concorso prossimo venturo e si baserà su criteri ancora più squallidi: aperto solo ai già abilitati (tramite concorso, S.S.I.S. o T.F.A.) e gestito – pare – scuola per scuola, nascondendo una vera e propria assunzione diretta da parte dei presidi!!
In questo clima un infame battage pubblicitario sta presentando i concorsi come “privilegio della classe insegnante”, unico settore dove invece di licenziare si assume!!! E sfrutta i trabocchetti del regolamento concorsuale per presentare i docenti precari come spaccati fra loro e intenti a preservare chissà quali diritti e quali precedenze!

Anche per questo, BEN VENGA LA MOBILITAZIONE UNITARIA DEL VARIEGATO MONDO DEL PRECARIATO SCOLASTICO DOCENTE che, oltre alla sacrosanta OPPOSIZIONE AL CONCORSO-TRUFFA,
abbia ben chiara la situazione di COMUNE SOFFERENZA DELLA SCUOLA PUBBLICA NEL SUO INSIEME,
e che sappia individuare le cause dirette di questa sofferenza e le soluzioni NECESSARIE:
- FINE DELLA TRUFFA ORGANICO DI FATTO-ORGANICO DI DIRITTO, IMMISSIONE IN RUOLO SU TUTTI I POSTI DISPONIBILI,
e in ogni caso,
- PARITÀ DI TRATTAMENTO TRA PERSONALE A TEMPO DETERMINATO E A TEMPO INDETERMINATO
- RITIRO DEI TAGLI
- APERTURA DI UN PARTECIPATO DIBATTITO SUL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE DOCENTE,
o CHE ESCLUDA L’ASSUNZIONE DIRETTA DA PARTE DEI PRESIDI,
o CHE TENGA CONTO DELLE LEGITTIME ESIGENZE DI TUTTO IL PERSONALE PRECARIO DOCENTE DELLA SCUOLA:
§ DI CHI SI TROVA DA ANNI NELLE GAE
§ DEI NON-ABILITATI (NON SOLO NEO-LAUREATI) CHE HANNO DIRITTO A UN PERCORSO ABILITANTE E QUALIFICATO PER L’INSEGNAMENTO, al di là del CONCORSO, STRUMENTO CLIENTELARE NON UTILE AI FINI DI UNA SERIA VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE E COMPETENZE DEL FUTURO DOCENTE.

Precari e precarie COBAS delle province di Pisa e di Lucca

COSA DEVONO FARE I SUPPLENTI ANNUALI AI QUALI SCADE IL 31 AGOSTO IL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO?

venerdì 31 agosto 2012 · Posted in , ,

   Per il ritardo delle operazioni di immissione in ruolo per l’anno scolastico 2012-’13, che si concludono oggi 31 agosto, le nomine a tempo determinato per lo stesso anno (supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche) dalle Graduatorie ad Esaurimento saranno effettuate dal 5 al 7 settembre ed oltre.   A cura degli U.S.T. devono ancora uscire i calendari delle convocazioni con i posti disponibili.
   Inutile dire che il danno economico per i supplenti fino al termine delle attività didattiche, il cui contratto è scaduto il 30 giugno scorso (anche se si tratta di una settimana o 10 giorni di disoccupazione in più), per personale che tra l’altro sta ancora aspettando la liquidazione delle ferie maturate e non godute, bloccata dal decreto sulla spending-review e che solo ora, grazie anche alle diffide Cobas, probabilmente sarà messa a pagamento, è notevole.
   Ma ancora più odioso è il danno per i supplenti annuali, ai quali il contratto scade oggi: infatti – a parte il mancato pagamento di qualche giorno di stipendio, cosa non accettabile, e l’impossibilità di partecipare alle operazioni di inizio d’anno scolastico (collegi docenti ed attività varie) – a costoro viene interrotta la continuità – anche se di pochi giorni – del rapporto di lavoro, nel caso questi fossero in posizione utile in graduatoria per stipulare, anche per l’a.s. 2012-’13, un contratto fino al prossimo 31 agosto.
   Esiste da anni un contenzioso, con centinaia di ricorsi al Giudice del Lavoro, sulla trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, per il personale con almeno 36 mesi continuativi di servizio senza soluzione di continuità, ai sensi della Direttiva Europea 99/70, che alla clausola 5 impone che gli Stati membri l’adozione di misure preventive finalizzate “a evitare la reiterazione abusiva dei contratti a termine (ragioni obiettive per la stipulazione, numero dei rinnovi o durata massima dei contratti), oltre che a prevedere, se del caso, quando ricorre una successione di contratti e l'eventuale loro trasformazione a tempo indeterminato”.
Tale principio di diritto rischia di essere condizionato in negativo nel caso di illegittima interruzione del rapporto di continuità della situazione lavorativa del personale scolastico.

MA COSA DEVONO FARE I SUPPLENTI ANNUALI, AI QUALI SCADE OGGI IL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO?

Innanzitutto devono comunque recarsi alla scuola di servizio dell’a.s. 2011-’12 per presentare la domanda di liquidazione della quota di TFR e all’INPS che ha assorbito l'Inpdap, la quale è tenuta  a corrispondere il TFR entro 105 giorni dalla cessazione del servizio se è avvenuta per limiti di età, di servizio, inabilità o decesso; entro 270 giorni se è avvenuta per qualsiasi altro motivo. Ricordando che, in caso di ritardo, l’Inps/Inpdap provvederà a corrispondere al dipendente gli interessi di mora, anche nel caso in cui il ritardo sia dovuto ad datore di lavoro.
In caso di interruzione del contratto di lavoro per più di 5 gg. – dovrà essere prodotta la richiesta di indennità di disoccupazione ordinaria, anche per garantirsi la copertura previdenziale del periodo di disoccupazione; la domanda va presentata entro il 68° giorno dal licenziamento, interruzione del rapporto di lavoro. Si suggerisce di presentarla dal momento contestuale in cui avviene l'interruzione del rapporto di lavoro poiché l'indennità decorre dall'8° giorno dal licenziamento, se la domanda è stata presentata entro i primi 7 giorni e dal 5° giorno successivo alla presentazione della domanda negli altri casi. Ricordando a tal proposito che l'indennità di disoccupazione viene corrisposta ogni mese con uno specifico assegno ed è concessa per un periodo massimo di 8 mesi, che può arrivare a 12 mesi per chi ha compiuto 50 anni, e si deve avere l' anzianità assicurativa di due anni e quella contributiva di un anno (52 contributi settimanali) nel biennio precedente la cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro.
 L'importo sarà determinato con la misura normativamente prevista (60% per i primi sei mesi; 50% per i due mesi successivi; 40% per i restanti mesi).
Il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione ordinaria decade nel caso di un nuovo rapporto di lavoro dipendente di oltre 5 giorni e dopo tale rapporto di lavoro dipendente è possibile presentare una nuova domanda oppure nel caso di qualsiasi rapporto di lavoro parasubordinato da denunciare al centro per l'impiego competente in base alla residenza.

Guida sulle immissioni in ruolo 2012/13

venerdì 17 agosto 2012 · Posted in ,


 Il Ministero ha emanato il decreto n. 74/2012 e la circolare n. 6103 del 10 agosto 2012 sulle nomine in ruolo per l'a.s. 2012/13. Le nomine vanno conferite per il 50% dalle graduatorie di merito del concorso ordinario e per il 50% dalle graduatorie ad esaurimento. Analizziamo in modo analitico i contenuti, ricordando che le operazioni avranno inizio dopo giorno 20 agosto ed entro il 31. Il 1° settembre 2012 scatta la decorrenza giuridica ed economica del contratto.Quante assunzioni saranno realizzate? Il contingente è stato fissato in 21.112 unità di personale docente ed educativo (corrispondente esattamente al numero delle cessazioni). Il Ministero ha poi distribito questo numero tra le classi di concorso, posti di insegnamento risultate vacanti in ogni provincia. Il numero indicato nelle tabelle è il numero massimo di assunzioni che l'Ufficio preposto può realizzare.Quando si svolgeranno le operazioni di nomina?Il Ministero ha comunicato che le operazioni avranno avvio dopo il 20 agosto. Per l'a.s. 212/13 il Ministero affianca alle modalità tradizionali di convocazione (telegramma per il concorso ordinario, avviso sui siti degli Uffici Scolastici Provinciali) la possibilità di essere convocati tramite PEC. L'utilizzo della Posta Elettronica Certificata (PEC), per quanto auspicato nell'ottica del progetto di informatizzazione in atto del rapporto tra P.A e cittadino, non può considerarsi esclusivo. Pertanto verificate che la PEC funzioni, altrimenti riceverete la convocazione tradizionaleLe note del Ministero Nota Prot. n. AOODGPER 5838 del 31/7/2012  Nota 5909 del 2 agosto 2012  N. B. Si procederà alle nuove assunzioni solo dopo aver concluso tutte le operazioni di utilizzazione e di assegnazione provvisoria previste dalla normativa vigente.Il Ministero quest'anno ha dato delle indicazioni ben preciseLe operazioni di nomina dovranno essere effettuate al netto dei posti accantonati sul contingente dell"a.s. 2010/2011, da ricoprirsi a seguito dello scioglimento delle vertenze relative ai docenti inseriti " a pettine" nelle graduatorie ad esaurimento a seguito di provvedimenti giudiziari.Graduatoria esauritaSe il posto non può essere assegnatoin assenza della graduatoria per esaurimento della graduatoria interessata perchè il posto in organico di diritto è venuto meno nell'adeguamento all'organico di fatto per effetto dell'utilizzazione di personale docente in esubero l'eccedenza deve essere destinata ad altra graduatoriaCome viene compiuta la scelta?Il posto dovrà essere destinato, se possibile, nello stesso ordine e grado di istruzione, compreso il sostegno.Si terrà conto delle esigenze accertate in sede locale, con particolare riguardo agli insegnamenti per i quali da tempo esista la disponibilità del posto e agli insegnamenti per i quali non sia stata prevista l'attribuzione di contingenti, ma che diano garanzia di assorbimento nell'organico.Per i posti di sostegno, in caso di mancanza di candidati le eccedenze vanno assegnate al sostegno di altra area o di altro ordine o grado di scuola, prima di destinarle ad incrementare posti comuni.Come si assegnano i posti del contingenteInnanzitutto bisogna vedere se ci sono recuperi da effettuare rispetto alla precedente tornata di immissioni in ruolo poi procedere alla suddivisione al 50% tra le due graduatorie (GM e GaE) qualora il numero risulti dispari l'unità eccedente viene assegnata alla graduatoria penalizzata nella precedente tornata di nomine. Le riserveLa quota di riserva da calcolare sulla dotazione di 10.000 unità di personale riferita all'a.s. 2010/11 va correttamente imputata e calcolata in base al nuovo totale complessivo delle assunzioni riferibile al medesimo anno scolastico.Circa le assunzioni a favore del personale avente titolo alla riserva di posti iscritto nelle graduatorie ad esaurimento, si richiamano le sentenze della Corte di Cassazione, sezioni unite, n. 4110 del 22/02/2007 e sezione Lavoro, n.19030 dell'11 settembre 2007, secondo cui la graduatoria ad esaurimento deve essere considerata, ai fini della copertura dei posti riservati ai sensi della legge 68/99, come graduatoria unica.Si richiama, inoltre, l'attenzione delle SS.LL. sull'obbligo di applicare alle assunzioni del personale scolastico, la normativa di cui all'art. 3, comma 123, della legge 244/07 che assimila, ai fini del collocamento obbligatorio, gli orfani o, in alternativa, il coniuge superstite, di coloro che siano morti per fatto di lavoro, ovvero siano deceduti a causa dell'aggravarsi delle mutilazioni o infermità che hanno dato luogo a trattamento di rendita da infortunio sul lavoro, alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata di cui all'art.1, comma 2, della legge 407/98.Assunzioni su posto di sostegnoAvvengono sempre al 50% tra le due graduatorie (ricordiamo che per le Graduatorie di merito ogni anno vengono ricostituiti gli elenchi aggiuntivi, comprendenti coloro che avevano svolto il concorso e solo successivamente hanno acquisito la specializzazione per il sostegno) Saranno utilizzati i rispettivi elenchi. Per la scuola secondaria di II grado, tali elenchi includono i docenti inseriti nelle graduatorie concorsuali, relative alle classi di concorso rientranti nelle singole aree disciplinari, di cui all'art. 4 del D.M. 26 aprile 1993 n. 132, secondo i punteggi e le precedenze delle graduatorie di origine.Nella scuola secondaria di I grado tutte le classi di concorso sono inserite in un'unica area disciplinare.Il personale in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito nei corsi speciali riservati di cui all'art. 3 del D.M. 21/05, nonché il personale di cui all'art.1, comma 2, lettere a), b) e c) dello stesso D.M. (docenti in possesso del titolo di specializzazione per il sostegno, che sono stati ammessi ai corsi in quanto hanno prestato 360 gg. di servizio sul sostegno) è obbligato a stipulare, ai sensi dell'art.7, comma 9, del D.M.21/05, contratto a tempo indeterminato e determinato con priorità su posto di sostegno.Completate le nomine dagli elenchi, per la graduatoria del concorso si passa allo scorrimento degli elenchi aggiuntivi.L'accettazione o la rinuncia nell'ambito del medesimo anno scolastico di una proposta di assunzione a tempo indeterminato su posto di sostegno consentono di accettare nello stesso anno scolastico e nella stessa provincia successiva proposta per altri insegnamenti di posto comune sulla base della medesima o altra graduatoria, salvo per i candidati vincolati alla nomina prioritaria su posto di sostegno.Per il personale docente destinatario di nomina su posto di sostegno relativo a qualsiasi ordine e grado di scuola permane l'obbligo di permanenza quinquennale su tale tipologia di posto.Le assunzioni sui posti di sostegno saranno disposte sotto condizione di accertamento della regolarità formale e sostanziale del titolo di specializzazione.Nel caso di nomine su posti di sostegno da effettuare nella scuola secondaria sulla base di elenchi in cui confluiscano più classi di concorso, e per cui debbano essere utilizzate graduatorie di merito di concorsi precedenti - su base provinciale - e graduatorie di merito di concorsi banditi nel 1999 - su base regionale - considerata la disomogeneità delle graduatorie e la complessità dei relativi adempimenti, si ritiene di procedere con la formulazione di un unico elenco graduato compilato a cura dei Direttori Regionali, in cui siano collocati, nel rispetto del punteggio conseguito nel concorso, tutti i candidati dei concorsi ordinari banditi nell'anno 1990 (e non reiterati nell'anno 1999) e tutti i candidati dei concorsi ordinari indetti nell'anno 1999 che abbiano conseguito il titolo di specializzazione entro il termine di scadenza di presentazione della domanda di partecipazione ai concorsi indetti con DD.MM. 31.3.1999 e 1.4.1999, fermo restando che i candidati dei concorsi ordinari banditi nell'anno 1990 possono aspirare solo ai posti e alle cattedre della provincia nella cui graduatoria sono inseriti.Gli elenchi aggiuntivi saranno utilizzati dopo l'assunzione degli aspiranti di questa graduatoria unica (ma che è esaurita in quasi tutta Italia, infatti le nomine dagli elenchi aggiuntivi di sostegno sono sempre numerose).Le assunzioni sui posti di sostegno saranno disposte sotto condizione di accertamento della regolarità formale e sostanziale del titolo di specializzazione.Personale educativoAnche per l'assunzione a tempo indeterminato del personale educativo tutte le nomine dovranno essere effettuate ripartendo al 50% la graduatoria del concorso ordinario e la graduatoria ad esaurimento. Si procede alle nomine nei convitti ed educandati secondo le prescrizioni di cui all'art. 4 ter, comma 3, della legge 333 del 20 agosto 2001.Strumento musicale nella scuola media (classe 77/A)Dopo aver assicurato le assunzioni in relazione alle effettive disponibilità a tutti i docenti presenti in seconda fascia ( ex prima fascia), le eventuali residue disponibilità sono ripartite tra i docenti inseriti in terza fascia(ex seconda fascia).Nomine in ruolo in surroga Assunzioni in ruolo effettuate entro il 31 agosto possono non andare a buon fine (il docente non accetta la proposta), pertanto sarà necessario proporre nuovamente la cattedra. Dopo il 31 agosto i contratti a tempo indeterminato avranno la decorrenza giuridica dall'a.s. 2012/2013 ed assunzione in servizio dall'anno scolastico successivo.Cosa comporta accettare o rinunciare alla proposta?L'accettazione o la rinuncia nell'ambito del medesimo anno scolastico di una proposta di assunzione a tempo indeterminato su posto di sostegno consentono di accettare nello stesso anno scolastico e nella stessa provincia successiva proposta per altri insegnamenti di posto comune sulla base della medesima o altra graduatoria, salvo quanto previsto dal precedente punto A.9 e dal successivo A.16, 2° cpv., per i candidati vincolati alla nomina prioritaria su posto di sostegno.L'accettazione di una proposta di assunzione a tempo indeterminato in una provincia consente, nello stesso anno scolastico, di accettare un'eventuale altra proposta a tempo indeterminato per altra classe di concorso, posto o per una diversa tipologia di posto (posto comune/sostegno) nella medesima provincia ovvero nell'altra provincia per coloro che hanno titolo ad essere inclusi in due province. I candidati vincolati alla nomina prioritaria su posto di sostegno, non possono esercitare la successiva opzione dell'accettazione della nomina su posto comune, per insegnamenti collegati ad abilitazioni conseguite ex D.M. 21/05.DocumentazioneSi ricorda l'obbligo che, entro tre giorni dalla stipula del contratto a tempo indeterminato, devono essere attivate, da parte dell'Ufficio Scolastico Territoriale competente, tutte le necessarie operazioni relative al controllo della regolarità dell'attuale punteggio di graduatoria nel rispetto di quanto previsto dall'art. 15 della legge n. 183/2011, in materia di autocertificazioni.Trasferimento, utilizzazione e assegnazione provvisoria in altra provinciaSecondo le disposizioni di cui all'art. 9 comma 21 del D.L. n. 70/2011, convertito in Legge 12/07/2011 n. 106, i docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l'assegnazione provvisoria o l'utilizzazione in altra provincia, dopo cinque anni di effettivo servizio nella provincia di titolarità.Vincolo su sostegnoPer il personale docente destinatario di nomina su posto di sostegno relativo a qualsiasi ordine e grado di scuola permane l'obbligo di permanenza quinquennale su tale tipologia di posto.Part time per i docenti neo immessi in ruoloE' possibile stipulare, avendone i requisiti e le condizioni, contratti in regime di part-time, secondo quanto previsto dall'art.73 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008.Assunzioni in scuole speciali per minorati della vista e dell'udito e didattica MontessoriSul contingente di posti destinati alle assunzioni in ruolo nelle scuole speciali per minorati della vista e dell'udito può essere nominato solo il personale inserito nelle corrispondenti graduatorie ad esaurimento, che dovrà permanere per almeno cinque anni su tale tipologia di posto (art.7, del D.M. 42 dell'8aprile 2009).Nelle sezioni di scuola dell'infanzia o nelle classi di scuola primaria che attuano la didattica differenziata Montessori, può essere nominato solo il personale in possesso del titolo di specializzazione nella specifica metodologia didattica, conseguito presso l'Opera Nazionale Montessori.Assunzione per lingua inglese scuola primariaAll'atto della individuazione e della accettazione della nomina i docenti immessi in ruolo nella scuola primaria dovranno rilasciare apposita dichiarazione in merito al possesso dei requisiti per l'insegnamento della lingua inglese. Nell'ipotesi di dichiarazione negativa, al candidato viene notificato, contestualmente, l'obbligo di partecipazione al primo corso utile di formazione per l'insegnamento della lingua inglese. Quanto sopra dedeve essere notificato anche al dirigente scolastico che amministrerà il docente per l'a.s. 2012/2013.Scelta della sedeLa scelta della sede provvisoria a livello provinciale è assegnata prioritariamente al personale che si trova nelle condizioni previste, nell'ordine, dall'art. 21 e dall'art. 33, commi 5, 6 e 7 della legge 104/92.La precedenza viene riconosciuta alle condizioni previste dal vigente contratto nazionale integrativo sulla mobilità del personale di ruolo.La priorità nella scelta della sede, per chi beneficia del citato art. 33, è limitata alla sola provincia ove risiede il congiunto da assistere.I docenti assunti nell'a.s. 2012/13 sceglieranno una sede provvisoria, scegliendo tutte quelle a tal fine disponibili sino alla conclusione del medesimo anno scolastico.La sede definitiva verrà attribuita secondo i criteri e le modalità da determinare con il contratto sulla mobilità relativo all'anno scolastico 2013/2014.
  da Orizzonte scuola, 16.8.2012

LE FERIE NON GODUTE VANNO PAGATE. modulo richiesta

venerdì 10 agosto 2012 · Posted in , ,


Il 7 agosto è stato definitivamente approvato alla Camera il D.L. 6 luglio  2012, n.95 sulla cosiddetta “spending review”, che … oltre a tutto il  resto,  rappresenta  un pesante attacco al reddito e ai diritti dei precari della  scuola. L’art. 5 comma 8 dispone che, nel Pubblico Impiego, “le ferie, i riposi e i  permessi spettanti al personale sono obbligatoriamente fruiti e non danno  luogo  in alcun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi”.  Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con una Nota del 24 luglio  scorso,  ha dato indicazione ai Dipartimenti Provinciali del Tesoro di bloccare la  liquidazione delle ferie maturate e non godute del personale scolastico con  contratto a tempo determinato. Si dà il caso che, nella scuola, si possa fruire delle ferie solo nei mesi  di  luglio e agosto in occasione della sospensione delle lezioni e che ai  precari  quindi, supplenti temporanei o supplenti fino al termine delle attività  didattiche – 30 giugno – al momento della cessazione del contratto  (licenziamento), vengano retribuiti i giorni di ferie maturati e non goduti. Si tratta di una somma, spettante in proporzione ai giorni di servizio  effettuati, che, assieme alla “miseria” dell’indennità di disoccupazione e  alla  quota di TFR spettante alla cessazione del contratto, consente ai precari  della  scuola di sopravvivere nei mesi estivi, in attesa, con l’anno scolastico  successivo, di poter accedere ad altre supplenze.   Il blocco del pagamento delle ferie maturate e non godute, si connota  quindi  come un attacco senza precedenti al reddito dei precari della scuola.  Questo ennesimo atto discriminatorio verso i precari provoca tra gli stessi  una profonda indignazione per uno Stato – datore di lavoro – che continua,  non  solo a sfruttare il lavoro di docenti e ata precari (ricordiamo che allo  Stato  un precario della scuola, tra i mesi estivi non retribuiti e il non godere  della progressione di carriera – scatti di anzianità -, costa mediamente  8.000  euro in meno di un dipendente a tempo indeterminato e che mediamente, per  un  docente o ata che abbia lavorato per tutto l’anno scolastico, la  liquidazione  delle ferie maturate corrisponda ad altri 1000 €), ma anche sottrarre  ulteriormente quote di reddito, tra l’altro garantite da norme contrattuali  vigenti, confermando di volere far pagare la crisi e il debito pubblico,  generato da altri, sempre ai più deboli e ricattati.  Questa poi di considerare una norma, introdotta il 7 di luglio 2012 con un  decreto legge, retroattiva per contratti di lavoro a tempo determinato  scaduti  al termine delle lezioni o comunque entro il 30 di giugno, è una vera e  propria  aberrazione giuridica che lede un diritto- quello al riposo compensativo-  tutelato dalla Costituzione.  Nel frattempo un’altra amministrazione dello Stato – l’INPS – ha invece  dato  indicazione di retribuire i giorni di ferie maturati dai propri dipendenti  precari che hanno cessato il lavoro entro il 7 luglio. Nel messaggio n.12486 del 26 luglio 2012 l’Inps precisa che gli effetti del  decreto legge n.95 del 6 luglio 2012 non possono essere retrattivi, per cui  il  pagamento delle ferie non godute per chi ha cessato il lavoro prima del 7  luglio devono necessariamente essere retribuite. Questo è quanto disposto per  i  dipendenti dell’ente di previdenza sociale.   Lo stesso Dipartimento della Funzione Pubblica, in data 6 agosto, con il  parere 32937, ha chiarito che al personale del pubblico impiego spetta il  pagamento delle ferie maturate e non fruite prima del 6 luglio, data di  entrata  in vigore del Decreto legge 95/2012 che, secondo il parere della Funzione  Pubblica, non può avere decorrenza retroattiva.   Per il comparto scuola restano salvi i diritti al pagamento delle ferie per  tutti i supplenti (docenti  ed ATA) che hanno maturato le ferie entro il 30  giugno e non le hanno potute fruire. Ed  hanno diritto al pagamento  anche  i  supplenti fino al 30 giugno che hanno avuto la proroga del contratto oltre il  7  di luglio per gli esami di stato. Il Ministero dell'Economia e delle  Finanze  con circolare del  25 marzo 2003, n. 17 affermava che  l'accordo di  interpretazione autentica dell'articolo 19 del C.C.N.L. - comparto scuola -  sottoscritto il 4 agosto 1995, ha lo scopo di equiparare dal punto di vista  della fruizione delle ferie il personale docente a tempo determinato con  quello  a tempo indeterminato. I docenti a tempo determinato, nominati fino al 30  giugno o fino al completamento degli esami di maturità, non hanno quindi la  possibilità di fruire dei giorni di ferie nel periodo luglio-agosto, ma,  allo  stesso tempo e al pari dei docenti a tempo indeterminato, non hanno  l'obbligo  di chiederne la fruizione nei periodi di sospensione delle lezioni. Proprio  per  tali motivazioni l'accordo integrativo stabilisce che si dia luogo al  pagamento  sostitutivo. Ora è necessario che il MIUR intervenga presso il Ministero del Tesoro  affinché sblocchi immediatamente il pagamento delle ferie maturate e non  fruite  dal personale precario della scuola.   I Cobas – Comitati di Base della Scuola – nel ribadire di continuare la  lotta  contro la precarietà nella scuola, che non sarà di certo scalfita dalla  recente  autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato solo 21.112 docenti – e ad  oggi non è stato ancora approvato il contingente ATA - dal prossimo 1  settembre, a fronte delle decine di migliaia di assunzioni a termine che  saranno effettuate per poter garantire l’inizio delle lezioni (per esempio,  a  fronte di ben 40.000 posti vacanti per il sostegno ai disabili, le  assunzioni  in ruolo previste saranno solo 1991), intendono battersi con tutti i mezzi (  a  partire dalla formale diffida presentata al MIUR e al  Ministero del  Tesoro)  contro questo vergognoso e vero e proprio furto delle ferie maturate  spettanti  ai precari.  Intanto invitiamo tutti i docenti ed ata interessati a inviare al più  presto   ai propri dirigenti scolastici (l’ultima scuola di servizio) la richiesta  delle  ferie maturate ma non fruite, utilizzando il fac-simile in allegato e  presentando la richiesta o direttamente alle scuole con tanto di ricevuta  del  protocollo o con raccomandata con ricevuta di ritorno. Questo è il primo  passo  necessario per far valere i propri diritti e serve anche come strumento di  pressioni nei confronti dell’Amministrazione e del Ministero del Tesoro. E  se  MIUR e  Ministero del Tesoro “faranno orecchie da mercante”  con l’inizio  del  prossimo anno scolastico troveremo assieme  nuove ed efficaci forme di  lotta,  e, se necessario, ricorreremo anche  ad interventi sul versante  giurisdizionale.  Sarà comunque curioso, tra l’altro, verificare come il prossimo anno  scolastico si comporterà l’Amministrazione di fronte all’obbligo per i  docenti  ed ata supplenti a godere delle ferie – costituzionalmente garantite –  durante  il periodo delle lezioni: saranno chiamati i supplenti per i supplenti in  ferie?  E se i supplenti chiederanno ferie tutti assieme nello stesso  periodo  come forma di lotta, la scuola intera si bloccherà? 

LE CONVOCAZIONI PER LE IMMISSIONI IN RUOLO AVVERRANNO ANCHE TRAMITE LE MODALITA’ TRADIZIONALI

venerdì 3 agosto 2012 · Posted in , , ,

DOPO LE PROTESTE DEI PRECARI IL MINISTERO CI RIPENSA: LE CONVOCAZIONI PER LE IMMISSIONI IN RUOLO AVVERRANNO ANCHE TRAMITE LE MODALITA’ TRADIZIONALI
COME MINIMO SARANNO PUBBLICATE SUL SITO DEGLI U.P.S.
 
SI ALLEGA LA NOTA MINISTERIALE N. 5909 DEL 2.8.2012
 
Prot. n.AOODGPER 5909 Roma,  2/8/2012
D.G. per il personale scolastico  Uff. III

  Ai Direttori Generali degli U.S.R.
Ai Dirigenti delle sedi provinciali degli U.S.R.

LORO SEDI
 
Oggetto: Immissioni in ruolo a.s. 2012/13 – Convocazione del personale tramite PEC. -  Precisazioni
 
In riferimento alla nota prot. n. 5838 del 31 luglio u.s., relativa alla nuova modalità di convocazione del personale interessato alla stipula dei contratti a tempo indeterminato per l’a.s. 2012/2013, si precisa che l’utilizzo di tale modalità (invio della convocazione all’indirizzo di posta elettronica certificata dell’interessato) è sicuramente auspicabile - sia per i motivi illustrati nella nota di cui sopra, sia perché si inquadra nel progetto di informatizzazione in atto  del rapporto tra P.A e cittadino -  ma non può considerarsi esclusivo.
Di conseguenza, nel caso si verificasse che il personale interessato non fosse provvisto di PEC, gli uffici adotteranno le modalità tradizionali di convocazione.
 
    
                                                   f.to IL DIRETTORE GENERALE
                                                                 Luciano Chiappetta
 
 
 

TFA? Rispondi A

mercoledì 1 agosto 2012 · Posted in , , ,




Niente. Non si smentiscono mai. I produttori seriali di pasticci si concentrano ormai da tempo in viale Trastevere. Argomento? TFA, Tirocini Formativi Attivi.
Che cos’è mai? Il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) è un corso abilitante all’insegnamento istituito quest’anno nelle università. Esso ha durata annuale e attribuisce, tramite un esame finale – sostenuto davanti a una commissione mista composta da docenti universitari, un insegnante “tutor” in ruolo presso gli istituti scolastici e un rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) o del MIUR – il titolo di abilitazione all’insegnamento in una delle classi di abilitazione all’insegnamento (leggi per ciascuna materia) . Il TFA è attivato per ciascuna classe di abilitazione secondo il fabbisogno. L’accesso è a numero chiuso ed è stato programmato dal MIUR. Il MIUR ha comunicato entro il mese di febbraio agli USR le esigenze di reclutamento per ogni classe di abilitazione e in base a quelle esigenze ha fissato i “numeri” di posti disponibili per ciascuna classe di concorso.
Non fatevi venire il mal di testa. Tutto quello che riguarda la parola “MIUR” e “Ministero” è sempre stata macchinosa e oscura, come se, capirne le dinamiche e il linguaggio, fosse una delle prove da superare per diventare insegnante. Inizio dalla conclusione: diventare insegnante è come attraversare una favola dei fratelli Grimm, tra streghe e draghi, con la sicurezza però che alla fine non tutti vivranno felici e contenti. Molti ci rinunciano, in genere i migliori. Come rifletteva ieri la scrittrice Silvia Avallone, aspirante docente, in un’amara lettere sul Corriere della Sera, è’ più facile diventare scrittrice apprezzata e di successo piuttosto che docente della scuola italiana. Come dire: chi ha detto che a scuola non c’è merito aveva ragione da vendere, peccato che chi lo ha detto e chi provoca questi disastri in genere coincida. Schizofrenia dovuta all’età o alle mancate, famigerate, competenze?
Torniamo ai TFA. Nel mese di luglio, cioè adesso, si stanno svolgendo i test preselettivi per poi essere ammessi agli esami a settembre per poi essere ammessi ai corsi annuali che iniziano a ottobre e, infine, per poi, dopo aver frequentato l’anno, essere ammessi all’esame finale, padre di tutti gli esami, che fornirà la benedetta abilitazione. Ripeto: non diventi insegnante, ti prendi solo l’abilitazione. Cioè allunghi la fila delle graduatorie dei precari. Il ministro smentisce, assicura che avranno proprio la cattedra. Concedeteci scetticismo.
Dunque, in questi giorni si svolgono i test preselettivi. E…Il caos: le “batterie” di 50 domande e di due testi con relative ulteriori domande contengono qualche strafalcione qua e là. Non so perchè ma ce lo aspettavamo, non dateci delle Cassandre, ma dopo il pasticcio dei test preselettivi della prova da Dirigente scolastico, se tanto mi da tanto…
Il Ministero si affanna a dichiarare che loro no, per carità, poco c’entrano: tutto era stato deciso prima, cioè nell’era Gelmini. Eppure, a fine marzo, il MIUR aveva bocciato i test della batteria preparati, ormai da tempo da Cineca ( Consorzio Interuniversitario – senza scopo di lucro- costituito da 51 Università italiane), perchè giudicati “troppo facili”.
Dunque chi di dovere chi di dovere si era messo all’opera per riformulare i quiz ( di fatto la riunione in cui il MIur ha respinto i test, si è tenuta il 21 marzo scorso), in tempo utile per giugno/luglio. E infine si era prodotto il bando con le regole delle preselezioni:
“il test preliminare mira a verificare le conoscenze disciplinari relative alle materie oggetto di insegnamento di ciascuna classe di concorso e le competenze linguistiche di lingua italiana. [...]è costituito da 60 quesiti, ciascuno formulato con 4 opzioni di risposta , tra le quali il candidato ne deve individuare l’unica esatta. Un numero pari a 10 quesiti sono volti a verificare le competenze in lingua italiana, anche attraverso quesiti inerenti la comprensione di uno o più testi scritti. Gli altri quesiti sono inerenti alle discipline oggetto di insegnamento della classe di concorso. La risposta corretta ad ogni domanda vale 0,5 punti, la risposta non data o errata vale 0 punti. La durata del test è di 3 ore“.
Adesso, giusto per farvi capire la follia burocratica a cui va incontro il 25enne brillante appena laureato, che decide di intraprendere il percorso ad ostacoli del diventare insegnante, vi elenco una serie di disposizioni che doveva conoscere (se a te, lettore, sono venute le traveggole salta direttamente l’elenco che segue e leggi solo le conclusioni):
1. la definizione dei posti disponibili per il TFA, è il prodotto della somma di fabbisogno delle scuole (posti liberi e pensionamenti) e delle proposte delle Università. Il risultato è stato l’assenza di alcune classi di concorso ed eccesso di posti per altre (in alcuni casi in esubero a livello nazionale)
2. Non è stata prevista l’attivazione del TFA per tutte le discipline artistiche e musicali ( di cui si occupa l’AGAM), rinviata al 2012/2013
3.Attivazione solo a partire dal 2012/2013 delle lauree magistrali relative alla scuola secondaria di I grado
4. Il calendario delle prove di accesso al TFA in preparazione prevede il primo step nei test tra il 20 giugno ed il 20 luglio 2012 ( saranno evitate le giornate in coincidenza con gli esami di stato)
5. Per i docenti con 360 giorni di servizio, sono in corso approfondimenti normativi sulle modalità di svolgimento delle prove e sull’accesso al TFA (il Ministro è intenzionato a proporre un emendamento nel decreto semplificazioni in discussione al Senato)
6. l’acquisizione di crediti/esami mancanti deve avvenire prima dell’iscrizione alle prove del TFA
7. per la lingua straniera nella scuola secondaria di I grado,i corsi del TFA saranno distinti per singola lingua.La doppia lingua ( quindi inglese + altra lingua comunitaria) sarà prevista solo nella futura laurea magistrale
8. sarebbe auspicabile che le Università trovassero un accordo sul costomedio dei corsi per il TFA (quindi assimilarlo a quello di un singolo anno accademico)
9. il decreto relativo ai tutor organizzatori ed ai tutor dei tirocinanti è già stato firmato, mentre non c’è ancora nessuna novità per i tutor di scuola, sia per la loro selezione che per il riconoscimento del lavoro svolto
10. le procedure per la ridefinizione delle classi di concorso sono ancora in corso e presumibilmente sarà un iter lungo in quanto, a causa delle tante modifiche subite dal testo approvato nel 2009, è prevista una nuova “prima lettura” in Consiglio dei Ministri è allo studio una proposta interna alla Direzione del personale in merito all’idoneità/abilitazione degli insegnanti di laboratorio (ITP), che non erano stati inclusi nel D.M.249/10 sulla formazione iniziale
Andiamo avanti. Dunque siamo alla fase “primo step”, i test preselettivi.
In questi giorni dai candidati alle prove preselettive ci arrivano notizie che le cose non stiano andando proprio nel verso giusto e segnalano:
errori nella formulazione delle domande, mancanza di unicità nella possibilità della risposta, un eccessivo nozionismo che non denota certo attenzione alla peculiarità dell’azione didattica e della sua ricaduta nell’ambito della formazione della persona.
Però gli esaminandi lo sanno che tra test di questo genere e il Trivial Pursuit non c’è poi molta differenza. Mentre c’è un abisso tra le declamazioni a favore di una scuola all’avanguardia, moderna, innovativa e basata sul merito e la mediocrità solita delle vicende di cui leggiamo. A parte che le domande e le risposte del Trivial Pursuit in genere sono sempre esatte.
Prese dalla curiosità abbiamo consultato il sito del Cineca. Giusto per capire di cosa stiamo parlando. E vi si trovano tutte le batterie dei test svolti finora con relativi quesiti e risposte ( https://tfa.cineca.it/pubb_compiti.php ). Le leggiamo uno per uno, anche quelle famigerate in arabo. Tanto c’è poco da capire.
Alla fine dei quesiti, infatti, ciascuna batteria di test (non una, ma tutte) reca la dicitura :
“IN TUTTI I QUESITI PROPOSTI LA SOLUZIONE E’ LA RISPOSTA ALLA LETTERA A)
*************FINE DELLE DOMANDE********* ”
Leggo il primo test e, alla fine c’è questa dicitura. Leggo il secondo: la stessa dicitura. Il terzo pure. Il quarto…. Tutti.
Bastava, e basterà, visto che i test sono ancora in corso per le altre discipline, segnare con una X sempre e solo la risposta corrispondente alla A).
Ma è possibile? Dei veri geni questi del Cineca, al di là del contenuto e della formulazione di domande e risposte, su cui tanti, sindacati, esaminandi, docenti, si stanno interrogando, questa ci sembra, come direbbe un mio alunno qualunque “Prof!! Una figata pazzesca!! Il test è molto più facile dell’INVALSI!! Basta mettere sempre e solo la crocetta nello stesso posto!!”
Qualcuno mi dice: ma no, tranquilla, è per semplificare, poi le risposte vengono mescolate nei singoli test…Sì? La scuola del merito. Sì, certo.
di Mila Spicola - 26 luglio 2012

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