Precari della scuola: il diritto alle ferie non si tocca...fino al 31 agosto 2013
Il comunicato del Ministero(...)La Direzione generale per le politiche finanziarie e per il bilancio comunica l'avvenuta assegnazione alle istituzioni scolastiche delle risorse finanziarie per il pagamento delle supplenze brevi comprese quelle necessarie per il pagamento delle ferie, nella misura definita dal CCNL cioè 30/360 per i giorni di servizio previsti dal contratto.Analogamente, la liquidazione ed il pagamento del compenso sostitutivo per le ferie non fruite dal personale docente ed ATA, titolare di contratti di lavoro a tempo determinato sino al termine delle attività didattiche, è effettuata dal Ministero dell'economia e delle finanze, Ragionerie Territoriali dello Stato, al quale i dirigenti scolastici trasmetteranno gli atti necessari.Roma, 12 giugno 2013Il Direttore Generalescheda a cura di Marco Barone
Il 29 dicembre 2012 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 la legge di stabilità 2013, entrata in vigore il 1° gennaio 2013 ; l’art. 1, comma 54 prevede che "Il personale docente di tutti i gradi di istruzione fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative. Durante la rimanente parte dell’anno la fruizione delle ferie è consentita per un periodo non superiore a sei giornate lavorative subordinatamente alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale senza che vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica." Il comma 55 al comma 8 dell’art. 5, del decreto-legge 95/2012 normava che "Le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e non danno luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. La presente disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilita’, dimissioni, risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di eta’. Eventuali disposizioni normative e contrattuali piu’ favorevoli cessano di avere applicazione a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto. La violazione della presente disposizione, oltre a comportare il recupero delle somme indebitamente erogate, e’ fonte di responsabilità’ disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile. Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività’ didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui e’ consentito al personale in questione di fruire delle ferie.Ed infine il comma 56 dell’art. 1, afferma che le clausole contrattuali contrastanti con le disposizioni introdotte in materia di fruizione dei periodi di ferie dai commi 54 e 55 del medesimo articolo, saranno disapplicate dal 1° settembre 2013.Si è ancora in attesa di una circolare specifica da parte del MIUR , ma l’unica cosa certa che emerge, a parer nostro, sino ad oggi è che fino al fino al 31 agosto 2013, come previsto dal comma 56,rimangono in vigore le norme contrattuali , articolo 13 comma 9 ed articolo 19 comma 2 del CCNL scuola, anche se in contrasto con il dettato normativo considerato. Dunque le ferie maturate e non usufruite per il corrente anno scolastico andranno monetizzate e tutti i Dirigenti che hanno imposto d’ufficio le ferie per negare la monetizzazione, come da noi denunciato più volte, hanno compiuto un mero atto illegittimo.Dal 1 settembre 2013 le cose, salvo nuovi cambiamenti, muteranno in linea con quanto definito dalla Legge di Stabilità che abroga le disposizioni contrattuali più favorevoli per i lavoratori, infatti, da quel momento, i giorni non fruiti, dal personale interessato, durante un eventuale periodo di sospensione delle lezioni, compreso nell’ambito del rapporto di lavoro in itinere, verranno detratti dal numero complessivo dei giorni maturati e pertanto non saranno pagati.
PRECARI UNITI IN LOTTA
Questa volta il ministro Profumo ha fatto male i suoi calcoli e la carta del concorso si è rivelata un boomerang, riuscendo a scontentare davvero tutto il composito universo del precariato scolastico: abilitati, non abilitati, neo-laureati, iscritti e non iscritti alle graduatorie a esaurimento, code e pettini, Nord e Sud.
I docenti precari della scuola pubblica italiana hanno avuto la forza di ritrovarsi insieme, discutere, unirsi e scendere in piazza con un comune obbiettivo. Un confronto che dura dall’estate, che ha portato a tre giorni di presidio davanti al Ministero, che ha portato a un’assemblea nazionale, che ha deciso e voluto fortemente questa manifestazione. Una mobilitazione che non ha dato tregua al ministro, accompagnato e inseguito da una contestazione costante in tutte le sue recenti uscite pubbliche: a Pisa come a Modena, a Reggio Emilia, a Torino, a Viterbo, a Napoli e a Roma.
Le ragioni, la rabbia e la gioia di ritrovarsi insieme che abbiamo visto in questi giorni di preparazione e nella giornata della manifestazione romana siano dunque un punto di partenza e non di arrivo, l’inizio di una nuova stagione di lotta per tutti i docenti, precari e non. Sia questo l’inizio di una mobilitazione permanente a partire dai territori, dalle scuole, da ogni singolo insegnante. Ritorneremo nelle scuole, e ci ritroveremo a scontrarci con la realtà di sempre: aule sovraffollate, scuole che crollano, strapotere dei presidi; troveremo i docenti considerati inidonei che chiederanno di unirci alla loro sacrosanta causa, gli assistenti amministrativi e tecnici precari che rischiano il licenziamento e gli insegnanti di sostegno alle prese con 4, 5, 6, 7 studenti certificati. E ancora, troveremo chi cercherà di far passare l’“Aprea” sotto mentite spoglie e il suo progetto di privatizzazione della scuola. Da oggi avremo a che fare con il concorso-farsa e di un nuovo bando ad aprile, con nuove regole che cercheranno di imporre la chiamata diretta da parte dei presidi.
L’unità ritrovata nella lotta contro il concorso si trasformi in un’onda lunga che, partendo dallo specifico del precariato, sia in grado di coinvolgere tutti i soggetti della scuola pubblica, per una stagione duratura e non momentanea di mobilitazione, perché il sapere e la conoscenza sono beni comuni irrinunciabili.
PROGRAMMI DEL CONCORSO PER IL PRIMO E SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE
CONCORSO TRUFFA: avvertenze, programmi e classi disponibili
AVVERTENZE GENERALI
I candidati ai concorsi per posti di insegnamento nella scuola dell’infanzia, primaria, e per gli istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado, devono essere in possesso dei seguenti requisiti culturali e professionali in ordine al settore o ai settori disciplinari previsti da ciascuna classe di concorso:
Sicuro dominio dei contenuti delle discipline.
Preparazione sui fondamenti epistemologici e conoscenza critica delle discipline.
Conoscenza di una lingua straniera comunitaria.
Capacità di orientarsi sul versante della ricerca pedagogico-didattica e delle scienze dell’educazione e attitudini a selezionare le impostazioni metodologiche più idonee e coerenti con gli obiettivi formativi delle discipline oltre che con il potenziale di apprendimento proprio del livello di età dei discenti.
Preparazione disciplinare e competenza pedagogico-didattica che garantiscano il possesso di attitudini a collocare gli argomenti in corrette e motivate ipotesi di successione di apprendimenti all’interno delle attività di programmazione del Consiglio di classe.
Conoscenza dei fondamenti della psicologia dello sviluppo dell’età evolutiva e cognitiva.
Conoscenza delle tematiche valutative rientranti in un processo che lega la valutazione ad un percorso di miglioramento continuo, e che affronti problematiche quali la valutazione iniziale, formativa e sommativa.
Conoscenza dei modi e degli strumenti idonei all’attuazione di una didattica integrata e personalizzata, coerente con i bisogni formativi dei singoli studenti, in particolare di quelli diversamente abili.
Conoscenza delle odierne problematiche dell’educazione permanente e dell’orientamento.
Possesso della metodologia della ricerca nel reperimento e nell’uso delle fonti, attraverso strumenti bibliografici e digitali. Pratica dei sussidi didattici, compresi quelli multimediali, cui far ricorso per il proprio aggiornamento culturale e professionale.
Conoscenza delle competenze degli organi collegiali e capacità d’interagire efficacemente con gli stessi.
Capacità di lavoro in gruppo per l’elaborazione e lo sviluppo di un’articolata programmazione didattico - educativa, nell’ambito del progetto di istituto.
Conoscenza delle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo, dei licei e delle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali.
Conoscenza del ruolo formativo assegnato ai singoli insegnamenti in relazione alle finalità formative perseguite dai curricoli anche in vista della elaborazione di proposte migliorative innovative, proiettate al successo formativo degli studenti.
Conoscenza del Piano dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche.
Conoscenza della dimensione Europea dell’insegnamento.
Competenze digitali relative all’utilizzo dei programmi: Word, Excell, Outlook, Power Point.
Padronanza di competenze sociali, relative all’organizzazione dell’apprendimento e alla gestione di gruppi e relazioni, per la conduzione dei rapporti con i diversi soggetti del territorio.
Ai fini dell’ammissione alle prove scritte i candidati devono superare una prova di preselezione, unica per tutti i candidati e per tutto il territorio nazionale, volta all’accertamento delle capacità logiche, di comprensione verbale del testo, nonché delle competenze digitali e della conoscenza della lingua straniera prescelta
La prova scritta consisterà in una prova semistrutturata a risposta aperta finalizzata ad accertare la padronanza delle discipline con riferimento al relativo programma. Per le discipline artistiche la prova scritta potrà strutturarsi anche come prova scritto-grafica. La durata della prova scritta o scritto-grafica, quando non sia espressamente stabilita nel relativo programma, è fissata contestualmente all’argomento della prova assegnata.
La prova pratica verte, quando prevista, in una prova di laboratorio sugli stessi argomenti e con le stesse finalità della prova scritta. La durata della prova pratica, quando non espressamente indicata nel programma d’esame, è fissata dalla commissione esaminatrice.
La prova orale consisterà in una lezione simulata ed in un colloquio, finalizzati ad accertare le competenze professionali in ambito metodologico-didattico e comunicativo nonché le competenze digitali e di conversazione nella lingua straniera comunitaria prescelta dal candidato. Per la scuola primaria la lingua è l’inglese. La prova orale si svolgerà nell’ordine stabilito dalla commissione esaminatrice.
Al via l’assunzione dei professori ecco chi potrà fare il "concorsone"
I tecnici del ministero hanno definito i requisiti. Saranno 11mila 892 i docenti che verranno scelti tramite un concorso, il primo dopo 13 anni, ma solo per alcune "classi"
Salvo Intravaia la Repubblica, 8.9.2012
ECCO chi potrà fare il "concorsone" per 11.892 cattedre nella scuola. La riunione tra i tecnici del ministero e i sindacati è terminata e si cominciano a delineare gli aspetti più importanti del concorso che sta tenendo sulle spine centinaia di migliaia di abilitati e semplici laureati. Un primo aspetto riguarda chi potrà partecipare al concorso. Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, aveva anticipato che il concorso, dopo 13 anni, verrà bandito soltanto per alcune classi di concorso. E da qual momento sono cominciate a circolare mille ipotesi. La più accreditata era quella secondo la quale, a scapito di coloro che sono in possesso di un titolo umanistico, sarebbero stati avvantaggiati gli abilitati nelle materie scientifiche.
Ma l’informativa dei tecnici di viale Trastevere chiarisce anche questo: concorso in vista per i docenti di Italiano, Filosofia, Latino e Greco, tra le altre. Ed ecco il dettaglio delle classi di concorso "prescelte". Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria il concorso, in presenza di posti disponibili, si svolgerà in quasi in tutte le regioni, ma se in alcune realtà - soprattutto al Sud - i posti disponibili dovessero essere pochi il ministero potrebbe optare per un raggruppamento di regioni: al massimo due. Il concorso verrà bandito esclusivamente per i posti disponibili e avrà durata triennale.
Quest’ultima, rappresenta una sorpresa anche per gli stessi sindacati: gli 11.892 posti saranno assegnati, in sostanza, nell’arco di un triennio. Niente graduatorie biennale, quindi. Per la scuola media, il concorso - sempre in presenza di posti disponili in ambito regionale - sarà bandito soltanto per alcune materie, che nella complicata lingua scolastica sono contrassegnate da codici alfanumerici: A028, A030, A033, A043, A059, A245 e A345. Niente concorso, e possibilità di acciuffare una cattedra, per tutte le altre materie. Stesso discorso alle superiori. Potranno partecipare al concorso soltanto gli abilitati - o i laureati - nelle seguenti classi di concorso: A017, A019, A020, A025, A029, A034, A036, A037, A038, A047, A049, A050, A051, A052, A060, A246, A346, C430.
Sul fronte dei titoli di ammissione è stato chiarito che, per la scuola primaria e dell’infanzia, potranno partecipare alla selezione gli abilitati, i laureati in Scienze della formazione e anche i diplomati entro l’anno scolastico 2001/2002 che nel 1999 non hanno partecipato all’ultima kermesse. Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, l’accesso alle prove sarà riservato a coloro che sono già in possesso di un’abilitazione all’insegnamento e ai laureati in possesso di un titolo di studio del vecchio ordinamento: conseguito entro l’anno 2001/02, per i corsi di studio quadriennali, 2002/03 per quelli quinquennali e 2003/04 per quelli di sei anni di durata.
Mantova il giudice ordina: reintegrate i precari
corso le nomine
Nuovo colpo di scena nella vertenza dei precari della scuola esclusi dalle nomine per aver ottenuto, grazie a una sentenza, il pagamento di tutti gli arretrati relativi agli anni di attività svolti a tempo determinato. Ieri mattina lo stesso giudice del lavoro, su ricorso presentato dall’avvocato Giuseppina Coppolino, a nome di una dozzina di ricorrenti, ha emesso un provvedimento d’urgenza con il quale ordina al ministero della Pubblica istruzione di reinserire gli esclusi nelle rispettive graduatorie e nella posizione precedentemente occupata. L’ordinanza è stata notificata, sempre ieri mattina, da un ufficiale giudiziario, all’istituto Vinci, dov’erano in corso le nomine dell’area scientifica. Un fulmine a ciel sereno che ha costretto i dirigenti scolastici ad una riunione urgente per decidere il da farsi. Dunque è ancora caos. Anche perché il giudice del lavoro Susanna Mantovani nel suo dispositivo è estremamente chiara. Chiara anche nello smentire delle frasi attribuitele dal ministero e fatte proprie dal provveditorato agli studi. «Nelle sentenze passate in giudicato - ribadisce nel provvedimento - non è ravvisabile la locuzione “il carattere illecito dei contratti e vieta all’amministrazione di avvalersi nuovamente di quel lavoratore per il futuro”: frasi presenti nella comunicazione del Miur del 5 settembre.
Frasi utilizzate dall’amministrazione scolastica per escludere i ricorrenti dalle graduatorie in cui erano inseriti. Pertanto l’ordinanza del giudice così si conclude: «Accertata l’illegittimità
della esclusione dei ricorrenti, ordina al ministero di reinserire gli stessi nelle rispettive graduatorie. Fissa per la comparizione delle parti l’udienza del 25 settembre e dispone che i ricorrenti provvedano alla notifica del ricorso e del decreto all’amministrazione entro il 14
settembre». Come l’hanno presa i dirigenti del provveditorato che si sono visti arrivare l’ufficiale giudiziario? Non proprio bene, dal momento che si è trattato di un provvedimento del tutto inaspettato. Grande incertezza quindi proprio all’inizio delle lezioni scolastiche. Abbiamo cercato di parlare con il provveditore reggente Francesca Bianchessi. «So della decisione del giudice - c’ha risposto - ma ora ho da fare e la saluto». Intanto la procura ha aperto un’inchiesta a seguito di un esposto consegnato dall’avvocato Giuseppina Coppolino al procuratore capo Antonino Condorelli, che si sta occupando del caso.
(go) Gazzetta di Mantova
Alcune considerazioni sull’ambaradan di inizio d’anno, tra concorsi, precariato e graduatorie
IL CONCORSO E’ UNA TRUFFA
IL CONCORSO E’ UNA TRUFFA
I Cobas Scuola del Veneto fanno propria l’indicazione dei precari di Pisa e Lucca che postiamo qui di seguito ed invitano tutti i lavoratori della scuola a mobilitarsi contro il CONCORSO TRUFFA per costruire una piattaforma condivisa che superi i piccoli - legittimi - interessi di parte e metta al centro:
* la stabilizzazione dei precari su tutte le cattedre vacanti*
* la ridiscussione del reclutamento*
* 20 alunni per classe*
* il rinnovo contrattuale*
* la democrazia sindacale*
Cobas Scuola del VenetoCome precari e precarie Cobas Scuola di Pisa e di Lucca aderiamo con convinzione al presidio che verrà effettuato a Roma presso il MIUR a partire dal 4 settembre . Sacrosanta è la protesta contro i concorsi-truffa, di cui il primo sarà bandito il prossimo 24 settembre: una presa in giro tanto per i neolaureati che per i precari inseriti da anni nelle GAE.
Concorsi-truffa che sembrano veramente la ciliegina sulla torta, dopo anni di intollerabili negazioni dei diritti perpetrate ai danni di tutto il personale della scuola, precario e non, e della stessa scuola pubblica. Usciamo da tre anni di tagli imposti dal duo Tremonti-Gelmini, con la perdita di 143.000 posti di lavoro tra il personale precario docente e ATA: in pratica, il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica. E le previsioni di organico per il personale precario docente riguardo l’anno scolastico che sta iniziando continuano a essere enormemente sottodimensionate.
22.000/24.000 posti saranno assegnati a ruolo: una cifra equivalente al numero dei docenti che andranno in pensione, niente di più! Tanto per farsi un’idea, per il sostegno sono previsti 1.991 posti a fronte dei circa 38.000 che lo scorso anno erano stati occupati da una supplenza fino al termine delle attività didattiche. Come al solito, questi posti saranno ricavati per metà dalle GAE, per metà dal vecchio concorso del 1999. Un bel risparmio per il MIUR, visto che chi va in pensione ha lo stipendio al massimo tabellare, mentre i neoassunti avranno per nove anni lo stipendio al minimo, grazie al contratto separato firmato da CISL-UIL-SNALS-GILDA il 19 luglio del 2011.
A fronte di questi numeri così esigui, si prevede un’ondata di cattedre a tempo determinato: forse ancora più (aumenta il numero degli iscritti) dei 107.000 supplenti chiamati in cattedra lo scorso anno fino al termine delle lezioni o fino al 31 agosto, comunque a tempo determinato: 1 ogni 6 insegnanti di ruolo! Cattedre che, per inciso, sarebbero molte di più se le tendenze post-Gelmini non avessero portato a saturare il numero di alunni per classe, spesso stipate con 30 e più studenti in barba a qualsiasi norma di sicurezza e di buon senso. Cosa significa? Significa che, dal momento che si assegnano cattedre vacanti per periodi che coprono tutto l’anno scolastico, LE CATTEDRE CI SONO, E SONO CATTEDRE DI DIRITTO E NON DI FATTO! Ma trasformandole in cattedre di diritto queste sarebbero trasformate in immissioni in ruolo… E al MIUR questo non conviene, dal momento che, a parità di responsabilità, obblighi e mansioni, ogni precaria/o della scuola costa qualcosa come 9.000 euro in meno l’anno rispetto a un collega di ruolo!
È dunque solo per una questione di puro sfruttamento che viene mantenuto l’esercito di riserva del precariato (a cui si sta tentando di scippare anche il vitale diritto al pagamento delle ferie non godute), anche a costo di penalizzare, oltre che il personale docente, anche l’intero sistema dell’istruzione pubblica, a danno soprattutto degli stessi studenti: classi-pollaio, negazione del diritto al sostegno (casistica in cui rientrano gli insegnanti “in esubero” costretti a riciclarsi in insegnanti di sostegno), insegnanti dichiarati “inidonei” e ingiustamente declassati, sistemi di “valutazione” di studenti, insegnanti e scuole attraverso “test” che degradano la didattica virtuosa, tentativi di privatizzare la scuola con la riesumazione dell’“Aprea” sotto mentite spoglie.
È IN QUESTA SITUAZIONE CHE DAL MINISTERO VIENE GIOCATA LA CARTA “RISOLUTIVA” DEL CONCORSO!
Anzi, dei concorsi: 2 in 2 anni. Con criteri assolutamente fuori dal mondo.Un primo concorso (11.892 posti) che sarà bandito il prossimo 24 settembre, taglia fuori i laureati post-2003-04; prevede una prova selettiva basata sui soliti screditati quiz – per partecipare alla quale bisognerà presumibilmente sborsare una “tassa d’esame” di 100 €; prevede una ridicola e avvilente simulazione di lezione di fronte a una commissione. Si tratta di un concorso che non aggiungerà 1 solo posto a quelli già previsti per l’entrata in ruolo nel prossimo anno in sostituzione dei pensionamenti, e che semplicemente sostituirà dal prossimo anno le graduatorie del concorso 1999 nell’attribuzione metà da GAE/metà da concorso.
Un secondo concorso, che sarà invece bandito a settembre del prossimo anno, scalzerà il concorso prossimo venturo e si baserà su criteri ancora più squallidi: aperto solo ai già abilitati (tramite concorso, S.S.I.S. o T.F.A.) e gestito – pare – scuola per scuola, nascondendo una vera e propria assunzione diretta da parte dei presidi!!
In questo clima un infame battage pubblicitario sta presentando i concorsi come “privilegio della classe insegnante”, unico settore dove invece di licenziare si assume!!! E sfrutta i trabocchetti del regolamento concorsuale per presentare i docenti precari come spaccati fra loro e intenti a preservare chissà quali diritti e quali precedenze!
Anche per questo, BEN VENGA LA MOBILITAZIONE UNITARIA DEL VARIEGATO MONDO DEL PRECARIATO SCOLASTICO DOCENTE che, oltre alla sacrosanta OPPOSIZIONE AL CONCORSO-TRUFFA,
abbia ben chiara la situazione di COMUNE SOFFERENZA DELLA SCUOLA PUBBLICA NEL SUO INSIEME,
e che sappia individuare le cause dirette di questa sofferenza e le soluzioni NECESSARIE:
FINE DELLA TRUFFA ORGANICO DI FATTO-ORGANICO DI DIRITTO, IMMISSIONE IN RUOLO SU TUTTI I POSTI DISPONIBILI,
e in ogni caso,
PARITÀ DI TRATTAMENTO TRA PERSONALE A TEMPO DETERMINATO E A TEMPO INDETERMINATO
RITIRO DEI TAGLI
APERTURA DI UN PARTECIPATO DIBATTITO SUL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE DOCENTE,
o CHE ESCLUDA L’ASSUNZIONE DIRETTA DA PARTE DEI PRESIDI,
o CHE TENGA CONTO DELLE LEGITTIME ESIGENZE DI TUTTO IL PERSONALE PRECARIO DOCENTE DELLA SCUOLA:
§ DI CHI SI TROVA DA ANNI NELLE GAE
§ DEI NON-ABILITATI (NON SOLO NEO-LAUREATI) CHE HANNO DIRITTO A UN PERCORSO ABILITANTE E QUALIFICATO PER L’INSEGNAMENTO, al di là del CONCORSO, STRUMENTO CLIENTELARE NON UTILE AI FINI DI UNA SERIA VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE E COMPETENZE DEL FUTURO DOCENTE.
Precari e precarie COBAS delle province di Pisa e di LuccaCOSA DEVONO FARE I SUPPLENTI ANNUALI AI QUALI SCADE IL 31 AGOSTO IL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO?
Guida sulle immissioni in ruolo 2012/13
LE FERIE NON GODUTE VANNO PAGATE. modulo richiesta
LE CONVOCAZIONI PER LE IMMISSIONI IN RUOLO AVVERRANNO ANCHE TRAMITE LE MODALITA’ TRADIZIONALI
Ai Direttori Generali degli U.S.R.
Ai Dirigenti delle sedi provinciali degli U.S.R.
TFA? Rispondi A
Niente. Non si smentiscono mai. I produttori seriali di pasticci si concentrano ormai da tempo in viale Trastevere. Argomento? TFA, Tirocini Formativi Attivi.
Che cos’è mai? Il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) è un corso abilitante all’insegnamento istituito quest’anno nelle università. Esso ha durata annuale e attribuisce, tramite un esame finale – sostenuto davanti a una commissione mista composta da docenti universitari, un insegnante “tutor” in ruolo presso gli istituti scolastici e un rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) o del MIUR – il titolo di abilitazione all’insegnamento in una delle classi di abilitazione all’insegnamento (leggi per ciascuna materia) . Il TFA è attivato per ciascuna classe di abilitazione secondo il fabbisogno. L’accesso è a numero chiuso ed è stato programmato dal MIUR. Il MIUR ha comunicato entro il mese di febbraio agli USR le esigenze di reclutamento per ogni classe di abilitazione e in base a quelle esigenze ha fissato i “numeri” di posti disponibili per ciascuna classe di concorso.
Non fatevi venire il mal di testa. Tutto quello che riguarda la parola “MIUR” e “Ministero” è sempre stata macchinosa e oscura, come se, capirne le dinamiche e il linguaggio, fosse una delle prove da superare per diventare insegnante. Inizio dalla conclusione: diventare insegnante è come attraversare una favola dei fratelli Grimm, tra streghe e draghi, con la sicurezza però che alla fine non tutti vivranno felici e contenti. Molti ci rinunciano, in genere i migliori. Come rifletteva ieri la scrittrice Silvia Avallone, aspirante docente, in un’amara lettere sul Corriere della Sera, è’ più facile diventare scrittrice apprezzata e di successo piuttosto che docente della scuola italiana. Come dire: chi ha detto che a scuola non c’è merito aveva ragione da vendere, peccato che chi lo ha detto e chi provoca questi disastri in genere coincida. Schizofrenia dovuta all’età o alle mancate, famigerate, competenze?
Torniamo ai TFA. Nel mese di luglio, cioè adesso, si stanno svolgendo i test preselettivi per poi essere ammessi agli esami a settembre per poi essere ammessi ai corsi annuali che iniziano a ottobre e, infine, per poi, dopo aver frequentato l’anno, essere ammessi all’esame finale, padre di tutti gli esami, che fornirà la benedetta abilitazione. Ripeto: non diventi insegnante, ti prendi solo l’abilitazione. Cioè allunghi la fila delle graduatorie dei precari. Il ministro smentisce, assicura che avranno proprio la cattedra. Concedeteci scetticismo.
Dunque, in questi giorni si svolgono i test preselettivi. E…Il caos: le “batterie” di 50 domande e di due testi con relative ulteriori domande contengono qualche strafalcione qua e là. Non so perchè ma ce lo aspettavamo, non dateci delle Cassandre, ma dopo il pasticcio dei test preselettivi della prova da Dirigente scolastico, se tanto mi da tanto…
Il Ministero si affanna a dichiarare che loro no, per carità, poco c’entrano: tutto era stato deciso prima, cioè nell’era Gelmini. Eppure, a fine marzo, il MIUR aveva bocciato i test della batteria preparati, ormai da tempo da Cineca ( Consorzio Interuniversitario – senza scopo di lucro- costituito da 51 Università italiane), perchè giudicati “troppo facili”.
Dunque chi di dovere chi di dovere si era messo all’opera per riformulare i quiz ( di fatto la riunione in cui il MIur ha respinto i test, si è tenuta il 21 marzo scorso), in tempo utile per giugno/luglio. E infine si era prodotto il bando con le regole delle preselezioni:
“il test preliminare mira a verificare le conoscenze disciplinari relative alle materie oggetto di insegnamento di ciascuna classe di concorso e le competenze linguistiche di lingua italiana. [...]è costituito da 60 quesiti, ciascuno formulato con 4 opzioni di risposta , tra le quali il candidato ne deve individuare l’unica esatta. Un numero pari a 10 quesiti sono volti a verificare le competenze in lingua italiana, anche attraverso quesiti inerenti la comprensione di uno o più testi scritti. Gli altri quesiti sono inerenti alle discipline oggetto di insegnamento della classe di concorso. La risposta corretta ad ogni domanda vale 0,5 punti, la risposta non data o errata vale 0 punti. La durata del test è di 3 ore“.
Adesso, giusto per farvi capire la follia burocratica a cui va incontro il 25enne brillante appena laureato, che decide di intraprendere il percorso ad ostacoli del diventare insegnante, vi elenco una serie di disposizioni che doveva conoscere (se a te, lettore, sono venute le traveggole salta direttamente l’elenco che segue e leggi solo le conclusioni):
1. la definizione dei posti disponibili per il TFA, è il prodotto della somma di fabbisogno delle scuole (posti liberi e pensionamenti) e delle proposte delle Università. Il risultato è stato l’assenza di alcune classi di concorso ed eccesso di posti per altre (in alcuni casi in esubero a livello nazionale)
2. Non è stata prevista l’attivazione del TFA per tutte le discipline artistiche e musicali ( di cui si occupa l’AGAM), rinviata al 2012/2013
3.Attivazione solo a partire dal 2012/2013 delle lauree magistrali relative alla scuola secondaria di I grado
4. Il calendario delle prove di accesso al TFA in preparazione prevede il primo step nei test tra il 20 giugno ed il 20 luglio 2012 ( saranno evitate le giornate in coincidenza con gli esami di stato)
5. Per i docenti con 360 giorni di servizio, sono in corso approfondimenti normativi sulle modalità di svolgimento delle prove e sull’accesso al TFA (il Ministro è intenzionato a proporre un emendamento nel decreto semplificazioni in discussione al Senato)
6. l’acquisizione di crediti/esami mancanti deve avvenire prima dell’iscrizione alle prove del TFA
7. per la lingua straniera nella scuola secondaria di I grado,i corsi del TFA saranno distinti per singola lingua.La doppia lingua ( quindi inglese + altra lingua comunitaria) sarà prevista solo nella futura laurea magistrale
8. sarebbe auspicabile che le Università trovassero un accordo sul costomedio dei corsi per il TFA (quindi assimilarlo a quello di un singolo anno accademico)
9. il decreto relativo ai tutor organizzatori ed ai tutor dei tirocinanti è già stato firmato, mentre non c’è ancora nessuna novità per i tutor di scuola, sia per la loro selezione che per il riconoscimento del lavoro svolto
10. le procedure per la ridefinizione delle classi di concorso sono ancora in corso e presumibilmente sarà un iter lungo in quanto, a causa delle tante modifiche subite dal testo approvato nel 2009, è prevista una nuova “prima lettura” in Consiglio dei Ministri è allo studio una proposta interna alla Direzione del personale in merito all’idoneità/abilitazione degli insegnanti di laboratorio (ITP), che non erano stati inclusi nel D.M.249/10 sulla formazione iniziale
Andiamo avanti. Dunque siamo alla fase “primo step”, i test preselettivi.
In questi giorni dai candidati alle prove preselettive ci arrivano notizie che le cose non stiano andando proprio nel verso giusto e segnalano:
errori nella formulazione delle domande, mancanza di unicità nella possibilità della risposta, un eccessivo nozionismo che non denota certo attenzione alla peculiarità dell’azione didattica e della sua ricaduta nell’ambito della formazione della persona.
Però gli esaminandi lo sanno che tra test di questo genere e il Trivial Pursuit non c’è poi molta differenza. Mentre c’è un abisso tra le declamazioni a favore di una scuola all’avanguardia, moderna, innovativa e basata sul merito e la mediocrità solita delle vicende di cui leggiamo. A parte che le domande e le risposte del Trivial Pursuit in genere sono sempre esatte.
Prese dalla curiosità abbiamo consultato il sito del Cineca. Giusto per capire di cosa stiamo parlando. E vi si trovano tutte le batterie dei test svolti finora con relativi quesiti e risposte ( https://tfa.cineca.it/pubb_compiti.php ). Le leggiamo uno per uno, anche quelle famigerate in arabo. Tanto c’è poco da capire.
Alla fine dei quesiti, infatti, ciascuna batteria di test (non una, ma tutte) reca la dicitura :
“IN TUTTI I QUESITI PROPOSTI LA SOLUZIONE E’ LA RISPOSTA ALLA LETTERA A)
*************FINE DELLE DOMANDE********* ”
Leggo il primo test e, alla fine c’è questa dicitura. Leggo il secondo: la stessa dicitura. Il terzo pure. Il quarto…. Tutti.
Bastava, e basterà, visto che i test sono ancora in corso per le altre discipline, segnare con una X sempre e solo la risposta corrispondente alla A).
Ma è possibile? Dei veri geni questi del Cineca, al di là del contenuto e della formulazione di domande e risposte, su cui tanti, sindacati, esaminandi, docenti, si stanno interrogando, questa ci sembra, come direbbe un mio alunno qualunque “Prof!! Una figata pazzesca!! Il test è molto più facile dell’INVALSI!! Basta mettere sempre e solo la crocetta nello stesso posto!!”
Qualcuno mi dice: ma no, tranquilla, è per semplificare, poi le risposte vengono mescolate nei singoli test…Sì? La scuola del merito. Sì, certo.
di Mila Spicola - 26 luglio 2012


