SOLIDARIETÀ A BOBO APRILE. NO ALLA LIMITAZIONE DEL DIRITTO DI MANIFESTARE

mercoledì 22 luglio 2026

Esprimiamo solidarietà al compagno Roberto Aprile, denunciato per aver manifestato e parlato ad Amendolara il 6 giugno in ricordo dei quattro migranti uccisi alla stazione di benzina sulla Statale 106. 

La questione è politica. 

La denuncia è la risposta di un governo che con i decreti sicurezza del febbraio 2026 cerca di chiudere il dissenso, allineato a chi sceglie guerre e riarmo e che trova sponda in quel fronte sindacale e politico - CGIL e campo largo- che ha tagliato diritti per anni e che ad Amendolara ha fatto da scudo alla repressione.


Bobo Aprile affronterà il processo, rifiutando la multa. Noi lo sosteniamo perché il punto è il diritto di manifestare e chi decide chi può ricordare e chi no.


Confederazione Cobas Umbria

22.07.2026

CHI È DI RUOLO LAVORA DI PIÙ, MENO PRECARI AL LAVORO. GLI STIPENDI NON CRESCONO MAI

mercoledì 8 luglio 2026

 i COBAS SCUOLA invitano le/i colleghe/i a tempo indeterminato a non accettare alcuna ora in più oltre le 18 ore di cattedra, evitando di cannibalizzare le cattedre per le/i precari/e. 

Dobbiamo lottare per aumenti salariali di sostanza, con scioperi e boicottando tutte le attività aggiuntive, ma non sottrarre lavoro ai precari o introdurre il principio pauperistico che aumentano gli stipendi solo lavorando di più.

Con la Nota MIM n. 16054/2026, per la prima volta viene richiesta preventivamente al personale docente di ruolo la disponibilità a “cannibalizzare” le ore residue, e anche in assenza di spezzoni disponibili. Viene sondata apriori la disponibilità dei/lle docenti di ruolo a lavorare di più – a scapito di precari/e – per aumentare i propri miseri stipendi.

Infatti, la Nota ministeriale prevede che entro il 15 luglio «Il dirigente scolastico, interpellati tutti i docenti titolari nella istituzione scolastica per l’a.s. 2026/2027, ivi compresi coloro che hanno ottenuto la mobilità in ingresso, ne acquisisce formalmente la disponibilità a svolgere ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo fino a un massimo di 6 nelle classi di concorso (ovvero sul sostegno) per le quali sono in possesso dell’abilitazione (o della specializzazione). L’acquisizione della disponibilità dei docenti deve riguardare tutte le classi di concorso presenti nell’istituzione scolastica, a prescindere dall’esistenza, all’atto della rilevazione, di spezzoni orari inferiori a 7 ore».
Acquisite queste disponibilità il ds dovrà poi comunicarle all’ambito territoriale competente entro il 20 luglio.

Da sempre siamo contrari a questa pratica proprio perché:
1. le ore sono sottratte a colleghe/i precare/i che si troveranno senza la possibilità di ricevere una supplenza sugli spezzoni fino a 6 ore e accettarle mina la solidarietà tra lavoratori e lavoratrici.
2. si legittima l’idea che le/gli insegnanti lavorino poco e che l’orario possa essere esteso fino a 24 ore di lezione, come se niente fosse.
3. si avalla l’idea che il nostro problema salariale si risolva lavorando di più.

Ci sembrano ragioni più che valide per non compilare la dichiarazione di disponibilità o per revocare la comunicazione eventualmente già inviata.

Di seguito il comunicato del Coordinamento Precariə Scuola Bologna

* * *

Il “geniale” piano del MIM: chi è di ruolo lavora di più, chi è precario non lavora più e gli stipendi non crescono mai

Nell’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 che disciplina l’assegnazione delle supplenze per il biennio 2026-2028, il comma 3 dell’articolo 2 inizia con un inequivocabile: «Al fine di ridurre il numero dei contratti a tempo determinato su spezzone orario […] e, al contempo, incrementare l’entità oraria delle supplenze […]».
Che cosa ha in mente il ministero dell’istruzione? Vuole fare in modo che «tutte le disponibilità orarie […] che non costituiscono posto intero o cattedra [siano] aggregate tra loro a livello territoriale per formare posti-orario; […] è privilegiata la formazione di posti interi e cattedre o, comunque, di aggregazioni con la maggior entità oraria possibile».

Tradotto: ci saranno accorpamenti di cattedre non intere (cioè meno di 18 ore) per avere così meno supplenze disponibili. E ci saranno anche cattedre che, in questo modo, si formeranno su più scuole, costringendo chi è precariə a spostamenti continui e incessanti per tappare i buchi del ministero dell’istruzione.
Insomma, si risparmia sulla già martoriata pelle di chi è precariə.

Questo piano di risparmio è ulteriormente incentivato: in questi giorni le scuole stanno chiedendo alle persone già di ruolo con cattedra intera (18 ore) se vogliono prendere delle ore aggiuntive tra quelle nella disponibilità della scuola (fino a 24 ore settimanali). Più richieste ci saranno in questo senso, meno disponibilità residue ci saranno poi per le cattedre dellə precariə, ovvero più persone disoccupatə.

Questa richiesta – lo capiamo benissimo anche noi – è molto invitante perché a causa del salario docente tra i più bassi d’Europa e dell’erosione continua dello stipendio reale dovuta all’inflazione, chi è di ruolo può trovare nell’assegnazione di ore aggiuntive una risorsa per arrivare a fine mese e arrotondare. Ma questa è una falsa soluzione perché alla fine tocca lavorare di più e lo stipendio resta sempre tra i più bassi d’Europa.

Con queste regole, nessunə vince il gioco: perdiamo tuttə. Accettare ore aggiuntive è un danno per noi precariə, persone che fanno lo stesso lavoro ma con molti meno diritti sociali (per esempio, per quanto riguarda la disoccupazione, i permessi di malattie, le ferie, gli scatti stipendiali). Il ministero non ha alcuna intenzione di investire sul lavoro dellə docenti e assicurare la qualità dell’educazione: invece di assumere più insegnanti e diminuire il numero di alunnə per classe, fa esattamente il contrario e decide di risparmiare ulteriormente. Per fare ciò, senza alcun pudore, taglia le cattedre di chi è precariə e crea le condizioni per dividere ancora di più la nostra categoria.

In un quadro così desolante per ogni docente, l’unico appello possibile è quello alla solidarietà. L’appello che facciamo allə nostre colleghə a tempo indeterminato è di non richiedere alcuna ora aggiuntiva per il prossimo anno scolastico: rispediamo al mittente la guerra tra poverə offerta dal ministero e ritroviamoci insieme per lottare per un lavoro a scuola con meno disuguaglianze, più diritti e stipendi più alti per tuttə.

Coordinamento Precariə Scuola Bologna
mail: precariescuola.bo@inventati.org
sito web : coordinamentoprecariescuolabologna.noblogs.org

CARTA DOCENTE

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🔵🟡CARTA DEL DOCENTE : facciamo il punto su acquisti hardware e software
 
Gentili colleghi,
 
👉🏻Vi Ricordiamo che l’a.s. 2025/26 è da considerarsi come ANNO ZERO per l’utilizzo della Carta del Docente ai fini dell’acquisto di hardware e software.
 
👉🏻Successivamente, ai sensi del Decreto 59 del 31/3/2026, tali acquisti saranno nuovamente possibili solo tra 4 anni.
 
FAQ :
 
🔵Posso aspettare per comprare un pc?
🆘NO, Attenzione al nuovo vincolo
 
Dal 2025/26 cambia tutto :
✔️ hardware alla prima erogazione
✔️poi una volta ogni 4 anni
 
🔵Cosa significa in pratica ?
 
👉🏻Quest ’anno 2025/26 puoi comprare PC/ tablet
 
👉🏻Dal prossimo anno :
 
❌ NON potrai usare la Carta per hardware
❌ nemmeno con i soldi avanzati
🆘 Errore da evitare : Accumulo quest’ anno e compro il prossimo
 
🔵E i soldi NON spesi ?
 
✔️ si possono accumulare
❌ ma NON aggirano il vincolo
Conta cosa compri , non quanti soldi hai !
 
In conclusione
🔵Vuoi comprare un Pc con la carta docente ?
👉🏻Fallo entro il 2025/26
 

25 APRILE, CORTEO CONTRO IL FASCISMO E LA GUERRA: “PER UNA NUOVA LIBERAZIONE”

mercoledì 22 aprile 2026 · Posted in , , , ,

A 81 anni dall’insurrezione partigiana che liberò l’Italia dal nazifascismo, il Coordinamento Ternano per la Palestina promuove per il 25 aprile un corteo che unisce la memoria della Resistenza – guerra contro l’invasore, guerra civile contro i fascisti, guerra rivoluzionaria e di classe – alla lotta contro le guerre imperialiste e il fascismo di oggi.

L’appuntamento è alle ore 10.30 in via Lanzi (Terni), con partenza alle 11.00.

La manifestazione denuncia il genocidio in corso in Palestina, le aggressioni USA e israeliane contro Iran e Libano, la complicità del governo italiano (invio di armi, utilizzo delle basi Usa) e il decreto sicurezza che reprime il conflitto sociale. 

Si chiede il taglio delle spese militari, l’uscita dalla Nato, la chiusura delle basi straniere in Italia, un futuro di pace e giustizia sociale.

CONTRO LA GUERRA, IL FASCISMO E L’IMPERIALISMO. AL FIANCO DEI POPOLI CHE RESISTONO.

Coordinamento Ternano per la Palestina









 

NO AL REFERENDUM

martedì 3 marzo 2026 · Posted in ,

 I COBAS SCUOLA PER IL NO AL REFERENDUM

Negli ultimi 5 anni solo lo 0,82% dei Pubblici Ministeri sono passati alla funzione giudicante e addirittura solo lo 0,2% di giudici sono diventati PM! Già la riforma Cartabia del 2022 ha ridotto a uno solo passaggio possibile da una funzione all’altra entro i primi 10 anni. Per cui, la separazione delle carriere di fatto c’è già e il divieto assoluto di passaggio riguarderà un numero esiguo di magistrate/i e non influirà minimamente sui problemi strutturali della giustizia: la lentezza dei processi penali e civili, la carenza di risorse e organici, il sovraffollamento delle carceri, in cui sono detenuti soprattutto coloro che non hanno le risorse economiche per difendersi (migranti, tossicodipendenti..). Né tantomeno renderà più equa la giustizia!

  • Il cuore nascosto della riforma è la scissione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, e il sistema del sorteggio. Le/i magistrate/i non potranno più eleggere i loro rappresentanti nel CSM, cioè il loro organo di autogoverno che ne deve gestire la carriera. Un effettivo autogoverno della magistratura è indispensabile per garantirne l’indipendenza. Ma con la riforma i due terzi dei membri dei due CSM non saranno più eletti, ma scelti per sorteggio!

  • L’assurdità di tale meccanismo svela l’obiettivo politico del governo, più volte dichiarato da Nordio e Meloni: colpire la Magistratura spaccando il CSM in due organi, di fatto più deboli e delegittimati, per arginare quella che il governo considera l’ingerenza dei giudici nella sfera della politica, cioè le sentenze non gradite a tutela dei lavoratori, dei migranti, della libertà di espressione del dissenso o quelle di condanna dei politici.

  • Il potere di decidere sugli illeciti disciplinari viene sottratto al CSM e affidato ad una nuova Alta Corte disciplinare, i cui membri – salvo i 3 nominati dal PdR – sono anch’essi scelti tramite sorteggio. La riforma delega alla legge ordinaria la ridefinizione degli illeciti disciplinari, delle relative sanzioni e del procedimento disciplinare. Se vincessero i SÌ aumenterebbero i rischi di una legge di carattere punitivo nei confronti delle/i magistrate/i e l’Alta Corte potrebbe diventare a tutti gli effetti un tribunale speciale, come paventato dall’Associazione Nazionale Magistrati!

La riforma si colloca in un disegno politico internazionale di costruzione anche in Italia di una Democrazia autoritaria o Democraturain cui la democrazia si riduce alle votazioni ogni 5 anni e il Governo opera senza contrappesi ed equilibrio nella divisione dei poteri. Da decenni governi sia di centro sinistra che di destra hanno già concentrato il potere legislativo nelle mani dell’esecutivo Il Premierato rafforza ulteriormente la personalizzazione del potere politico, aumentando a dismisura i poteri del Presidente del Consiglio e riducendo drasticamente quelli del Parlamento e del PdR. L’Autonomia differenziata – introdotta dalla sciagurata riforma del titolo V del centro sinistra nel 2001- con la competenza legislativa esclusiva delle Regioni in 23 materie aumenta a dismisura il potere personale dei c.d. governatori. In tale quadro, la riforma costituzionale della Magistratura punta non solo a ridurre il controllo di legalità sull’operato dei politici, ma anche ad un esercizio della funzione giurisdizionale in linea con il disegno politico del governo.

In conclusione, il referendum non riguarda solo i magistrati, ma tutti/e: anche i diritti sociali saranno valutati da magistrati spinti ad operare secondo i desiderata del governo di turno. Sia in campo civile che penale i diritti devono esser giudicati da magistrati indipendenti dal potere politico!

PER TUTTI QUESTI MOTIVI INVITIAMO A VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULL’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA E SULLA DEMOCRAZIA!

Cobas scuola Torino, Padova, Venezia, Milano, Genova, Bologna, Lucca, Grosseto, Arezzo, Cagliari, Ancona, Macerata, Terni, Perugia, Viterbo, Bari, Lecce, Taranto, Palermo, Catania, Siracusa, Trapani.


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