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25 APRILE, CORTEO CONTRO IL FASCISMO E LA GUERRA: “PER UNA NUOVA LIBERAZIONE”

mercoledì 22 aprile 2026 · Posted in , , , ,

A 81 anni dall’insurrezione partigiana che liberò l’Italia dal nazifascismo, il Coordinamento Ternano per la Palestina promuove per il 25 aprile un corteo che unisce la memoria della Resistenza – guerra contro l’invasore, guerra civile contro i fascisti, guerra rivoluzionaria e di classe – alla lotta contro le guerre imperialiste e il fascismo di oggi.

L’appuntamento è alle ore 10.30 in via Lanzi (Terni), con partenza alle 11.00.

La manifestazione denuncia il genocidio in corso in Palestina, le aggressioni USA e israeliane contro Iran e Libano, la complicità del governo italiano (invio di armi, utilizzo delle basi Usa) e il decreto sicurezza che reprime il conflitto sociale. 

Si chiede il taglio delle spese militari, l’uscita dalla Nato, la chiusura delle basi straniere in Italia, un futuro di pace e giustizia sociale.

CONTRO LA GUERRA, IL FASCISMO E L’IMPERIALISMO. AL FIANCO DEI POPOLI CHE RESISTONO.

Coordinamento Ternano per la Palestina









 

I 6 giorni di ferie possono essere fruiti come permesso, è ufficiale. Le segreterie hanno il codice SIDI

Tramite un avviso sul portale SIDI, diventa realtà per gli insegnanti di tutte le scuole di Italia la possibilità di fruire dei 6 giorni di ferie come permessi. Lo stabiliscono i nuovi codici che le segreterie scolastiche dovranno inserire per le assenze del personale della scuola.

Permesso per motivi personali o familiari

L’inserimento del nuovo codice PE03 che recita “PERMESSO PER MOTIVI PERSONALI O FAMILIARI” recepisce la richiesta di poter inserire a sistema i sei giorni di ferie eventualmente commutati in permessi personali.
Si precisa  che il sistema non effettuerà nessun tipo di controllo in relazione al numero di giorni di ferie. Inoltre  sarà a cura dell’utente valorizzare il sub-codice corretto nel caso si tratti dei giorni di ferie utilizzati  come permesso personale.”
Ciò convalida il diritto per il personale docente assunto a tempo indeterminato, di utilizzare, dopo i 3 giorni di permesso per motivi personali e familiari, i 6 giorni di ferie alle stesse condizioni dei 3 giorni ovvero per gli stessi motivi e stesse modalità e senza bisogno di trovarsi un sostituto.
Ricordiamo che purtroppo negli ultimi anni più di qualche dirigente  ha negato questo diritto,  pensando che a partire dalla legge 228/2012 ciò non fosse più permesso.

Il contratto 2016/18 lo conferma

Lo abbiamo detto e ridetto più volte che l’art. 15 comma 2 del CCNL 2007 (che regola tutta la questione) non è stato mai messo in discussione, e ciò ha trovato ulteriore conferma nel nuovo CCNL 2018 il quale ha confermato tutti gli articoli non modificati tra cui appunto rientra l art 15 per i docenti, e ora, ad ulteriore conferma, anche un apposito codice proprio per distinguere i primi 3 giorni e gli ulteriori 6 sempre da fruire alle stesse condizioni. I 6 giorni di ferie possono essere fruiti come giorni di permesso anche nel nuovo Contratto 2016/18

SEMINARIO NAZIONALE A TERNI: LA SCUOLA AI TEMPI DELLA 107

 AULA MAGNA LICEO SCIENTIFICO “R.DONATELLI” via della vittoria – Terni


SEMINARIO NAZIONALE DI FORMAZIONE E  DI AGGIORNAMENTO
PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE
PRESENTE SU PIATTAFORMA SOFIA
LA SCUOLA AI TEMPI DELLA LEGGE 107/15
           
ore  8.30 – 9.00  Accoglienza e registrazione delle/dei partecipanti
ore  9.00 – 11.30  Interventi:
·        Catia Coppo (docente, CESP nazionale): introduzione ai lavori
·         Franco Coppoli (docente, CESP nazionale): “La scuola liquida e il docente flessibile: effetti della 107 sulla didattica e sulla funzione sociale della scuola pubblica”; 
·        Elisabetta Grimani (docente, CESP TR): “Alternanza Scuola Lavoro ai tempi del Jobs Act, nuovi obblighi ed esami di stato”;
·         Nino De Cristoforo (docente, CESP Catania): “organi collegiali e democrazia nella scuola”
·        Mario Sanguinetti (insegnante di scuola elementare,CESP Roma): “i docenti a tempo determinato nella scuola elementare: quali prospettive?”.
ore 11.30-12,00 pausa
ore 12,00-13.00 Dibattito
ore 13,00-14,00 Pausa pranzo
ore 14,00-16,00 Gruppi di lavoro, sintesi
Al termine dei lavori verrà rilasciato l’idoneo attestato di frequenza ai sensi della normativa vigente.



Il CESP è Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola   (D M 25/07/06 prot.869)
ESONERO DAL SERVIZIO PER IL PERSONALE ISPETTIVO, DIRIGENTE, DOCENTE E ATA CON DIRITTO ALLA SOSTITUZIONEin base all’art.64 comma 4-5-6-7 CCNL2006/2009 - CIRC. MIUR PROT. 406 del 21/02/06


il comma 5 dell’art.64 del CCNL qualifica la fruizione di 5 gg per la partecipazione dei docenti come un diritto non subordinato a condizioni ostative da parte dei  Dirigenti Scolastici, salvo l’applicazione di criteri predeterminati di fruizione, previsti nella contrattazione integrativa.
Per la iscrizione: tramite piattaforma SOFIA o inviare la domanda via mail a catiacoppo@yahoo.it.

E’ possibile iscriversi anche la mattina stessa.

SCARICATE 
IL PROGRAMMA DEL SEMINARIO
IL MODULO PER L'ESONERO DAL SERVIZIO DA PRESENTARE AL PROTOCOLLO;
IL MODULO PER L'ISCRIZIONE AL SEMINARIO (EFFETTUABILE ANCHE DALLA PIATTAFORMA SOFIA)

I NEOFASCISTI A TERNI ARRIVANO ALL’AGGRESSIONE COL COLTELLO

Non intendiamo entrare in contraddittorio con chi in questa città vuole imporre una dialettica del coltello, strumentalizzazione tesa a prospettare la teoria degli opposti estremismi o ridurre tutto ad una rissa di strada. Vogliamo ricostruire i fatti su cui, come abbiamo visto, sono state costruite artificiose false versioni funzionali a confondere la gravità del gesto, del coltello, del tentato omicidio.
Nel pomeriggio di domenica 15 febbraio, si è svolta una manifestazione sulle Foibe a cui hanno partecipato decine di neofascisti provenienti da città limitrofe tra cui Viterbo, Foligno, Perugia.
Contemporaneamente si svolgeva sotto il Comune un volantinaggio antifascista convocato dalla RAT.
La manifestazione si è conclusa alla rotonda intitolata alle vittime delle foibe con la deposizione di una corona, il tutto in un contesto blindato da una massiccia presenza di forze dell’ordine.
Così come allo stesso modo si è sciolto il presidio antifascista.
Poco dopo, in una centralissima piazza della città affollata per i festeggiamenti di San Valentino, un militante antifascista della RAT, reo di essere stato riconosciuto come tale, ma che in quel momento accompagnava la figlia in una normale passeggiata, è stato puntato e provocato dal militante di Casapound Terni che qualche minuto prima portava la corona di fiori al corteo e che nonostante fosse accompagnato da moglie e figlio nel passeggino, durante la breve colluttazione non ha esitato ad estrarre un coltello ed ha tentato più volte di colpire. Solo l’intervento delle molte persone che si erano radunate attorno ha evitato che i fendenti arrivassero a segno.
Dalla sequenza dei fatti emerge tutta la gravità di un comportamento che non può neanche lontanamente essere tollerato. Il fatto è per sua natura premeditato, altrimenti non si spiega come si possa uscire di casa  con un coltello in tasca, per andare ad una manifestazione e successivamente passeggiare con moglie e figlio senza farsi scrupolo di usare di fronte a decine di persone l’arma da taglio contro una persona disarmata.
Questo livello di violenza non era mai stato raggiunto nella nostra città, nemmeno negli anni più duri dello scontro politico.

La sera ovviamente a fronte della gravità della situazione, molte persone, non solo militanti ma anche amici, si sono incontrati per una assemblea con l’intento di capire quanto accaduto e valutare iniziative da intraprendere.
E’ stato alla conclusione della serata che un gruppo di amici che accompagnava a casa il militante aggredito col coltello il pomeriggio, ha incontrato all’altezza del parcheggio prossimo alla rotonda, dove è deposta la corona, un gruppetto di neofascisti. Nessuno di noi era armato, nessuna spranga, né bastoni, né volti coperti. Malgrado la nostra rabbia fosse molta, come fortissima la preoccupazione per il livello di violenza espressa dall’uso disinvolto del coltello, lì non si è cercato lo scontro altrimenti non staremmo qui a raccontarlo. Anzi, nonostante questo atteggiamento fin troppo responsabile, un nostro militante ha subito un tentativo di investimento da parte del responsabile locale dei neofascisti. Anche in questa occasione abbiamo notato la presenza di neofascisti di Viterbo. Dopo il tentato investimento e la fuga in auto del responsabile di Casapound, tre neofascisti sono stati abbandonati lì dai loro sodali senza che nessuno li toccasse. Non c’è stato nessun intervento della Polizia, nessuna fuga.
Questi sono i fatti, su cui chiamiamo la città, le forze politiche e associative, nonché il Consiglio Comunale, a prendere atto che va fermato un processo di degenerazione violenta, potenzialmente omicida, da parte dei neofascisti di Casapound. Chiediamo un incontro urgente con il Sindaco e con tutte le forze politiche democratiche.

Rete Antifascista Ternana

29#11 quelli dello sciopero di Terni. Giornale parlato da Oreste Scalzone

“BATTAN L’OTTO”, ovvero
QUELLI DELLO SCIOPERO DI TERNI, 1906-2014

Giornale immaginario parlato
da Oreste Scalzone
A TERNI E DA TERNI, OGGI, UNA
''Lettera aperta scritta ad alta voce: d'amore, rabbia 
e qualche tentativo di riflessione anche sull'oltre “

Sabato 29#11- ore 16, 30

Centro sociale Germinal Cimarelli,

via del lanificio 19 – Terni

Terni,"la neve che uccide"

mercoledì 12 marzo 2014 · Posted in , , , ,

A Terni nevica. In dieci minuti la telecamera diventa bianca. C’è il sole, ma la neve non si scioglie perché non è di ghiaccio ma di granelli di polvere. «Quando l’acciaieria Ast Thyssenkrupp “spara”, tutto diventa bianco. Ma qui di candido non c’è nulla. - spiega Andrea Liberati di Italia Nostra – Questa polvere contiene veleni che ci stanno uccidendo nel silenzio generale. I valori ufficiali dell’Arpa di nichel, cromo e arsenico sono ben sopra la soglia benchmark tedesca (max 15 microgrammi/mq per il nichel; max 4 per l’arsenico). Abbiamo infatti registrato un superamento della soglia di 15 microgrammi al metro quadro fino a 23 volte rispetto a questa soglia di riferimento e per il cromo anche punte di 2500 microgrammi al metroquadro. Ci chiediamo se sia eticamente giusto che un’azienda tedesca in Italia non rispetti i limiti che nel proprio paese sarebbero tassativi?».

LE ACCIAIERIE - Prisciano, quartiere di Terni a ridosso delle acciaierie, potrebbe essere un borgo di casette e campagna. Solo che qui le piante diventano grigie, come le auto, i tetti delle case, i pavimenti. Gli abitanti della zona mostrano le tegole nuove che dovranno sostituire quelle ormai inservibili corrose dalla polvere. «Io compro litri di acido al mese. Per me è come se fosse acqua minerale. Lo uso per pulire ma riesco solo a tamponare. Questo grigio non va mai via», racconta un’abitante della zona mentre solleva taniche di acido. Alcuni di loro hanno fatto causa alle acciaierie e hanno ottenuto dei risarcimenti ma ora questo non basta più: «In ognuna delle nostre famiglie ci sono ammalati di cancro. Ci stiamo ammalando tutti. Devono dirci cos’è questa polvere, bonificare, smetterla di spararcela addosso. Le acciaierie ci stanno togliendo la vita. Stiamo diventando come il quartiere Tamburi di Taranto».

I RILEVAMENTI - La centralina di Prisciano da fine dicembre 2012 è disattivata. Si trova accanto ad un parco giochi per bambini. «La centralina era di per sé già obsoleta e registrava valori tra il 25% e il 30% più bassi di quelli effettivi, come attestato a seguito di interrogazioni comunali. - precisa Liberati - L’eliminazione del misuratore è stata determinata dalla scelta della Regione di scorporare le centraline industriali da quelle urbane. Faccio presente che ancor oggi né quella di Prisciano, né quella di Maratta (dove insiste un inceneritore), sono state riavviate e noi non sappiamo nulla di quello che avviene nell’aria. La Thyssenkrupp conformemente alle disposizioni dell’Aia, è stata delegata all’acquisto del nuovo impianto, fatto che a noi ambientalisti non piace molto. Questa centralina caratterizzerà finalmente i metalli pesanti: finora a Terni ciò veniva fatto soltanto tramite un’unica centralina collocata a c.a km 3 dai forni fusori (differentemente da quanto avviene ad Aosta, per esempio: lì ne hanno messe tre tutt’attorno allo stabilimento Cogne Acciai Speciali). Comunque con il dispositivo di Prisciano registrammo anche 123 giorni di PM 10 oltre la soglia di legge. Poi è stato deciso di cliccare su off».

I METALLI E LE EMISSIONI - Andrea snocciola i dati di una classifica da brividi: «Secondo il rapporto Mal’Aria-Legambiente 2012, siamo primi in Italia per cromo prodotto: kg. 968. Siamo certamente ai vertici anche con riferimento al nichel, sebbene la rete di monitoraggio sia molto carente, come detto. Secondi in Italia per mercurio nell’aria; terzi per cadmio». Gli ambientalisti denunciano che non è stata mai eseguita un’analisi delle emissioni diffuse dell’acciaieria, quelle cioè non captate. A guardare dall’alto gli impianti dell’acciaieria si resta impressionati: è una struttura enorme che fa lavorare tantissima gente. Lo stupore viene però annientato alla visione della discarica di scorie dello stabilimento: due montagne di strati a cielo aperto in mezzo agli ulivi e sopra le strade a scorrimento veloce. E’ uno dei cosiddetti siti Sin (siti di interesse nazionale ndr.) da bonificare, operazione che spetterebbe anche al comune di Terni che l’ha utilizzata anche per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

LE BONIFICHE MAI AVVIATE - Come nella maggior parte dei casi dei siti Sin la bonifica non è mai stata avviata. In discarica c’è un continuo via vai di camion che scaricano scorie. «Siamo in una situazione paradossale - spiega Giuseppe Rinaldi del Wwf – la Tyssenkrupp anziché favorire la bonifica della discarica, ha chiesto al Ministero dell’Ambiente una sua ulteriore espansione in direzione della Valnerina e della Cascata delle Marmore, con un evidente impatto paesaggistico e ambientale in un’area che è candidata a diventare patrimonio dell’Unesco. La capienza complessiva che la Tyssenkrupp otterrebbe se il Ministero assecondasse la loro pretesa, è pari a ben 7.000.000 di tonnellate di rifiuti -scorie di acciaieria».

LA GALLERIA DEI VELENI - Il paradosso più grande di tutta questa storia è però un’opera che sembra essere un caso unico in Europa: una galleria, costata un centinaio di milioni di euro circa che si trova esattamente sotto la discarica. Nella galleria Tescino piove acqua contaminata con metalli e cromo esavalente. L’autorità giudiziaria ne ha disposto il sequestro per alcuni periodi e il corpo forestale dello stato ha eseguito i rilievi sul liquido che cade lungo la galleria. «Siamo stati noi a fare le denunce – spiega Liberati – ma il problema è la discarica che andrebbe bonificata e che invece sta infiltrando un’opera, come la Tescino, costata tanti soldi».
In effetti, nonostante una serie di evidenti rinforzi applicati alle pareti continuano a venire giù liquidi sia lungo le pareti che direttamente sull’asfalto. Della tossicità di quel liquido se ne è accorto Alessandro Ridolfi che lavorava in galleria come tecnico per la prevenzione degli esplosivi e che asciugandosi il viso con una manica impregnata di quel liquido ha cominciato a sviluppare ulcere negli occhi e su tutto il corpo. «Da allora tutti i giorni mi alzo tra lenzuola insanguinate: secondo i medici dell’asl di Arezzo ho sviluppato una sensibilità ai metalli pesanti e al cromo. Ma queste sostanze sono contenute in tutti i prodotti, circa 1200 e così non posso avvicinarmi a nulla. Sono costretto a vivere isolato ad avere pochissimi contatti umani. Nessuno mi fa più lavorare perché prendere uno come me è una responsabilità enorme. Come vengo in contatto con una sostanza che contiene gli agenti immediatamente comincio a sanguinare e si aprono delle ulcere. La mia non è più vita. Ovviamente devo stare lontano dalla galleria e dalle acciaierie. Vorrei che fosse fatta giustizia: so che la procura sta svolgendo un’inchiesta. Spero che si vada avanti anche per i cittadini di Terni. Molti si stanno ammalando e non si accorgono di nulla».
11 marzo 2014 /Corsera

VOTATO IL CAMBIAMENTO ALL’IPERCOOP DI TERNI: ALLE ELEZIONI RSU IL 30% DEI LAVORATORI VOTA PER I COBAS

martedì 24 settembre 2013 · Posted in , , ,


Alle elezioni per le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) dell’Ipercoop di Terni tira una forte aria di cambiamento, che ha rotto lo storico monopolio confederale e CGIL: infatti alle elezioni delle RSU un terzo dei lavoratori e delle lavoratrici hanno votato per la lista dei Cobas eleggendo Andrea Leonardi, del reparto chimica-liquidi.
Questi i numeri delle elezioni tenutesi il 20,21 e 23 settembre 2013. Su 172 votanti, tra lavoratori e quadri hanno votato in 149, l’87% dell’elettorato. Un dato alto che testimonia la partecipazione dei lavoratori.
Questi i risultati delle votazioni: 45 voti, pari al 30,2%, sono stati espressi per i Cobas, presenti per la prima volta, nati dall’autorganizzazione dei lavoratori e critici verso la gestione filoaziendalista della CGIL, che eleggono 1 RSU; la CGIL ottiene 79 voti (pari al 53%) ed elegge 3 RSU, la UIL ottiene 22 voti, pari al 14,7 % ed elegge 1 RSU. Poi grazie al “porcellum sindacale”, il meccanismo truffaldino della ripartizione del 30% dei seggi, 3 RSU aspettano di ufficio ai sindacati concertativi firmatari di contratto per cui alla fine i cobas eleggono RSU Andrea Leonardi, la CGIL ottiene 5 RSU e la UIL 2. Alla faccia della democrazia sindacale e di chi la invoca solo quando riguarda la sua sigla.
Il nuovo RSU Andrea Leonardi ricordando la nascita del comitato di base, le numerose assemblee tenute dopo l’orario di lavoro, il divieto di affiggere materiale sindacale in bacheca e la forte partecipazione di tanti ha affermato che questa è una vittoria collettiva. Si è rammaricato del fatto che con soli 3 voti in più i cobas avrebbero avuto 2 RSU, ma ha dichiarato la sua felicità per aver ottenuto un’importante rappresentatività, che garantirà ai lavoratori autorganizzati l’uso della bacheca sindacale e la partecipazione alla contrattazione integrativa, con la totale trasparenza verso i lavoratori garantita dai cobas. Ha inoltre sottolineato la necessità di indire immediatamente assemblee in orario di lavoro per sondare ed ascoltare le esigenze e le priorità dei lavoratori. Ha infine ricordato che  oltre l’ottimo risultato elettorale del 30% dei voti, il 10 % dei lavoratori Ipercoop Terni si sono già iscritti ai Cobas.
Franco Coppoli, referente provinciale della confederazione Cobas prende atto del risultato assolutamente positivo: qualche mese fa i cobas non esistevano in Ipercoop, queste elezioni sono una chiara risposta a quei sindacati concertativi che ormai troppo spesso fanno gli interessi dell’azienda invece di quelle dei lavoratori, come è accaduto per la vicenda delle domeniche lavorative, imposte ai lavoratori COOP, senza adeguato riconoscimento economico, attraverso un accordo integrativo firmato dai sindacati confederali di categoria con COOP senza aver sentito prima i lavoratori.  In ogni caso si apre una nuova stagione per i lavoratori dell’Ipercoop di Terni all’insegna dell’autorganizzazione, della trasparenza e dell’impegno diretto.

CONFEDERAZIONE COBAS TERNI


AGLI OPERAI CHE DIFENDONO LA FABBRICA LA POLIZIA RISPONDE A MANGANELLATE

il sindaco Di Girolamo dopo l'incontro con la polizia
A Terni problema di agibilità democratica

Stamattina un reparto Celere della Polizia ha attaccato a freddo il corteo di operai ed istituzioni che si stava recando alla stazione ferroviaria per un blocco simbolico. Sono stati feriti un operaio ed il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo cui la Confederazione Cobas esprime solidarietà. La gestione della piazza da parte della Questura è stata in aperta violazione dei diritti costituzionali e  le forze di polizia hanno dimostrato come considerano i lavoratori che lottano per difendere i posti di lavoro e le stesse istituzioni civili. La confederazione Cobas chiede le immediate dimissioni del Questore di Terni e la rimozione dei funzionari che hanno gestito la piazza.
La confederazione Cobas denuncia da almeno tre anni il grave clima di pressione ed intimidazione causato dalle forze di polizia contro i diritti democratici garantiti dalla Costituzione e l’agibilità democratica nella nostra città dalle solide tradizioni operaie ed antifasciste. Infatti al contrario di quanto affermato in queste ore, come Confederazione Cobas riteniamo che questi fatti non siano  frutto di una anomalia nel comportamento delle forze di polizia nella nostra città ma il risultato di pratiche consolidate nel tempo. Ricordiamo che la Questura di Terni tre anni fa ha emesso ben 12 avvisi orali, sancendo la “pericolosità sociale” per coloro che manifestarono contro i fascisti di Casapound all’aviosuperficie di Terni, imbastendo poi un’inchiesta contro una cinquantina di antifascisti che ha prodotto un processo a 4 ragazzi accusati di lancio di fumogeni. Oltre a ciò in questi anni la Questura e la Digos, oltre a sottovalutare l’esplosione di una bomba carta davanti alla sede del la nostra OS, sono riuscite a denunciare per stampa clandestina alcuni giovani che distribuivano il 25 aprile una pubblicazione che ricordava la Resistenza (il giudice ha poi dato ragione ai giovani), denunciato una decina di persone per “manifestazione non autorizzata” che manifestavano contro il processo-farsa Bruswood, hanno denunciato manifestanti in cortei sindacali per l’uso di fumogeni, denunciato ragazzi che avevano raccolto per beneficenza fondi per l’ospedale locale per lancio di fuochi d’artificio. Sempre presenti in massa a presidiare incontri organizzati dai neofascisti. Concludiamo ricordando che l’intervento della Questura contro i migranti vede Terni in cima alle classifiche della repressione/espulsione invio verso i CIE. Vorremmo sapere qual è il costo di tutto questo, non solo a livello democratico ma anche economico.
Da circa una settimana è stato allontanato dalla nostra città il dirigente della DIGOS Moreno Fernandez inquisito tra l’altro di aver portato avanti indagini parallele e illegali,  di abuso di ufficio, favoreggiamento personale, violazione e rivelazione di segreti d’ufficio e falso in atto pubblico. Chiediamo ora la completa bonifica della Questura con personale che rispetti e garantisca i diritti costituzionali di manifestazione delle idee e di difesa dei diritti e dei posti di lavoro.

CONFEDERAZIONE COBAS DI TERNI

Terni, questura nel caos il pm chiede misura cautelare per l'ex dirigente della Digos di Terni Moreno Fernandez

lunedì 3 giugno 2013 · Posted in , , ,


Dopo l’interrogatorio durato tre ore il magistrato Elisabetta Massini è tornata alla carica chiedendo per l’ex dirigente della Digos Moreno Fernandez la misura cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici, nell'ambito delle indagini a suo carico. Nei giorni scorsi era stata respinta dal gip quella degli arresti domiciliari.
Fernandez (da pochi giorni trasferito a Roma) è accusato di aver portato avanti indagini parallele e illegali.
Le accusa vanno dall’abuso di ufficio al favoreggiamento personale la violazione e rivelazione di segreti d’ufficio e il falso in atto pubblico.

In sostanza c’è l’ipotesi da parte della Procura che il dirigente della questura a volte abbia agito aldilà delle regole fissate dalla legge. Ora la indagini mirano ad individuare se qualcuno lo abbia aiutato e se abbia avuto autorizzazioni in tal senso: il numero degli indagati potrebbe aumentare.

Tra gli episodi più gravi c’è sicuramente quello che riguarda il giudice ternano Pierluigi Panariello e sua moglie (avvocato). Secondo l’accusa il giudice sarebbe stato fatto pedinare per conoscere le sue abitudini mentre il telefono della donna sarebbe stato intercettato.
Episodi nati, secondo la ricostruzione accusatoria, dopo che lo stesso giudice Panariello aveva smontato le indagini su un gruppo di curdi e italiani che avevano messo su un’organizzazione per fornire falsi permessi di soggiorno in tutta Italia che aveva portato all’arresto di nove persone, facendo cadere a sorpresa l’accusa di associazione a delinquere.

Un’attività di intercettazioni e pedinamenti di giudice e signora che per l’accusa sarebbero state condotte in modo «arbitrario e sulla base di risentimenti personali, e senza l’avallo della procura». Questa indagine probabilmente verrà stralciata e inviata alla Procura competente in questo caso di Firenze.
Tra gli episodi contestati a Fernandez c’è anche quella delle pressioni per far rimanere a Terni un collaboratore di giustizia.
Ma anche quella che ha meno rilevanza giudiziaria e riguarda la richiesta di un politico fatta a Fernandez di controllare acquisire i dati personali di un profilo Facebook di una donna ternana, senza le dovute autorizzazioni.

Un favore intercettato dalla Procura che però ora si è ritorto contro di lui. Ma c’è anche quella sul mondo del tifo relativa all’emissione di Daspo, le misure che vietano l’accesso allo stadio. Ora sarà, il gip Simona Tordelli a dover decidere se accogliere la richiesta interdittiva fatta dal pm Elisabetta Massini. Certo è che in questura il nervosismo aumenta con molti uffici che sono in ebollizione

Terni, pedinato il gip Panariello: indagato Moreno Fernandez, l’ex capo della Digos. Il fascicolo a Firenze (3)

Il pm Elisabetta Massini ha chiesto una misura cautelare interdittiva per l'ex capo della Digos Fernandez. La decisione del giudice nei prossimi giorni

Finora sul registro d’indagati c’è solo il suo nome. Ma presto potrebbero aggiungersene altri. Sono nove i capi di accusa contestati dal sostituto procuratore Elisabetta Massini a Moreno Fernandez, l’ex dirigente della Digos di Terni trasferito recentemente a Roma, indagato perché per la procura avrebbe pedinato il gip Pier Luigi Panariello. Interrogato venerdì scorso dal gip, il funzionario avrebbe risposto punto su punto alle contestazioni mosse dal pm, che per lui ha chiesto l’emissione di una misura cautelare interdittiva. Fra queste ci sono il favoreggiamento, l’abuso d’ufficio, la violazione e rivelazione di segreti d’ufficio e il falso in atto pubblico.
Le indagini Nel mirino dell’accusa  sono finiti diversi episodi nei quali il dirigente della Digos avrebbe agito in deroga ai ‘paletti’ fissati dalla legge per il suo ufficio. Non solo i pedinamenti al giudice dunque, che costituiscono uno stralcio autonomo del fascicolo, ma anche pressioni e forzature – dal punto di vista della procura – che si sarebbero realizzate in alcune attività di indagine, ma anche nei contatti per far rimanere a Terni un collaboratore di giustizia. Fino alle intercettazioni di un profilo Facebook di una donna di Terni, senza le dovute autorizzazioni.
Il giudice pedinato Fra le contestazioni, però, ce n’è una più grave e  certamente molto più delicata delle altre: quella relativa al presunto pedinamento del giudice Pier Luigi Panariello. Una contestazione che si è trasformata in uno stralcio di fascicolo che ha già preso la strada di Firenze, distretto di corte d’appello competente per tutte le questioni che riguardano i magistrati umbri.
Le indagini  Il giudice Pier Luigi Panariello si è occupato, tra l’altro, di una indagine relativa ad alcuni Daspo irrogati a dei tifosi, e di un’altra indagine, sempre della Digos di Terni, di una presunta associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La vicenda è quella, già pubblicata da Umbria24, relativa ai presunti pedinamenti eseguiti nei confronti del magistrato. Un’attività che per l’accusa sarebbe stata condotta in modo ‘arbitrario’ e sulla base di risentimenti personali. E – soprattutto – senza l’avallo della procura.
Decisione del gip L’inchiesta promette di allargarsi e travolgere anche altre persone all’interno della questura di Terni. Intanto per i prossimi giorni è attesa la decisione del gip di Terni sulla richiesta di misura cautelare avanzata dal pubblico ministero Elisabetta Massini nei confronti dell’ex numero uno della Digos di Terni.
di Fabio Toni e Francesca Marruco, tratto da UMBRIA24

I PERMESSI PERSONALI SONO UN DIRITTO NON SINDACABILE DAI DIRIGENTI

venerdì 12 aprile 2013 · Posted in , , ,


un' altra importante sentenza vinta a Terni contro l'autoritarismo dei dirigenti scolastici.
I permessi personali sono diritti dei docenti e non sono nelle discrezionalità dei DS...
Ecco i passaggi più importanti della sentenza che potete scaricare



….l’esame della normativa contrattuale, come succedutasi nel tempo, induce a
Ritenere che il dirigente non abbia alcun potere discrezionale in ordine alla fruizione dei
permessi in questione da parte dei dipendenti scolastici, una volta che ne ricorrano le
condizioni di legge.
…
dalla originaria revisione contrattuale  è scomparso significativamente, sia
il riferimento al carattere “particolare” dei motivi personali e familiari addotti a sostegno
della domanda di permesso che l’espressione “concessi”: le parti sociali hanno,
inequivocabilmente, eliminato ogni attributo o verbo che implicasse/consentisse
l’esercizio di un potere discrezionale o concessorio da parte del dirigente scolastico
L’ultimo CCNL del comparto scuola, onde scongiurare eventuali equivoci, ha anche
soppresso l’espressione “attribuiti” (che aveva sostituito quella precedente, ovvero
‘‘concessi’’), affermando chiaramente che i tre giorni di permesso costituiscono un
“diritto”.
…
In definitiva secondo l’art 15,comma 2,del CCNL vigente il personale scolastico, per
fruire dei tre giorni di permesso nel corso dell’anno scolastico, deve preventivamente
motivare, anche con autocertificazione, le ragioni della richiesta, ma il dirigente non può
valutare discrezionalmente i motivi personali e familiari documentati e sindacarne la
prevalenza/soccombenza rispetto ad altri interessi(quali il corretto svolgimento delle
lezioni o eventuali conseguenti oneri economici).
…
in proposito, va sottolineato che, laddove hanno voluto, le parti sociali hanno
espressamente limitato, ovvero condizionato, l’esercizio di determinati diritti/facoltà. In
particolare,1’art.13,comma9,del CCNL di settore subordina l’autorizzazione alle ferie
in periodo di attività didattica “alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale
con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non
vengano a determinarsi costi aggiuntivi, anche per l’eventuale corresponsione di
compensi per ore eccedenti”; uguale restrizione non è, significativamente, contenuta nel
ripetuto art.15,comma2.
Alla luce delle disposizioni richiamate e delle argomentazioni svolte deve affermarsi che al dirigente scolastico non è lasciata alcuna discrezionalità in merito all’opportunità di autorizzare i permessi de quibus, né, in particolare, è possibile comparare le esigenze scolastiche con le ragioni personali o familiari rappresentate, e documentate, dall’interessato; il dirigente dovrà in sostanza, effettuare soltanto un controllo di tipo
formale in ordine alla presentazione della domanda e all’idoneità della documentazione a
dimostrare la sussistenza delle ragioni sottese alla stessa.
Ad abundantiam, mette conto evidenziare che tale orientamento è stato condiviso anche
dall’ARAN il quale, nel parere n.2698 del 2 febbraio 2011,ha ritenuto che il diritto ai tre
giorni di permesso retribuito per motivi personali  o familiari è subordinato ad una mera
richiesta del dipendente, documentata anche mediante autocertificazione, e che “la
previsione contrattuale generica ed ampia di “motivi personali o familiari” e la
possibilità che la richiesta di fruizione di permesso possa essere supportata anche da
“autocertificazione” esclude un potere discrezionale del dirigente scolastico’’.
Inoltre, mette conto evidenziare che i motivi personali e familiari in parola non devono
avere alcuna “particolarità” o “particolare rilevanza ”.Come evidenziato anche dalla
pronuncia del Tribunale di Terni citata da entrambe le parti (Cfr. sentenza n.299 del
10.05.,2011)(…) si può usufruire dei permessi ex art 15,comma 2,del CCNL di settore anche per perseguire interessi non tipizzati dall’ordinamento,(Cfr.p. 5 di detta sentenza); pertanto, non è affatto vero che “la tipizzazione dell’interesse comporta un giudizio di meritevolezza da parte dell’ordinamento’’.
…
In ogni caso la nozione di “motivi di carattere personale” è di tale ampiezza da indurre a
ritenere giustificata la richiesta di permesso anche in relazione ad attività di carattere
sociale e latamente ludico-sportivo, ovvero di natura ricreativo-culturale, comunque volte
a consentire l’esplicazione della personalità individuale in ogni sua espressione (art.2

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