ROS: 14 anni di carcere al comandante generale GANZER, ma dopo 1 anno e mezzo non si è ancora dimesso. PERCHE' ?

giovedì 15 dicembre 2011

  Il 13 luglio 2010 il generale Ganzer, comandante generale dei ROS dal 2002, è stato condannato dal Tribunale di Milano a 14 anni di carcere, 65.000 euro di multa e all’interdizione dai pubblici uffici insieme ad altri 13 ufficiali ed ex ufficiali del ROS a cui sono state comminate pene che vanno da un anno e mezzo sino ai 14 anni.
Il PM di Milano Luisa Zanetti aveva chiesto, per il Generale Ganzer, la condanna a 27 anni di carcere e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Secondo le motivazioni della sentenza, il generale Ganzer avrebbe intrecciato negli anni '90 uno "scandaloso accordo con i narcotrafficanti, ai quali aveva consentito di vendere la droga in Italia e arricchirsi coi proventi delle vendite protetti dai carabinieri del Ros" (Marco Travaglio).
Dopo la condanna il generale Ganzer avrebbe offerto le dimissioni ma queste sarebbero state rifiutate sia dal comando generale dei carabinieri sia dagli ex ministri Maroni e La Russa.
Un clamoroso e pacchiano errore giudiziario?  C'era da attendersi -visto anche il decisionismo imperante- un immediato giudizio di appello, ma a 18 mesi dalla sentenza l'appello non è ancora iniziato.
In ogni caso è incredibile non solo che Ganzer sia ancora in carica ma che ci sia il silenzio di quasi tutte le forze politiche e istituzionali di entrambi gli schieramenti politici.
Il processo, dopo 7 anni di indagini, è durato 4 anni e mezzo (300 testi, 163 udienze dall'ottobre 2005, altre 28 solo per requisitoria e arringhe, 8 giorni di camera di consiglio).
Dopo Ganzer, 14 anni di carcere,  la condanna più alta (13 anni e mezzo) è stata per Gilberto Lovato;altri 9 sottufficiali sono stati condannati fra i 5 anni e i 10 anni.
Condannato a 7 anni e 10 mesi anche l'ufficiale del Ros (poi al servizio segreto civile) Mauro Obinu,  sotto processo a Palermo con l'ex comandante dei ROS generale Mario Mori per la mancata cattura di Provenzano nel 1995 e per la trattativa Stato-mafia del 1992. Riguardo a quest'ultimo processo tuttora in corso, il Tribunale di Palermo la settimana scorsa ha deciso di ascoltare come teste anche il generale Ganzer, che all'epoca della trattativa Stato-mafia era il vice del comandante dei ROS, il generale Mario Mori.
“I principali compiti del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) sono: contrasto alla criminalità organizzata, all'eversione ed al terrorismo interno ed internazionale, mediante l'analisi e il raccordo informativo, nonché il supporto tecnico-logistico alle attività investigative”.

Milano, 14 dicembre 2011                                                    Slai Cobas

SENTENZA UMBRIA OLI : CONDANNATO A 7 ANNI ½ IL PADRONE

Ieri 14 dicembre , a oltre 5 anni dal disastro della Umbria Oli (Campello  sul  Clitunno) che procurò la morte di 4 operai, Giorgio Del Papa , titolare  dell’ azienda , è stato condannato dal Tribunale di Spoleto a 7 anni e mezzo e al  risarcimento di 1 milione  ai familiari delle vittime.  Il padrone della Umbria Oli è stato dichiarato responsabile dell’ insicurezza   dell’impianto – ne aveva informato  gli operai sul rischio che correvano   lavorando in presenza di grandi quantità di  “gas esano” nelle cisterne – e  per   gli scandalosi  comportamenti tesi a scaricare sugli operai la colpa, fino   alla spudorata richiesta ai familiari di 35 milioni di indennizzo.   
Una sentenza importante , come quelle che l’hanno preceduta contro la Tyssen  Krupp e la Saras.  La sentenza non potrà ridarci Giuseppe Coletti,Tullio Mottini,Vladimiro  Todhe, Maurizio Manili, ma almeno  darà ancora più forza e coraggio ai lavoratori  nel   tutelare la loro salute e la sicurezza del lavoro : un ulteriore monito nei   confronti dei padroni che se ne fregano della vita dei dipendenti.  La Confederazione Cobas , che nei giorni del dolore  prese parte alle   iniziative di denuncia e di lotta contro la proprietà , di difesa della  dignità   degli operai e dei loro familiari – continuate nei convegni di Orvieto e  altre   manifestazioni – rinnova la solidarietà ai parenti delle vittime e l’ impegno   nel contrastare l’inosservanza delle norme di sicurezza e delle lavorazioni   nocive, che purtroppo continuano ad uccidere ogni giorno 4 lavoratori , 1200  l’ anno !   
Una strage che passa sotto silenzio e che grida vendetta.  
15.12.2011    
                                CONFEDERAZIONE  COBAS

SOLIDARIETA’ ALLA COMUNITA’ SENEGALESE. CHIUDERE CASA POUND

mercoledì 14 dicembre 2011

Gianluca Casseri, il killer che armato di pistola è andato per le strade di Firenze a caccia di senegalesi uccidendone 2 e ferendone altri 3 era un pistoiese, noto frequentatore del locale circolo di Casa Pound ...e ideologo ben conosciuto negli ambienti neonazisti italiani, come testimoniano i suoi scritti pubblicati sul sito “culturale” di Casa Pound “Ideodromo” (subito rimossi dai suoi camerati, mentre commenti solidali con l’assassino spuntano sul forum stormfront.org, punto di riferimento di xenofobi e nazionalisti italiani e europei)

In queste ore alcuni gruppi neofascisti cercano di prendere le distanze dal Casseri, presentandolo come un soggetto chiuso e mentalmente insano per nascondere il fatto oggettivo che il gesto criminale è frutto della contiguità culturale dell'assassino con gli ambienti xenofobi e violenti di cui Casa Pound è parte integrante.

Dopo quanto è successo a Firenze, ma anche a Torino, dove è stato incendiato un campo Rom e dopo la tragedia di Utoya in Norvegia (anche lì un killer di decine di persone è stato definito folle), non possiamo permettere che esistano anche nella nostra città circoli che pongono alla base del loro agire ideologie razziste, culto della guerra e deviate teorie della tradizione. Non si può ridurre tutto ad un semplice dramma della follia. Come nel caso dell'assassino dei giovani laburisti norvegesi, anche questo Casseri non è un semplice pazzo, ma un pazzo che nasce da un brodo di coltura di odio, di razzismo e neofascismo, di paura per gli stranieri e per chi è diverso. Quanto meno, c'è un filo nero che unisce tutti questi casi, come dimostrato anche dai soliti forum che su Internet già esaltano l'assassino.

Nell’esprimere tutta la nostra vicinanza alla comunità senegalese colpita dalla furia omicida del neofascista pistoiese, ci associamo alle proteste degli immigrati e di tutta la cittadinanza fiorentina contro il gesto criminale avvenuto per le vie dei mercati e chiediamo che gli organi istituzionali, dal Sindaco, al Prefetto si impegnino per l’immediata chiusura della sede pistoiese di Casa Pound.

Nel ribadire il nostro impegno per una società antirazzista e multiculturale invitiamo tutte le forze politiche e sociali, ma anche i singoli cittadini a partecipare al sit-in che si svolgerà a partire dalle ore 17 di mercoledì 14 dicembre in Piazza Duomo, davanti alla Prefettura di Pistoia
 

ANTIRAZZISTI E ANTIFASCISTI PISTOIESI

indennità di disoccupazione ordinaria al personale precario della Scuola. Anno scolastico 2011-2012.

martedì 13 dicembre 2011

Ufficio di Segreteria del Direttore Generale
Ufficio Direzione
Messaggio INPS protocollo:
2011/0064/021784 del 17/11/201.
indennità di disoccupazione ordinaria al personale precario della Scuola. Anno scolastico 2011-2012.
dall'INPS
Oggetto: indennità di disoccupazione ordinaria al personale precario della Scuola. Anno scolastico 2011-2012.

DIREZIONE CENTRALE
PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO
DIREZIONE CENTRALE
SISTEMI INFORMATIVI E TECNOLOGICI

Premessa
Il decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha dettato, tra l’altro, Disposizioni in materia di organizzazione scolastica (articolo 64), prevedendo una riduzione complessiva del personale docente ed amministrativo.
Successivamente, il decreto legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, Disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010, ha disciplinato alcuni aspetti relativi alla qualificazione del lavoratore precario del comparto Scuola.
Queste disposizioni sono state prorogate per l’anno 2010-2011 e – con il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 – anche per l’anno scolastico 2011-2012.
Con il DM 12 ottobre 2011, n. 92, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha stabilito, anche per l’anno scolastico 2011-2012, le modalità di costituzione degli elenchi c.d. prioritari per le supplenze conferite dalle graduatorie d’istituto al personale docente, educativo ed ATA (amministrativo, tecnico ed ausiliario) inserito nelle graduatorie permanenti e quelle ad esaurimento di cui all’art. 1 del medesimo DM.

Indennità di disoccupazione per il personale precario scuola
Come è noto, in data 5 agosto 2009 l’INPS, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, hanno sottoscritto una Convenzione ‘ di durata triennale ‘ al fine di gestire, tenendo conto delle peculiarità dei potenziali beneficiari, le domande di disoccupazione ordinaria del personale scolastico, docente e ATA in stato di ‘precarietà’.
La condizione di ‘precarietà’, al momento della sottoscrizione della Convenzione, era rappresentata dalla impossibilità, per coloro che nell’anno scolastico 2008-2009 erano stati destinatari di un contratto a tempo determinato, di ottenere un analogo contratto nell’anno scolastico 2009-2010, e dall’inserimento in appositi elenchi nominativi, c.d. prioritari, che comportano, tra l’altro, l’assegnazione delle supplenze con precedenza assoluta.
Nella Convenzione è stato previsto che il personale incluso in tali elenchi – forniti all’inizio di ciascun anno scolastico da parte del MIUR, e aggiornati dallo stesso nel corso dell’anno – abbia accesso alla indennità di disoccupazione ordinaria non agricola, ‘ove ne ricorrano i requisiti soggettivi previsti dalla normativa vigente’.
A tal fine, l’applicazione DSWeb è stata integrata con apposito link ‘Insegnanti precari’ che permette la consultazione degli elenchi del personale, docente e non, trasmessi dal MIUR.
La Convenzione, inoltre, ha previsto, ‘al fine di semplificare i relativi procedimenti amministrativi’, la definizione da parte delle Direzioni generali interessate del MIUR e dell’INPS di ‘specifiche modalità e procedure per la presentazione delle domande di disoccupazione degli insegnanti e per la sottoscrizione della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o ad una offerta formativa congrua’.
L’INPS, per l’anno scolastico 2009-2010, il primo di applicazione della Convenzione, è intervenuto con le seguenti disposizioni :
  • circolare 16 dicembre 2009, n.125;
  • messaggio 30 dicembre 2009, n. 30303;
  • messaggio 27 gennaio 2010, n. 2640;
  • messaggio 14 maggio 2010, n. 13224;
  • messaggio 8 giugno 2010, n. 15023.
Per il successivo anno scolastico 2010-2011, sono state invece dettate disposizioni con:
  • messaggio 21 settembre 2010, n. 23605;
  • messaggio 28 ottobre 2010, n. 27113;
  • messaggio 10 dicembre 2010, n. 31252.
In particolare, con la citata circolare del 2009, in applicazione della normativa vigente in materia di disoccupazione, sono state ribadite ‘ anche per questa categoria di lavoratori ‘ le seguenti disposizioni:
  • i lavoratori della scuola sono assicurati contro la disoccupazione involontaria e, se ne ricorrono le condizioni, ad essi spetta l’indennità di disoccupazione ordinaria;
  • vige l’obbligo di sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale (DID);
  • è necessario certificare lo status di disoccupato, recandosi al Centro per l’impiego competente in base alla residenza;
  • i requisiti da soddisfare sono rappresentati dall’anzianità assicurativa di due anni e da quella contributiva di un anno (52 contributi settimanali) nel biennio precedente la cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • l’indennità è corrisposta per un massimo di 8, ovvero 12 mesi, a seconda che il lavoratore abbia età inferiore o superiore ai 50 anni, e con la misura normativamente prevista (60% per i primi sei mesi; 50% per i due mesi successivi; 40% per i restanti mesi).
Resta ferma la possibilità per il personale docente ed ATA avente diritto, di richiedere l’indennità di disoccupazione con i requisiti ridotti, presentando la domanda entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello cui si riferiscono il periodo o i periodi di disoccupazione da indennizzare (anno solare di riferimento).
Il lavoratore precario della scuola che volesse richiedere questa prestazione deve avere un contributo coperto da assicurazione contro la disoccupazione risalente almeno a due anni prima della fine dell’anno precedente alla presentazione della domanda (requisito assicurativo) e almeno 78 giornate di lavoro nell’anno solare di riferimento (requisito contributivo).
Per soddisfare le esigenze di semplificazione delle modalità e procedure di presentazione delle domande è stata inoltre prevista, nella succitata Convenzione, che sia consentito – per tutelare il personale scolastico docente ed ATA alla luce delle peculiarità del rapporto di lavoro legato al ciclo scolastico – di presentare una sola domanda di prestazione ed una unica DID anche in caso di interruzione del’indennità per supplenze superiori ai cinque giorni lavorativi.
Infine – sempre nell’ottica di garanzia di questi particolari lavoratori della scuola – si sono individuate ulteriori disposizioni di favore per le medesime finalità sopra evidenziate:
  • le domande del personale scolastico ed ATA nello stato di ‘precari’ sono state rese accoglibili entro termini più ampi in ragione dei tempi di adozione dei decreti relativi agli elenchi prioritari e all’incertezza dell’inclusione nelle graduatorie;
  • è stata convenzionalmente considerata data finale dell’anno didattico per i docenti il 30 giugno, e data finale dell’anno scolastico per gli ATA il 31 agosto.
Tutto ciò premesso, nelle more della predisposizione da parte del MIUR dei nuovi elenchi per l’anno scolastico 2011-2012, si invitano le Sedi a seguire le seguenti istruzioni di carattere operativo, distinguendo tra le pratiche relative all’anno scolastico 2010-2011 e quelle dell’anno scolastico appena cominciato.

Anno scolastico 2010-2011
Secondo quanto disposto in precedenza, le indennità di disoccupazione in pagamento al termine delle attività didattiche/scolastiche dell?anno 2010-2011 (30 giugno/31 agosto 2011) sono fruibili fino al raggiungimento del periodo massimo di giornate erogabili (240 o 360) a seconda dell’età del beneficiario e nel rispetto dell’anno mobile.
A seguito di richiesta di chiarimenti da parte di alcune Sedi, si precisa quanto segue.
In caso di ripresa dell’attività lavorativa superiore a cinque giorni – anche durante l’anno scolastico – il lavoratore può aver inviato, in presenza dei requisiti normativamente previsti, una nuova domanda di disoccupazione. Queste domande devono essere esaminate dagli operatori di Sede secondo le regole esposte al punto B) del paragrafo successivo per la richiesta di verifica.

Anno scolastico 2011-2012
Come evidenziato nella premessa, la normativa ‘salvaprecari’ è stata prorogata anche per l’anno scolastico 2011-2012 dal citato decreto legge 13 maggio 2011, n. 70.
In attesa degli elenchi prioritari, che saranno forniti dal MIUR in base a quanto stabilito dal DM n. 92 del 2011, si forniscono le seguenti istruzioni.
A coloro che risulteranno inseriti negli elenchi prioritari, sarà possibile erogare l?indennità secondo le seguenti disposizioni.
 
A) Le domande di ds, presentate ad inizio anno scolastico 2011-2012, devono intendersi regolari se presentata entro il 31 dicembre 2011 con decorrenza convenzionale il 1° luglio, ovvero il 1° settembre (giorni successivi al termine dell’anno didattico e dell’anno scolastico 2010-2011).
Il pagamento decorre dall’ottavo giorno successivo alle suddette date.
Il possesso del requisito contributivo per il riconoscimento del diritto va accertato nel biennio precedente il 30 giugno, ovvero il 31 agosto 2011 (quando, cioè, si è concluso il rapporto di lavoro non più rinnovato).
Le eventuali supplenze dell’anno scolastico 2011-2012 (dal 1° settembre) saranno considerate sospensioni della indennità in corso di percezione – anche se superiori a cinque giorni – con proroga del trattamento nei limiti della durata massima prevista dalla normativa – ma nel rispetto dell’anno mobile – e senza necessità di presentazione di una nuova domanda con annesse DID e attestazione dello stato di disoccupazione presso il Centro per l’impiego, o di osservanza di un nuovo periodo di carenza.
 
B) Lo status di precario riconosciuto a coloro – docenti ed ATA – che fanno parte degli elenchi prioritari costituiti all’inizio dell’anno scolastico (secondo le modalità disciplinate dal DM 12 ottobre 2011, n. 92) permette, tra l’altro, l’utilizzo di tale personale con precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze, oppure, previa disponibilità, la partecipazione ai progetti attivati dalle Regioni, in convenzione con gli Uffici scolastici regionali.
Le supplenze, anche se frequenti numericamente, sono spesso di breve durata e rappresentano la fisiologia dei rapporti di lavoro per questa categoria di personale.
Può però verificarsi che il personale precario – stante l’obbligo di accettare gli incarichi offerti – stipuli un contratto di supplenza sufficientemente lungo e tale da richiedere all’Istituto la verifica della propria posizione di percettore di disoccupazione.
Fermo restando quanto previsto nel punto A), in ipotesi di conferimento di una nuova supplenza superiore ai 5 giorni lavorativi, il lavoratore al quale è stata sospesa l’indennità di disoccupazione può quindi presentare, al termine dell’incarico, una richiesta di verifica della nuova situazione scaturita dalla cessazione del suddetto rapporto di lavoro.
L’operatore di Sede, in questi casi, dovrà verificare i requisiti dell’assicurato e l’eventuale possibilità che questi acceda ad una nuova prestazione di disoccupazione. Qualora la verifica dia esito positivo dovrà essere effettuato il pagamento della nuova prestazione e contestualmente il richiedente decadrà dalla prestazione di disoccupazione in corso di godimento.
In caso di esito negativo, invece, la prestazione già in essere continuerà ad essere erogata secondo le regole di cui al punto A) – ad esempio nei casi di istanza presentata oltre il 68° giorno, oppure per la mancanza del requisito contributivo delle 52 settimane nell’ultimo biennio.
Le succitate domande di verifica devono essere richieste entro il termine ordinario dei 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro di cui sopra, sottoscrivendo una nuova DID e attestando il proprio status di disoccupato al Centro per l’impiego.
Al fine dell’erogazione della prestazione, si precisa che sarà effettuato l’accertamento dei requisiti assicurativi e contributivi nel biennio precedente alla data di cessazione di tale ultimo rapporto di lavoro, sarà altresì osservato un nuovo periodo di carenza e il frazionamento della decorrenza in relazione al periodo già indennizzato nell’anno mobile, come da normativa vigente per la disoccupazione ordinaria.
Il modello di domanda, DS21-COD.SR05, sarà quindi implementato con la possibilità di richiedere la verifica del possesso dei requisiti necessari per accedere ad un nuovo trattamento di disoccupazione.
Con apposito messaggio sarà trasmesso il modello di domanda di verifica on line secondo le modalità sopra illustrate.

Il Direttore generale
Nori

GRADUATORIE D'ISTITUTO DI TERZA FASCIA DEL PERSONALE ATA – ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA DOMANDA

sabato 10 dicembre 2011

GRADUATORIE D'ISTITUTO DI TERZA FASCIA DEL PERSONALE ATA – ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA DOMANDA

Pubblicato il 15 novembre in G.U. il Decreto Ministeriale 104 del 10 novembre 2011
L’aspirante che intenda presentare domanda per l’inclusione nelle graduatorie di terza fascia del personale ATA può trovarsi in una delle tre condizioni seguenti:
·         È un aspirante non iscritto nelle graduatorie del triennio 2008-2011; in questo caso dovrà compilare l’allegato D1 
·         È un aspirante già iscritto nelle graduatorie del triennio 2008-2011, ma non ha nuovi titoli (culturali e di servizio) né nuovi profili da dichiarare; in questo caso dovrà compilare l’allegato D2. L’allegato D2   prevede anche la dichiarazione ex novo dei titoli di preferenza.
·         È un aspirante già iscritto nelle graduatorie del triennio 2008-2011 ed ha nuovi titoli o nuovi profili da dichiarare; in questo caso dovrà compilare l’allegato D1, ridichiarando comunque tutti i titoli e tutti i profili richiesti.
La scuola a cui destinare l’allegato D1 o D2 di domanda per la valutazione o la conferma dei titoli culturali e di servizio deve essere scelta fra le sedi esprimibili  ai fini dell’inclusione nelle graduatorie d’istituto di terza fascia del personale ATA.
In qualunque dei tre casi sopra descritti l’aspirante si trovi, dovrà compilare comunque, esclusivamente via web, l’allegato D3 con le istituzioni scolastiche scelte ai fini dell’inclusione nelle graduatorie d’istituto, previa registrazione alle
istanze on line.
L’aspirante che si trovi nella condizione di dover compilare l’allegato D2, di conferma della valutazione ottenuta nel triennio 2008-2011, potrà usufruire, grazie alla registrazione già effettuata, della visualizzazione dei dati storici delle graduatorie di terza fascia del personale ATA, attraverso il menù degli “altri servizi” delle
istanze on line.
Infine, l’aspirante presente nelle graduatorie permanenti o nelle graduatorie provinciali di supplenza (D.M. 75/2001 e D.M. 35/2004) che intenda cambiare provincia, dovrà preventivamente compilare
l’allegato D4  per poter chiedere l’inclusione nelle graduatorie della nuova provincia.
Scadenza per la presentazione delle  domande 15 dicembre 2011
Il modello compilato può essere spedito per raccomandata r/r oppure consegnato a mano alla scuola indicata per prima nel frontespizio della domanda.
Alla scuola prescelta è affidata la gestione della domanda.  NB: coloro che sono già inclusi nelle graduatorie permanenti (24 mesi) o nelle graduatorie/elenchi ad esaurimento provinciali (II fascia) e presentano domanda per la terza fascia in provincia diversa devono compilare anche il modello D4 per chiedere il depennamento da tali graduatorie:

Si presenta 1 sola domanda (cioè si utilizza un solo modulo)   per tutte le graduatorie che si ha titolo a chiedere.
La scelta delle 30 scuole, nelle quali si chiede di poter effettuare le supplenze, avverrà solo utilizzando le istanze on-line sul sito del MIUR. La procedura di indicazione delle scuole prescelte consiste in due fasi:
1.    l'accreditamento (da fare il prima possibile). Per la registrazione ad istanze on-line o il ripristino delle utenze è necessario collegarsi a http://archivio.pubblica.istruzione.it/istanzeonline/index.shtml
2.  l'inserimento del modello di scelta delle scuole potrà essere effettuata fino alle ore 14 del 30 dicembre 2011 
ATTENZIONE: RICORDATEVI CHE LA DOMANDA (MODULI D1 O D2) VA PRESENTATA INVECE ENTRO IL 15 DICEMBRE
Chi non compila il modello di scelta delle scuole comparirà solo nelle graduatorie della scuola alla quale ha presentato la domanda.
Si è esclusi se:  
• si presenta (o spedisce per raccomandata r/r) la domanda oltre il termine di scadenza del 15 dicembre 2011
                          • la domanda è priva della firma (non serve l'autentica)
                          • si è privi dei requisiti di ammissione.
La pubblicazione dovrà avvenire contestualmente in tutte le scuole della provincia da parte del Dirigente Scolastico della scuola cui si è indirizzata la domanda (che né è il "gestore"),alla data fissata dall'amministrazione territoriale competente (USP o Direzione Regionale).
Reclami e ricorsi 
•        Avverso le graduatorie provvisorie di terza fascia è ammesso reclamo al Dirigente Scolastico della scuola capofila entro 10 gg. dalla sua pubblicazione.
•        Avverso le graduatorie definitive è ammesso ricorso al TAR (entro 60 giorni) o al Capo dello Stato (entro 120 giorni).
Sono validi tutti i titoli posseduti entro il 15 dicembre 2011.

Modalità di compilazione del modelloD2 Riservato a coloro che erano già inseriti nelle graduatorie del 2008 e devono solo confermare l'iscrizione e il relativo punteggio pur potendo inviare la domanda ad una scuola/provincia diversa da quella del 2008
Va indicata la denominazione e il codice della scuola a cui si cui si invia la domanda. I codici sono reperibili all'indirizzo: http://www.trampi.istruzione.it/vseata/action/promptSelectProvincia.do
 Tale scuola gestirà la domanda e il punteggio assegnato varrà anche per tutte le 30 (o meno) scuole prescelte (tra le quali può anche non esserci quella a cui si presenta la domanda).
Sezione A - Dati anagrafici        Nella compilazione della sezione A va prestata attenzione alla corretta indicazione di tutti i dati ed in particolare dei recapiti che saranno utilizzati dalle scuole per conferire le supplenze
Sezione B - Richiesta di conferma   Per confermare l'iscrizione e il punteggio va indicata la scuola alla quale fu presentata la domanda nel 2008
Sezione C: titoli di preferenza Vanno indicate le condizioni che danno diritto ad una preferenza a parità di punteggio
Sezione D: altre dichiarazioni Vanno indicate le condizioni generali per l'accesso ai pubblici impieghi: cittadinanza, diritti civili, eventuali procedimenti penali, idoneità fisica, ecc. 

MODALITÀ DI COMPILAZIONE DEL MODELLO D1  Riservato a coloro che si iscrivono per la prima volta o che, pur essendo già iscritti, hanno nuovi titoli/servizi da dichiarare o chiedono l'inserimento in nuovi profili
Indicazione della scuola a  cui si invia la domanda Va indicata la denominazione e il codice della scuola a cui si presenta la domanda. I codici sono reperibili all'indirizzo:
                                     http://www.trampi.istruzione.it/vseata/action/promptSelectProvincia.do
Tale scuola gestirà la domanda e il punteggio assegnato varrà anche per tutte le 30 (o meno) scuole prescelte (tra le quali può anche non esserci quella a cui si presenta la domanda).
Sezione A - Dati anagrafici Nella compilazione della sezione A va prestata attenzione alla corretta indicazione di tutti i dati ed in particolare dei recapiti che saranno utilizzati dalle scuole per conferire le supplenze
Sezione B1: titolo di studio di accesso :
•        Va barrata la X e i relativi profili per i quali si accede con il possesso del prescritto titolo di studio;
•        Va barrata la Y e i relativi profili per i quali si accede senza il prescritto titolo di studio (inclusi in una precedente graduatoria o con 30 giorni di servizio nel profilo/area di laboratorio).
•        Per il profilo di Assistente tecnico potrà avvenire che si utilizzi sia la X che la Y in quanto le "deroghe" operano sulle singole aree e non sul profilo.
Sezione B2: modalità di accesso Va specificata la modalità di accesso: potranno essere indicate una o più modalità per i vari profili a seconda dei requisiti posseduti:
•        A: nel caso in cui non si sia già inclusi in una precedente graduatoria;
•        B: per chi è già incluso in graduatoria permanente (24 mesi) per uno o più profili e chiede l'inserimento, nella stessa provincia, in III fascia per altri profili (diversi);
•         C: per chi è già incluso nelle graduatorie/elenchi ad esaurimento provinciali (DM 75/01 o DM 35/04) per uno o più profili e chiede l'inserimento, nella stessa provincia, in III fascia per altri profili (diversi);
•         D: per chi è già incluso in graduatoria permanente (24 mesi) per uno o più profili e chiede l'inserimento (con conseguente depennamento), in provincia diversa, per i medesimi profili in III fascia;
•        E: per chi è già incluso nelle graduatorie/elenchi ad esaurimento provinciali (DM 75/01 o DM 35/04) per uno o più profili e chiede l'inserimento (con conseguente depennamento), in provincia diversa, per i medesimi profili in III fascia;
•        F: per chi è già incluso nelle graduatorie del triennio 2008/2011 di III fascia per uno o più profili e chiede l'inserimento, per i medesimi profili (in deroga al possesso del prescritto titolo di studio): va indicata la scuola che gestiva la domanda nelle precedenti graduatorie;
•        G: per chi ha effettuato 30 giorni di servizio in uno o più profili e chiede l'inserimento per gli stessi (in deroga al possesso del prescritto titolo di studio), per i medesimi profili in III fascia.
Sezione C: richiesta inserimento nelle graduatorie di III fascia, Per ogni profilo nel quale si chiede l'inserimento in III fascia va indicato nelle caselle a destra, il titolo di accesso (X o Y) e la modalità di accesso (da A a G); Per gli assistenti tecnici è possibile indicare anche il possesso di specifiche patenti.
Sezione C1: indicazione titolo di accesso per chi  era già incluso in  precedenti graduatorie Per i diversi profili, ai quali si accede in "deroga" per una precedente inclusione nelle graduatorie, vanno indicati i titoli di studio del precedente ordinamento.
Sezione C2: titoli specifici per gli assistenti tecnici Per gli Assistenti Tecnici va specificata la tipologia di titoli posseduti in base alle diverse modalità di accesso.
Sezione D: titoli culturali posseduti:  Vanno indicati il titolo di accesso e gli altri titoli culturali TABELLE VALUTAZIONI TITOLI
1.       Per i profili di assistente amministrativo, assistente tecnico, infermiere e cuoco, in aggiunta al titolo di accesso, si valuta anche il possesso di una laurea (diploma di laurea, laurea triennale, laurea specialistica/magistrale, diploma ISEF, diplomi di I livello dei conservatori e accademie e titoli equipollenti;
2.       Per i profili di addetto alle aziende agrarie e guardarobiere si valuta anche il possesso di un eventuale diploma di maturità;
3.       Per tutti profili, escluso quello di collaboratore scolastico, si valuta anche il superamento di un concorso pubblico per profili corrispondenti;
4.       Per il profilo di assistente amministrativo si valuta anche il possesso di attesati di qualifica o di addestramento professionale attinenti ai servizi informatici o amministrativi (Art. 14 Legge 845/78, ECDL, ecc.)
Sezione E: titoli di servizio  I titoli di servizio si valutano distintamente per anno scolastico
Sezione E1: titoli di servizio scolastico  Vanno indicati i servizi prestati a qualsiasi titolo nelle scuole/convitti sia per i profili richiesti che per altri profili (incluso il servizio d'insegnamento). La valutazione avviene per anni scolastici.
Sezione E2: titoli di servizio in altro ente pubblico Vanno specificati i servizi svolti in altre pubbliche amministrazioni, compreso il servizio di leva/civile.
Regole generali per la valutabilità dei servizi:  Sono valutabili tutti i servizi retribuiti anche se parzialmente. Sono anche valutabili i servizi non retribuiti che non interrompono l'anzianità di servizio (servizio militare e                                       assimilati, mandato amministrativo, dottorato, congedi parentali, sciopero ecc.).
Si valutano anche i periodi di servizio giuridico determinati da sentenze o da procedure conciliative.
I servizi all'estero, anche nei corsi, con nomina MAE sono valutabili come quelli nelle scuole statali.
I servizi nelle scuole legalmente riconosciute, parificate o autorizzate o paritarie si valutano al 50%.
Sezione F: titoli di preferenza Vanno indicate le condizioni che danno diritto ad una preferenza a parità di punteggio.
  Sezione G: richiesta di depennamento Questa sezione va compilata da coloro che sono inclusi nelle                         graduatorie provinciali e chiedono l'inclusione in provincia diversa (vedi nota specifica).
 Sezione H: valutazione  titoli  In questa sezione vanno riepilogati i punteggi spettanti per le varie graduatorie
Sezione I: altre dichiarazioni Vanno indicate le condizioni generali per l'accesso ai pubblici impieghi: cittadinanza, diritti civili, eventuali procedimenti penali, idoneità fisica, ecc. 

OPPORTUNITÀ PER CHI È GIÀ INCLUSO NELLE GRADUATORIE PERMANENTI (24 MESI) O NELLE GRADUATORIE/ELENCHI AD ESAURIMENTO (DM 75/01 O DM 35/04 )
Chi è già incluso nelle graduatorie provinciali:
1.       può presentare domanda di III fascia nella stessa provincia per altri profili (diversi da quelli delle graduatorie  provinciali)
2.       oppure può presentare domanda di III fascia per tutti i profili/aree di laboratorio per le quali ha titolo in una provincia diversa ma deve chiedere il depennamento da tutte le graduatorie provinciali nelle quali è incluso. Il depennamento avviene a partire dal 1/9/2011, ma si conserva la possibilità di accettare supplenze dalle graduatorie di precedente inclusione, fino alla data di conferma di iscrizione nella graduatoria di terza fascia nella nuova provincia.
   
Quali rischi si corrono cambiando provincia? Se non venisse bandito il concorso 24 mesi per l'anno successivo (x il 2012/13) si rischia di non lavorare restando soltanto in III fascia. Potrebbe accadere che nella nuova provincia (per quanto nella “24 mesi”) non ci si trovi in posizione utile per le nomine annuali.

I COBAS scioperano e manifestano (metalmeccanici e privato) il 12 dicembre

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Contro la patrimoniale alla rovescia del governo bipartisan Monti
Quanto fosse ultra-liberista il governo Monti, e la manovraccia che ci avrebbe imposto, era chiaro fin dalla investitura fatta da Re Giorgio (Napolitano). Per questo il 17 novembre abbiamo invitato, con la Cub, a scioperare, portando in piazza insieme agli studenti circa centomila manifestanti per sfiduciarlo immediatamente. Ma la soddisfazione generalizzata per la caduta di Berlusconi, le illusioni, fomentate dai massmedia, sui poteri salvifici di Monti, il sostegno trasversale delle caste politiche, l’acquiescienza di Cgil, Cisl e Uil hanno finora impedito che quella sfiducia di piazza avesse un seguito rilevante.
E così Monti ha potuto agire varando una patrimoniale alla rovescia, applicata ai residui redditi e diritti di milioni di salariati e ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti. La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni colpendo ancora una volta i più deboli, con lavoratori sfruttati fin da giovanissimi in attività usuranti che dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41, ma per tutti/e va aggiunto  un anno prima di ricevere la pensione); con il passaggio al contributivo per tutti/e, un furto di decine o centinaia di migliaia di euro; con la sparizione dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su. Ma anche la nuova ICI colpirà tanti lavoratori/trici a basso reddito, proprietari di una casa che spesso non hanno ancora pagato, mentre l’aumento di 2 punti dell’IVA deruberà ulteriormente settori popolari già spremuti fino all’osso.
La vera “patrimoniale” è invece sparita, insieme all’aumento dell’IRPEF per i redditi alti: e non pagheranno niente le banche, la grande finanza, gli squali redditieri, gli evasori che derubano le casse pubbliche di circa 300 miliardi l’anno, le caste del capitalismo di Stato, la cui corruzione nelle strutture istituzionali dilapida almeno 200 miliardi annui.
Mentre centrodestra e centrosinistra sottoscrivono, Cgil, Cisl e Uil, tagliate fuori malgrado  avessero accettato con calore Monti, hanno dato segni di vita, ma evitando di arrivare ad un vero sciopero generale, per il timore di effetti importanti sul quadro politico e non sollecitando una forte mobilitazione popolare. Lo sciopero, assurdamente frammentato, vedrà in campo il 12 dicembre solo la parte del lavoro privato su cui non grava la legge 146 antisciopero, e il 19 il Pubblico Impiego senza la scuola (solo una ora, insignificante nel contesto): e sopratutto la piattaforma degli scioperi non respinge l’intera manovraccia ma chiede alcuni  ritocchi che non ne cambierebbero la natura antipopolare.
Pur tuttavia il 12 dicembre può essere comunque una giornata di mobilitazione. che spetta anche a noi potenziare il più possibile. Perciò i COBAS hanno convocato (come  anche la Fiom) lo sciopero dell’intera giornata dei metalmeccanici e scioperi articolati a livello locale in altri settori del lavoro privato. Nel pomeriggio del 12, nelle principali città manifesteremo insieme anche a quei lavoratori/trici del Pubblico Impiego e della scuola che non potranno scioperare. In particolare a Roma l’appuntamento per tutti/e sarà a Piazza del Pantheon (ore 16). Presidi e sit-in poi proseguiranno (a Roma davanti alla Camera e al Senato) nei giorni seguenti in contemporanea con le votazioni in Aula.  
NO ALLA MANOVRACCIA, LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE
 

ORA E SEMPRE NOTAV

giovedì 8 dicembre 2011


“La valle è nelle nostre mani”
Anche questa giornata dell’8 dicembre passerà nella memoria leggendaria della Val di Susa, nel ricordo del dicembre di riconquista di Venaus 2005. Due cortei, partiti da Giaglione e Chiomonte, inerpicatisi attraverso il bosco della Ramats e poi scesi sul torrente della Clarea, accerchiano il cantiere e tagliano pezzi della recinzione in fil di ferro. Un altro corteo di altri mille valligiani parte da Susa e in protesta contro la Sitaf  blocca l'autostrada in entrambe le direzioni, mentre da un palco barricadero si canta “bella ciao” e si distribuisce minestra calda.
Da che parte è la violenza ?!! Intossicazione di gas chimici proibiti, il fumo era tale che neppure gli alberi erano visibili. Centinaia di candelotti lanciati a altezza d’uomo: un ragazzo ferito gravemente alla testa, è stato portato via su una barella improvvisata fino all’arrivo dell’autombulanza che i poliziotti hanno tentato di impedire; un altro ferito all’occhio  e uno alla mano. I lacrimogeni hanno provocato incendi nei boschi che i valligiani si sono buttati subito a spegnere. Ed ancora rischi seri di polmonite a causa degli abiti ghiacciati dagli idranti. Da parte dei valligiani solo scudi di plastica, per difendersi dagli idranti e caschi per proteggere la testa dai candelotti e da sassi lanciati dagli stessi poliziotti. La violenza vera è la devastazione che le istituzioni e i loro complici stanno perpetrando sulla Valle, sulla sua economia e sulla salute della popolazione.
ED ORA, A FRONTE DELLA “ MANOVRA “ GOVERNATIVA
 LA LOTTA DELLA VALLE  ASSUME  UN  VALORE  GENERALE
La resistenza della Val Susa contro lo spreco di miliardi pubblici della Tav si identifica ora con la lotta a quella macelleria sociale e rapina economica  che fa pagare la crisi, provocata dall’Europa dei banchieri e delle speculazioni  padronali, alle famiglie italiane già classificate dagli indici europei sulla “soglia della povertà “, ai giovani precari, ai disoccupati, ai ceti medi.
La denuncia della Val di Susa del comitato trasversale degli affari, potentati economici e partitici in odore di mafia, diventa il simbolo della protesta contro la corruzione dell’amministrazione pubblica
La rivolta della Val di Susa contro gli invasori che hanno militarizzato il territorio con un feroce e assurdo spreco di denaro pubblico è la stessa contro l’assurdità morale ed economica delle spese militari che aggrediscono intere  popolazioni per rapinare le loro risorse.

INVALSI BOCCIATA ANCHE AL LICEO SCIENTIFICO R. DONATELLI DI TERNI

sabato 26 novembre 2011


Venerdì 25 novembre il collegio docenti del Liceo scientifico R. Donatelli di Terni ha votato quasi all'unanimità  (5 voti favorevoli su 60 professori) la non disponibilità dei docenti e del liceo ai  quiz INVALSI.
La scelta è stata motivata dalla consapevolezza della inutilità di tali prove, dal loro essere un modo subdolo di valutazione del docente e della scuola, ma soprattutto ha pesato la necessità di discutere dei reali problemi della scuola e dei tagli pesanti alla scuola stessa. Tra l’altro quei due o tre docenti che l'anno passato avevano somministrato e corretto le prove INVALSI e non hanno ricevuto alcun incentivo in denaro, forte è stata la delusione di non aver visto i risultati finali, aver constatato gli errori nella somministrazione e non aver ricevuto neanche i correttori!

Sempre più scuole e docenti anche della provincia di Terni rifiutano la truffa dei quiz INVALSI, rinviandoli al mittente, presentati da MIUR e dirigenti scolastici come obbligatori (ma non lo sono!) strumenti di valutazione degli studenti, in verità veri e propri cavalli di troia per valutare invece scuole e docenti e riproporre una gerarchia (ranking) stipendiale mutuata dalle imprese, che nelle scuole USA si è rivelata completamente fallimentare per la didattica e le scuole stesse già 20 anni fa.
Nel 2000 i docenti licenziarono il ministro L. Berlinguer che cercò di gerarchizzare la categoria col nefasto concorsaccio. Oggi prima la Moratti, poi Fioroni, la Gelmini ed infine, il neoministro F. Profumo, di estradizione economico-aziendalistica, tentano lo stesso colpo, prima espellendo (e cancellando) posti di lavoro e cattedre per decine di migliaia di precari docenti ed ATA e, proponendo una sorta di bestiale darwinismo sociale tra docenti ed istituti scolastici, che attacca il carattere collegiale dell’insegnare. Lorsignori stanno tentando una gerarchizzazione pseudomeritocratica (attraverso l’INVALSI!!) dei docenti, promettendo le briciole ai più conformi e tagli agli altri, un attacco frontale alla la finalità più alta della scuola riconosciuta dall’art.3 della Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Ricordiamo le dichiarazioni della ex ministra Gelmini ““Non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi”. Un’ulteriore conferma l’abbiamo avuta quando finalmente il MIUR ha reso disponibile sul suo sito lo statuto dell’Invalsi (decreto n. 11 prot. 5657 del 2/9/11). Il documento, formato da 20 articoli, ne definisce natura giuridica, composizione, missione e obiettivi. All’articolo 2 leggiamo che l’Invalsi “concorrere alle azioni di sviluppo della cultura del merito promosse dalla Fondazione per il merito…” e all’articolo 4 comma e si aggiunge che l’Invalsi ha anche l’obiettivo di collaborare  “… alle attività di valutazione del sistema scolastico al fine di realizzare iniziative di valorizzazione del merito …”. Più chiaro di così: mentre si massacra la scuola pubblica (e insieme ad essa le pensioni, la sanità, gli stipendi, i diritti dei lavoratori), si cerca di far passare un modello meritocratico per il quale, se la tua scuola non ha soldi e il tuo stipendio è una miseria, la colpa alla fin fine è di chi ci lavora. Nel discorso di insediamento ricordiamo le parole di Monti sulla scuola pubblica(NB non sta parlando di un’azienda): “Un ritorno credibile a più alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte a innalzare il capitale umano e fisico e la produttività dei fattori. La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sarà necessario mirare all’accrescimento dei livelli d’istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani. Vi contribuiranno interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall’INVALSI, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti.”  Più chiaro di così? Boicottiamo e bocciamo i quiz INVALSI.

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