Il documento stabilisce il passaggio automatico di livello in base all’anzianità con un impatto diretto sui salari, ma che punta soprattutto a erodere il potere discrezionale e l’arbitrarietà dei dirigenti. In effetti, il passaggio di livello è stato sovente usato in modo premiale o punitivo sulla base della disponibilità dei lavoratori ad accodarsi alle richieste aziendali. In luoghi di lavoro fortemente razzializzati questa misura potrebbe incrinare la politica aziendale di gestione della forza lavoro su base ‘etnica’. Non è un caso che la richiesta di passaggio di livello contrattuale basato sull’anzianità sia stata una delle parole d’ordine degli operai afro-americani negli Stati Uniti.
I periodi di malattia e di infortunio precedentemente retribuiti da Inps e Inail solo a partire dal quarto giorno e per una quota pari a circa la metà del salario, saranno remunerati al 100% fin dal primo giorno, sebbene con qualche limitazione.
Si tratta di un documento che migliora in molti punti quello nazionale firmato dai sindacati confederali e sostituisce gli accordi precedenti nel settore del facchinaggio, almeno nei magazzini dove sono presenti i sindacati di base firmatari. Ma quello che ci sembra più rilevante è che ciò sia stato possibile grazie fondamentalmente alle lotte dei lavoratori migranti sostenuti da organizzazioni sindacali di base solitamente escluse dai tavoli della trattativa. In un contesto di mobilitazioni e scioperi nella logistica, ma anche di forte repressione (di qualche settimana fa la notizia dell’aggressione da parte della polizia di due lavoratori a margine di un picchetto organizzato da SiCobas a Modena), questo risultato pur circoscritto ai lavoratori delle aziende firmatarie può fungere da esempio e incoraggiamento riempendo il vuoto di rappresentanza sindacale, non solo in questo settore. La straordinaria capacità mostrata dai lavoratori migranti nell’organizzazione delle lotte in questi ultimi anni ha quindi un suo registro delle conquiste ottenute: non solo crescita di consapevolezza e abilità di coordinamento, ma anche un sostegno materiale. La decisione di TNT, BRT e GSL di sottoscrivere questo documento con i sindacati di base evidenzia infatti come se da un lato la disarticolazione delle componenti della produzione attraverso lo spazio e il tempo, e il conseguente sviluppo del settore logistico, hanno reso il lavoro sempre più duro, precario e razzializzato, dall’altro hanno aumentato il potere dei lavoratori migranti che si trovano in una posizione strategica. I loro corpi rendono sì possibile il movimento di merci, ma possono anche bloccarlo.