Chi decide a Roma?
Roma, cariche al corteo di precari e Cobas contro il Jobs Act: 4 feriti
Due studenti, un precario e un agente colpito dallo scoppio di una bomba carta. Fermata una decina di persone con petardi e fumogeni: una denuncia. I manifestanti volevano arrivare al Senato: «Ci hanno colpito quando avevamo le braccia alzate»
di Redazione Online/Corriere sera
«Intervento di contenimento»
«Siamo stati imprigionati. Chi ha deciso le cariche?»
Voto «blindato»
Jobs Act, a Roma scontri tra manifestanti e polizia
Nuovo voto sulla riforma del lavoro al Senato, intanto i Cobas manifestano e mandano in tilt Roma. Il ministro: "Testo ora migliorato dal Parlamento"
19:53 - I Cobas, sindacati di base, studenti, precari e attivisti dei centri sociali sono scesi in piazza a Roma contro le politiche dell'Unione europea e contro il Jobs act. Il corteo si è mosso da piazza del Colosseo ad è arrivato a Sant'Andrea Della Valle,creando disagi al traffico. In testa al corteo un grosso striscione "Stop Jobs Act! Per salario minimo europeo e reddito di base, no Sblocca Italia - no Piano scuola".(TGCom 24)Il Jobs act è legge: ok del Senato alla fiducia. Renzi: l’Italia cambia davvero
Il Jobs act è legge: l’Aula del Senato, con 166 sì, 112 no e un astenuto, ha votato la fiducia posta stamane dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sul testo già approvato dalla Camera. Il Governo è quindi ufficialmente delegato alla riforma delle tipologie contrattuali, degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive secondo i princìpi fissati nel provvedimento. Con i decreti delegati prenderà forma la novità che più ha acceso il dibattito nei mesi scorsi: la nascita del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti per i neoassunti e la revisione della disciplina dei licenziamenti, con un indennizzo parametrato all’anzianità di servizio invece della reintegra nei casi di licenziamenti illegittimi per motivi economici. La reintegra resterà nel caso di licenziamenti nulli e discriminatori e in alcune fattispecie di licenziamento disciplinare.Il premier: «Giorno storico, tolti gli alibi a tutti»
«Il Jobs Act diventa legge. L’Italia cambia davvero. Questa è #lavoltabuona. E noi andiamo avanti». Così il premier Matteo Renzi ha commentato su Twitter l’approvazione del Jobs Act. Aggiungendo in serata a Bersaglio mobile su La7: «Oggi è un giorno storico per il Paese. L’approvazione del Jobs act segnerà la storia dei prossimi anni e il primo pensiero va anche alle famiglie di Terni che dopo mesi possono stare più tranquilli. Mentre la politica politicante parla di questioni estranee alla vita quotidiana, noi parliamo di cose reali». Il premier ha ribadito uno dei suoi cavalli di battaglia: «Ora abbiamo tolto gli alibi a tutti. Sono piccoli grandi segnali che portano a dire che l’Italia ha tutto per farcela. Manca la fiducia in noi stessi». Cgil e Uil in piazza il 12 dicembre? «Scioperano contro chi elimina i co.co.co e i co.co.pro, contro chi ha messo un tetto ai manager». E ancora: «Sull’articolo 18 è stata fatta una battaglia ideologica».Poletti: testo significativamente migliorato
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha ringraziato il Parlamento per il positivo lavoro svolto nell’esame del disegno di legge delega, «che ci consegna un testo significativamente cambiato e migliorato». Poletti ha ricordato che «nella delega sono previsti interventi per
ridurre le forme contrattuali, eliminando quelle più precarizzanti; ridefinire il sistema degli ammortizzatori sociali e renderli universali; rafforzare le politiche attive per il lavoro; semplificare la costituzione e la gestione dei rapporti di lavoro; rafforzare la strumentazione di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro». Contenuti che, per il ministro, «confermano la volontà di rendere il mercato del lavoro più chiaro, semplice ed efficiente ed accrescerne, nel contempo, il tasso di equità e di inclusività, soprattutto a vantaggio dei giovani».«Contratto a tutele crescenti operativo da gennaio»
Poletti ha poi garantito l’impegno «di procedere speditamente alla stesura dei decreti di attuazione della delega, nella quale terremo conto delle considerazioni emerse dal lavoro parlamentare». Si partirà, ha detto il ministro, «da quelli relativi all’introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che vogliamo rendere operativo da gennaio, in modo che le imprese e i lavoratori possano subito beneficiare delle misure di riduzione del costo del lavoro, previste nella legge di stabilità per questo tipo di contratto». Nell’ottica di «rafforzare la fiducia delle imprese» perché aumentino la propensione a investire e a creare posti di lavoro.Minoranza Pd: sì a fiducia solo «per senso di responsabilità»Manifestanti caricati a corteo in centro Roma
Ventisette senatori della minoranza dem hanno dichiarato di aver votato sì alla fiducia soltanto per «senso di responsabilità», promettendo di essere «vigili» sui decreti attuativi. «Abbiamo rilevato - aveva spiegato il senatore Federico Fornaro - che il testo ha avuto alcuni miglioramenti, pur rimanendo però tante criticità. Ma voteremo la fiducia anche con la consapevolezza che un comportamento diverso avrebbe determinato una crisi di governo. Perché il mancato voto alla fiducia ha un peso maggiore rispetto a uscire dall’aula sul voto del provvedimento». Corradino Mineo è stato l’unico nel Partito democratico a votare no, mentre Letizia Ricchiuti e Felice Casson non hanno partecipato al voto.
Fuori da Palazzo Madama non sono mancate le tensioni. Nella manifestazione promossa contro il Jobs act da sindacati di base, precari e studenti sono state dapprima lanciate uova contro gli agenti che presidiavano i dintorni del Senato, tre dei quali sono rimasti feriti negli scontri . La polizia ha poi caricato i manifestanti («un intervento di contenimento», secondo la questura) dopo diversi tentativi, da parte del corteo, di forzare il cordone degli agenti per arrivare al Senato.
La Corte europea fa giustizia per i precari della scuola: devono essere assunti! Comunicato stampa Corte giustizia EU dopo sentenza precari scuola
29#11 quelli dello sciopero di Terni. Giornale parlato da Oreste Scalzone
vergognosa sentenza per la strage Eternit
Da La Repubblica Torino
Ast di Terni. L'assemblea decide di proseguire la lotta a oltranza
i sindacati l'hanno convocata per riportare ai lavoratori il lungo percorso degli ultimi due giorni di riunione-fiume al Mise, quindi col governo e l'azienda. Il tutto avviene in piazza, dopo la collocazione delle trombe altoparlanti, utilizzando come palco d'emergenza un furgoncino Ape.
Prima precisazione: la firma é lontana ma ci sarebbero degli elementi potenzialmente positivi, questa volta messi nero su bianco.
Il governo dice di lavorare per il “buon esito”, superando le vecchie proposte avanzate da Delrio (la lotta avrebbe dunque determinato un cambio di posizione da parte del governo)
L'azienda mette nel piano delle modifiche.
Verrebbe fissata anche una soglia minima di dipendenti, a 2400 persone; sotto questa cifra l'azienda non dovrebbe andare.
Vengono promessi Investimenti: 270 milioni di euro, di cui 100 per la manutenzione, 10 per ricerca e innovazione, 30 per il trasferimento della linea di laminazione da Torino, che dovrebbe così entrare in funzione dal 2016 (la pizza chiede certezze sul punto). 26 milioni – ancora incerti . Per far fronte a variazioni dei costi energetici.
Gli esuberi programmati sarebbero in questo modo ridotti a 125; l'azienda pensa che con un premio di buonuscita (si parla di 80milaeuro) molti potrebbero accettare l'esodo volontario immediato. Dopo il 1 gennaio, infatti, la cifra verrebbe ridotta a 50mila euro.
Rinnovo dei 7contratti scaduti con le società esternalizzate.
Il sindacato spiega di ritenere inaccettabile che il prezzo degli esuberi venga pagato soprattutto dalle esternalizzate (le ultime 6/7 ore dell'incontro sono state spese su questo). In testa a tutti c'è la certezza che gli operai dell'Ilsev sono determinanti per il funzionamento dello stabilimento (e infatti, più tardi, un operaio Ilsev salirà su il palco che annunciare che da parte loro lo sciopero continuerà ad oltranza).
L'azienda annuncia inoltre di volere la sospensione del contratto di secondo livello, sostituendolo con un nuovo contratto integrativo basato sul “merito” (ma tutti, in piazza lo definiscono “clientelare”). All'interno del nuovo contratto sarebbero previste quattro voci: a) maggiorazioni legate al merito; b) la retribuzione della presenza domenicale passa da 40 a 25 euro: c) il premio di produttivita - 723 euro – viene disposto come variabile e legato agli straordinari (la piazza non intende accettare); d) messa in discusione del riconoscimento del ruolo professionale.
L'azienda non vuole prendere in considerazione le proposte del governo: sconto Irap (5 milioni), energia (10 miloni) e l'implementazione della logistica (miglioramento e completamento per Civitavecchia....)
Si continua ad affermare che l'assemblea dei lavoratori é “sovrana” e qualsiasi ipotesi di accordo possa uscire dal prossimo incontro (mercoledì prossimo) o da uno successivo, si procederà all'effettuazione di un un referendum. Il sindacato chederà comunque una verifica semestrale del rispetto degli impegni presi.
Proseguirà intento il blocco delle portinerie fino al prossimo incontro (mercoledì).
Terminata questa relazione, parlano altri sindacalisti (in questo caso di Ugl e Uil). Qualcuno ventila l'ipotesi di individuare “altre forme di lotta”, come lo sciopero alternato di 4 ore. La risposta corale è “no, si continua la lotta”.
Interviene Antonio, che si autodefinisce un "rompicoglioni", richiede un applauso di soledarietà contro la sentenza Eternit e riafferma la mecessità di garanzie per le esternalizzate; critica le voci (riportate dai giornali) che qui ci sia una minoranza di”sobillatori” che prevaricherebbe una maggioranza più “malleabile”; propone che mercoledi si vada a palazzo Chigi. Ma l'idea non viene poi ripresa da atlri.
Sale sul palchetto un “lav” (caporeparto ) che prova a riproporre lo sciopero alternato di 4 ore, adducendo come argomento la durezza della lotta e la mancanza di salario. Coro di “NO” (c'è anche un po di contestazione, subito rientrata).
Del ressto sono in diversi a precisare che, negli incontri, ci provano un po' tutti gli interlocutori - e in molti modi – a far modificare le modalità della lotta.
Interviene Rosario, della Fiom, che ribadisce la necessità di unità, di non accettare provocazioni dell'amministratore delegato Morselli: non passerà alcun licenziamento, né tra gli interni né nelle esternalizzate, se non c'è la clausola di salvaguardia; lotta ad oltranza. Fa anche autocritica in merito all'ultima occupazione dell'autostrada, che lui pensa andasse rimandata all'indomani, e invece é servita farla proprio quel giorno.
Interrogazione parlamentare sul documento “La buona scuola”
Interrogazione parlamentare sul documento “La buona scuola”
nterrogazione parlamentare dei senatori Mussini, Petraglia, Montevecchi, Bignami, Romani Maurizio, Bencini e De Petris
Al Ministro dell’interno





