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LE BUGIE POLITICHE SULLA STORIA DEGLI SCATTI

lunedì 20 gennaio 2014 · Posted in ,

di Lucio Ficara, La Tecnica della Scuola 19.1.2014
La "vera" storia degli scatti bloccati, sbloccati in parte, prorogati e altro ancora è piuttosto complicata e per ricostruirla bisogna andare indietro negli anni.

Incominciamo con il dire che gli scatti di anzianità, unico modo per gli insegnanti di avanzare in carriera, non sono da considerarsi un privilegio economico di categoria, ma più correttamente bisognerebbe considerarli un sistema per distribuire e spalmare a tutti i docenti italiani, con l’avanzamento dell’anzianità di servizio, il salario ottenuto dai patti contrattuali del 23 gennaio 2009. 
Da allora più nessun contratto è stato firmato per la scuola, fatta eccezione per un altro contratto stipulato per garantire la sostenibilità economica e finanziaria del piano delle immissioni in ruolo del personale.
In quella occasione si rimodularono le posizioni stipendiali contrattualmente previste in modo tale da sopprimere la seconda fascia stipendiale accorpandola con alla prima dal punto di vista economico. In buona sostanza quell’accordo avvenuto nel 2011 portò la prima fascia stipendiale da 0 a 8 anni, bloccando per i neo immessi in ruolo l’avanzamento di carriera fino al nono anno di servizio.
Questo fu l’incipit del blocco degli scatti di anzianità per il personale scolastico.
Infatti è opportuno ricordare che con l’art. 9, comma 23, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, si dispose che gli anni 2010, 2011 e 2012 non erano utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.
Quindi il blocco degli scatti arriva quando al Governo c’è ancora il ministro Gelmini. Ma chi è stato a sbloccare gli scatti di anzianità della scuola e a porre rimedio a questo pasticcio?
Su questa domanda nasce un duro confronto tra la senatrice Francesca Puglisi del Partito Democratico e la responsabile scuola di Forza Italia on. Elena Centemero.
Da un gruppo facebook aperto dalla stessa Centemero, intitolato “Forza Italia scuola 3.0”, riprendiamo la risposta che la Centemero dà alla Puglisi: "La Senatrice Puglisi è un po' smemorata. Lo sblocco degli scatti per i docenti fu una scelta politica della Ministra Gelmini, come tutti i sindacati ricordano, e riguardava gli anni 2010, 2011 e 2012 a valere sul fondo per il merito. La cosa grave del dl uscito oggi dal CDM è il fatto che, qualora i risparmi del fondo per il merito non venissero usati nella negoziazione degli scatti, tornerebbero al MEF. Un'ennesima figuraccia della Ministra Carrozza che forse anche questa volta non ne era informata!".
Ma le cose stanno veramente così come sostiene la responsabile scuola di Forza Italia? Qualche bugia nella dichiarazione della Centemero c’è. È assolutamente vero che il decreto interministeriale tra Mef e Miur del 14 gennaio 2011 è stato emanato congiuntamente dai ministri Gelmini e Tremonti, artefici primari del blocco, ma quel provvedimento dava certezza solo per il 2010, e poneva all’art.4 di detto decreto dei limiti oggettivi per le annualità successive. La Centemero dimentica di dire un’altra verità che è giusto ricordare: “A causa dei tagli sui docenti di sostegno attuati dai ministri Gelmini e Tremonti, riconosciuti illegittimi dalla Corte Costituzionale, le economie certificate ai sensi dell’art.64 della legge 133/2008, sono servite a mettere una toppa a questi tagli, reintroducendo i posti in organico, ma lasciando, per tale motivo, le casse vuote per sanare i blocchi degli scatti 2011-2012".

Sì del Governo al decreto legge sugli scatti

da Tecnica della Scuola online
Sì del Governo al decreto legge sugli scatti

E’ arrivato il via libera da parte del Consiglio dei Ministri al decreto-legge che dirime la questione sugli `scatti´ di stipendio del personale della scuola. Il comunicato di Palazzo Chigi
Il decreto conferma lo stop alla restituzione degli scatti stipendiali del personale della scuola già percepiti nel 2013 con una trattenuta di 150 euro mensili. Stabilisce, inoltre, che non ci sarà retrocessione a una classe stipendiale inferiore per il personale della scuola che ne abbia acquisita una superiore nel 2013 in virtù dell’anzianità economica attribuita nello stesso anno.
Per maggiori approfondimenti leggi l'articolo di Reginaldo Palermo

Questo il testo del comunicato di Palazzo ChigiIl Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente, Enrico Letta, e dei ministri dell’istruzione università e ricerca, Maria Chiara Carrozza, dell’economia e finanze, Fabrizio Saccomanni, e della pubblica amministrazione e semplificazione, Gianpiero D’Alia, un decreto legge in materia di retribuzioni per il personale della Scuola che demanda ad un’apposita sessione negoziale avviata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il riconoscimento dell’anno 2012 ai fini della progressione stipendiale del personale della scuola (docente, educativo ed Ata). Nelle more della conclusione della sessione al personale interessato verrà mantenuto il trattamento economico corrisposto nell’anno 2013.
La procedura negoziale per il recupero dei mancati scatti è stata già utilizzata per gli anni precedenti al 2012 e viene finanziata con risparmi e risorse rinvenienti dal settore scolastico senza alcun onere aggiuntivo per il bilancio dello Stato. Il decreto prevede altresì, come già annunciato, che non venga comunque effettuata alcuna azione di recupero delle somme attribuite al personale della Scuola per progressioni stipendiali nell’anno 2013. Viene inoltre prevista, per l’anno 2014, la non applicazione al personale della Scuola, con riferimento alle progressioni stipendiali correlate all’anzianità di servizio, del limite ai trattamenti economici individuali introdotto dall’art. 9, comma 1, del decreto legge n. 78 del 2010, nella considerazione che, a legislazione vigente, la predetta annualità per il comparto scuola è già utile ai fini delle progressioni stipendiali.
                                                                                 
 Sugli scatti solo misure provvisorie
di R.P. da La Tecica della Scuola online

E' quanto lascia intendere lo stesso ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi 17 gennaio che parla di un decreto legge in materia di "disposizioni temporanee ed urgenti in materia di automatismi stipendiali del personale della scuola”.

La stesura del testo dell’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri deve essere stata particolarmente difficile, perché, contrariamente al solito, il programma dei lavori è stato reso noto solo nella mattinata odierna, due-tre
In effetti il primo punto all’ordine del giorno appare all’insegna dell’equilibrismo politico-economico: “Decreto legge: Disposizioni temporanee ed urgenti in materia di automatismi stipendiali del personale della scuola”.
Non sfuggirà, per esempio, che non si parla di “modifica del DPR 122” come i sindacati stanno chiedendo anche se è molto probabile che, in concreto, il decreto legge che verrà adottato oggi faccia riferimento al provvedimento in questione.
Ma soprattutto lascia perplessi l’espressione “disposizioni temporanee” che sembra confermare proprio il fatto che il decreto non interverrà in modo strutturale sul meccanismo introdotto dal DL 78/2010 e successivamente confermato e anzi appesantito con provvedimenti successivi.
La sensazione è che il decreto legge che verrà approvato oggi conterrà disposizioni del tutto provvisorie finalizzate ad evitare il recupero degli aumenti già attribuiti, in attesa che venga sottoscritto il contratto nazionale che, inevitabilmente, dovrà attingere alle risorse del Fondo di Istituto.
E, a questo proposito, va detto che si parla con sempre maggiore insistenza di una decurtazione di non meno di 300 euro che corrisponderebbe ad un taglio di un buon 35%. Se poi il talglio sarà fatto con lo stesso criterio dello scorso anno e cioè penalizzando maggiormente le scuole del I ciclo e un po’ meno la secondaria di secondo grado, il risultato sarà pesantissimo: istituti comprensivi e direzioni didattiche avranno a disposizione poco più della metà di quanto avuto lo scorso anno.
In pratica, il decreto legge di oggi sarà una specie di “certificato di morte” dell’autonomia scolastica e della contrattazione di istituto.
ATA? Il testo del Decreto

Scatti stipendiali, vittoria su tutti i fronti (per i prof). Pagamento 2012, sblocco 2013 e ripristino 2014. Gli ATA? Il testo del Decretored - Oggi in Consiglio dei Ministri, il Governo ha approvato un Decreto che mette fine alla vicenda del recupero dei 150 euro dagli stipendi dei prof e non solo. Vittoria su tutti i fronti, ma mancano gli ATA. Con le reazioni da parte dei sindacati

Infatti, il Decreto pone le condizioni per il recupero degli scatti stipendiali del 2012 e 2013, che dovranno essere negoziati all'ARAN.
Per questi scatti viene accantonata la somma di 120 mln di euro provenienti dal fondo derivante dai risparmi provenienti dai tagli Gelmini. Il resto dovrà provenire dal taglio al fondo di istituto.
"Il Consiglio dei ministri  -  recita il comunicato del CdM -  ha approvato, su proposta del Presidente, Enrico Letta, e dei ministri dell'Istruzione università e ricerca, Maria Chiara Carrozza, dell'Economia e Finanze, Fabrizio Saccomanni, e della Pubblica amministrazione e Semplificazione, Gianpiero D'Alia, un decreto legge in materia di retribuzioni per il personale della Scuola che demanda ad un'apposita sessione negoziale il riconoscimento dell'anno 2012 ai fini della progressione stipendiale del personale della scuola (docente, educativo ed Ata)".
Il Decreto dà lo stop al prelievo dei 150 euro dagli stipendi ed evita, inoltre la doppia emissione per il reintegro delle somme sottratte. Stipendio gennaio 2014. 150 euro (eventualmente) decurtati, saranno recuperati con una emissione straordinaria
Inoltre, a sorpresa, il Decreto ripristina gli scatti stipendiali per il 2014
Leggiamo nel comma 4 del Decreto, "in relazione a quanto disposto dall'articolo 1, comma 1, lettera b), del Decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre n. 122, per il personale della scuola non trova applicazione per l'anno 2014, nell'ambito degli stanziamenti di bilancio relativi alle competenze stipendiali, l'articolo 9 comma 1 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come prorogato dall'articolo 1, comma 1, lettera a), del citato decreto del presidente della Repubblica . 122 del 2013"
Il testo, dunque, stabilisce che per il 2014 "non trova applicazione" il blocco previsto dalla Manovrina correttiva del 2010 (dl 78, misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria), che stabilisce - al comma 1 dell'articolo 9 - che il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti pubblici (compresi quelli della scuola) "non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per l'anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati".
Infine, "il ministro dell'Economia - troviamo riportato alla fine del primo articolo - è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio".
ATA
Non è stata affrontata, invece, la questione relativa al personale ATA, relativamente alla restituzione della retribuzione per lo svolgimento delle mansioni superiori. Era attesa per oggi, infatti, una risoluzione alla questione, ma nel testo del Decreto non se ne fa menzione.

E’ quasi ufficiale: il fondo di istituto sparirà

venerdì 6 settembre 2013 · Posted in , , , ,

tagliati_i_fondi
DETTO IN ALTRI TERMINI: QUEST'ANNO EVITATE PROGETTI O ALTRE ATTIVITÀ  EXTRADIDATTICHE PER IL FORTE RISCHIO CHE POI NON CI SARANNO I SOLDI PER PAGARLE...


 di Reginaldo Palermo,da La Tecnica della scuola
I sindacati, Cgil esclusa, chiedono di conoscere l’entità delle risorse derivanti dai risparmi di sistema, in modo da poter decidere qualcosa in merito agli scatti stipendiali. Se il fondo di istituto verrà di nuovo usato per gli aumenti, alle scuole rimarrà ben poco da contrattare.
Ormai è chiaro come andrà a finire anche quest’anno la contrattazione di istituto.
Nella giornata del 3 settembre il Ministero ha comunicato ai sindacati che ci sarà un modesto incremento delle risorse destinate al funzionamento delle scuole (ma solo per alcune voci particolari che non riguardano tutti).
Ci saranno anche un po’ di soldi in più per le supplenzema questo è semplicemente un “atto dovuto” in quanto, come avviene da alcuni anni, anche per il 2013 la previsione iniziale su questa voce era stata sottostimata.
Ma più interessanti di tutte sono le notizie su quanto si è detto in fatto di fondo di istituto.
Sono stati gli stessi sindacati a chiedere al Miur di aspettare a dare delle cifre.
Prima – hanno detto i sindacati, Flc-Cgil esclusa – vogliamo sapere a quanto ammontano i risparmi di sistema derivanti dalla applicazione della legge 133/08 e poi ne parleremo”.
Evidentemente i sindacati hanno in mente di chiedere anche questa volta che i risparmi di sistema vengano utilizzati per pagare gli scatti stipendiali e siccome già si sa che non basteranno l’idea è appunto quella di tagliare ancora le risorse destinate al fondo di istituto.Oltretutto c’è da dire che la legge 133 prevedeva per il 2012 un risparmio di 3miliardi e 188 milioni, superiore di 650milioni esatti a quello calcolato per il 2011.
Ora, se già lo scorso anno i risparmi sono stati risibili, è del tutto evidente che per il 2012 sarà anche peggio.
Ciò significa che gli eventuali scatti stipendiali dovranno gravare pressoché interamente sul fondo di istitutoche, in pratica, si ridurrà a poca cosa.
E, poiché alcune voci non potranno essere eliminate del tutto (per esempio i compensi per i collaboratori del ds o quelli per le ore eccedenti o per il lavoro festivo e notturno) è chiaro che il taglio dovrà essere fatto sul resto.
E’ quindi necessario che le scuole facciano molta attenzione a programmare le proprie attività e forse non sarebbe male se anche docenti e Ata prestassero maggiore attenzione agli incarichi assunti.
A marzo ci si potrebbe trovare di fronte ad un fondo di istituto pressoché azzeratocon tutte le conseguenze del caso.

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